UFC 217: il ritorno di GSP nella Mecca dello sport a New York

Il Madison Square Garden riapre le sue porte alla UFC. Se UFC 205 è stato l’evento col maggior starpower del 2016, questo 217esimo evento a pagamento della principale promotion al mondo rischia di esserlo in questo 2017. Tre titoli in palio (pesi medi, pesi gallo, pesi paglia femminile), un undercard parecchio interessante, il ritorno di GSP dopo 4 anni di inattività. Il menù è ricco, vedremo se le portate saranno all’altezza della location.

Come per tutti i Pay per View della UFC la redazione MMA si è riunita e si è fatta delle domande su questo evento e ha provato a dare delle risposte. Eccole a voi:

La card completa di UFC217

 

UFC 217 sembra poter essere l’unico evento UFC di ciò che rimane del 2017 a possedere un certo star power (pur attendendo ulteriore notizie per UFC 219); eppure, parole di Joe Rogan, sembra aver faticato moltissimo a vendere. Come ve lo spiegate? Credete che UFC stia vivendo un momento di declino generale a prescindere dai match/fighter che mette in campo? Domanda di Lorenzo

PhreCredo che la formula del PPV non funzioni più come prima, in un periodo storico in cui molte top promotion trasmettono i loro eventi gratuitamente su YouTube (vedi ACB). Non so quanto le emittenti televisive americane siano disposte ad investire nelle MMA, ma suppongo che l’ideale per l’UFC sia riuscire a strappare un grosso contratto televisivo e abbandonare definitivamente i PPV.

Stefano: Prendendo con le molle quanto dice Joe Rogan, soprattutto nel contesto del suo podcast, ci sono due problemi che attanagliano questa supercard. Il primo è esposto già nell’ultima domanda fatta: la UFC sta finalmente pagando lo scotto per il numero spropositato di eventi proposto negli ultimi anni. Privilegiando la fama di contenuti di un canale che vive prevalentemente di UFC (Fox Sports 1) e la fantomatica “world f’n domination” vagheggiata tempo addietro, si è annacquato il valore insito a ogni evento dell’Ultimate Fighting Championship. Moltiplicando il numero di volti che passano davanti ai nostri schermi (quasi) ogni settimana e, di conseguenza, rendendo sempre più difficile il processo di star making. Se si considera anche la prolungata crisi di The Ultimate Fighter, la situazione appare ancora più grave di quello che può sembrare. Non ci ingannino le “meteore” Conor e Ronda o la rivalità Jones vs. Cormier, sono stati solo bei vestiti sotto i quali c’è veramente poco, per non dire niente. Il secondo problema, invece, riguarda GSP. 4 anni sono un’eternità in un mondo in costante evoluzione come quello delle MMA. In tale periodo, però, non hanno fatto bene le negative dichiarazioni rilasciate da Dana White, sin dalla press conference successiva all’ultimo match del canadese. Metteteci pure il carico da novanta della pessima gestione del suo ritorno (va contro Bisping, no, va contro Woodley, altolà, si torni a Bisping) e il proverbiale stile compassato di St-Pierre, forse inadatto a un periodo storico dove si deve urlare per avere anche solo 5 dei 15 minuti di celebrità (pure negli combat sports, qualcuno ha detto Conor vs. Floyd?), e la frittata è fatta. Bisping ha fatto il possibile per alimentare una rivalità che di fatto non esiste ma il timore che ciò non sia sufficiente non è indifferente. Magari non nella misura indicata da Rogan, ma prossima a essa.

Francesco: Se eventi come UFC217 vendono poco, abbiamo un problema. Come la WWE insegna, il sistema PPV è destinato a morte certa. La UFC dovrebbe iniziare a seguire la strada tracciata dagli amici/nemici wrestlinghiani e pensare a un concetto diverso di Fight Pass. Pagare un abbonamento per non vedere gli eventi più importanti è da più parti considerata una follia (viste anche le cifre a cui vengono venduti). E sembrerebbe essersene accorto anche il presidente Dana White che inizia a indicare che il futuro sarà legato sempre più ai servizi in streaming e non alla tv tradizionale. Fatto sta che la UFC non sta vivendo un gran momento dal punto di vista dell’interesse generato intorno a sé, non riuscendo neanche a sfruttare il treno Conor vs Floyd

