Parigi Roubaix 2017 – Preview

Parigi Roubaix 2017 preview

Il momento più dolce dell’anno, e forse anche il più triste. Da settimana prossima si comincia a pensare alle Ardenne, ai Grandi Giri, ma domenica c’è solo lei, la regina, la Parigi – Roubaix, a chiudere il periodo più bello per ogni amante del ciclismo. Questa è una corsa a parte, una corsa dove se fori a 100 km dal traguardo dentro la foresta di Arenberg può anche darsi che non rientri più. Al Fiandre quasi sempre vince il più forte, perché dai e dai, su quei muri le gambe alla fine fanno la differenza. Alla Roubaix, invece, basta un guasto meccanico o una caduta davanti a te nel momento sbagliato e sei fottuto. Non c’è gregario che possa salvarti.

Il 2017 è tra gli anni più belli che io ricordi per le corse di un giorno. Non c’è mai stato nulla di scontato e sovente le azioni decisive sono partite a 70, 80, anche 100 km dal traguardo. Qui, giusto un anno fa, fummo testimoni di una corsa incredibile, con un epilogo incredibile e un vincitore ancor più incredibile. E’ lecito aspettarsi qualcosa di leggendario, anche perché questa è l’ultima di Tommeke. Lui di Roubaix ne ha già vinte 4, ma da leggenda quale è vorrebbe andarsene come l’unico che ne ha vinte 5

Il percorso

257 chilometri complessivi, di cui quasi 60 su pietra. I primi 100 non presentano particolari difficoltà, ma da lì in poi ci sono da percorrere 29 settori di pavé di lunghezza variabile. I primi 10 servono a inacidire le gambe e a far risalire in macchina in meno abituati, poi arriva la Foresta di Arenberg, 2,5 km in leggera discesa, percorsi a velocità esagerata e con le barriere ai lati. Questo è già un tratto decisivo: se fori, cadi, guardi troppo il panorama o semplicemente non sei ben posizionato, puoi restare tagliato fuori dal gruppo buono e magari non rientrare più, perché da qui in poi nessuno ti aspetta.

Mancano 95 km al traguardo: 5 dei successivi 8 tratti di pavé sono sopra i 2 km di lunghezza. A Mons-en-Pévèle mancano circa 50 km all’arrivo e cominciano i tratti di pietre più brevi. Chi non è coi migliori a questo punto quasi sicuramente non vince. Il tratto più temuto e spesso decisivo è il Carrefour de l’Arbre: 2,1 km spezzagambe che arrivano quando ormai tra i corridori vedi la Madonna e anche qualche santo. Il più forte qui ci prova sempre, perché mancano poco più di 15 km all’arrivo e pochissimo pavé. L’arrivo nel velodromo di Roubaix lo conoscete tutti. Attenzione perché le volate lì dentro sono molto particolari: non conta più che è il più veloce, ma solo chi ha ancora qualcosa nelle gambe per sprintare.

Settori Pavé PArigi Roubaix 2017 preview

I favoriti

John Degenkolb (Trek) – Che bello rivederlo al meglio. C’è voluto del tempo per recuperare dall’incidente dell’anno scorso, ma il Degenkolb visto finora nelle corse fiamminghe è di assoluto livello. Corridore più pesante dei rivali, che sui muri paga sempre dazio (anche nel suo anno di grazia, il 2015, al Fiandre non andò oltre il settimo posto), ma la Roubaix è altra roba. Staccarlo in piano è impresa per pochi e lui questa corsa l’ha già vinta. Nessuno vuole portarselo nel velodromo.

Tom Boonen (Quickstep) – Di questi tempi l’anno scorso l’avevamo dato per morto. E lui rispose rischiando di vincere la corsa più bella del mondo. Ci riprova nel 2017, ed è l’ultimo tentativo. La forma sembra veramente ottima a vedere come ha spianato i berg della Ronde prima di arrendersi a un problema meccanico. La squadra, che è come sempre mostruosa, correrà giustamente al suo servizio. Occhio, perché quando vogliono i Quickstep sono in grado di far esplodere una corsa anche quando gli altri stanno facendo il pisolino (vedi Fiandre). Io mi aspetto di tutto.

