Ritorno al Futuro – Russia 2018

La rete è meravigliosa, nei giorni scorsi mi sono imbattuto su questo articolo datato gennaio 2011: Russia 2018 – I campioni del futuro. Noi in Russia non ci andremo, ma il futuro è già “oggi”: le previsioni son belle, son divertenti e sono un gioco (da redattore di preview legate al campionato NFL lo ben so che è facile sbagliarle), ma sempre per gioco mi son preso la briga di andare a scoprire, a 7 anni di distanza, che fine hanno fatto i giocatori citati in questo articolo.

Portieri

Lazar Petkovic (’95): “il Milan ha preso di recente il giovane Petkovic (’95) per la formazione allievi”

C’è un portiere scuola Milan e non è Donnarumma: ovviamente predire nel 2011 la venuta di Gigio, all’epoca 12enne, era totalmente impossibile. L’attuale portiere del Milan e prossimo titolare della nazionale italiana è arrivato al Milan nel 2013, a 14 anni, nello stesso anno Petkovic era già “il passato”: girato a titolo gratuito al Parma collezionista di giocatori (da lì a poco investito dallo scandalo economico e dal fallimento). A metà stagione 2013/14 Petkovic passa al La Spezia, ma per lui ancora 0 presenze tra i “grandi” (al Milan Allegri l’aveva portato una volta in panchina in Serie A). Il debutto avviene in serie D al Padova, 9 partite e poi 17 l’anno dopo in Lega Pro. L’anno scorso una partita di Serie B (massimo livello raggiunto sinora) con il Carpi, quest’anno è arrivata finalmente la sua chance da titolare, peccato sia ancora in Serie C, questa volta al Pisa (dove sta facendo un buon campionato di vertice). Le presenze nella nazionale serba sinora sono 0 e benché sia alto quasi due metri, da Pisa non è facile scorgere il Cremlino.
Valore attuale (secondo transfermarkt): 150mila euro.

Odisseas Vlachomdimos (’94): “un altro ‘consiglio per gli acquisti’ è Odisseas Vlachodimos, tedesco di origine greca, che si è ben comportato nelle giovanili dello Stoccarda e negli Europei di categoria”

Odisseas di nome ed anche di fatto: il portiere tedesco non ha trovato la via verso il successo. All’epoca dell’articolo giocava nelle giovanili dello Stoccarda. Con la prima squadra, dopo una trafila che ha compreso anche presenze con la squadra B, ha giocato solo 3 partite nella stagione 2015/2016 (5 anni dopo la pubblicazione dell’articolo). Dal 2016 è al Panathinaikos dove fa il titolare, ha giocato anche le qualificazioni di Europa League, non di più. Emergere in Germania non è facile, la concorrenza è spietata, dopo aver fatto bene in tutte le rappresentative nazionali under, s’è un po’ arenato: con l’Under 21 vanta una sola presenza, l’estate scorsa in cui la Germania ha dato sfoggio di tutta la sua profondità di talento con le convocazioni per Confederations Cup ed Europeo U-21, lui ha fatto il terzo portiere in quest’ultima. La nazionale tedesca maggiore ovviamente non l’ha vista manco con il binocolo. In Russia a giugno al massimo ci va in vacanza.
Valore attuale (secondo transfermarkt): 800mila euro.

Laurentiu Branescu (’94): “La Juve ha vinto un’asta per il rumeno Bradescu, 16 anni: lo ha pagato 400mila euro”

Tralascio il fatto che ho impiegato un po’ a cercare Bradescu, prima di scoprire che era Branescu. Ma una volta trovato, ho rimpianto di averlo fatto. La notizia più interessante riguarda una squalifica per un anno dalla federazione rumena per problemi con…l’alcol, giunta proprio ad un anno di distanza dall’articolo in questione. Nei club però ha continuato a giocare, più o meno: dopo la primavera della Juventus, viene girato in prestito al 1) Juve Stabia (4 presenze in B, 10 gol subiti), 2) Lanciano (0 presenze), 3) Haladas (2 partite, 9 gol subiti), 4) Omonia Nicosia (2 partite, 3 gol), l’anno scorso poi l’approdo alla Dinamo Bucarest, dove nel primo anno ha trovato un po’ più di spazio (19 partite, 25 gol), ma quest’anno ha perso il posto da un 36enne (Jaime Penedo). Presenze in nazionale maggiore: zero. In Russia però fanno della buona vodka.
Valore attuale (secondo transfermarkt): 600mila euro.