Non vediamo Mickey Gall da quasi un anno, dopo che ha fatto schiantare ben due hype train, quello di CM Punk e quello di “Super” Sage Northcutt. Cosa ci aspettiamo per il futuro di questo ragazzo? Domanda di Phre

StefanoUna paziente e ben ponderata risalita di posizioni nella propria categoria di peso, con la benevolenza della UFC in termini di matchmaking. Mi viene da pensare ciò osservando chi sarà il suo avversario dopo un lungo periodo di stop, Randy Brown. Un prospetto entrato nella promotion attraverso la finestra di Dana White’s Lookin’ for a Fight, esattamente come Gall, ma a differenza di quest’ultimo apparso non ancora a suo agio all’interno dell’Octagon. Il newyorkese d’adozione ha dimostrato di soffrire i lottatori che lo pressano, non sa difendersi bene dai calci alle gambe, non è irresistibile nel clinch e a terra può distrarsi anche in posizione dominante, esponendosi così al rischio di sottomissioni. Inoltre, non ha mai dato segno di saper utilizzare al meglio le sue lunghe leve. Insomma, se Gall sarà in grado di applicare appieno il suo gameplan, evitando errori marchiani come quello che fece Erick Montano contro lo stesso Brown, la vittoria sarà molto probabilmente sua. Mettendolo quindi in rampa di lancio per sfide più impegnative.

FrancescoMickey Gall ha ancora tutto da dimostrare. Ha fermato due che più che hype train erano due fenomeni mediatici. Di certo è uno dei giovani più “skillato” fuori dall’ottagono, vista la sua buonissima dialettica. E la UFC su questa caratteristica sembra puntarci parecchio. Randy Brown mi sembra l’avversario giusto per far avanzare ulteriormente Gall verso avversari che testeranno davvero le sue potenzialità.

Lorenzo: Mickey Gall è senza dubbio l’unica nota positiva del docu-reality, Dana White’s Looking For a Fight. È giovane ed è stato bravo a farsi conoscere dal pubblico occasionale, sconfiggendo due atleti che, per motivi diversi gli hanno conferito una certa popolarità. Non vedo in lui un talento strabiliante, non credo potrà essere un domani un top contender, ma senza dubbio credo sia un ragazzo con delle capacità, soprattutto a terra, valide. Per questo credo che il match che lo vedrà contrapposto a Randy Brown, altro prodotto del già citato format, finirà con la sua mano sollevata al cielo; inevitabilmente, però, con l’alzarsi della competizione anche il suo hype train si fermerà. Con una certa ironia, si potrebbe dire che anche lo “stopper” di hype train, tra non molto vedrà il suo stesso treno fermarsi contro qualcuno.

Ion Cutelaba ha avuto un andamento altalenante come risultati in UFC ma nell’ultimo match ha dimostrato un ottimo KO power. Che futuro vedete per lui in una categoria in cerca di nuovi padroni? Domanda di Francesco

Lorenzo: Ion Cutelaba è interessante. E’ un lottatore che potrebbe diventare un fan favorite per la rabbia e l’agonismo che mette nei suoi match. Non penso, però, sarà mai un serio competitor, in quanto alcune sue lacune sono emerse nei suoi trascorsi all’interno dell’ottagono. Dalla sua ha l’età, essendo un classe 1993, che gli potrebbe permettere ancora qualche salto di qualità nel futuro. Penso ciò non si verificherà, però, sino a quando non sceglierà di allenarsi in una palestra top americana.

Phre: Effettivamente l’atleta moldavo è 2-2 in UFC, ma io ho ancora in mente il KO in 20 secondi ai danni di Da Silva che mi ha fatto dimenticare le due sconfitte in un attimo. Nonostante il prossimo sarà il diciassettesimo incontro in carriera, Cutelaba è ancora giovanissimo, ha tutto tempo di crescere e migliorare, magari spostandosi negli States per allenarsi, e poter puntare alla top-10 dei massimi leggeri.

