Tour de France 2017 – I Favoriti

Come spesso succede al Tour, la lista dei partecipanti è enormemente più intrigante del percorso (che vi avevamo presentato due giorni fa), e non potrebbe essere diversamente considerando che è la corsa più importante del mondo. Sulla carta c’è un favorito assoluto e poi tanta gente che sogna di defenestrarlo, ma Froome quest’anno è parso vulnerabile in più di un’occasione. Possibile che abbia posticipato il picco di forma per provare la doppietta Tour – Vuelta, ma questo ha dato sicuramente morale a tutti gli altri, che mai come ora possono davvero crederci.

Il Favorito

Chris Froome (Team SKY) – A podio in 4 delle ultime 5 edizioni, ha vinto gli ultimi 3 Tour che ha concluso. Basterebbe questo per considerarlo il favorito unico e indiscutibile. Aggiungici la squadra che è nettamente la più forte del lotto. Aggiungici anche la completezza del britannico, che in discesa ormai attacca al posto di difendersi, e ti chiedi allora come fai a batterlo? Difficile, ma quest’anno qualche crepa nel meccanismo si è vista. Appagato? Forse. E un anno storto può capitare a tutti.

Tutti a rincorrere Froome (LaPresse)

Alla caccia di un podio

Richie Porte (BMC) – Dicevano che non era uomo da tre settimane, il tasmaniano. Vinceva corse di una settimana, talvolta le dominava anche, ma nei grandi giri qualcosa andava sempre storto. Poi l’anno scorso al Tour ha corso alla pari coi top fino alla fine e qualche dubbio ci è venuto. Solidissimo a cronometro e forse il più forte nelle salite di media lunghezza, Porte arriva al Tour avendo vinto Romandia e Down Under, oltre al recente secondo posto del Delfinato. Deve evitare casini e sfighe nella prima settimana.

Nairo Quintana (Movistar) – Siamo tutti lì ad arrabbiarci perché Nairo non attacca, è vero. Ma è anche vero che il colombiano è l’unico ad aver attaccato al Giro (sul Blockhaus) o uno dei pochissimi ad averci provato poi nell’ultima settimana prima da distante e poi da “vicino” sulla tappa “over 2000 metri”. Non è bastato. Si presenta al Tour dopo aver fallito il primo obiettivo stagionale, fare due GT filati non è mai facile, ma lui pare non soffra troppo il doppio impegno ravvicinato, anzi l’anno scorso alla Vuelta andava più forte. Ovviamente tra le due fatiche non ha corso, non è andato nemmeno alla Route du Sud.

Alberto Contador (Trek) – Sembra incredibile, ma il Pistolero non va a podio al Tour dal 2009. I suoi risultati da allora:
2010: DSQ
2011: DSQ
2012: non ha partecipato
2013: 4
2014: ritirato
2015: 5
2016: ritirato
E noi siam qui, incorruttibili, a metterlo ancora tra i favoriti. Senza una ragione apparente, se non la speranza di vederlo danzare ancora una volta su quei pedali leggeri e il saperlo campione come nel ciclismo ne sono passati pochi. Daje.

Quelchepassa Outsider

Fabio Aru (Astana) – Mamma mia, ma come sta il sardo?!?! Ha saltato il Giro (togliendoci non poco spettacolo), ma ha fatto un avvicinamento al Tour che ci fa sognare: al Delfinato è andato spesso all’attacco (a volte anche troppo), ai campionati italiani ha sbaragliato tutti tornando alla vittoria che mancava da un anno. Si sta completando. Non c’è tanto terreno per lui, ma se sta così farà il diavolo a 4 (mori) su ogni pendenza superiore al 5%. Sogniamo, si può.

Alejandro Valverde (Movistar) – E’ un mese che tutti, da Unzue, ai compagni, a Valverde stesso, continuano a dirci che il murciano viene al Tour per fare il gregario di Quintana e poco altro. Sarà, ma un percorso così adatto fatico ad immaginarlo e non penso voglia buttare un’occasione del genere. Vincente al Catalunya, Pais Vasco, Freccia Vallone, Liegi, così forte non è andato mai. Ripeto, quando ti ricapita, Alejandro?

Romain Bardet (Ag2r) – Mentre Pinot si è defilato dalla pressione francese correndo da protagonista il Giro, Bardet continua a puntare duro sul Tour. E come dargli torto, dopo il podio dell’anno scorso? L’ASO gli ha cucito addosso un percorso praticamente senza crono e con diversi arrivi in discesa. Lui è uno dei pochi che ci proverà a prescindere. Non so se basterà per migliorare il risultato del 2016.