Difensori

Michele Camporese (’92): “Un’inversione di tendenza, per fortuna, è arrivata da Firenze negli ultimi mesi: Sinisa Mihajlovic ha fatto esordire in difesa (a San Siro col Milan!) Michele Camporese (classe ’92), ottimo difensore centrale e grande carisma. Sui difensori centrali come Camporese bisogna lavorare tanto. Il fisico non basta: serve senso della posizione, buone capacità nell’anticipo e nell’impostazione”

Quei due/tre mesi di debutto sembravano davvero la nascita di una stella. Ok, stella forse è esagerato però dopo il debutto contro il Milan sono arrivate la partita da titolare contro la Juve (1-1) a Torino ed anche il primo gol in A (e sinora unico…) contro il Palermo. Poi bisognava vincere Coppa Italia Primavera e ben figurare al Torneo di Viareggio ed è stato rimandato “giù” (questa cosa è imbarazzante ed è uno dei motivi per cui non produciamo talenti da un decennio, ma sarebbe una parentesi troppo grande da aprire). Il problema poi è stato il suo continuo infortunarsi: dopo 20 presenze (Coppa Italia inclusa) nelle prime due stagioni, sono arrivati anche i problemi fisici (0 presenze nel 2012/2013) e dopo aver rinnovato il contratto sino al 2016 ha preso a girare la provincia italiana per lo più in squadre di serie B: a Cesena e Bari ha avuto anche un buon numero di presenze (non da titolare inamovibile), ha riassaporato la A per due partite all’Empoli, è stato protagonista della promozione del Benevento l’anno scorso (33 presenze, 5 delle quali nei playoff), ma poi quest’anno è stato mandato a prendersi schiaffi e sberleffi nella difesa ballerina del Foggia ancora in B. Dopo aver fatto tutta la trafile delle nazionali giovanili, in quella maggiore ha 0 presenze ed uno stage, insomma non è colpa di Ventura se non sarà in Russia…
Valore attuale (secondo transfermarkt): 700mila euro

Nicolai Boilesen (’92): “L’ultima generazione di fenomeni ha attecchito nel Nord Europa: il fenomeno-Sorensen (già sperimentato con Kjaer) ha aperto gli occhi a numerose società, non solo italiane, e nei prossimi anni potremmo vedere qualche buon vikingo all’opera. Ad esempio Nicolai Boilesen (classe ’93, in realtà è 1992, ndr), che gioca all’Ajax e ha gran fisico”

La cosa più importante fatta da Boilesen in questi anni è essere finito nella collezione sterminata di maglie di Messi:

Trova Boilesen

Aspetto su cui lui stesso scherzò pochi mesi fa twittando: “adesso sono costretto a metterla in esposizione anche io”, riferendosi alla sua di Messi ottenuta nello scambio. Nel mentre la sua carriera non è decollata, tanti problemi fisici, poi l’anno scorso quasi dal nulla uno degli “esperti” italici di mercato (citeremo solo le iniziali A.P. per evitare rappresaglie) sul suo sito scriveva: “Lo stesso giocatore ha già palesato che preferirebbe fare una nuova esperienza in un campionato più competitivo rispetto a quello olandese. Siviglia e Atletico lavoreranno ai fianchi dell’entourage del giocatore danese nelle prossime settimane”. In realtà è finito a giocare nel Copenaghen. Presenze in nazionale? 15 (dopo aver debuttato nel 2011 non ancora 19enne), l’ultima però di 2 anni fa, vediamo se riuscirà a rientrare nel giro per la prossima estate.
Valore attuale (secondo transfermarkt): 1 milioni di euro

