UFC 215 – Preview

Dopo un mese di agosto “tranquillo” per quel che riguarda le MMA finalmente si torna a parlare di un PPV della UFC. E lo fa con un evento che non sembra essere tra i migliori guardando la card. Ma per tradizione gli eventi con una card poco attraente di solito regalano poi sempre grande spettacolo.

Come ormai tradizione la redazione tutta si è riunita attorno a un tavolo per la solita seduta psicoanalitica in cui proviamo a darci delle risposte su questo evento:


Aggiornamento: Nella notte italiana fra il 7 e l’8 settembre è stato annunciato che l’incontro fra Johnson e Borg, valido per la cintura dei pesi mosca, è stato annullato per problemi di salute di quest’ultimo. I problemi sono relativi ad un virus e non legati al taglio del peso.

Cejudo contro Reis viene spostato nella main card.


Come è possibile che un incontro tra il #2 e il #5 di una categoria (pesi mosca) non riesca a trovare posto nella main card? (Domanda di Francesco)

Phre: Visione negativa: “i piccoli non vendono” e non c’è nulla di più piccolo di un peso mosca nelle MMA. La categoria, poi, ha bisogno di una scossa, di una svolta. Son convinto che se potesse, Dana White metterebbe anche Johnson in undercard.
Visione positiva: è un modo per invogliare a fare il Fight Pass, mettendo match di alta, altissima qualità a disposizione di tutti, non solo degli acquirenti di PPV. È una strategia che stanno mettendo in atto già da un po’. Senza googolare, il primo che mi viene in mente è Alvarez, ex campione dei pesi leggeri, messo nei prelims subito dopo la sconfitta con McGregor. Sinceramente non credo sia un modo per bistrattare gli atleti, quanto più una tattica per vendere quanti più abbonamenti FP possibili.

Lorenzo: In realtà l’idea mi piace. Dare un minimo di peso alle preliminary card credo sia importante, soprattutto dal momento che queste vengono trasmesse in chiaro negli States. Una buona qualità dei match invoglia sicuramente ad acquistare i PPV ed, in generale, distribuire le risorse in modo che tutta la card risulti interessante penso sia una buona strategia. Il match in sé lo vedo molto incentrato sulla lotta a terra e sul wrestling, il che potrebbe renderlo un match più apprezzato dagli intenditori piuttosto che dai fan casuali; il che andrebbe un po’ in contrasto con gli intenti da me sopra evidenziati. Molto della riuscita di questa idea, quindi, sarà nelle mani dei fighter.

Stefano: Come è stato detto più volte in passato, è possibile quando devi concedere qualcosa di sostanzioso (fino a un certo punto, eh, perché Cejudo e Reis non sono proprio dei trascinatori di folle) a uno dei tuoi principali partner televisivi, con cui peraltro hai iniziato da luglio una lunga e complessa fase di trattative esclusive. Inoltre, è saggio riempire i prelims di incontri importanti nel caso, per nulla peregrino, che un match del PPV salti all’ultimo, puoi sempre farne slittare uno nella parte dell’evento a pagamento.

Gilbert Melendez, Jeremy Stephens, Ilir Latifi, Henry Cejudo, Wilson Reis: tanti i lottatori pronti a ravvivare le loro carriere con una vittoria in terra canadese. Su chi puntereste? (Domanda di Stefano)

Lorenzo: Vorrei dire Melendez, ma punterò su Cejudo. Innanzitutto è il più giovane della lista; è stato, inoltre, uno dei pochi sfidanti alla cintura di Mighty Mouse che aveva attratto un minimo di hype su sé stesso (anche se è andato frantumato senza troppi drammi). Ha già dimostrato di poter far parte dell’élite della divisione, perdendo di misura contro l’eterno secondo Joseph Benavidez. Ha un ottimo wrestling e non disdegna gli scambi in piedi. E’ l’unico in questa lista su cui punterei come futuro campione (solo nel caso in cui DJ smettesse o salisse di categoria) o in alternativa come contendente al titolo.
Una vittoria a UFC 215 dovrebbe rilanciarlo, posizionandolo a 1/2 match da una nuova sfida titolata.