Tom Boonen PArigi Roubaix 2017 preview

Pronti a vincere

Peter Sagan (Tinkoff) – Non la stagione sulle pietre che si aspettava il campione del mondo finora. Talvolta gli ha girato male, talvolta ha semplicemente sbagliato la gara. Al Fiandre si è trovato nuovamente a inseguire ed è poi caduto più per errore suo che per sfortuna. Sembra parecchio nervoso e alla Roubaix, tra l’altro, non è mai entrato nei 5. Rimane un fuoriclasse, sulla carta adattissimo a questa corsa e col fuoco dentro per ricordare a tutti chi è il più forte. Correre senza i favori del pronostico potrebbe giovargli.

Niki Terpstra (Quickstep) – Lui questa gara l’ha già vinta, nel 2014, e altre due volte si è piazzato nei 5. Ha iniziato piano la stagione ma nell’ultimo mese è salito di colpi, cogliendo il quarto posto alla Gent e il podio al Fiandre. Sulla carta correrà in appoggio a Boonen, ma è uno che sa sfruttare l’eventuale superiorità numerica, magari con un’azione da finisseur negli ultimi 10 km.

Oliver Naesen (Ag2r) – Finora aveva solo incuriosito, ma domenica alla Ronde ha scritto il suo nome tra i grandi. Sul Kwaremont è parso l’unico ad averne per andar dietro a Sagan e Van Avermaet e non è stato un caso. Ha limitata esperienza di Roubaix (2 sole partecipazioni), ma l’hanno scorso aveva già annusato la top10. Non parte battuto in eventuale volata nel velodromo.

Greg Van Avermaet (BMC) – primo alla Gent, ad Harelbeke e all’Omloop, secondo alla Kuurne e alle Strade Bianche. Già così sarebbe una stagione straordinaria, ma Greg punta al bersaglio grosso. Non ha mai vinto una Moumento e a 31 anni è il momento di metterne una in bacheca. Qui ha fatto due volte top5, mentre l’anno scorso non prese via dopo la caduta rovinosa del Fiandre. Forse è più adatto ai muri belgi, ma con quella gamba è difficile scommetergli contro.

Greg Van Avermaet Parigi Roubaix 2017 preview

Quelchepassa Outisider

Ian Stannard (SKY) – Corridore da pavé come pochi altri al mondo quando è al meglio. L’anno scorso sfiorò l’impresa ma dovette arrendersi a Hayman e Boonen sul finale. Ha corso sotto il radar tutte le Classiche finora, non si sa bene se per scarsa condizione o per lasciar spazio ad altri compagni. Corridore comunque temibile perché respira le pietre della Roubaix da ormai molti anni e ha fiuto per le azioni giuste.

Dylan Van Baarle (Cannondale) – il giovane olandese migliora di anno in anno, ed è spesso al posto giusto nel momento giusto. Quarto al Fiandre settimana scorsa, è forse anche più adatto alle pietre francesi senza muri. La squadra, senza Vanmarcke infortunato, punterà tutto su di lui.

Luke Durbridge (Orica) – è stato un mese incredibile per l’australiano della Orica, che da semplice specialista delle crono è diventato un contender per quasi ogni corsa sul pavé. Un po’ sotto tono alla Ronde, il che fa pensare che forse la condizione è in calando. Ha bisogno di arrivare da solo per sperare di vincere.

Alexander Kristoff (Katusha) – La Roubaix non è mai stata la sua corsa. Nemmeno nel suo anno di grazia, il 2015, era riuscito a stare con i migliori quando si è fatta la selezione. Però la condizione sembra migliorare e se per caso la gara fosse più tattica del previsto non è uno che vuoi portarti dentro al velodromo.

Alexander Kristoff Parigi Roubaix 2017

Chi è rimasto fuori?