Hordur Magnusson (’93): “O Hordur Magnusson (’93), che la Juventus ha prelevato in Islanda e spera di portare in prima squadra in poco tempo”

Questo è un colpo di classe: chi 7 anni fa avrebbe indovinato l’esplosione del calcio islandese a livello internazionale? Nessuno. Ed invece l’Islanda dopo un Europeo da protagonista, si è qualificata anche per i mondiali prossimi per la prima volta nella storia….e però Magnusson non è il centrale su cui si basa la loro difesa, affidata per lo più ad over 30 (ha racimolato solo una decina di partite sinora, 0 a Francia2016). Alla Juve poi non ha mai nemmeno giocato: La Spezia e Cesena le sue esperienze italiane (con i romagnoli anche un po’ di A). Dal 2016 è al Bristol City, “Serie B” inglese.
Valore attuale (secondo transfermarkt): 1,75 milioni di euro

Marc Muniesa (’92): “Non è alto e biondo, invece, Marc Muniesa (’92), difensore centrale delle giovanili del Barcellona. Al suo esordio in prima squadra si fece cacciare per un fallo (non così cattivo) dopo appena sette minuti. I mezzi fisici non gli mancano, la personalità nemmeno. Guardiola docet.”

A parte che è biondo, ma non ci formalizziamo: Muniesa nel frattempo ha collezionato 0 presenze con le “Furie Rosse”, mentre vanta già una partita con la rappresentativa (quasi nazionale) catalana, s’è portato avanti. Guardiola insegnerà pure, ma a lui l’ha fatto giocare solo 97 minuti in 4 anni. Allo Stoke City hanno poi provato a fare il colpaccio, gli è stato dato più spazio: si ricorderà una doppietta nella Coppa di Lega e poco altro, mai “titolare fisso”. Quest’anno conquisterà il mondiale giocando nel neopromosso Girona? No. In compenso è un tipo simpatico:

Uno così non lo portereste al mondiale?

Valore attuale (secondo transfermarkt): 3 milioni di euro (dopo averlo visto vestito da Borat, prima molto meno).

Matjia Nastasic (’93): “Addirittura meglio di lui Matjia Nastasic (’93), serbo, centrale del Partizan Belgrado e già nel mirino di numerosi club. Somiglia molto a Vidic, ha doti fisiche straripanti e non disdegna mai l’appoggio”

L’appoggio in senso “biblico” l’hanno fatto quelli della Fiorentina a quelli del Manchester City (16 milioni), con la collaborazione di Mancini. Poi rispetto a quanto visto sinora in questa carrellata, Nastasic è oro. Le aspettative erano molto alte e piano piano il suo valore di mercato e il rendimento atteso si sono normalizzati, a causa anche di un utilizzo mai fisso in Inghilterra. Ora gioca allo Schalke (che pagò la clausola di 9,5 milioni) e lotta per le posizioni europee della Bundesliga. Ai Mondiali in Russia lui (salvo problemi fisici) ci sarà.
Valore attuale (secondo transfermarkt): 12 milioni di euro

Rodrigo Ely (’93): “I difensori eleganti vanno sempre più di moda. In Italia il Milan ha messo le mani su Rodrigo Ely (’93), pronto a ricalcare le orme di Thiago Silva. Il ragazzo brasiliano, saputo dell’interesse milanista, scappò da Porto Alegre e iniziò a frequentare una scuola calcio rossonera in attesa di ricevere la chiamata da Braida e soci.”