Francesco: Melendez mi è sempre piaciuto ma penso che abbia imboccato il sunset boulevard. I pesi mosca non ravviveranno proprio nulla finché il campione avrà le orecchie a sventola. I miei due cent li butto su Latifi. Lo svedese è tanto tosto anche in una categoria di gente grossa e cattiva. E nonostante la sconfitta con Bader non penso che la sua carriera si sia fermata più di tanto.

Phre: Se dovessi puntare gli ormai celeberrimi two cents andrei su Cejudo. È vero che viene da due sconfitte consecutive, ma stiamo parlando di una sconfitta contro Mighty Mouse e una controversa sconfitta per split decision contro Benavidez che poteva benissimo finire anche con l’esito opposto. Lo vedo ampiamente favorito contro Wilson Reis.

Tyson Pedro: alcuni vedono in questo ragazzo una possibile nuova stella nella divisione Light Heavyweight. Che idea vi siete fatti su di lui? Sarà questo per lui un test di maturità definitivo? (Domanda di Lorenzo)

Stefano:  Sei vittorie su sei, ottenute tutte entro il primo round, di cui due in UFC, sono un discreto biglietto da visita, non c’è dubbio. Pedro può continuare a costruirsi una solida streak riuscendo a battere Latifi, avversario pericoloso ma che può pagare la maggiore vecchiaia e alcune differenze fisiche (in particolare altezza e allungo) che potrebbero penalizzarlo. Sicuramente all’australiano serviranno altri test probanti per entrare nell’elité della divisione di peso.

Francesco: Finora non mi ha impressionato più di tanto, sarà che gli avversari non erano di chissà quale livello. Buon prospetto come ne abbiamo visti tanti ma la maggior parte li abbiamo visti frenare bruscamente davanti ad atleti più esperti. E Latifi in questo senso è un discreto muro da abbattere. Non si prospetta una serata esaltante per l’australiano.

Phre: L’astro nascente australiano si troverà ad affrontare il primo dei tanti “match più importanti” della sua carriera, con la possibilità di fare il salto nella top 10 dei pesi massimi leggeri. Credo sia ancora presto, però, per esprimere un giudizio definitivo sul venticinquenne dal background giapponese (ha iniziato a praticare jujutsu all’età di quattro anni). Tutte le sue vittorie e di conseguenza tutti i suoi match, avendo il record ancora intonso, sono arrivate entro i primi cinque minuti, quindi non abbiamo modo di capire se rende allo stesso modo sulla lunga distanza. Ciò che è certo è che con un Mark Hunt ormai sulla via del tramonto, il Nuovissimo Continente ha bisogno di volti nuovi e Pedro potrebbe essere uno di questi, in buona compagnia con Robert Whittaker.

Abbiamo lasciato Neil Magny a fine 2016 con una vittoria su Johny Hendricks; lo ritroviamo contro un altro ex-campione quale Rafael Dos Anjos, cosa possiamo aspettarci dalla sua performance? Pensate che la sua maggiore fisicità metterà in difficoltà RDA? (Domanda di Lorenzo)

Stefano: Magny ha sfruttato il tempo fuori dall’Octagon per guarire da infortuni che si portava dietro da tempo, quindi l’arma della fisicità tornerà a sua disposizione con maggior efficacia. Tuttavia, non credo che basterà contro un lottatore che, nelle sue giornate migliori, sa gestire bene le proprie energie lungo i 15 minuti (o 25, come quando sconfisse Pettis per la cintura lightweight) e ha una varietà di striking notevole. Per battere il brasiliano, l’allievo dell’Elevation Fight Team dovrà sfruttare appieno la sua superiorità nei takedown, fondamentale sul quale RDA ha incontrato non poche difficoltà in questa categoria di peso.

Francesco: Sarebbe da folli non sfruttare la differenza di allungo e altezza (16 cm più alto, di che parliamo?) in questo match. Fortunatamente non c’è di mezzo Struve che fa sempre confusione su come sfruttare l’allungo. RDA ha dimostrato di essere un duro ma non penso abbia carte adatte per affrontare Magny in una categoria di peso che affronta per la 2° volta in vita sua.

Phre: Magny è uno dei miei lottatori pupillo (qualcuno ha detto New York?). Ha dalla sua diversi scalpi parecchio importanti: Lombard, Gastelum, Hendricks solo per citarne alcuni.  È anche un fighter parecchio divertente, basti vedere che ha vinto tre POTN e una FOTN. Per quanto riguarda il match con RDA, non so se vederlo favorito, perché comunque l’ex campione dei leggeri non è, appunto, l’ultimo arrivato. Dall’altra parte, però, Magny è molto più grosso (quasi 20 centimetri di differenza in altezza e 25 di allungo). Non dimentichiamo che il nativo di Brooklyn ha fatto anche un paio di match nei pesi medi, mentre Don Anjos è salito nei welter dopo una carriera nei leggeri. Diciamo che entrambi hanno tutto da guadagnarci: Magny potrebbe fare il botto battendo un ex campione ed entrare nella top 5, Dos Anjos potrebbe dimostrare a tutti che ha diritto di cittadinanza dei pesi welter sconfiggendo uno molto più grosso.

Nunes vs Shevchenko. Come valutate l’annullamento del primo match? Chi se ne andrà col titolo alla vita da Edmonton? (Domanda di Francesco)

Lorenzo: A petto mi verrebbe da riassumere il tutto con un: triste. Triste perché se n’è saputo ben poco, triste perché si cerca sempre di dare la giusta importanza e il giusto peso ai match femminili, per poi vedere match annullati all’ultimo senza motivazioni ufficiali, triste, infine, perché già la “storyline” tra le due fighter era traballante ai tempi, vederla riscaldata qualche settimana dopo semplicemente non ha nulla di interessante. Vincente vedo Amanda Nunes, semplicemente perché la vedo molto più potente negli scambi in piedi (un po’ come accade a Cris Cyborg) e ciò nelle divisioni femminili spesso è sufficiente per chiudere un match. Valentina Shevchenko penso se la possa giocare a terra, ma non le darei comunque un vantaggio notevole nemmeno in questo ambito.

Stefano: La cancellazione dell’incontro a luglio è ormai una questione che non mi scalda più, onestamente. Mi interessa, invece, pronosticare l’esito del match in Canada. Secondo me vincerà Nunes. È vero, il suo cardio è un elemento che non gioca a suo favore come visto nel loro precedente rendez vous nella gabbia. Tuttavia, ritengo che la brasiliana abbia i mezzi e la mentalità giusta per chiudere il match non appena ne avrà la possibilità. Non sarà facile perché Shevchenko è una lottatrice metodica e dall’approccio attendista, poco incline a guidare l’incontro, quanto piuttosto a lavorare sull’offensiva altrui. Alla fine della fiera, però, credo che la campionessa in carica saprà tenersi stretta la cintura al termine di UFC 215, chiudendo la pratica per TKO.

Nuovo esperimento per Mighty Mouse per vedere se è un buon draw. Che vendite prevedete questa volta? In caso di un brutto bilancio, possiamo dire addio a DJ nei PPV? (Domanda di Phre)

Francesco: Vendite scarse, as usual. Considerando anche il fatto che il resto della card non offre spunti interessantissimi oltre i due match titolati. Le difese delle cinture continueremo a vederle solo in PPV, e Mighty Mouse non farà eccezione. Forse però non lo vedremo più da main eventer.

Stefano: Mighty Mouse non è un buon draw, questo è ormai assodato e, a meno che trovi un Sonnen che lo aiuti a promuovere i suoi match (cosa che Borg non è), difficilmente cambierà. Il PPV con molta probabilità accumulerà pochi acquisti, in un certo senso in maniera inversamente proporzionale a quelli di Floyd vs. Conor (che, a quanto sembra, deve averne fatti tanti tanti tanti).

