Champions League – Preview Barcellona-Roma, Liverpool-Manchester City

Ieri sera le prime due partite d’andata dei quarti di finale di Champions League hanno di fatto sancito il passaggio alle semifinali di Real Madrid e Bayern Monaco, entrambi vincenti nelle trasferte di Torino e Siviglia ed entrambe confermate nel loro ruolo di favorite insieme con Barcellona e Manchester City per la corsa alla finale di Kiev.

Capolavoro

Il Real ha demolito le speranze juventine con un perentorio 3-0 in uno degli stadi più inviolabili d’Europa, con una prova che si può definire in una parola: cinica. Dopo il gol fulmineo di Cristiano Ronaldo al terzo minuto, su una giocata di qualità estrema dell’asse Marcelo-Isco, chiusa dalla solita zampata opportunistica del miglior centravanti del mondo, i blancos hanno controllato il ritorno della Juve, senza troppo affanno, per poi nella ripresa chiudere il conto, prima con uno dei gol copertina della storia della Champions, una rovesciata magistrale dal punto di vista tecnico e atletico del loro uomo simbolo, che ha deciso alla fine di fare anche l’uomo assist mandando in porta Marcelo per il terzo gol. Un gol subito in Serie A nel 2018, sei in tre partite di Champions tra ottavi e andata dei quarti, la differenza è impressionante. A Madrid la Juve dovrà andare per fare una partita d’orgoglio, anche in vista dei traguardi stagionali ancora disponibili.

A Siviglia, i ragazzi di Montella sono partiti forte come previsto e come dovevano fare, giocando sull’intensità regalata anche da un Sanchez Pijuan ribollente e il vantaggio di Sarabia alla terza conclusione personale è stato il coronamento di quel periodo aggressivo, ma il Bayern attualmente ha una forma mentale e tecnica troppo superiore e sfruttando il movimento dei suoi avanti e la velocità di ribaltamento del lato, ha prima pareggiato con Ribery sfruttando una deviazione di Navas nell’1vs1 sulla sinistra, su azione partita da un cambio di gioco di Muller, per poi chiudere la partita con Alcantara su inserimento opposto al cross dello stesso Ribery. Difficile che al ritorno all’Allianz gli spagnoli riescano a ribaltare il risultato e il pronostico, vista l’imbattibilità stagionale dello stadio dei pluricampioni di Germania.

Stasera si chiude il primo round dei quarti di finale con un’altra sfida Spagna-Italia e un derby inglese di estremo interesse tattico.

La prima partita vede il Barcellona di Messi affrontare la sorprendente Roma di Di Francesco, arrivata ai quarti grazie ad uno splendido girone, chiuso al primo posto nonostante Atletico Madrid e Chelsea, che le ha regalato un ottavo abbordabile superato con un’ottima prova di squadra.

Una perfetta prova di squadra la attende di fronte al grande Barcellona, al Camp Nou, davanti a 100 mila spettatori che non aspettano altro di assistere ad uno show della squadra catalana contro dei rivali sicuramente ritenuti abbordabili da una tifoseria solitamente molto baldanzosa.

La versione blaugrana di Valverde è di fatto meno pomposa di quelle passate e molto più equilibrata, soprattutto dal punto di vista difensivo, come sottolineato dai 17 goal presi in Liga e dai soli 2 subiti in questa Champions, in cui ha chiuso inviolata la porta ben sei volte in otto incontri.

Per il tecnico ex Bilbao la scelta più intricata ricade sull’utilizzo di un acciaccato Busquets, che non gioca dal ritorno degli ottavi contro il Chelsea, formando il classico trio di mediana con Rakitic e Iniesta, o decidere di preservarlo per il proseguo della stagione arretrando Paulinho dalla sua posizione di trequartista atipico di inserimento.

Viste le lacune della Roma nella marcatura degli inserimenti dei centrocampisti, con Busquets in campo potrebbe essere proprio il veterano brasiliano a essere impostato nella posizione creata da quando è arrivato a Barcellona, alle spalle di Messi e Suarez, libero di svariare sul tutto il fronte centrale, regalando gli spazi che al fuoriclasse argentino servono per inventare calcio.

In caso di assenza del metronomo spagnolo, un’altra possibile alternativa potrebbe essere quella vista nelle ultime partite con Dembelè largo a destra, a cercare il duello individuale con Kolarov sia con che senza palla. Nell’ultimo turno di Liga contro il Siviglia però c’è stato qualche sospetto su questo tipo di impostazione, in particolare nella tenuta difensiva sui lati del campo.

Anche la Roma non è al massimo della propria forma fisica e di formazione, visto che nel turno pasquale di Serie A ha perso per infortunio Nainggolan, che rimane in dubbio per stasera e il suo utilizzo sarà scelto solo nelle ultime ore a ridosso del match.