StefanoMolto dipenderà da come supererà l’improvviso test Michal Oleksiejczuk. Improvviso perché il polacco, l’ultimo uomo a battere il nostro Riccardo Nosiglia, è stato chiamato in extremis a sostituire il russo Gadzhimurad Antigulov. L’esponente del team GKS Gornik Leczna MMA è uno striker che non ha in canna il pugno da KO posseduto altresì dal moldavo, ma dalla sua può vantare una notevole precisione dei colpi e uno spiccato killer instinct quando il suo avversario è in visibile difficoltà. Tuttavia, Cutelaba ha eguali capacità ed energie sufficienti per aver ragione di Oleksiejczuk in piedi, combinata a una buona perizia nel wrestling, che gli può venire utile per mettersi in condizione di chiudere la contesa di ground-and-pound. Se non si farà sorprendere dal nuovo arrivato e sarà in grado di vincere in maniera convincente, l’Hulk gialloblu potrà rilanciarsi alla grande all’interno della light heavyweight division.

Joe Duffy era giunto in UFC con un certo hype dovuto all’aver sconfitto McGregor ai tempi di Cage Warriors. Cosa pensate della sua carriera fino ad ora? A cosa pensate potrà ambire nel suo futuro (anche immediato, ovvero il match di sabato)? Domanda di Lorenzo

Phre: Sappiamo benissimo che una vittoria non vuol dire automaticamente che sei in assoluto il fighter più forte fra i due, altrimenti Ivan Musardo > Joe Duffy > Conor McGregor. Irish Joe è sicuramente un buon fighter con solo due sconfitte in diciannove incontri, ma non credo lo vedremo mai ai vertici dei ranking della UFC. James Vick metterà il terzo timbro nella colonnina delle sconfitte dell’irlandese ed in un futuro magari neanche troppo lontano credo che deciderà di andare a fare la star in un’altra promotion (qualcuno ha detto Bellator?).

Stefano: Niente di diverso da quanto visto nelle sue precedenti uscite nell’ottagono. Un più che onesto lottatore che costeggia la posizione di “gatekeeper”, senza riuscire a salire qualche scalino in più in termini di competitività (vedi Dustin Poirier). Considerazione che si applica anche al rivale di sabato notte, James Vick, messo fuori gioco dal solo Beneil Dariush.

Francesco: L’età è ancora dalla sua e i risultati non sono male, però quando è stato il momento di salire di livello (match contro Poirier) è arrivata la sconfitta. Duffy è un buon lottatore ma nulla di più, difficilmente potrà ambire anche ad entrare nella Top 15 in una categoria di peso tra le più ricche di talento dell’intero roster UFC. Una vittoria in questo evento potrà garantirgli un avversario di livello nel prossimo match ma non credo riesca ad andare più avanti di così.

Basterà a Johny Hendricks essersi affidato alle cure di Jackson-Wink per risollevare la propria carriera? Cosa possono avergli suggerito per prendere le misure di Paulo Borrachinha? Domanda di Stefano

FrancescoBorrachinha mena, forte. Hendricks dovrà far attenzione principalmente a questo, a non soccombere malamente sotto i colpi del brasiliano. L’americano penso abbia già imboccato il viale del tramonto e questo match servirà soprattutto a lanciare ancor di più l’avversario che potrà fregiarsi di uno scalpo importante. Dopo questo match per Johny vedo un futuro da test per i nuovi prospetti, che dovranno confrontarsi con un avversario in netto calo ma comunque dal passato importante.

LorenzoJohny Hendricks non è più un fighter. Non lo è più dalla sconfitta Wonderboy Thompson. La chin cede, il KO power stenta e non serve nominare i grotteschi problemi con il peso. Jackson-Wink sono bravi, non credo ancora facciano miracoli. Proveranno a invogliare Big Rigg a portare il match sul wrestling, territorio nel quale dovrebbe avere una certa edge su Borrachinha; non credo ce la farà, finendo vittima del fighter indubbiamente più dotato fisicamente, allo stesso modo in cui è accaduto contro Tim Boetsch.

Phre: Rispondo con un secco “no!”. A mio parere Hendricks ormai è cotto; negli ultimi 4 anni ha vinto solo 3 volte su 9 e continua a scazzare dal punto di vista della professionalità visto che non riesce a fare il peso neanche nei medi. Il consiglio migliore che possono avergli dato è “Manca il peso anche a ‘sto giro e fai annullare il match. Almeno eviterai di farti staccare la testa”.

