[Eurobasket 2017] Power Ranking

Da una idea mia e del mio socio Massimiliano Spinelli, che un giorno avrò il piacere di allenare, nasce la griglia di partenza o meglio ancora il Power Ranking degli Europei di basket itineranti che inizieranno giovedì. Abbiamo ordinato secondo il nostro parere personale le 24 squadre che cercheranno di strappare dalle mani dei fratelli Gasol e compagni (SPOILER: ancora favoriti) il titolo di campione europeo.

Gasol & Gasol

1-Spagna: i campioni in carica si presentano ai nastri di partenza con le defezioni di Llull (rottura del crociato), Rudy Fernandez (prima assenza in una rassegna con la nazionale da 13 anni a questa parte), Mirotic e Ibaka, ma Sergio Scariolo può comunque contare su un roster di livello assoluto e completo in tutti i ruoli, con un mix di veterani e giovani di talento -alcuni come gli Hernangomez e Abrines reduci dalla prima stagione oltreoceano, occhio soprattutto a quest’ultimo- che sarà guidato dagli eterni Pau Gasol (ma ci sarà anche Marc) e Juan Carlos Navarro. In girone l’avversario più pericoloso sulla carta è la Croazia, mentre Montenegro, Repubblica Ceca, Romania e Ungheria non dovrebbero creare grossi grattacapi a Don Sergio.

2-Francia: Nonostante le tantissime assenze, questa presunta Francia-bis è davvero competitiva e forse con delle gerarchie più consolidate: Collet potrebbe non fare disastri. Già Huertel e De Colo sono una coppia di playmaker da salivazione immediata (da far giocare insieme, vista la possibilità di utilizzare anche il neo-CSKA Westermann come play), sarà da inquadrare il talento smisurato di Fournier, mentre sotto canestro l’immenso Boris Diaw guiderà la truppa di giocatori magari meno atletici del passato, ma molto più solidi.

3-Slovenia: le fortune di questa squadra, nell’ultima decade sempre competitiva ma sempre a un passo dalla medaglia, passeranno dal trio Dragic – Doncic – Randolph. Fari puntati in particolar modo sul 18enne del Real, uno dei talenti più cristallini del vecchio continente su cui mezza NBA ha già messo gli occhi addosso. Nel complesso il potenziale è alto, l’età media molto bassa (24 anni) e questo potrebbe avere il suo peso man mano che si alzerà l’asticella. Girone ostico con Francia e Grecia, ma passaggio del turno non è in discussione.

“A me arrapano tantissimo”, gusti…

4-Croazia: le amichevoli estive ci hanno regalato una squadra veramente in salute e pronta per lottare per una medaglia. Sotto canestro siamo ai limiti dell’ingiocabilità per alcune squadre piccole: Dario Saric, i 217 centimetri di Dragan Bender, la solidità di Zoric e Planicic. Come esterni Bogdanovic e Simon avranno le maggiori responsabilità, mentre qualche dubbio possiamo averlo sui portatori di palla, piuttosto stagionati e in parabola discendente (Ukic e Popovic)

5-Serbia: alzi la mano chi non ha rosicato almeno un po’ per le assenze di Teodosic e Jokic. Con le loro rinunce, oltre a perderci un po’ di spettacolo sicuro, scendono anche le quotazioni dei vicecampioni mondiali ed olimpici (orfani anche di Raduljica tra gli altri) agli ordini di Coach Djordjevic, che si ritrova cortina in cabina di regia: Micic unico play puro, probabilmente si adatterà Nedovic che può giocare sia PG che SG. In fase offensiva molto, moltissimo sulle spalle di Bogdanovic, fresco di firma con i Kings. Nel girone non mancano le insidie, Lettonia su tutti.

6-Grecia: Giannis mancherà e con lui il ricambio generazionale che fatica ad arrivare. La Grecia ha certamente abbassato l’età media, ma quando la palla scotta si va spesso dai Bourossis e dai Printzezis, oppure da Sloukas e Calathes.. un momento, Calathes ha davvero 28 anni? Tagliategli subito il fusto per vedere la sua età, è impossibile!

7-Lituania: quello Lituano è un roster piuttosto consolidato nel suo core – Kalnietis, Maciulis, Kuzminskas, Motiejunas, Valanciunas – e reduce da due argenti nelle ultime due manifestazioni continentali, sebbene da anni ci si aspetti il salto di qualità in nazionale dei due big-men, le cui prestazioni sono spesso state sotto le aspettative. Favoriti comunque per la vittoria del girone, da giocarsi verosimilmente (mi tocco) con Azzurra.

8-Georgia: Altra squadra che i non esperti di questa manifestazione potrebbe sorprendersi nel vedere così in alto. In realtà la Georgia è una squadra che ormai non può essere considerata una sorpresa. Reparto lunghi enorme con Shermandini e soprattutto Zaza Pachulia, l’all-around Shengeila feroce in difesa e in attacco, un reparto guardie istrionico con Dixon e Tsintsaze e l’esperto Markoishvili a punire dalla lunga distanza. Il mio grosso punto di domanda è la difesa, squadra propensa ai rientri pigri, tende a collassare in area lasciando i tiratori avversari troppo liberi.

9-Lettonia: i baltici guidati da Porzingis potrebbero essere una delle mine vaganti della competizione, il girone D è forse quello più equilibrato con la sola Gran Bretagna data fuori dai giochi per la qualificazione. Oltre alla star dei Knicks sarà interessante vedere Davis Bertans e Ojar Silins (straight outta Trento).

10-Belgio: ovvero “dove non arriva il talento arriva la costruzione di una squadra con meccanismi oliati e perfetti”. Sarete forse sorpresi di vederli così in alto, ma il Belgio è una squadra bellissima da vedere, molto fisica e corale. Nessuna stella e forse nei finali di partita questa cosa potrebbe pagarla.

11-Italia: su Azzurra vi rimandiamo all’articolo uscito pochi giorni fa. Se non l’avete letto, leggetelo. Se l’avete già letto, rileggetelo.

12-Turchia: Siamo alle solite, la Turchia è sempre la variabile impazzita dell’Europeo. Poggiata su un ricambio generazione che fatica ad ingranare (ancora convocato il veterano Guler), i Turchi offrono il solito arsenale di corpaccioni enormi sotto canestro e di guardie con un tiro da fuori affidabile. Il centro del progetto sarà Cedi Osman, sarà l’Europeo della consacrazione dopo l’ottima Eurolega disputata?

Osman chiamato all’ultimo passo

13-Russia: la nazionale Sovietica è in una fase di transizione che dopo il bronzo olimpico del 2012 è stata parca di risultati e talenti. Non ci sono aspettative altissime, ma migliorare il 17° posto di due anni fa è alla portata.

14-Montenegro: uno dei migliori assi play – pivot dell’Europeo con Nicola Vucevic in versione “dominanza” supportato dal folletto naturalizzato Tyrese Rice. Molto curioso di vedere il contributo del classe ’99 Radoncic in forza al Real Madrid. Squadra con delle gerarchie nette che può fare strada.

15-Germania: la compagine dell’era post-Dirk guidata da Dennis Schroder è molto giovane (età media 25 anni) e ha pochissimo materiale proveniente da campionati di alto livello, fatta eccezione appunto per il play degli Hawks, Daniel Theis (che ha firmato in estate per i Celtics dopo tre stagioni al Bamberg di Melli) e per Voigtmann del Baskonia. Si giocherà probabilmente il quarto posto disponibile per la qualificazione del girone B.

16-Israele: mancherà T.J. Leaf per i padroni di casa, che potranno però contare su un duo di 3-4 piuttosto affidabile con Casspi ed Eliyahu e di una fisicità importante sotto canestro con Richard Howell. Verosimilmente n corsa  anche loro per il terzo-quarto spot nel gruppo B

17-Polonia: l’assenza di Gortat distrugge le speranze dei Polacci di passaggio del turno. Squadra che si appoggerà sull’asse Slaughter- Kulig, ma potrebbe non bastare

18-Finlandia: dipendono quasi esclusivamente dal tiro dietro l’arco e dalla vena offensiva di Koponen, Salin e Markkanen. Se però offensivamente girano possono essere una squadra scomoda da affrontare.

19-Repubblica Ceca: Vedi Polonia e sovrascrivi Gortat con Vesely. Satoransky dovrà trasformarsi nel miglior Mastrota per fare pentole, coperchi e se possibile regalare biciclette e ferri da stiro.

….e con la mountain bike cambio Shimano, vi regalo anche due palloni da basket.

20-Ucraina: anche qui le assenze la fanno da padrone, niente Fesenko, Len e la guardia Gladyr che tanto bene aveva fatto nella partita contro l’Italia che ci impedì l’accesso ai Mondiali 2014. Squadra comunque solida ma senza punte, passare il girone sarà difficile.

21-Islanda: la Banda Bassotti del ventunesimo secolo, squadra che negli scorsi Europei ha messo in difficoltà gli avversari con il cambio sistematico. Credo però che l’effetto sorpresa sia passato e che gli allenatori avversari abbiamo potuto prendere le misure dei “geyseriani”

22-Ungheria: nelle qualificazioni hanno sorpreso non poco, da capire se Vojvoda riesce a confermarsi su questi livelli ed aiutare il neo giocatore del Barcellona Hanga, chiaramente il go to guy della squadra

23-Gran Bretagna: quando ho visto che uno degli ultimi tagli è stato l’ex NBA Ben Gordon ho salivato pensando alla qualità di chi è stato selezionato per gli Europei.. poi guardo il roster e scopro (per mia colpa ovviamente) di conoscere praticamente solo Luke Nelson per i suoi passati collegiali. Molto curioso di vederlo in campo Europeo.

24-Romania: non me ne vogliano i lettori romeni di Quel che passa, ma non conosco mezzo giocatore della Romania. L’ultimo di cui ho memoria è Gheorge Muresan.

Momento vintage

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