Uno dei due

In caso di assenza del centrocampista belga, estremamente importante per le sorti tattiche dei giallorossi, il sostituto naturale sarebbe Pellegrini, ma anche lui non è al meglio e per tanto Di Francesco deve pensare a delle soluzioni di ripiego con l’inserimento di Gerson nella mediana o l’avanzamento di Florenzi dalla fascia bassa, inserendo una pedina più difensiva come Juan Jesus per compattare il fronte davanti ad Allison, togliendo spazio centrale alle giocate tipiche del Barca.

Davanti, nel tridente guidato da Dzeko, vero uomo guida anche in campo internazionale, ci saranno Perotti ed El Sharaawy. Il “faraone” sarà chiamato a sfruttare la chance, con Under indisponibile: a lui si chiederà anche di contenere in fase difensiva gli inserimenti continui di Jordi Alba sul lato lasciato libero dai movimenti di Messi.

Fondamentale per i giallorossi, oltre la compattezza difensiva delle due linee difesa-centrocampo, anche la velocità delle ripartenze in transizione oltre le zone laterali difese da Alba e Sergi Roberto, dove la lentezza di Pique e Umtiti nei recuperi potrebbe regalare azioni pericolose.

L’altro match in programma è il derby inglese tra il Manchester City di Guardiola e il Liverpool di Klopp, uno dei più interessanti confronti a livello tattico del panorama europeo, con il possesso posizionale del tecnico catalano contrapposto al sistema di pressione alta e ripartenza furiosa del tecnico tedesco.

Lo splendido scenario di Anfield ha già ospitato una delle più belle partite dell’anno in Europa, quando i Reds hanno inflitto la prima e finora unica sconfitta in Premier del City, dominatore del campionato inglese, con un roboante 4-3, frutto di una furiosa pressione offensiva che ha portato i padroni di casa sul 4-1, prima della disperata rimonta dei Citizens, che nel finale hanno sfiorato un pareggio che avrebbe avuto un sapore epico.

Le chiavi di Klopp per fermare Guardiola sono sempre quelle usate anche ai tempi delle sfide tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund, baricentro alto a togliere spazio alla costruzione bassa dell’avversario, mettendo densità di uomini in zona palla per riprendere il possesso e ripartire a razzo con le soluzioni tipiche della stagione, quali Salah in campo aperto (37 gol stagionali, top list europeo) o gli 1vs1 di Firmino e Mane’.

Nella partita di Anfield di febbraio il City ha perso 43 palloni, la stragrande maggioranza nella propria metà campo, regalando ben 16 tiri al Liverpool; è chiaro che il piano partita di Klopp si focalizzerà su questo aspetto, anche se le assenze dettate dai tanti infortuni dell’ultimo periodo non permettono scelte tattiche, costringendo a schierare l’unica formazione possibile, con il solo Can con qualche lumicino di speranza di recupero, a differenza di Matip, Lallana, Gomez e Klavan che sono assenze a lungo termine.

A centrocampo sarà fondamentale il lavoro di frangiflutti di capitan Henderson a rompere il gioco di possesso sulla trequarti della coppia d’oro De Bruyne-Silva, decisivi nella grande stagione del City, mentre Milner e Oxlade-Chamberlain dovranno garantire un movimento continuo tra metà offensiva e difensiva, anche in inserimento oltre alla posizione di Fernandinho. In fase offensiva, stante il possibile schieramento a tre dell’avversario Manè e Salah dovranno partire molto larghi, per garantire proprio con Oxlade-Chamberlain e Milner, oltre all’avanzata dei terzini, una catena laterale estremamente efficace che costringa il City ad abbassare in maniera costante un uomo sulla linea difensiva.

L’aurea di Salah (Photo credit LINDSEY PARNABY/AFP/Getty Images)

In fase difensiva importantissimo sarà il lavoro di Alexander-Arnold su Sanè, sia in 1vs1 che soprattutto sul cambio lato, visto che anche nel 4-3 di Anfield, oltre che nelle ultime uscite, il giovane laterale inglese ha peccato nella difesa posizionale sul ribaltamento di lato.

Il Manchester di Guardiola, che a differenza della gara di Premier, ritrova il talismano Silva, dovrebbe replicare lo schieramento visto nell’ultimo turno vinto contro l’Everton, proprio a Liverpool, con una difesa a 3 leggermente asimmetrica, con il nuovo innesto di gennaio Laporte a chiudere la zona di centro-sinistra, lasciando Otamendi e Kompany più centrali e garantendo a Sanè una libertà offensiva maggiore, mentre dall’altra parte Walker avrà il compito di partire più sulla linea dei centrocampisti, garantendo sostegno centrale in fase di possesso a Fernandinho e spinta laterale quando la palla sarà nella metà del Liverpool.

Davanti il quadrilatero tattico, oltre ai già citati De Bruyne-Silva registi a tutti gli effetti della squadra, sarà completato da Gabriel Jesus e Sterling, sempre molto abili a inserirsi in area sui cross dal fondo o sui filtranti dalla zona centrale di trequarti.

Vista l’imbattibilità stagionale dei Reds in Champions League e il fatto che il Manchester City ha sempre segnato nelle trasferte europee, si prevede una partita ampiamente spettacolare e dove nessuno vorrà soccombere un centimetro in favore dell’avversario.

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