Giro delle Fiandre 2018 – Preview

Benvenuti alla 102esima edizione della Ronde Van Vlaanderen, una di quelle corse che può definire una carriera. Una gara dura, spettacolare, talvolta anche angosciante. Non sai mai cosa può succedere là davanti, ed è per questo che se vuoi vincerla devi starci tu, davanti, magari anche per 100 km. Il Fiandre è una corsa meritocratica, forse più di qualsiasi altra classica su pietre: vince quasi sempre il più forte, e se non hai gambe arrivi lontanissimo dai primi.

Finora nel 2018 i più forti son quasi sempre stati i Quickstep, che dopo la Kuurne hanno completamente svoltato, lasciando le briciole agli avversari. Samyn, West-Vlaanderen, Nokere Koerse, Handzame Classic, De Panne, Harelbeke, Dwars Door Vlaanderen: si son presi tutto, spesso scherzando il resto del gruppo. Finché domenica scorsa Peter Sagan ha detto: sapete che c’è? Tirate voi che io sto a ruota. E ha vinto la sua terza Gent-Wevelgem. sverniciando in volata Elia Viviani.

Il percorso (266 km)

Si allunga ancora la corsa rispetto agli ultimi anni: 266 km spezzati nettamente in due. La prima parte non presenta grosse difficoltà, ma già al km 121 si affronta per la prima volta l’Oude Kwaremont. Poi arrivano 50 km durissimi con 6 muri e altri due tratti tosti in pavé, prima di affrontare il Muur (750 mt al 9% con punte al 20%). Qui l’anno scorso la Quickstep mise la sesta e distrusse il gruppo, creando le basi per la vittoria di Gilbert.

Giro delle Fiandre 2018 profilo

40 km e 2 muri più tardi, si ritorna sul Kwaremont. A questo punto di chilometri ne mancano poco più di 50 e subito dopo c’è il Paterberg, 300 metri durissimi che spesso fanno la differenza. Dopo altri 4 muri, tra cui Koppenberg e Taaienberg, a circa 15 chilometri dal traguardo si ripete la combo che è il trampolino per le azioni decisive. Chi ne ha prende in testa il Kwaremont e fa selezione, per poi involarsi definitivamente sul Paterberg. Dalla cima di quest’ultimo mancano solo 13 km, completamente pianeggianti.

La lista dei muri (by @ammattipyoraily)

I favoriti

Greg Van Avermaet (BMC) – Inizio di stagione sotto il radar per Greg, ma questa è la sua corsa, quella che sogna di vincere fin da bambino. Può anche essersi nascosto finora proprio per avere un briciolo di libertà in più al Fiandre. Posto che esser liberi conta fino a un certo punto, contano le gambe. E lui sopra i 250 km è una bestia come pochi. Deve solo stare attento a non esser preso in messo dai Quickstep, che saranno tanti e senza scrupoli.

Phil Gilbert (Quickstep) – l’anno scorso s’è sprato 55 km in solitaria per vincere una delle più memorabili edizioni della Ronde ever. Quest’anno ci ritorna con la stessa gamba e una squadra ancora più vergognosamente forte. Un paio di sue sparate ad Harelbeke e alla Gent han fatto davvero paura, malgrado si siano poi rivelate infruttuose. E’ vero che il suo obiettivo principale è la Roubaix, ma ha una condizione troppo esaltante per tenerlo fuori dal lotto dei favoriti.

Philippe Gilbert Fiandre 2017

Pronti a vincere

Peter Sagan (Bora) – E’ vero, ha vinto la Gent in maniera convincente, ma fa più testo la performance deludente di Harelbeke. Già a Sanremo non era parso brillante come un anno fa, e la conferma è arrivata venerdì scorso, quando ha dovuto alzare bandiera bianca a parecchi km dal traguardo. Ha motore e talento per vincere comunque la Ronde, ma non potrà farlo da dominatore come nel 2016. Serviranno astuzia, istinto e un pizzico di fortuna.

Niki Terpstra (Quickstep) – ha vinto Harelbeke con un’azione d’altri tempi, prima accompagnato da Lampaert e poi da solo negli ultimi 20 km. Strepitoso passista col gusto per l’impresa, ha una sola arma per vincere: staccare tutti e presentarsi da solo al traguardo. Con una squadra così, non è nemmeno impossibile.

Tiesj Benoot (Lotto Soudal) l’enfant prodige del ciclismo belga ha finalmente trovato la sua dimensione, vincendo alle Strade Bianche la sua prima corsa da pro e poi sfiorando il podio alla Tirreno-Adriatico. Corridore completo, spregiudicato, che si esalta in condizioni miserabili. Attaccherà senza sosta negli ultimi 100 km, perché non può permettersi di arrivare in volata.

Tiesj Benoot Fiandre 2018

Quelchepassa Outisder

Sep Vanmarcke (EF-Drapac) – Lui è una vita che è pronto a vincere. Talmente pronto che non vince mai. Occhio però perché all’Omloop proprio sul Muur ha dato la paga a tutti, con un’accelerazione disturbante. Sulle pietre c’è poca gente che sa andare in bici come lui. Il problema è che non è abbastanza veloce per vincere in volata, né abbastanza passista da tenere un vantaggio per molti km da solo. Mettici anche la sfiga, ed è il cocktail perfetto per rosikare ogni anno.

