Giro delle Fiandre 2017 – Preview

Giro della Fiandre 2017 preview

Sembra ieri che ci veniva la bava alla bocca per l’inizio della stagione sulle pietre e adesso eccoci qua: due corse sole. Le più importanti certamente, ma solo due. Qualcuno ha già vinto a sufficienza per andare a casa con la pancia piena, altri hanno l’ultima chance prima di cominciare a rosikare duro, perché da qui a fine anno sul pavé si corre poco, anzi pochissimo.

La centunesima edizione della Ronde sarà l’ultima di Tom Boonen, che comunque pensa più alla Roubaix a questo punto della carriera. Non c’è più nemmeno Spartacus ad aprire la corsa in due sul Kwaremont, ma gli eredi son già pronti e non aspetteranno nessuno. L’abbiamo già visto all’Omloop, alla Kuurne, alla Dwars, ad Harelbeke e poi alla Gent-Wevelgem: la tendenza è sempre più quella di attaccare da lontano, anche a 70-80km dalla corsa. Perché dietro è difficile organizzarsi, e sui muri non c’è squadra che possa resistere a lungo. Ci aspetta una grande edizione, mettetevi comodi.

Il percorso (260 km)

Si allunga la corsa rispetto agli ultimi anni: 260 km pieni di sofferenza. La prima parte non presenta grosse difficoltà, ma già al km 115 si affronta per la prima volta l’Oude Kwaremont. Poi arrivano 90 km durissimi con 9 muri, di cui 3 sul pavé, di norma preparativi alla bagarre vera che si scatena la seconda volta in cui si affronta il vecchio Kwaremont.

profilo giro delle fiandre 2017

A questo punto di chilometri ne mancano poco più di 50 e subito dopo c’è il Paterberg, 300 metri durissimi che spesso fanno la differenza. Qui di solito il gruppo conta già meno di 50 unità e si è capito chi sicuramente non può vincere. Dopo altri 4 muri, tra cui Koppenberg e Taaienberg, a circa 15 chilometri dal traguardo si ripete la combo che è il trampolino per le azioni decisive. Chi ne ha prende in testa il Kwaremont e fa selezione, per poi involarsi definitivamente sul Paterberg. Dalla cima di quest’ultimo mancano solo 13 km, completamente pianeggianti.

giro delle fiandre 2017 muri

I favoriti

Greg Van Avermaet (BMC Racing Team) – Il suo palmares nelle Classiche fino al 2015: Parigi – Tours… Dal 2016 in poi: Omloop (2 volte), Olimpiadi, GP Montreal, Harelbeke, Gent-Wevelgem. Colui che fino a due anni fa era considerato il perdente per definizione, adesso può vincere qualsiasi gara in qualsiasi modo. Forma strepitosa, squadra solida e la Ronde è sempre stata la sua corsa. L’anno scorso tagliato fuori per una caduta, che è poi l’unico modo per fermalo.

Peter Sagan (Bora) – L’unico vero anti-GVA, nella corsa che l’anno scorso l’ha reso grande. Quei muri col pavé sembrano disegnati col sarto per lo slovacco. E quando parte di potenza, vai tu a riprenderlo. Bene in questo inizio di stagione, ma si aspettava di arrivare qui vincendone almeno una tra Harelbeke e Gent. Invece ha letto male la prima e deciso di non vincere la seconda. Voleva mandare un messaggio agli avversari, dice. Non credo però che smetteranno di corrergli tutti contro. È il prezzo da pagare quando sei il più forte.

peter sagan giro delle fiandre 2017 preview

Pronti a vincere

Phil Gilbert (Quickstep) – Welcome back Phil Gil! Dopo aver cazzeggiato per 5 anni con i soldi della BMC, l’ex campione del mondo è tornato a spiegare ciclismo. Già alla Dwars e ad Harelbeke ha forzato l’azione decisiva a 70km dal traguardo, chiudendo secondo in entrambe. Poi nella prima tappa della 3 giorni di La Panne ha completamente demolito la competizione con un assolo strepitoso. Questo è un fuoriclasse, apparentemente l’unico refrattario all’idiozia del suo team manager e delle sue tattiche scellerate.

Quelchepassa Outisder

Stybar/Terpstra/Trentin/Boonen (Quickstep) – Volevo sceglierne uno, ma sta squadra è una vera lasagna, quindi dentro tutti nel calderone. Tra Stybar e Terpstra ormai non si capisce più dove finisce uno e comincia l’altro. Entrambi hanno gran gamba, anche se a fine corsa ti chiedi a che serva avere gran gamba se poi te ne stai nei gruppetti a scuotere il capo per non tirare. Il sogno sarebbe vedere Tommeke partire sul Taaienberg e non voltarsi più indietro.

Oliver Naesen (Ag2r) – il volto nuovo delle Classiche su pietra. Classe ’90, ma è passato professionista solo nel 2015. L’anno scorso ha preso le misure vincendo alla grande il GP Plouay, quest’anno il vero salto di qualità: top10 in Omloop, Kuurne, Dwars e Harelbeke, dove ha mostrato di poter stare coi migliori sui muri. Se Sagan e GVA si guardano, lui può beneficiarne. È anche piuttosto veloce.

Luke Durbridge (Orica) – sesto alla Strade Bianche, quarto alla Dwars e ad Harelbeke. È finalmente giunto il tempo di Luke Durbridge, uno che abbiamo atteso per anni e anni. Corridore di rara potenza, ha imparato a spianare i muri con leggerezza. In volata è quasi sempre battuto, ma se parte negli ultimi 10 km fai fatica a riprendergli la ruota. Occhio.