Era la grande speranza rossonera: la coppia Romagnoli-Ely era il futuro, in realtà quel futuro durò 37 minuti, il tempo di prendere 2 ammonizioni a Firenze nella prima giornata di campionato nella stagione 2015/16 e finire praticamente nel dimenticatoio. Nel mezzo tra il 2011 e quel debutto infausto ci furono tre stagioni da titolare tra Lega Pro e Serie B con le maglie di Reggina, Varese ed Avellino: una buona gavetta che però svanì sotto i colpi di quei due gialli. Da gennaio 2017 è all’Alaves, lontano dalle pressioni si sta lentamente costruendo una carriera che difficilmente però raggiungerà le vette che gli si accreditavano 5 6 anni fa. La nazionale brasiliana? Non scherziamo. Alla fine il suo nome resterà legato ad una delle più grosse “magagne economiche” dei bilanci rossoneri degli ultimi anni: nel trasferimento a parametro zero dall’Avellino al Milan, a bilancio finirono però 8 milioni legati ai servigi del suo procuratore, tale Mino Raiola.
Valore attuale (secondo transfermarkt): 3 milioni di euro

Jaime Serrano (’93): “Nel calcio moderno, poi, servono grandi corridori sulle fasce: tra i più interessanti è giusto citare Jaime Serrano (’93), entrato nella grazie dell’Inter e pronto a rilevare Maicon quando il brasiliano si sposterà verso mete più esotiche”

CD Tuilla (quarta serie spagnola), Real Oviedo B (terza serie spagnola), Astur CF (quarta serie spagnola), Universidad de Oviedo (quarta serie spagnola): quello che s’è spostato verso mete più esotiche alla fine è stato lui, piuttosto che Maicon. Che altro aggiungere? Il ragazzo non ha nemmeno la pagina di wikipedia, nemmeno in spagnolo eh.
Valore attuale (secondo transfermarkt): 0 euro

Emmanuel Mbola (’93): “Impressiona anche Emmanuel Mbola (’93), che gioca in Armenia (nel Pyunik Yerevan) ma è originario dello Zambia. Mbola è veloce, ha dribbling e potenza fisica. E’ bravo ad attaccare e a difendere, grazie a spettacolari ripiegamenti e diagonali difensive”

Intanto lo Zambia non ha mai partecipato ad alcuna edizione mondiale e non lo farà manca nel prossimo giugno, però nel 2012 (cioè un anno dopo l’uscita di questo articolo) ha vinto la sua prima e sinora unica Coppa d’Africa: Mbola non figurava tra i convocati (problema fisico?). Per lui comunque sinora 45 partite con la nazionale ed erano già 20 nel 2011, tanto che nel 2010 era diventato il secondo più giovane a partecipare alla Coppa continentale. Dopo l’esperienza in Armenia, dove divenne anche il primo zambiano a giocare in competizioni UEFA con il preliminare contro la Dinamo Zagabria, fu cercato anche da Arsenal e Tottenham (almeno così dicono), ma finì per tornare in Africa uscendo da questa rampa di aspettative che poteva portarlo in orbita. In Europa è tornato per giocare qualche partita al Porto B. Ora gioca in Israele all’Hapoel Ra’anana. Favoriamo anche un video di highlights, la forza fisica pare esserci, poi chiaro, anche Freddie Adu negli highlights sembrava Neymar.

Valore attuale (secondo transfermarkt): 600mila euro

Felice Natalino (’92): “In casa nostra occhio a Felice Natalino (’92): Benitez lo ha spedito in campo nella più disastrosa delle serate nerazzurre, ma il ragazzo saprà riemergere da quel naufragio con la Lazio.”

Lui fu veramente sfortunato, sembrava essere il nuovo Bergomi, in breve tempo però finì prima ai margini della squadra e in generale del calcio (pochissime presenze sia all’Hellas Verona che al Crotone dove era andato in prestito) e poi costretto al ritiro a causa di un problema al cuore che ne pregiudicava l’idoneità fisica. 5 presenze (coppe incluse) in 3 anni. Poi ha intrapreso l’attività di dirigente come osservatore proprio nell’Inter.