Wonderboy. Iniziata la fase calante della carriera o dobbiamo aspettarci una nuova ascesa a number one contender? Domanda di Francesco

LorenzoWonderboy in fase calante? No, non vedo indizi in tale direzione. Ha perso ai punti un match titolato contro un fighter validissimo, anche soprattutto, secondo me, per una sorta di blocco mentale, che gli ha impedito di performare come sa fare normalmente. Tornare a combattere senza una cintura in palio dovrebbe sbloccarlo, permettendogli di rimettere in mostra quelle doti di striking che lo hanno reso unico all’interno di UFC. Probabilmente Jorge Masvidal non sarà una passeggiata, ma penso che il karateka potrà trovare la via della vittoria, avvicinandosi ad un’altra chance titolata.

Phre: Non credo sia già il tramonto della carriera del Ragazzo Meraviglia. In fondo, se ci pensate, la sua unica sconfitta negli ultimi 5 anni è stata quella nel rematch contro il campione Tyron Woodley. Vedo ancora una title shot nel suo futuro, non so se sarà la chiusura della trilogia contro Il Prescelto o se sarà per il titolo ad interim in caso Woodley decida davvero di puntare alla cintura dei pesi medi. Di sicuro credo che vedremo Thompson ancora per un paio d’anni ai massimi livelli, poi in caso di sconfitte multiple potremo parlare di fase calante. KO al round 2 per Wonderboy.

Stefano: Una sconfitta e un pareggio fanno di Stephen Thompson un lottatore sul viale del tramonto? A mio parere no. La dilogia contro Woodley ha sicuramente esposto alcuni limiti del karateka, soprattutto dal punto di vista mentale. Tuttavia, ciò non comporta che non possa ritrovare se stesso contro un fighter più spigliato in termini offensivi come Jorge Masvidal. Ottimo difensore di takedown, striker dalla notevole varietà di colpi efficaci e posizioni dalle quali andare a segno con gli stessi, “Gamebred” rappresenta l’avversario giusto per valutare la brillantezza di Wonderboy al suo ritorno in azione. E, eventualmente, ipotizzare un ritorno allo status di #1 contender in tempi relativamente brevi.

Il co-main event ha in serbo per noi un incontro forse ancora più interessante di Bisping vs St-Pierre. Dopo il clinic messo su contro Cruz da Cody, diamo qualche speranza a Dillashaw o sarà un match a senso unico? Domanda di Phre

Stefano: La sconfitta di TJ contro Cruz, specialmente se messo a confronto con il glorioso trionfo di Garbrandt contro lo stesso “Dominator”, non depone a favore dell’ormai nemico pubblico numero 1 del Team Alpha Male. Tuttavia, da lì a parlare di “match a senso unico” ce ne passa. Contro l’ex campione in carica, TJ ha fatto l’errore di rimanere fedele al suo particolare stile di lotta, fatto di tanto pressing, permettendo così al rivale di sfoggiare il suo sublime repertorio di finte e contrattacchi, oltre all’altrettanto eccellente footwork che lo contraddistingue da sempre. Cody, invece, ha fatto esattamente il contrario, intraprendendo il ruolo del “Cruz” con una tattica tendenzialmente attendista e costringendo così “l’originale” a snaturarsi. In un paio di occasioni, a dire la verità, anche Dillashaw ha fatto lo stesso nel suo title match con l’atleta dell’Alliance MMA, non abbastanza per tenersi stretta la cintura. La lezione è servita al pupillo di Duane Ludwig, a dimostrarlo di recente è la performance esibita contro John Lineker. Per il quale TJ ha adottato una strategia diversa dal solito, meno improntata all’attacco frontale e asfissiante, al contrario incentrata nel fare uscire allo scoperto il brasiliano. Obiettivo raggiunto col massimo dei voti, prova ne è il fatto di aver messo a segno ben 5 takedown ai danni di un lottatore che non veniva sollevato da terra dal gennaio 2015. Tornando ai giorni nostri, che significa tutto ciò? Che la versatilità e la capacità di adattarsi alle caratteristiche degli avversari, messe in mostra da Garbrandt, sono nelle corde dello stesso Dillashaw (sul cui petto pende la medaglia per la distruzione completa di Renan Barao, una delle migliori prestazioni mai viste in UFC). Rendendo così la sfida più competitiva di quanto la domanda dia a intendere.