Lorenzo: Le vendite saranno a dir poco pessime. Nessun build up del match, nulla di emozionale tra i due fighter. Borg non ha fatto nulla per essere considerato uno sfidante degno del titolo, pur rimanendo un buon fighter.
Il co-main è troppo poco “americano” per attrarre l’attenzione del grande pubblico. Un flop annunciato, insomma.
DJ ha un solo modo per vendere: sfidare i Bantamweight. Un superfight con Cody “No Love” sarebbe interessante, come anche una sfida con TJ Dillashaw o Dominick Cruz. Tutto il resto ha ben poco appeal.

Domanda sci-fi: Mighty Mouse perde. Coglieranno la palla al balzo per dare una scossa alla divisione e dare la prossima chance titolata ad un altro contendente o rematch immediato? (Domanda di Phre)

Francesco: Anderson Silva docet. Se fai dieci difese titolate e perdi l’undicesima, il rematch ti spetta di diritto. E penso sia anche giusto nei confronti di un atleta che ha dominato la sua divisione per cinque/sei anni. Bisogna però dire che una scossa la categoria flyweight la deve avere, che sia un nuovo campione, che sia nuovi sfidanti altrimenti la morte è molto vicina.

Stefano: Potrebbe starci il rematch immediato costruito sulla narrativa de “la rivincita dell’uomo che sembrava imbattibile”. Penso, altresì, che, anche in caso di sconfitta, Johnson possa sentirsi comunque pronto ad altre sfide, tradotto salire di categoria, e lasciare la flyweight division al suo destino.

Lorenzo: Qua si sfocia davvero nella fantascienza. Secondo me il rematch lo ridaranno subito, ma verrà annullato quando scopriranno che Ray Borg in realtà è un cyborg autocosciente che ha deciso di dimostrare all’umanità la sua superiorità battendo il suo esponente migliore nell’arte della lotta a mani nude. Welcome to Blade Runner: UFC Edition.

Ok, Mighty Mouse batte Ray Borg e infrange il record di maggior difese di un titolo UFC. E poi? Che cosa si prospetta per il suo prossimo futuro? Dominio eterno della flyweight division? O il salto nella categoria superiore? (Domanda di Stefano)

Lorenzo: Sul Mighty Mouse che vediamo dentro la gabbia non si può dire nulla, è perfetto. Un difetto, invece, che gli voglio trovare all’esterno della gabbia è la sua poca predisposizione alle sfide. Non serve rievocare la mancata sfida a TJ Dillashaw, ma evidentemente a lui sta benissimo lo status in cui si ritrova: una specie di divinità della sua divisione.
Quindi prevedo o un ritiro entro un paio di anni, oppure una dominazione continua della divisione. Cosa potrebbe rovinargli i piani? Qualche impavido Bantamweight desideroso di tagliare ulteriormente il peso per sfidarlo. Staremo a vedere.

Francesco: Se non sale di categoria, I riot. Dai, seriamente, chi vorrebbe ancora vederlo nei mosca? Tolto il fatto che ha finito gli avversari, col passare del tempo è diventato di una noia mortale. Per carità, bellissimi i suoi clinic (sì, fa clinic, non match); però, all’undicesima volta che vedi la stessa cosa, si annoierebbe chiunque (a meno che non sia Star Wars, Star Wars non annoia mai). Al contrario, salendo di categoria potremmo vederlo contro gente come Cruz, Dillashaw, Rivera, Garbrandt (madonna come mi gaserebbe sto match) che mi sembrano di una categoria superiore rispetto a tutti gli avversari nei flyweight.

Phre: No, basta dominio. Credo che sarà quasi obbligato dai piani alti al salto di categoria in caso di vittoria. Anche perché dopo cosa si fa? Iniziamo nuovamente il giro dei contender? Basta, che entri nella storia e salga di categoria e tenti l’assalto alla cintura dei gallo. Nel caso in cui riesca nell’impresa sarei il primo a considerarlo il GOAT delle MMA.

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