Da Ngapeth a Bernardo – Il volo olimpico dell’Italvolley

“È una notte d’argento… Non siamo arrivati sulla luna, ma abbiamo fatto un bel giro tra le stelle.”

Di Ferdinando De Giorgi

Così Fefè De Giorgi commenta il risultato all’indomani dell’emozionante finale olimpica. Un mese fa dicevamo che ci saremo potuti giocare al massimo il bronzo. E invece un connubio di notti insonni e tabù sfatati ci ha guidati fino alla finalissima. L’avrebbero detto forse solo qualche oracolo e qualcuno tra i più coraggiosi di noi. Sicura ne era invece la nonna di Giannelli, che anche noi approfittiamo per salutare.

Il viaggio dell’Italia inizia il 7 agosto, a due giorni dalla spettacolare cerimonia di apertura che ci ha tenuti svegli fino alle 5 del mattino. Ma era solo la prima di tante nottate. Ci presentiamo contro la Francia carichi e positivi, come quando ci si prepara per andare ad una serata open-bar in discoteca. E infatti un’ottima serie in battuta del nostro palleggiatore non ancora ventenne ci porta su un tranquillo 9-0, il tutto nell’incredulità generale dei ragazzi del servizio campo, i 4 brasiliani e l’Irriducibile Gialloblu presenti sugli spalti. Nonostante i transalpini ci ricordassero da quanto tempo mancasse una vittoria su di loro, con la stessa simpatia della suocera che ti fa notare di aver preso qualche chilo, archiviamo la prima partita con un 3-0 ed uno splendido meme che non ci stancheremo mai di guardare. Vittoria anche per il Brasile mentre gli USA perdono all’esordio, con la maggior parte dei giocatori ancora dispersi tra i ballerini di samba del Maracana.

Un meme è per sempre

Un meme è per sempre

Seconda partita del girone, 9 agosto: Italia vs USA. È il giorno del 20esimo compleanno di Giannelli e i compagni di squadra sono ancora in preda all’indecisione riguardo il regalo da fargli. Lui, uomo pragmatico, risolve la situazione “regalandoci” un 60% in attacco, superando il record di carriera di Milos Nikic. Chiudiamo così il match con un bel 3-1. Unica nota dolente: l’infortunio del nostro capitano Emanuele Birarelli (che grazie a qualche congiunzione astrale a noi sconosciuta riuscirà a recuperare in tempo per la seconda fase del torneo). Per quanto riguarda i nostri compagni di pool, vincono Brasile e Francia.

Due giorni dopo, Italia vs Messico. In Italia è l’1.30 di notte e, a seguire la diretta della partita su Twitter, c’è più gente di quella volta che al PalaPanini si giocò Modena vs Novi Sad di Champions. A Rio, però, è quasi ora di cena e il Kinder Merendero mangiato nel primo pomeriggio è ormai un ricordo lontano. Si chiude quindi il terzo match del girone in poco più di un’ora per 3-0 con anche un po’ di turnover per i nostri titolari, e si va tutti a cena con la qualificazione ai quarti di finale già in tasca. Gli USA, con l’acqua alla gola, riescono a strappare un 3-1 ai brasiliani e guadagnano la prima vittoria nel torneo. Vince anche la Francia.

La quarta giornata di gare per noi è un big match di quelli che non si vedono tutti i giorni. Affrontiamo, infatti, i brasiliani padroni di casa nella loro arena, il Maracanaziño. Non era mai successo che l’Italia battesse il Brasile alle Olimpiadi, ma è successo. Imponendoci con il risultato di 3-1 guadagniamo la testa della pool A a pieni punti e ci godiamo il massacro Francia-Brasile-USA per il passaggio del turno.

Ultima gara del girone, Italia vs Canada, è tempo di salvare il salvabile. Con Birarelli in recupero e Piano infortunato, a Chicco non resta altro da fare che chiedere il miracolo al Cristo Redentore. Antonov si improvvisa così centrale, confondendo non poco sia se stesso che i compagni di squadra. Sicuramente non una della nostre migliori prestazioni. La vince, infatti, il Canada per 3-1. Subito dopo si gioca lo scontro diretto fra Brasile e Francia, che porterà all’esclusione dai quarti di una delle due (vista la vittoria degli Stati Uniti nella stessa giornata). Al termine del match, con solo due partite vinte, Ngapeth dichiara di sentire profumo di biscotti italiani. Noi gli rispondiamo che i biscotti non li sappiamo fare, al massimo facciamo i tortellini.