John Degenkolb (Trek) – sta finalmente tornando a livelli elite dopo il terribile incidente del 2016 e un anno di transizione. Già ad Harelbeke aveva dato otttimi segnali, ma è alla Gent che ha stupito, rimanendo incollato a Sagan-GVA sul Kemmelberg. Può piazzare la zampata specialmente in caso di corsa attendista, sfruttando la squadra molto forte per coprire le azioni da lontano.

John Degenkolb giro delle fiandre 2017 preview

Questo non lo metto perché…

Alexander Kristoff (Katusha) – …perché è due anni che vivacchia, senza mai dar l’impressione di poter vincere una corsa importante. Mettici anche una squadra non sempre all’altezza, a parte il volenteroso Tony Martin, e la frittata è fatta, malgrado lui la Ronde l’abbia già vinta.

Sky – …perché dopo diverse annate promettenti nelle Classiche, quest’anno sembrano dei dilettanti allo sbaraglio. Mai presenti nei momenti chiave delle gare, mai un’azione anche estemporanea per provare a fare la differenza. La più grande delusione di questa primavera, Moscon compreso.

Tiesj Benoot (Lotto Soudal) – …perché con tutto il bene che gli voglio (a lui e alle sue orecchie), non vince veramente mai. Da quando è passato pro ha qualcosa tipo 60 top10 e zero vittorie in carriera. Ricorda molto il giovane GVA in effetti. Speriamo che col tempo impari a vincere anche lui.

Sep Vanmarcke (Cannondale) – …perché non vinceva nemmeno quand’era in grande forma, figuriamoci ora che sta recuperando da un infortunio alle costole e non pare avere molta benzina nelle gambe. Gli anni intanto passano, e noi che lo tifiamo continuiamo a rosikare.

Chi è rimasto fuori? La Lotto Soudal è un’altra tra le grande deluse (finora) della Classiche: sia Jurgen Roelandts che Jens Decusschere sono corridori da pietre, ma la forma non sembra dalla loro. È in stato di grazia invece Jens Keukeleire (Orica), secondo alla Gent e attaccante nato. Chi apprezzerebbe una gara non troppo dura è Arnaud Demare (FDJ), talvolta convincente sui muri delle Fiandre, ma senza la costanza che ci vuole per trionfare in una corsa del genere. Uno che si è messo in mostra settimana scorsa è Alexey Lutsenko, protagonista alla Dwars e dotato di spunto anche abbastanza veloce. Infine attenzione a Jasper Stuyven, lo scudiero di Degenkolb: è uno che può partire da lontano e sui muri è forse più a suo agio del tedesco.

Gli italiani

L’ultimo a vincere il Fiandre è stato, nel 2007, Alessandro Ballan. Che poi è anche l’ultimo ad essere andato a podio, insieme a Pippo Pozzato 5 anni fa. Ce n’è voluto di tempo, ma stiamo finalmente mettendo insieme un gruppo di corridori adatti al pavé. I primi due nomi li conoscete tutti: Daniel Oss e Matteo Trentin, ottimi corridori da Nord: potenti, solidi e anche veloci. Il problema è che corrono in squadre fortissime (BMC e Quickstep), che quasi sempre li utilizzano da gregari oppure in attacchi impossibili per far scoprire le altre squadre.

Chi sta venendo fuori solo quest’anno è Fabio Felline, che dopo aver dimostrato di andar forte nelle vallonate, adesso ci prende gusto anche sulle pietre. Bene anche Sonny Colbrelli: alla prima vera esperienza col pavé è arrivato in top15 sia alla Gent che ad Harelbeke. Il nome più fresco di tutti è quello di Alberto Bettiol, uno che sembra veramente poter far bene dappertutto, classe ’93 tra l’altro. Tenteranno di rimanere aggrappati anche Sacha Modolo e il giovanissimo Simone Consonni (molto convincente a La Panne). Nessuno di questi ovviamente ambisce a vincere la Ronde, ma è bello rivedere qualche corridore italiano anche nei gruppetti più forti.

Albo d’oro

2016 | Peter Sagan

2015 | Alexander Kristoff

2014 | Fabian Cancellara

2013 | Fabian Cancellara

2012 | Tom Boonen

2011 | Nick Nuyens

2010 | Fabian Cancellara

2009 | Stijn Devolder

2008 | Stijn Devolder

2007 | Alessandro Ballan

Plurivincitori

Solo 6 corridori sono riusciti a vincere il Fiandre per ben 3 volte: Achiel Buysse (1940, 1941, 1943), Fiorenzo Magni (1949, 1950, 1951), Eric Leman (1970, 1972, 1973), Johan Museeuw (1993, 1995, 1998), Tom Boonen (2005, 2006, 2012), Fabian Cancellara (2010, 2013, 2014). Nessuno l’ha vinto 4 volte.

In TV

Diretta, domenica, sia su Eurosport (hashtag ufficiale per comunicare con i telecronisti #EurosportCiclismo) dalle ore 13.45, sia sui canali RAI (prima parte dalle 12 su RaiSport, seconda parte poi su Rai3)

Twitter

L’account Twitter ufficiale della corsa è @RondeVlaanderen, mentre per i commenti live potete usare l’hashtag #RVV. Aggiornamenti in tempo reale su questa lista.

Starting List (da Procyclingstats.com)

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