Sfinito, ma ci proverà! (L’Equipe)

Jakob Fuglsang (Astana) – Dopo anni ad aspettarlo sul grande palcoscenico, lui è arrivato col trattore quando tutti guardavano altrove. Splendida vittoria al Delfinato, dove in salita non ha avuto rivali. Arriva al Tour con i gradi di co-capitano, insieme a Fabio Aru. Unico dubbio: non avrà raggiunto il picco di forma troppo presto?

Dan Martin (QuickStep) – Forse non sarà mai uomo da podio o da classifica vera e propria in un GT: ne ha corsi 9 e i piazzamenti nei 10 nella generale sono tanti quanti i ritiri (2). Ma è uno che tiene su tutti i percorsi e a prescindere da tutto è uno dei pochi che ci prova, sempre. Poi viene rimbalzato, ma chissenefrega. La QuickStep probabilmente sarà più concentrata sulle volate di Kittel, ma l’irlandese non ha bisogno di paggetti per dar spettacolo (o provare a farlo).

Cacciatori di tappe

Questo è un Tour per velocisti. Ci sono almeno 7 tappe in cui la volata è quasi scontata e altre 2-3 adatte a sprinter che sanno soffrire. Il gotha della velocità è quasi tutto qui: Kittel, Greipel, Demare, Bouhanni, Cavendish, Sagan, Kristoff, Degenkolb, Matthews, Groenewegen. Le occasioni sono tante, e per una volta non è nemmeno detto che Sagan ipotechi la verde già a due settimane dalla fine.

Di contro mancano le tappe miste e vallonate, quindi i Van Avermaet e Gilbert di questo mondo dovranno sudare duro per vincere una tappa. Ancora peggio va agli specialisti delle pietre e dei ventagli, come Naesen, Van Baarle, Stybar e Benoot, che dovranno cercare di riciclarsi nelle fughe da lontano. Discorso a parte per Michal Kwiatkowski, che sembra avere ancora una gamba pazzesca, ma dovrà lavorare a tempo piano per il capitano Froome.

Per le tappe di montagna, occhio ai francesi Rolland e Pinot, che usciti dal Giro in grande condizione si daranno battaglia per la maglia a pois. Non è da sottovalutare Stephen Cummings, che viene dalla doppietta crono/corsa in linea al campionato inglese. E poi tanti specialisti delle fughe come Wellens, Ion Izagirre, Lutsenko, Gallopin, Gesink, oltre ai possibili delusi della generale Uran, Majka, Barguil, Chaves e Talansky.

Sono pochi i km a crono, ma molto ambiti perché assegneranno la prima maglia gialla. I favoriti sono Tony Martin, Roglic, Kung, Castroviejo e Luke Durbridge.

La meglio gioventù

Louis Meintjes (UAE) – il sudafricano è arrivato a 25 anni senza fare un attacco. Da piccolo sarà rimasto traumatizzato con la solita storia dell’uomo nero in soffitta, solo che a lui il nonno gli diceva che il cattivo si trovava davanti al gruppo e lui a veder correre la Sky ci ha anche creduto. A questo Tour però correranno in bianco (pare…), vuoi vedere che si sblocca…

Pierre Latour (Ag2r) – Ci sono quegli innamoramenti improvvisi (o improvvidi?), Pierre Latour è uno di questi. Già il fatto che sia francese rende più dura la relazione, ma noi siamo senza bandiera, se un ciclista è bravo e ci diverte ci entusiasmiamo comunque. Scalatore battagliero, studia per diventare uomo da classifica in un GT: questo sarà il secondo dopo la Vuelta 2016 che chiuse con la vittoria nell’ultima tappa di montagna (certo arrivando con la fuga, ma è un buon inizio).

Rick Zabel (Katusha) – il figlio del Erik è passato pro molto giovane, ma ci ha messo qualche anno per trovare la sua dimensione. Quest’anno ha mostrato qualche sprazzo e arriva al suo primo Tour con l’ambizione di provare a giocarsi qualche tappa. La Katusha tra l’altro ha lasciato a casa mezzo treno di Kristoff, quindi è possibile che il tedesco abbia chance di fare la sua corsa.

Emanuel Buchmann (Bora) – bel corridore, solido, forte in salita e onesto a cronometro. Dopo anni di gavetta sta arrivando il salto di qualità, confermato dal settimo posto al Giro del Delfinato del mese scorso. Già 21esimo al Tour nel 2016, correrà in appoggio a Majka, ma non è escluso che gli soffi i gradi di capitano.