La Roubaix è una gara strana, come si è visto anche l’anno scorso. Non sempre il più forte vince, ci vuole un misto di fortuna, istinto, gambe, testa e tanti coglioni. Hayman ha pescato il jolly nel 2016, non penso possa ripetersi. La Lotto Soudal è andata malissimo al Fiandre e in generale nelle corse di casa. Tiesj Benoot, Jurgen Roelandts e André Greipel possono provarci con qualche attacco da lontano, ma è dura andare al traguardo.

Chi vorrebbe un giorno vincerla, questa corsa, è Arnaud Démare, che però necessita di una gara più controllata di quanto ci si aspetti. Una squadra che può provare a sparigliare il mazzo è la SKY, che oltre al citato Stannard può contare su Gianni Moscon e Luke Rowe. Non mi dimentico ovviamente dei tanti galli nel pollaio Quickstep: Zdenek Stybar, Mateo Trentin e Yves Lampaert avrebbero tutti il pedigree per stare coi migliori, ma la sensazione è che saranno tutti per Tommeke.

Tra le possibile sorprese Imanol Erviti (Movistar)Jens Keukeleire (Orica), Tony Martin (Katusha), Matti Breschel (Astana) e Sylvain Chavanel (Direct Energie), mentre non dovrebbero essere della partita né Sep Vanmarcke (rottura del polso cadendo al Fiandre), né Philippe Gilbert, che ricarica le batterie in vista delle Ardenne.

Gli italiani

E’ stata una primavera promettente quella degli italiani da Classiche, ma la Roubaix rimane una bestia molto diversa. Felline e Colbrelli, spesso protagonisti in Belgio, non parteciperanno alla corsa francese. Mancherà anche Pippo Pozzato, che pareva aver trovato finalmente la gamba, ma la Willier non è stata invitata.

Chi ci sta prendendo gusto è sicuramente Sacha Modolo, sesto al Fiandre e sempre più convinto a diventare corridore da pavé. Matteo Trentin e Daniel Oss dovranno accontentarsi di fare i gregari, viste le ambizioni dei compagni Boonen e Van Avermaet. La Sky ha diverse frecce al proprio arco, ma la Ronde di Gianni Moscon è stata davvero intrigante e lui aveva già mostrato l’anno scorso di padroneggiare la Roubaix. Aspettiamo fiduciosi.

Albo d’oro

2016 | Mathew Hayman

2015 | John Degenkolb

2014 | Niki Terpstra

2013 | Fabian Cancellara

2012 | Tom Boonen

2011 | Johan Vansummeren

2010 | Fabian Cancellara

2009 | Tom Boonen

2008 | Tom Boonen

2007 | Stuart O’Grady

Plurivincitori

Roger De Vlaeminck (1972, 1974, 1975, 1977) e Tom Boonen (2005, 2008, 2009, 2012), sono gli unici ad aver vinto la Roubaix per ben 4 volte. Tra i corridori in attività, oltre al già citato Tommeke, nessuno l’ha vinta più di una volta. A 3 successi in carriera ci sono anche Francesco Moser (consecutivamente dal 1978 al 1980), Rik Van Looy, Eddie Merckx, Johan Museeuw, Gaston Rebry e Octave Lapize.

In TV

Solita doppia copertura RAI ed Eurosport. Entrambe forniranno una copertura pressoché integrale della corsa con collegamento sin dalla partenza da Compiégne dalle ore 11 circa (da porre particolare attenzione alla programmazione RAI in caso di salti di canale tra RaiSport1 e Rai3).

Twitter

L’account Twitter ufficiale della corsa è @Paris_Roubaix, mentre per i commenti live potete usare l’hashtag #ParisRoubaix, oltre al più italiano #EurosportCiclismo  per comunicare con i telecronisti di Eurosport, che vista la diretta integrale avranno modo ancora più del solito di interagire con i telespettatori. Aggiornamenti in tempo reale sulla corsa e non solo anche su questa lista.

Starting List (da ProCyclingStats.com)

Betting (da bet365, prese giovedì 6 aprile)

 

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