Nonostante la sconfitta contro il Canada e le scottanti dichiarazioni transalpine, passiamo comunque primi nel girone, insieme a USA, Canada e Brasile. Escluse Francia e Messico.  Nella pool B invece, poche sorprese. Ci seguono ai quarti Polonia, Argentina, Russia e l’Iran contro cui andremo a scontrarci.

Si fa sul serio...

Si fa sul serio…

Il 17 agosto è una giornata gloriosa. Dopo anni siamo in grado di sfatare ben due tabù, riuscendo a vincere una partita trasmessa in diretta su Rai 2 (invece che su RaiSport) e indossando la divisa blu scuro. Non sappiamo se era il peso della posta in palio, l’essere i favoriti o l’aperitivo fatto per il compleanno di Sottile ma, nonostante la partenza sottotono e il gran numero di errori al servizio, ci imponiamo 3-0 sull’Iran e voliamo in semifinale. Nota di merito allo Zar che, battendo a 127 km/h, si porta a casa il record olimpico di velocità al servizio.

Al di là dell’ignoranza e delle belle foto, vogliamo spendere due parole per questo cartellone. Noi, che siamo donne, non ci immaginiamo nemmeno cosa potrebbe succedere se ci impedissero di andare a vedere le partite di pallavolo. E allora perché, vista anche la sportività dei nostri avversari che a fine partita si congratulano per la vittoria e ci augurano il meglio con un tweet firmato dalla Federazione Iran Volley-ball, noi si e le donne iraniane no?

Foto3

Decidiamo di sfidare la fortuna una seconda volta: diretta su Rai 2 e divisa blu scuro. La semifinale contro gli Stati Uniti non è stato un match per deboli di cuore. I primi due set sono combattutissimi e portano subito la partita sulla parità (entrambi vinti in rimonta, rispettivamente il primo dall’Italia e il secondo dagli USA). Stendiamo invece un velo pietoso sul terzo set, perso dall’Italia 25-9. Ma noi siamo gente che non si arrende mai, ci portiamo a casa il quarto parziale e lasciamo decidere al tie-break quale sarà la prima finalista di Rio2016. Il resto è noto: molti errori a stelle e strisce, uno spettacolare punto in ricezione di Colaci, il muro di Buti, le lacrime di Chicco e siamo in finale. I brasiliani la risolvono più velocemente e si aggiudicano la finale con un secco 3-0 sulla Russia.

No Chicco don't cry

No Chicco don’t cry

Non è “solo” finale. No! È finale olimpica al Maracanaziño. È contro i brasiliani, padroni di casa. È contro la Seleçao più 12000 fuori di testa sugli spalti. È contro la vena sul collo di Bernardo. Ma forse, prima di tutto, è contro noi stessi.

E anche se il finale non è stato quello che tutti desideravamo, questa squadra ha fatto sognare una nazione intera. Ci siamo svegliati il giorno dopo con un bellissimo argento al collo e la consapevolezza di avere solo il Brasile davanti… e tutto il resto del mondo dietro.

Diapositive olimpiche

Diapositive olimpiche

Se il ricordo di Rio sta sbiadendo, vi ricordiamo che manca pochissimo all’inizio del nostro campionato! Il primo appuntamento è il weekend del 24/25 settembre. Al Palapanini si affronteranno Modena, Trento, Perugia e Civitanova per conquistare la DelMonte Supercoppa. Ci si sente prossimamente sulle nostre pagine!

Facebook: La Sorellanza
Twitter: @la_sorellanza

La Sorellanza

La Sorellanza è un’associazione che si impegna nel portare all’attenzione mondiale il volley, soprattutto il trash che c’è dietro. CEO: Luca Vettori.

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72 Risposte

  1. Daniela ha detto:

    ci incrociamo presto sugli spalti allora, splendide sorelle 🙂
    per amore, solo per amore – e con la necessaria dose di ignoranza.

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