Gran Premio d’Argentina MotoGP – Due ruote, due misure

Chi mi legge (grazie a chi perde del tempo a leggere i miei vaneggi quasi settimanali) sa che tendo a essere molto neutrale. Nelle mie pagelle tendo a evitare polemiche, giudizi personali o quant’altro, rischiando magari di cadere nel banale e risultare solo in frasi brevi senza approfondire tutto. Ma quello successo ieri in Argentina mi obbliga ad “uscire dal personaggio” e scrivere cose diverse dal solito. Quello di oggi sarà un articolo simile a quello fatto la scorsa stagione sull’incidente di Singapore in F1, perché sento la necessità di esprimere quello che ho provato durante e dopo la gara di MotoGP. Probabilmente molti saranno in disaccordo con me e avranno opinioni diverse dalla mia: fair enough, dicono gli inglesi, in tal caso vi esorto a commentare (qua sotto o nei social) per dirmi quello che ne pensate e magari intavolare una discussione pacifica e costruttiva. Ah, per quelli che vogliono vedere le solite pagelle, non preoccupatevi: domani escono regolarmente le pagelle di Moto3, Moto2 e Formula 1, oggi però vi sorbite il mio report fiume.

Pre-Gara

Confusione. Non trovo altre termini più calzanti. Come nelle qualifiche, Miller è l’unico che azzecca subito la strategia, partendo con le slick. Gli altri 23, non so bene per quale motivo, vorrebbero partire con le rain. Per carità, scelta legittima, ma prima di schierarsi le moto hanno 2/3 warm up lap per decidere bene che mescole montare, e dopo una gara di Moto2 corsa con le gomme da asciutto non capisco come mai nessuno ci sia arrivato prima a cambiare le gomme. Perciò, poco prima dello spegnimento dei semafori, tutti (tranne Jackass) rientrano ai box. Tutto regolare, basta che poi partano dai box e dare il giusto vantaggio a Miller. Qui però arrivano ordini dall’alto (Dorna? Race Direction? Giove Pluvio??) e la partenza viene ritardata, annullando di fatto tutto lo scompiglio precedente. La decisione è strana: non partono dai box i 23 “colpevoli”, ma vengono indietreggiati sulla griglia [ndr: pare che dopo il Sachsenring di qualche anno fa non si faccia più fare la partenza di massa dai box, comunque il regolamento deve essere migliorato]. Aldilà del fatto che non sono state rispettate le regole, l’unico a essere penalizzato è paradossalmente Miller, che avrebbe avuto più vantaggio se tutti fossero partiti dai box. Finalmente la gara parte, ma le stranezze non finiscono qui.

Pagelle Gara

Marc Marquez 0: quello che poteva sbagliare l’ha sbagliato. In partenza gli si spegne la moto e, anziché riportarla ai box come gli indicava lo steward, la riaccende in griglia, guida contromano e si rimette nella sua casella (dietro Vinales allarga le braccia, come a dire “vabbè allora vale tutto”).

Parte molto bene, tanto da trovarsi in testa dopo pochi giri, ma viene penalizzato con un drive-through per aver guidato contromano (scusate, e il fatto di non essere partito dai box? Tutto a posto quello? Allora vale tutto veramente…). Dovendo rimontare dal fondo, rischia di far cadere Espargaro A. (penalizzato, restituisce la posizione al connazionale), ma il passo gara di Marc è impressionante. Giro dopo giro rimonta posizioni su posizioni e rientra in lotta per il sesto posto. Qui accade il patatrac: sempre in curva 13, stesso posto del sorpasso a Espargaro, cerca di infilare all’interno Rossi, peccato che spazio all’interno non ci sia. Marquez sperona Rossi, vanno larghi entrambi, ma mentre il gatto spagnolo rimane in piedi, il Dottore “pizzica” l’erba bagnata e cade. Marc fa un cenno con la mano che ricorda un gesto di scuse, ma prosegue per andare ad attaccare Vinales in quinta posizione. Le immagini non sono esaustive, ma probabilmente all’ultimo giro (sempre in curva 13) fa una manovra simile anche sull’altra Yamaha ufficiale. Quinto sul traguardo, risulta 18° in virtù dei 30 secondi di penalità inflittagli. Dovrebbe finire qui, ma c’è (purtroppo) ancora qualcos’altro da aggiungere. A fine gara prova ad entrare nel box di Valentino a scusarsi di persona, ma Uccio (vedi sotto) gli impedisce di farlo.

Ora, se fossi nei vertici del motomondiale, Marc lo penalizzerei ulteriormente. Rossi nel 2015, per un fatto meno grave di quelli fatti da Marc ieri, dovette partire ultimo la gara successiva, e io assegnerei lo stesso trattamento al 93 per la prossima gara. La sua condotta non ha giustificazioni: ha rischiato di far cadere almeno altri 2 piloti oltre a Rossi, nonostante un passo gara incredibile (aspettava 10 secondi e Rossi lo superava in curva 1), ha fatto il cazzo che gli pareva in partenza, non ha mai rispettato l’avversario, cercando spazi dove non c’erano e rischiando ogni volta non solo di rovinare la sua gara, ma di rovinare anche quella degli altri. La Dorna (o chi per lei) deve prendere seri provvedimenti: non tanto perché è Marquez, ma perché non punire ulteriormente queste condotte porterà a creare un precedente pericoloso, visto che, se dovessero ripetersi scene simili, il trattamento dovrà essere congruo. Per concludere, parlo direttamente con Marc (so che mi legge sempre): sei un campione, sei il più talentuoso attualmente in pista, avevi tutti gli strumenti per vincere la gara come volevi, datti ‘na calmata, ti danneggi da solo.

Uccio 3: ma chi cazzo sei per fare brutto a un pilota? Per carità, il messaggio era chiaro e tutta la Yamaha probabilmente la pensava uguale. Ma tu, caro Uccio, non sei nessuno: non sei parte del team, non sei il portavoce di Rossi, non sei un addetto stampa, non sei nessuno in quella situazione! Capisco la frustrazione e il rapporto con Vale, ma non devi esser tu a parlare. Lascia parlare Jarvis, Galbusera, lo stesso Rossi, ma tu devi stare seduto e zitto, perché in quella situazione non sei coinvolto ufficialmente.

Direzione gara 2: ho già detto molto nel paragrafo su Marquez, ma devo aggiungere altro. La gestione di inizio gara è assurda, neanche nelle categorie dilettanti la situazione è gestita così male. In gara prende provvedimenti solo quando se la sente (Aleix Espargaro si lamenterà su Twitter che anche Petrucci ha fatto una manovra al limite su di lui senza conseguenze) e lascia che il Far West (anzi, le Far Pampas) proseguano senza penalizzare nessuno se non Marc. Gestione che lascia molto a desiderare, per essere meno polemico di quanto vorrei.

Cal Crutchlow 10: che bello rivedere Cal sul gradino più alto. Gestione della gara ottima, lascia scornare tra loro gli altri 3 del gruppo di testa per poi attaccare gli ultimi giri e trionfare sulla linea del traguardo. Contento per lui, contentissimo per Lucio Cecchinello, la cui reazione dopo la bandiera a scacchi vale più di mille parole. Ah, Cal è ora in testa al mondiale: durerà poco, ma che bello vederlo lì.

Johann Zarco 5: la gara è molto buona per il francese, tanto che va vicinissimo alla vittoria. Però il suo sorpasso su Pedrosa non mi è piaciuto. Lui dice di non aver toccato Dani (ho i miei dubbi), ma anche fosse vero, è una manovra al limite, in una curva difficile (indovinate quale?) e in una situazione pericolosa, perché basta andare appena fuori dalla traccia asciutta e si rischia di cadere. Il francese ha rischiato, “Calimero” Pedrosa è invece caduto rovinosamente a terra, prendendosi un colpo sul casco non indifferente. A essere onesto, avrei dato una penalità anche a Johann, magari di 5 secondi, soprattutto perché recidivo, non è la prima volta che rischia così tanto durante un sorpasso.

Alex Rins 9: non saliva sul podio da un anno e 8 mesi, quando ancora guidava una Kalex in Moto2. Gara molto bella la sua, perde solo nel finale contatto dai primi 2, a causa probabilmente di una cattiva gestione delle gomme. È giovane, migliorerà anche sotto questo aspetto, se la Suzuki dovesse avvicinarsi ai top team in termini di prestazioni Rins sarà sempre a lottare per il podio.

Jack Miller 10, 100, 1000: capolavoro il sabato, stoico a continuare a girare con le slick rischiando l’osso del collo, bravo all’ultimo secondo a prendersi la pole. In gara è l’unico a rischiare le slick, se non fosse per la direzione gara, avrebbe avuto un vantaggio enorme. Fa un solo errore nel finale, vedendo sfumare la sue chance di podio, ma il week end è stato strabiliante, sintomo che su questa Pramac si trova molto bene.

“Scusate, l’ho tirata io la loffia”

Maverick Vinales 7: l’inizio non è dei migliori, poi prende confidenza con la sua Yamaha e risulta il migliore dei “big” al traguardo. I primi 4 erano imprendibili, distanziare Rossi e Dovizioso era il massimo che poteva fare, l’ha fatto, bravo Mav.

Andrea Dovisizioso 7-: gara molto simile a quella di Vinales, perde contatto dallo spagnolo nel finale. Guadagna punti preziosi su Marquez in ottica campionato.

Esteve Rabat 8,5: guidando una Avintia sicuramente inferiore a tante altre moto, compie un gran giro il sabato posizionandosi in seconda fila, completa l’ottimo weekend con il suo miglior piazzamento nella classe regina.

Andrea Iannone 6-: tutto sommato positiva la sua gara, ma se prendi 20 secondi dal compagno di team vuol dire che qualcosa non andava. Sembra non si sia ancora adattato bene a questa Suzuki, vedremo nelle prossime gare.

Hafizh Syahrin 9: parte penultimo, chiude in top 10, ancora ottimi punti per un pilota che neppure doveva esserci in MotoGP. Difficile fare di più.

Danilo Petrucci 5,5: mi aspettavo di più dal ternano in queste condizioni, evidentemente è rimasto incastrato nel traffico i primi giri e non è riuscito a rimontare. Comunque un’altra top 10 per lui.

Pol Espargaro 6: primi punti stagionali per la Ktm, che lotta soprattutto per stare davanti all’Aprilia nei costruttori, per adesso riuscendoci.

Takaaki Nagakami e Franco Morbidelli 6: dall’ultima fila a punti, punti importanti per i rookie.

Jorge Lorenzo 4: nonostante la penalità si ritrova comunque dietro Marquez, sintomo che aveva preso almeno 35 secondi in pochi giri. Jorge, di la verità, non è solo colpa del Dovi se dall’anno scorso sembri un dilettante su questa Ducati.

Valentino Rossi (gara) 7: rimane con Vinales e Dovi finchè ne ha, la Yamaha è ancora indietro e lui fa di tutto per prendere punti preziosi. Per colpa di Marc non ci riesce

Valentino Rossi (post-gara) 5: puoi avere tutte le ragioni del mondo, ma sono accuse pesanti le sue. “Marc è pericoloso (vero), non ha rispetto degli avversari (per quanto visto, vero), ti punta la gamba apposta” Cosa? Ora, capisco la frustrazione, ma stai insinuando che un pilota volontariamente ti viene addosso perché convinto di far cadere gli altri! Non penso Marc sia così stronzo: è impetuoso, non ha pazienza e spesso osa troppo i sorpassi, ma da qui a dire che faccia apposta ad andare addosso agli altri piloti è un’accusa grave. Tralascio i discorsi politici (“non mi sento tutelato dalla race direction”), troppo anche per me, lascio questi affari ai piloti e alla Dorna.

Direi che è tutto (forse anche troppo), questa è la mia analisi/opinioni del gran premio MotoGP in Argentina, tornerò domani per le pagelle (neutre) delle altre 3 gare di questo week end.

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Una risposta

  1. Piè (@piescic) ha detto:

    Tutto giusto e sono d’accordo su quasi tutto quello che dici.
    Su Rossi che parla (a caldo??) di Marquez dopo il GP io non me la sento nemmeno troppo di dargli contro: il dente avvelenato dal 2015 non è ancora caduto…
    Fermo restando che la porcata ieri Marquez l’ha fatta su Espargaro (https://www.youtube.com/watch?v=qk17zSaLmGs) e che la direzione gara credo sia stata un paio di gradini sotto il livello “dilettanti allo sbaraglio”

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