Centrocampisti

Joshua McEachran (’93): “C’è chi ha già debuttato in squadre importanti, in competizioni importanti, vedi Joshua McEachran, che ha esordito in Champions League con il Chelsea”

Questo fa parte della folta schiera dei giocatori inglesi che negli ultimi anni hanno dominato a livello giovanile, ma che poi ha fatto fatica ad emergere su palcoscenici più importanti. Quel debutto in Champions League è rimasto lì, senza seguito. Il resto della carriera è stata una collezione di prestiti in squadre minori dove lo spazio trovato è andato via via addirittura diminuendo: Swansea, Watford, Wigan, Vitesse l’hanno sempre visto ai margini delle rotazioni, solo a Middlesbrough ha avuto continuità di utilizzo, nella Serie B inglese, nella stagione 2012/13. Al Chelsea, dove fece 17 presenze nella stagione in cui uscì l’articolo allenato da Ancelotti e dove era arrivato all’età di 8 anni, non è più tornato. Dal 2015 non è più proprietà dei Blues, anche se è rimasto a Londra: sceso in “B” con il Brentford ha avuto più spazio, ma giocando in una squadra da metà classifica pare che il suo treno sia definitivamente passato…e pensare che a 16 anni lo voleva il Real Madrid. Dopo l’under 21 non ha più visto la nazionale.
Valore attuale (secondo transfermarkt): 1 milione di euro

Andy Najar (’93): “Chi, invece, la sua storia ha appena iniziato a scriverla. Come Andy Najar, talentino honduregno classe ’93. Il ragazzo milita nella Major League, e lì, negli States, è stato appena eletto rookie (miglior giovane) dell’anno. Centrocampista offensivo (anche esterno) dai piedi raffinati ha deciso di aspettare i 18 anni prima del salto in un grande club, ad “ossa fatte”.”

Najar è stato un ragazzo delle prime volte: fu uno dei primi giocatori del D.C. United a firmare con la prima squadra provenendo dalle nuove giovanili della franchigia. Nel 2010 per la prima volta il premio di rookie dell’anno in MLS è andato ad un non-statunitense. Nel 2013 poi è diventato il primo giocatore formatosi totalmente nella MLS ad approdare in Europa. Tutte cose che descrivono bene la crescita di uno che non è rimasto un carneade, ma che non ha conquistato le prime pagine dei giornali sportivi europei e mondiali. Dal 2013 è all’Anderlecht (anche se nei mesi scorsi fu uno dei giocatori che chiese il trasferimento per paura degli attentati terroristici), nel frattempo un mondiale se l’è anche giocato: nello scorso ha preso parte a due scampoli di partita contro Francia e Svizzera, ma in Russia il suo Honduras non ci sarà.
Valora attuale (secondo transfermarkt): 5 milioni di euro

Zakaria Labyad: “Stesso ruolo, stessa altezza, stesso anno, stesso piede e rapidità, a migliaia di chilometri di distanza vive e segna Zakaria Labyad. Ad Utrecht l’aria deve aver qualcosa di particolare. Dopo l’inarrivabile Van Basten e Snejder arriva da lì il ragazzino, molto simile all’interista. Suo il compito di posizionarsi nella trequarti orange ai mondiali del 2018. Come Wesley anche lui è bassino, ma svelto di gambe e di testa, con ottimo dribbling e tiro potente”

Qua si rischia l’en plein: gli “orange” ai mondiali 2018 non ci andranno, lui, poco dopo questo articolo, ha scelto la nazionalità marocchina (che invece in Russia ci sarà) senza però mai entrare nel giro della nazionale. Non sappiamo se è colpa dell’aria respirata poi a Lisbona (anche squadra B), ad Arnhem (dove ha giocato al Vitesse) ed a Londra (Fulham), ma il suo hype è andato scemando molto rapidamente. Attualmente è tornato a casa, all’Utrecht, dove sta avendo un’ottima annata (sin qui 7 gol e 5 assist in 15 partite), vuoi vedere che è proprio l’aria della sua città natale?!
Valore attuale (secondo transfermarkt): 3 milioni di euro

Lorenzo Tassi (’95): “A proposito di paragoni, in Italia si sprecano quelli su Lorenzo Tassi (’95). Corioni, il suo presidente al Brescia, dopo aver rifiutato un’offerta di 5 milioni del Milan, lo avvicinato al Divin Codino. Secondo il patron lombardo la sua classe potrebbe diventare simile a quella di Baggio. Molti lo accostano più a Pirlo, chi invece a Rivera. Insomma, i biancazzurri (e l’Italia intera) si affideranno al suo talento.”

Anche meno eh, qualche riga in più e si sarebbero scomodati i supereroi della Marvel e il Dalai Lama. Tassi sino ad oggi ha una sola presenza in Serie A (15 minuti), quella ottenuta a 16 anni e 99 giorni che l’ha reso il nono più giovane di sempre a giocare nel massimo campionato italiano. Corioni, dopo averne rifiutati 5 dal Milan l’anno precedente, poi lo cedette per un milione all’Inter dove non ha mai giocato in prima squadra. Per lo più la sua carriera sinora è stata piena di Lega Pro (l’anno scorso in B all’Avellino non è stato praticamente mai impiegato): Prato, Savona, Feralpisalò e quest’anno Vicenza dove in 8 presenze sinora ha collezionato più espulsioni (1) che gol+assist (0). A 22 anni forse l’etichetta di nuovo Baggio l’ha definitivamente persa. Non è stato mai in campo né con la nazionale maggiore né con l’Under21.

Jean Chera (’95) e Piazon (’94): “Da lì (Brasile, ndr) vengono Chera e Piazon, due predestinati classe ’95 e ’94. Sul primo ci fu una vera e propria battaglia di mercato quando lui non aveva ancora compiuto il decimo anno di età, il secondo è l’oggetto del desiderio della marottiana Juve, del Milan e del Chelsea.”

Chi tra i tifosi juventini non si ricorda Piazon?! Doveva essere uno dei primi colpacci dell’era Paratici: la Juventus fu “beffata” (cit.), ma nessuno oggi lo rimpiange. Al Chelsea giocò una sola partita in Premier (e 2 in coppa di lega), troppo acerbo. Il problema è che maturando non è mai diventato il faro del gioco che in molti pensavano potesse essere. Ha avuto esperienze ovunque in giro per l’Europa, sempre in prestito: Spagna (Malaga, 14 presenze), Olanda (Vitesse, 31 presenze e 11 gol), Germania (Eintracht Francoforte, 23 presenze e 2 gol) prima di tornare in Inghilterra restando però nella seconda serie con Reading e Fulham dove attualmente milita, pur essendo ancora sotto contratto con il Chelsea. Al Fulham anche un grave infortunio e accuse di violenza sessuale poi rientrate. Chissà quale sarà il prossimo indirizzo al quale spedire il pacco Piazon?! Sicuro non in Russia in maglia verdeoro, che non ha mai indossato se non nelle rappresentative giovanili.
Valore attuale (secondo transfermarkt): 2,5 milioni di euro

Per Chera era iniziato tutto da questo video:

All’epoca aveva 9 anni (e non 12 come riportato nel titolo del video stesso); 7 anni dopo l’aveva acquistato il Genoa che l’aveva lasciato in prestito in Brasile. Dopo aver girovagato più di una squadra all’anno, Chera, a causa anche di un grave infortunio, si è ritirato all’età di 21 anni nel 2015. Per lui anche un’avventura in Grecia. Però che fenomeno che era a 9 anni…

Juan Iturbe (’93): “È già stato aggregato all’under 20 che ha accompagnato la nazionale maggiore in Sud Africa, Juan Iturbe (’93), centrale offensivo che fa già gola a club come Real, United, Inter, Napoli e Palermo, e che qualcuno, anche se prematuramente, paragona al fenomenale Messi”