Zdenek Stybar (Quickstep) – ha corso in appoggio ai compagni in questo scorcio di 2018, but make no mistake: è in grandissima forma. Formalmente è la terza punta del tridente Quickstep, con libertà di attaccare anche da lontanissimo (abbiamo visto qualche flash alla Dwars Door Vlaanderen).

Oliver Naesen (Ag2r) – meno sfacciato dell’anno scorso, quando in tutte le corse di preparazione aveva flirtato con la vittoria, ma la gamba sembra eccellente anche quest’anno. Non veloce quanto Sagan, né potente quanto Van Avermaet, è però strepitoso corridore da muri. Un altro di quelli che per vincere deve arrivare da solo o quasi, e quindi può farci divertire attaccando da lontano.

Matteo Trentin (Mitchelton-Scott) – i risultati finora non parlano per lui, ma è stato nel gruppo buono in quasi tutte le corse su pavé fatte nel 2018. Correrà da capitano unico, perché nessun compagno di squadra ha dimostrato di essere all’altezza. Sui muri è parso anche più esplosivo degli anni scorsi. L’unico cruccio è la distanza, che non sembra essergli amica.

Chi è rimasto fuori? Due nomi su tutti, tra quelli che l’anno scorso sembravano in rampa di lancio: Luke Durbridge e Alexey Lutsenko. Il primo ha probabilmente bucato la preparazione, mentre il kazako sta virando verso le corse di una settimana, perdendo forse un po’ di potenza. Ci sono poi Alexander Kristoff, Edvald Boasson Hagen, Arnaud Demare e John Degenkolb, uomini veloci che però difficilmente supereranno i muri coi migliori. Il tedesco in particolare è l’ombra del corridore esplosivo che avevamo conosciuto prima del grave incidente, e ne dobbiamo prendere atto con rammarico.

Viene dalla vittoria alla Dwars il fiammingo Yves Lampaert, uno che sa sfruttare a meraviglia astuzia e superiorità della squadra (Quickstep). Altro belga di gran classe è Jasper Stuyven: ha collezionato top10 nelle Classiche di inzio anno e pare pronto a fare il salto di qualità. Chi ha impressionato pur avendo pochissima esperienza in queste corse è il campione del mondo di ciclocross Wout Van Aert, spesso nel vivo dell’azione, un animale da Fiandre come pochi. Tra le possibili sorprese: Michael Valgren, Michal Kwiatkowski e Mike Teunissen.

Wout van Aert Fiandre 2018

Van Aert, dark horse

Gli italiani

L’ultimo a vincere il Fiandre è stato, nel 2007, Alessandro Ballan. Che poi è anche l’ultimo ad essere andato a podio, insieme a Pippo Pozzato 6 anni fa. Detto di Trentin, l’altro asso nel nostro mazzo è Gianni Moscon, uno che tende ad esaltarsi sulle pietre fiamminghe. Benino in quest’inizio di stagione, ma ci aspettiamo un acuto tra qui e la Roubaix. Daniel Oss e Alberto Bettiol hanno entrambi la stoffa per piazzarsi in corse del genere, ma correranno giustamente in appoggio ai rispettivi capitani (rispettivamente Sagan e Van Avermaet).

Chi l’anno scorso aveva mostrato lampi interessanti è Fabio Felline, che però quest’anno ha corso raramente sul pavé (ed infatti presente nelle starting list non ufficiali è stato poi tolto in quelle ufficiali, ndr). Sonny Colbrelli e Sacha Modolo proveranno a restare coi big sui muri per poi magari sprintare per un piazzamento di livello. Capitolo a parte, ovviamente, per Vincenzo Nibali, che arriva alla Ronde da detentore delle ultime due Monumento (una roba che non succedeva dal ’92, Sean Kelly). Lui il Fiandre non l’ha mai corso e dice di voler solo fare esperienza per il futuro, ma sognare non costa niente.

Albo d’oro recente

2017 | Philippe Gilbert
2016 | Peter Sagan
2015 | Alexander Kristoff
2014 | Fabian Cancellara
2013 | Fabian Cancellara
2012 | Tom Boonen
2011 | Nick Nuyens
2010 | Fabian Cancellara
2009 | Stijn Devolder
2008 | Stijn Devolder

Plurivincitori

Solo 6 corridori sono riusciti a vincere il Fiandre per ben 3 volte: Achiel Buysse (1940, 1941, 1943), Fiorenzo Magni (1949, 1950, 1951), Eric Leman (1970, 1972, 1973), Johan Museeuw (1993, 1995, 1998), Tom Boonen (2005, 2006, 2012), Fabian Cancellara (2010, 2013, 2014). Nessuno l’ha vinto 4 volte.

In TV

Diretta integrale, domenica dalle ore 10.15, sia su Eurosport (hashtag ufficiale per comunicare con i telecronisti #EurosportCiclismo), sia sui canali RAI (dove però bisognerà fare la gimkana tra i vari canali a partire da Rai Sport e passando su Rai3 dalle 14,30 circa).

Twitter

L’account Twitter ufficiale della corsa è @RondeVlaanderen, mentre per i commenti live potete usare l’hashtag #RVV. Aggiornamenti in tempo reale su questa lista.

Starting List (da Procyclingstats.com)

Betting (clicca per ingrandire)

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