Bora, non solo Sagan… (Photo credit should read LIONEL BONAVENTURE/AFP/Getty Images)

Italians do it better

Se si esclude Vincenzo Nibali, i migliori corridori italiani sono tutti al Tour. Che poi questo si traduca in vittorie è difficile prevederlo, ma abbiamo sicuramente più chance che al Giro, dove in effetti siamo rimasti quasi a bocca asciutta. Detto di Aru, per la classifica generale non abbiamo altri nomi. Diego Ulissi, volendo, sarebbe anche uomo da top15, ma è meglio si concentri su ciò che gli riesce meglio: vincere tappe mosse o anche andando in fuga.

Chi proverà a dar fastidio ai velocisti più potenti è Sonny Colbrelli, che quest’anno ha chiarito al mondo di essere veramente materiale da WT. Sarebbe servita qualche tappa dura in più, ma noi crediamo, specialmente se dovesse venir fuori qualche giornata fredda e piovosa. Matteo Trentin è un altro abbastanza veloce da poter vincere tappe al Tour (e lo ha già fatto): potrebbe provarci nei pochi casi in cui Kittel dovesse staccarsi.

Chi dovrà per forza giocare d’anticipo, entrando in qualche fuga, è Gianluca Brambilla, che sembra aver trovato una buona condizione dopo i problemi fisici di inizio anno. Sta benissimo Damiano Caruso, secondo al Tour de Suisse e in palla al campionato italiano, ma sulla carta sarà gregario di lusso per Richie Porte. Correranno in appoggio a capitani più blasonati anche Fabio Felline (tuttofare per Contador), Davide Cimolai e Jacopo Guarnieri (apripista per Demare) e Daniele Bennati (regista per Quintana).

Dovrebbe fare il gregario anche Dario Cataldo, che però potrebbe ritagliarsi un posticino in qualche fuga da lontano, mentre Alberto Bettiol si misura con il suo primo Tour per fare esperienza e tentare qualche colpo da finisseur.

Albo d’oro

2016 – Chris Froome
2015 – Chris Froome
2014 – Vincenzo Nibali
2013 – Chris Froome
2012 – Bradley Wiggins
2011 – Cadel Evans
2010 – Alberto Contador  Andy Schleck
2009 – Alberto Contador
2008 – Carlos Sastre
2007 – Alberto Contador

Plurivincitori

Fatto sparire Lance Armstrong da ogni tipo di classifica, restano 4 i corridori a pari merito con il maggior numero di Tour vinti in carriera: Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain ne hanno vinti 5 a testa. Tra i corridori presenti al via 2 lo hanno già vinto: Froome 3 volte e Contador 2 volte. Quando si parla di Tour in numeri non si può non citare Raymond Poulidor, recordman per podi conquistati (8), a fronte di 0 vittorie (3 secondi posti, 5 terzi), Quintana per ora è sulla buona strada per emularlo anche se non con accezione positiva del tutto (due secondi posti e un terzo l’anno scorso su tre partecipazioni).

In TV

La solita copertura massiccia di Eurosport e RAI è stata addirittura migliorata: quest’anno il Tour sarà interamente trasmesso, nel senso che tutte le tappe avranno copertura live dal km 0.

Twitter

L’account ufficiale su Twitter su cui seguire tutte le tappe e altro ancora è @letour l’hashtag ufficiale #TDF2017 anche se come al solito saranno valide le varianti tipo #TDF e simili, come l’hastag della RAI #RaiTour17 e quello solito di Eurosport #EurosportCiclismo

Il vostro Podio (mandateci qui sotto nei commenti o su twitter o su facebook il vostro podio)

Io dico Froome, Quintana, Aru
Froome, Porte, Bardet.
Luisito Meintjes 😎
Porte, Aru, Froome così, a caso 😀
Froome-Porte-Quintana
Simona Bernardini @simobernardini: il mio podio: Froome-Valverde-Porte
Secondo me Valverde potrebbe tentare il colpaccio
Valverde, Aru, Porte.
Edoardo @Tzara_1981: Mancavano i miei #pronosticazzo sul Tour. Direi per il podio Froome, Porte e Aru, non necessariamente in quest’ordine. Sorry, Bardet.
Francesco Ciavattini @azazel81: Froome, Porte, Aru.
Davide “Poz/Baliani” Cavati: Froome, Quintana, Aru.
Mattia “Safe” Luchetta: Valverde, Porte, Froome.
Federico @fedemauri5: Froome, Porte, Quintana
Luketto: Porte, Froome, Quintana.
Leviathan: Io dico Valverde.
Luca79: Allora, rullino le trombe e squllino i tamburi…1. Porte, 2. Bardet, 3. Valverde, 4. Quintana, 5. Aru, Froome ritirato.

Betting (da bet365)

Starting List (da ProCyclingStats.com)

 

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