Francesco: Dillashaw è un avversario temibilissimo per “No Love”, che quindi dovrà stare attento a non farsi prendere troppo la mano. La perfetta prestazione contro Cruz è stata una delle più esaltanti degli ultimi anni in UFC (specialmente per un match titolato) e di certo ci si aspetta grandi cose da Garbrandt. Ma più di tutti ci spera la UFC che ha visto in Cody il vero big deal per il futuro, pronto a prendere il posto di un Conor che ancora non sa cosa farà da grande.

Lorenzo: Premetto che io per questo match punto su Dillashaw. Detto questo, ci tengo a ricordare che, per quanto la performance di Cody “No Love” contro Dominick Cruz sia stata strabiliante, in tale occasione 2 round su 5 il giovane Alpha Male li ha persi. Quindi dire che Cody non subisca lo stile di combattimento che Cruz, e dopo di lui Dillashaw, adotta è una mezza verità. Dillashaw inoltre è più giovane di Cruz, nonché non ha alle spalle gli infortuni che Cruz ha subito e che ne hanno minato la velocità. Un gameplan particolarmente oculato da parte di “Killashaw” e delle motivazioni che vanno ben oltre l’ambito sportivo penso faranno pendere l’ago dalla parte dell’ex campione, che probabilmente proverà a mettere, di nuovo, in mostra l’agilità che gli hanno permesso di spodestare Renan Barao.

Chiudete gli occhi e provate a immaginare il futuro dei due protagonisti del main event. Se dovesse vincere St-Pierre, il canadese andrà a unificare la cintura contro Whittaker o si dedicherà a match diversi (title vs title contro Woodley, money fight contro Conor)? Quali scenari, invece, in seguito all’eventuale successo del britannico? E se ci fosse un pareggio? Domanda di Stefano

FrancescoHo chiuso gli occhi. Ho sognato Bisping. Mi sono svegliato in posizione fetale e piangente. Tornando seri, la situazione ai miei occhi è abbastanza limpida. GSP vuole diventare bi-campione e ritirarsi nuovamente, la UFC sogna GSP – Conor, Bisping ha l’occasione di dimostrare di non essere un “campione di cartone”. Non conoscendo le condizioni contrattuali del canadese è difficile ipotizzare il suo futuro, fatto sta che prima di prendere una decisione bisognerà vedere il suo rientro nella gabbia come sarà. Se si dimostrerà quello di una volta, penso che potrà fare tutto quello che vorrà. In caso di vittoria di Bisping penso che il titolo andrà alla vita di Whittaker alla prima occasione utile e ci sarà modo di mettere ordine in cima alla categoria dei pesi medi.

Lorenzo: Se St-Pierre vince non difende la cintura contro Whittaker. Difficile si ritiri di nuovo, penso che UFC si sia fatta dare delle garanzie da parte sua. I match che mi vengono in mente sono il perennemente atteso match con Anderson Silva (soprattutto se questi dovesse vincere contro Gastelum), un superfight contro Tyron Woodley, oppure addirittura una cintura resa vacante per dedicarsi a sfide particolari contro, ad esempio, McGregor, ma non escluderei un rematch con Nick Diaz o addirittura il fratellino Nate. Se Bisping vincesse mi aspetto un ultima battaglia per lui, probabilmente proprio contro Whittaker, in quello che diventerebbe un vero e proprio passaggio di testimoni dalla “vecchia scuola” alla “new breed”.

Phre: Proprio non riesco ad immaginare una vittoria di Bisping; sarà che nella mia personale classifica dei fighter che amo, GSP viene subito dopo The Prodigy. In caso di vittoria di Rush, credo che la UFC decida proprio di puntare sul campione vs campione, visto anche che Woodley ha già dichiarato di voler prendere anche la cintura dei medi. Se, invece, il Conte dovesse dimostrarmi che ho torto e mantenere il titolo, credo che preferirà optare per lasciare il titolo vacante e ritirarsi così da campione evitando di “macchiare” la fine della sua carriera con una sconfitta e conseguente perdita della cintura.

Potrebbero interessarti anche...

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: