L’uomo Del Monte ha detto Sir

L’Eurosuole di Civitanova è stato teatro della prima, indimenticabile volta di Gino Sirci e della sua Perugia, battendo in finale i padroni di casa della Lube. Una finale, se vogliamo, quasi “ovvia”, tra le due formazioni che meno hanno rivoluzionato la propria struttura nel corso del mercato estivo.

Noi abbiamo visto tutto, in loco. E questo è ciò che ci è rimasto del primo weekend della stagione.

SIR SAFETY CONAD PERUGIA

La cosa che subito si è notata è la grande tranquillità che ha dato l’inserimento di Colaci in ricezione; c’è chiaramente più equilibrio ed entrambe le bande hanno guadagnato in sicurezza. La differenza maggiore con le altre tre partecipanti l’ha fatta però il muro: 31 stampate in due partite, praticamente il doppio delle altre squadre. Zaytsev, tranne qualche piccola sbavatura, ha tenuto bene in ricezione e in difesa è parso il più reattivo, non solo della Sir, ma di tutte le pretendenti a questa Supercoppa. Ci riserviamo però di rimandarlo in attacco, il fondamentale più claudicante del weekend, servito poco in semifinale e molto altalenante in finale (da segnalare un meraviglioso cut shot contro Trento che Alison scansati); a fare cassa ci hanno pensato un Russell gigantesco (mvp del torneo), una buona intesa tra Lucio e Anzani e un Atanasijevic carico a mille che in un paio di occasioni si è trasformato in Iannone entrando a cannone in difesa su palle non sue, rischiando prima di decapitare De Cecco, poi di azzoppare Anzani. I virtuosismi atletico-difensivi di Bata e la sua strepitosa performance da vocalist durante la premiazione (vedi qui sotto) hanno parzialmente coperto le sue percentuali offensive non straordinarie (almeno rispetto ai suoi standard), ma i suoi compagni hanno ampiamente compensato.

Parentesi fashion: le maglie sono esteticamente simili allo scorso anno, il patchwork bicolore confonde il “piccolo” Colaci con tutto il resto, soprattutto a video. Riteniamo umilmente che un total white, per lui, sarebbe stato perfetto.

CUCINE LUBE CIVITANOVA

Praticamente è la stessa squadra dello scorso anno, con l’unica eccezione del cambio Cebulj-Sander in posto quattro che però non dovrebbe modificare l’assetto di una Lube sicuramente rodata. Usiamo il condizionale proprio perché qualche crepa s’è vista, con un Micah Christenson a tratti in confusione e con chiare riserve di benzina sulla tenuta da parte di Juantorena e Kovar. L’inserimento di Taylor Sander nel sestetto è da rivedere, essenzialmente perché non è stato determinante in attacco e soprattutto ha creato falle in ricezione, complice anche il bersagliamento in battuta da parte del suo connazionale Russell. In alcuni momenti i marchigiani sono stati tenuti a galla dal solito Sokolov, nonostante il nuovo look da sbarbatello lo declassi a protagonista di una serie tv Disney Channel a caso. Ma tant’è, almeno abbiamo capito che la sua forza non sta nella barba. Molto sotto tono i tre centrali utilizzati da Medei, sia in attacco che a muro.

Credits foto: Bonalore Images

Enzo Miccio corner: per quanto riguarda le divise niente da dire. Vuoi per scaramanzia, vuoi per il timore di scempi estetici, Citanò ha mantenuto lo stesso look dello scorso anno.

AZIMUT MODENA

La nuova Azimut dell’amato – da noi, almeno – zio Rado, pur non essendo ancora troppo fluida nella manovra (cosa tra l’altro più che comprensibile), ha già mostrato di aver assorbito certi aspetti dell’impronta voluta dall’allenatore bulgaro, soprattutto in seconda linea dove il posizionamento in fase difensiva è già positivamente valutabile rispetto al degradante finale della scorsa stagione. Mantenendo le nostre perplessità sulla questione doppio libero, l’estate di riposo su Totò Rossini pare aver avuto i suoi benefici effetti: percentuali di tutto rispetto per il libero modenese, che però non sono bastate a Bruno per scaldare adeguatamente il braccio dei suoi centrali e insidiare maggiormente la Lube in semifinale, se poi ci aggiungiamo la latitanza di Tine Urnaut la piega della partita ha preso ben presto tinte biancorosse, nonostante la Lube nel primo set si fosse dimenticata il gioco negli spogliatoi. Segnali positivi sono invece arrivati da Giulio Sabbi (che pensavamo più in difficoltà con la palla di Bruno in queste fasi iniziali) e dal solito Earvin Ngapeth.
A proposito di Bruno, il ritornante regista brasiliano ha ufficialmente inaugurato la stagione psicodrammatica che verrà con il primo cartellino giallo, sfoderato domenica da Ilaria Vagni dopo svariate minacce.
“Un posto a Modena”, centordicesima stagione.
Giudizio estetico sulle divise: ci avvaliamo della facoltà di non rispondere.

Credits foto: Bonalore Images

DIATEC TRENTINO

La Cenerentola delle Fab Four (cit., forse troppe) si è confermata quella con i maggiori problemi di assetto. Le perplessità sulla linea di ricezione non sono state smentite, aggravate da un weekend molto sottotono di Pippo Lanza, che in attesa dell’ovvio tempo di ambientazione di Uros Kovacevic resta, ancora, il vero ago della bilancia della formazione di Lorenzetti. Nonostante l’intesa con Giannelli (voto 5, di immensa stima) vada ancora registrata, tra gli esterni Luca Vettori ha tenuto bene, mentre Kovacevic è cresciuto alla distanza, raddoppiando la positività tra semifinale e finale di consolazione. Il serbo non è ancora al centro del gioco esterno, complice anche una condizione fisica apparentemente non ottimale (lo abbiamo visto più volte in sofferenza nel corso del weekend), ma confidiamo che la sua magica diagonale mancina lo sarà a breve. Interessante l’ingresso al centro del giovane sloveno Kozamernik, ci aspettiamo invece crescita esponenziale di palloni serviti a Eder Carbonera, che con una ricezione meno deficitaria e la velocità di un Principino un po’ meno confuso farà sicuramente male.
Anche qui, nutriamo forti dubbi sulla bontà della scelta di Lorenzetti di schierare il doppio libero, con De Pandis nel ruolo di ricettore e il giovane Chiappa in fase difensiva: posto che l’ex Molfetta ha raccolto un’eredità pesantissima, la sua maggiore esperienza in copertura avrebbe – forse – consentito alla Diatec una migliore ricostruzione in molte occasioni di break non sfruttate.

Credits foto: Bonalore Images

Angolo della moda: quella sporcatura verde sul fianco della maglietta non ci convince appieno, ma il profilino blu sulla divisa bianca è approvato con lode.

Concludiamo con due domande di vitale importanza.

Perché in un palazzetto nuovissimo come l’Eurosuole la temperatura si è costantemente attestata attorno ai settantaquattro gradi e le sedute a metà settore sono irraggiungibili, oltre che più strette di un etto di crudo sottovuoto?

Che ci azzecca disputare una finale per il terzo posto se poi chi la vince non viene convocato alla premiazione?

Misteri della Legavolley.

Buona Superlega a tutti.

La Sorellanza&Break Point

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La Sorellanza

La Sorellanza è un’associazione che si impegna nel portare all’attenzione mondiale il volley, soprattutto il trash che c’è dietro. CEO: Luca Vettori.

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