Ma quanto è bella la Free Agency?!

La NFL nelle prossime settimane si appresta a far volare soldi nemmeno fosse Di Caprio in “The wolf of the Wall Street”, il quale però per vincere questo tanto desiderato Oscar è dovuto andare a caccia di animali selvaggi nel North Dakota (se ci leggete una qual certa metafora tra free agency e draft, sì era proprio quello a cui volevo alludere.)

È il momento della Free Agency

È il momento della Free Agency

La free agency ormai assomiglia sempre più ad un orpello molto più utile alle tasche dei giocatori (ed a quelle dei loro agenti) che alle squadre nell’ottica della costruzione di un team vincente. Essendo il football comunque uno sport che genera un fatturato mostruoso (l’anno prossimo ogni squadra avrà a disposizione 155 milioni di ingaggi…) ed essendo i giocatori i principali protagonisti, chiaramente non possiamo fargliene una colpa se arriva un momento della loro carriera in cui tendono a voler monetizzare il più possibile il loro sforzo. Ma quanti dei “big splash” (contratti da 4 o più anni, da 30 o più milioni) avvenuti nella scorsa free agency poi hanno realmente inciso sin da subito nelle sorti delle nuove squadre?

Darrelle Revis (New York Jets, 70 milioni in 5 anni, 39 garantiti): si tratta di un ritorno a casa e per il figliol prodigo ai Jets hanno ucciso davvero il vitello più grasso che avevano. La sua stagione è stata comunque molto buona. I Jets hanno sfiorato i playoff e se non ci sono riusciti le colpe vanno ricercate altrove. +1 FA

Ndamukong Suh (Miami Dolphins, 114 milioni in 6 anni, 60 garantiti): Suh, nel bene e nel male, è sempre stato uno che s’è fatto notare negli anni a Detroit. La sua stagione a Miami è passata quasi inosservata: individualmente non ha fatto schifo, è stato quasi sufficiente, ma non era stato preso per essere solo “quasi sufficiente”. Doveva innalzare il livello di un reparto che invece per certi aspetti è regredito. Se poi il discorso viene ampliato a tutta la squadra allora si fa davvero buia. -1 FA

DeMarco Murray (Philadelphia Eagles, 42 milioni in 5 anni, 21 garantiti): il matrimonio con Chip Kelly è durato meno di quanto sia durato il primo di Elizabeth Taylor. Ed ora tocca a Pederson continuare a pagare gli alimenti. Più che uno sgarbo ai rivali Cowboys, sinora questa firma è assomigliata molto ad un cavallo di Troia e per i tifosi Eagles non è “cavallo” la parola che maggiormente affiancano a Troia quando parlano di DeMarco. -1 FA

Orlando Franklin (San Diego Chargers, 36,5 milioni in 5 anni, 20 garantiti): qua bisogna sospendere il giudizio. La linea dei Chargers ha sofferto tantissimo quest’anno, ma Franklin ha saltato in pratica tutta la seconda metà della stagione. Parliamo di un giocatore che in carriera prima di approdare in California aveva saltato una sola partita, giocando peraltro nelle ultime 3 stagioni il 95% degli snap offensivi disponibili. = FA

Julius Thomas (Jacksonville Jaguars, 46 milioni in 5 anni, 24 garantiti): anche qui qualche problema fisico occorso ad inizio stagione ha rallentato il suo inserimento nella nuova squadra. Per il resto non ha fatto moltissimo per far ricredere quelli che lo ritenevano un prodotto dell’attacco dei Broncos (sua ex squadra). Doveva essere il target principale in endzone per i Jaguars e veniva da 12+12 TD messi a segno nelle ultime due stagioni. Annata decisamente sottotono anche in questo (5 TD), per ora è un NO. -1 FA

Mike Iupati (Arizona Cardinals, 40 milioni in 5 anni, 22 garantiti): questa è stata decisamente un’ottima aggiunta ad un reparto che ha viaggiato per tutta la stagione tra i migliori della lega. Iupati è stato uno dei protagonisti di una linea che si è mantenuta tra l’elite NFL per la pass protection ed ha decisamente migliorato il run blocking (specialità in cui l’ex 49ers eccelle). +1 FA

Jeremy Maclin (Kansas City Chiefs, 55 milioni in 5 anni, 22 garantiti): hanno dato ai Chiefs un ricevitore e questi gli ha sollevato la classifica. Maclin è stato il vero valore aggiunto ad una squadra che sembrava appiattirsi un po’ troppo su sé stessa. Acquisizione decisiva ai fine della loro stagione, sicuramente la miglior firma pluriennale di un certo peso dell’anno scorso, pur considerando i continui acciacchi fisici. +1 FA

Free Agency

And the winner is…Jeremy Maclin

Rodney Hudson (Oakland Raiders, 45 milioni in 5 anni): il centro ex Kansas City doveva essere una delle aggiunte più interessanti della free agency dei Raiders dell’anno passato. Con estrema sincerità, pur avendo fatto parte di un reparto tanto ottimo in fatto di pass protection quanto nulla in run blocking, ammetto di non essere riuscito a trovare strumenti in grado di giudicarne la sua singola stagione. In attesa che qualche tifoso di Oakland o qualcuno che che ha seguito più da vicino la sua stagione mi illumini a riguardo nei commenti di questo pezzo, lascio il giudizio in sospeso.