Su Iturbe ci avevano quasi preso, perché l’anno magnifico di Verona era successivo a questo articolo di ben 2 stagioni. Nell’estate del 2014 Juventus e Roma se lo contesero a suon di rilanci che nemmeno nelle più alcoliche e psichedeliche aste dei peggiori fantacalcio. A Roma poi si perse: troppo fragile fisicamente e mentalmente, oltre che limitato tatticamente. I tentativi di rianimarlo con i prestiti al Bournemouth e al Torino non sono valsi un granché, lui piangendo si rifiutò anche di andare a giocare al Genoa. Al momento è ancora in prestito (ma con obbligo di riscatto) dalla Roma in Messico al Club Tijuana…e lì di cose psichedeliche se ne intendono. Il “nuovo Messi” prese anche nazionalità paraguiana, alle ultime qualificazioni non è stato mai convocato.
Valore attuale (secondo transfermarkt): 7 milioni di euro

Koke (Resurrecion) (’92): “anche gli spagnoli vengono fuori a poco a poco (fra tutti il ’92 Resurreccion)”

Poco da dire su Koke, se non che uno dei pochi presi da questo articolo non viene nominato con il nome con il quale è diventato famoso. Pilastro del centrocampo dell’Atletico Madrid dei miracoli del Cholo Simeone e nel giro della nazionale in pianta stabile dal 2013.
Valore attuale (secondo transfermarkt): 60 milioni di euro

Attaccanti

Neymar (’92): “Il capostipite fra le punte non può non essere il gioiellino del Santos, Neymar. Di lui si sa già tutto: che Pelé lo ha eletto suo erede, che il ragazzo si sente più Garrincha, che i grossi club farebbero carte false per averlo. Neymar è il prototipo dell’attaccante moderno, anche se ha bisogno di crescere un po’ dal punto di vista fisico. Ha una clausola di rescissione di 45 milioni e a soli 18 anni li vale tutti.”

Romelu Lukaku (’93): “Chi non ha atteso troppo è invece Romelu Lukaku (’93), diventato a 17 anni il cannoniere più giovane del campionato belga con la maglia dell’Anderlecht. Lukaku, alto 1.90 e fenomenale in area di rigore (tanto da prendersi l’appellativo di nuovo Drogba), dovrebbe abbracciare il Manchester City già dall’estate 2011. Nei prossimi anni ne sentirete parlare.”

Queste sembravano già nel 2011 previsioni “facili”: Lukaku da lì a poco passò al Chelsea, dove non fu compreso. All’Everton a suon di gol poi s’è guadagnato il diritto di essere pagato quasi 90 milioni di euro dal Manchester United. Neymar l’estate scorsa è diventato “solo” l’acquisto più costoso nella storia del calcio, oltre 200 milioni di euro.

Steva Belleck (’93), Gael Etock (’93), Jean Dongou (’94): “Il mercato presenta molti altri nomi, sconosciuti fra i più: è il caso della fantastica triade camerunese formata da Steva Belleck (’93), Gael Etock (’93) e Jean Dongou (’94). Il primo è dell’Udinese, gli altri due del Barcellona. I paragoni con Eto’o si sprecano. Gran fisico, ma senso del goal e agilità sopra ogni cosa.”

I tre camerunesi erano sconosciuti 7 anni fa, lo sono rimasti anche oggi (0 presenze in nazionale maggiore per tutti e tre).

Steve Beleck in Italia è stato proprietà di Udinese prima e Fiorentina poi, ma con queste due squadre non ha mai giocato, è stato invece mandato in prestito anno dopo anno: AEK Atene, Watford, Stevenage, Mons, Crotone, Mantova, Cluji, Umraniyespor. Da questa stagione è di proprietà del Balıkesirspor, altra squadra turca come l’Umraniyespor, ma in entrambi casi parliamo di serie B…
Valore attuale (secondo transfermarkt): 250mila euro.

Gael Etock al Barcellona ha fatto solo le giovanili e non le ha nemmeno finite, visto che nel 2011 è stato ceduto allo Sporting Lisbona B dove è rimasto un anno senza mai esordire nel campionato portoghese con la squadra A. Ceduto poi al Cercle Brugge, un anno di B belga e poi, da svincolato, si è accasato in un calcio ancora più esotico, quello israeliano, sempre nella seconda serie, all’Hapoel Peta Tikva. La sua dimensione l’ha trovata poi approdando nel calcio finlandese: 11 gol e 4 assist nel 2017, in una stagione che però ha visto la sua squadra (JJK Jyväskylä) chiudere all’ultimo posto.
Valore attuale (secondo transfermarkt): 250mila euro

Jean Dongou a differenza del suo compagno di cantera al Barcellona A un paio di partite l’ha anche giocate: una in Copa del Rey, 12 minuti con tanto di gol, e poi una apparizione anche in una partita di Liga. Tutto questo fino al 2016 dove per lo più è stato impiegato nel Barcellona B, poi il trasferimento al Real Saragoza in Serie B spagnola. Quest’anno ha cambiato squadra, ma non campionato: al Gimnastic de Tarragona però non lo fanno giocare mai.
Valore attuale (secondo transfermarkt): 500mila euro

Erik Lamela (’92): “Occhio pure a Erik Lamela (’92), argentino che piace al Milan e al River già entusiasma.”

Lamela sembrava davvero un crack, paradossalmente per lui il passaggio al “calcio che conta”, quello inglese, ha avuto un pessimo effetto. Quello visto a Roma era incostante e fumoso, ma lasciava presagire margini di crescita che il Tottenham non ha saputo sviluppare. Attualmente resta in fondo alla panchina dei londinesi dove di tanto in tanto viene buttato in campo per qualche scampolo di partita, per lo più ininfluente.
Valore attuale (secondo transfermarkt): 25 milioni di euro

Gerard Delofeu (’94): “Se vi piace il calcio-spettacolo, invece, non potete che attendere lui: Gerard Deulofeu (’94) continua a crescere nella cantera del Barça. Lo attende un futuro da seconda punta: a volte esagera nei giochetti e nel dribbling, ma è un mostro palla al piede. Dal cognome non sembra, ma è spagnolo. Chissà che non sia proprio Gerard il principale indiziato a sollevare la prossima Coppa del Mondo iberica… Il 2018 non è poi così lontano.”

La sua storia è un po’ particolare e sicuramente la conoscete già. Se è tornato nel giro della nazionale (prima presenza di 4 nel 2014, seconda presenza nel 2017) lo deve unicamente al suo periodo milanista. Quest’anno poi grazie a contingenze di mercato e di infortuni si è trovato quasi ad essere titolare del Barcellona. Il talento, già intravisto nella sua esperienza inglese con l’Everton, è innegabile, nel frattempo però non solo la Spagna non è più così favorita per vincere i prossimi mondiali, ma soprattutto se lo farà dubitiamo che sia grazie alle sue performance, ancora piuttosto acerbe per i massimi livelli che gli venivano accreditati in questo articolo per il quale il 2018 in realtà sembra ancora troppo lontano anche a pochi giorni di distanza.

Eppure nel frattempo ce ne sono stati di talenti nati tra il 1993 e il 1995 che sono esplosi in questi anni e che hanno anche buone possibilità di fare bene nei prossimi mondiali (per chi ci andrà), vi saluto con un elenco random giusto per dire che bastava un po’ di fortuna in più e qualche nome poteva anche essere azzeccato…

Classe ’93: Julian Draxler, Rafael Varane, Paul Pogba, Mauro Icardi, Felipe Anderson, Samuel Umtiti, Alex Oxlade Chamberlain, Harry Kane, Paulo Dybala, Paco Alcacer.

Classe ’94: John Stones, Marquinhos, Emre Can, Memphis Depay, Elseid Hysaj, Benjamin Mendy, Arkadiusz Milik, Raheem Sterling, Piotr Zielinski, Federico Bernardeschi.

Classe ’95: Alessio Romagnoli, Jose Gimenez, Leon Goretzka, Hector Bellerin, Santi Mina, Thomas Strakosha, Anthony Martial, Adrien Rabiot, Sergej Milinkovic-Savic.

azazelli

Da giovane registravo su VHS tutte le finali di atletica, mondiali ed olimpiadi, poi m'hanno cancellato il record di Donovan Bailey con Beautiful e mi sono dato al download. Vivo di sport, cerco di scriverne.

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