Brian Orakpo (Tennessee Titans, 32 in 4 anni, 14 garantiti): ha avuto una stagione dignitosa, specie considerando che stava rientrando da un infortunio pesante, ma forse ci si aspettava qualcosa di più già a partire dai 7 sack messi a segno. Questo è un giocatore che ha le potenzialità per archiviare stagioni da 10+ sack con costanza (ed il contratto firmato per certi versi lo richiederebbe anche), mentre tra un problema fisico ed uno tattico sinora ci è riuscito solo 2 volte (nella stagione da rookie e in quella prima dell’infortunio). -1 FA

Torrey Smith (San Francisco 49ers, 40 milioni in 5 anni, 22 garantiti): il giocatore, per caratteristiche, non mi ha mai esaltato. Il suo apporto ai 49ers quest’anno è stato evanescente (ad essere buoni). A sua parziale discolpa c’è un clima generale di squadra che ha iniziato a prendere schiaffi con i ritiri durante l’offseason e non ha smesso di prenderli per tutta l’annata ed una situazione tattica che mal si accoppiava alle sue caratteristiche, comunque molto limitate. -1 FA

Pernell McPhee (Chicago Bears, 40 in 5 anni, 15 garantiti): doveva rinvigorire una pass rush abbastanza atrofizzata nelle ultime stagioni. Vuoi per problemi fisici, vuoi per limiti personali, McPhee non ha portato una gran miglioramento nella caccia ai QB avversari, finendo anche per giocare molto poco nella seconda parte di stagione. -1 FA

Byron Maxwell (Philadelphia Eagles, 63 in 6 anni, 25 garantiti): era sembrato sin da subito che questa firma fosse potenzialmente esagerata, benché figlia di un mercato di CB abbastanza “drogato” verso l’alto. Maxwell è stato discontinuo un po’ come lo è stata la sua difesa e in generale la sua squadra. Ci sono stati miglioramenti generali, ma non all’altezza di quanto sperato. -1 FA

Charles Clay (Buffalo Bills, 38 milioni in 5 anni, 20 garantiti): stando alle modalità simil telenovela che portarono alla sua firma, ci si poteva aspettare di più dalla sua prima stagione in maglia Bills: 51 ricezioni e 528 yard che lo piazzano rispettivamente al 17esimo e 16esimo posto tra i TE in giro per la lega. Anche a causa di una manciata di partite perse che sono un po’ il leitmotif della sua carriera. -1 FA

Chris Culliver (Washington Redskins, 32 milioni in 4 anni, 16 garantiti): stagione molto sfortunata la sua nella quale gli è esploso il ginocchio. Infortunio che molto probabilmente non gli permetterà di essere disponibile sin da subito nemmeno nella prossima annata. Non che nelle prime giornate in cui è sceso in campo abbia giustificato questo contratto. -1 FA

Jeremy Parnell (Jacksonville Jaguars, 32 milioni in 5 anni, 13 garantiti): questo contratto era parso ai più uno dei peggiori dell’intera free agency scorsa. Avendo visto il giocatore in maglia Cowboys da molto vicino nelle passate stagione a me sorprendeva fino ad un certo punto. Chiaramente pagavano come un titolare uno che sino a quel momento, all’età di 28 anni, titolare non lo era mai stato. Il grado, prima riconosciutogli dalle cifre contrattuali e poi anche dal numero di snap giocati (92,8%), indubbiamente c’è…le prestazioni invece non sono state all’altezza: i 51 sack concessi è vero che sono 20 in meno rispetto alla cifra mostruosa raggiunta nel 2014 e non saranno passati tutti dalla sua parte (…molti sì), ma restano comunque un dato imbarazzante se rapportato agli investimenti fatti in questi anni nella linea offensiva, tra cui appunto questo di Parnell. Investimenti che per il momento non hanno ancora reso il reparto presentabile. -1 FA

Complessivamente quindi arriviamo a 15 contratti elargiti la passata stagione che soddisfano i requisiti fissati inizialmente (almeno 4 anni, almeno 30 milioni complessivi). Di questi 15 solo 3 sembrano aver inciso in maniera decisiva nelle prestazioni della squadra, migliorandone il rendimento generale (Revis, Iupati e Maclin). Per il resto si naviga tra il deludente e il disastroso, specie se appunto rapportato alle cifre cospicue investite. Il saldo è senza dubbio negativo, benché comunque calcolato solo dopo una stagione dalla firma di quei contratti pluriennali.

L’obiettivo di contratti così lunghi resta comunque quello di rafforzare se non addirittura costruire una base sulla quale impostare la propria squadra negli anni a venire. Se questi sono i presupposti, concluderei rispondendo alla domanda del titolo: per i giocatori sicuramente tanto, per le squadre avrei qualche dubbio.

azazelli

Da giovane registravo su VHS tutte le finali di atletica, mondiali ed olimpiadi, poi m'hanno cancellato il record di Donovan Bailey con Beautiful e mi sono dato al download. Vivo di sport, cerco di scriverne.

Potrebbe anche interessarti...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: