Motomondiale 2018 – GP San Marino: The National Anthem

Dopo tanti mesi torno sulle pagine (multimediali) di QCP, e lo faccio parlando dei fatti avvenuti al Gran Premio di Misano. Per chi se lo stesse chiedendo, il titolo ha un duplice significato: richiama il fatto che l’inno di Mameli ha suonato 3 volte domenica, ma anche un titolo di una puntata di una serie tv.

“The National Anthem”, infatti, è la puntata d’esordio di uno dei miei show preferiti. In questa puntata (evito spoiler), viene rappresentata la società moderna nella quale viviamo, capace di distrarsi con cose frivole o scandalistiche tanto da dimenticare le cose più importanti. Quello accaduto a Misano, per gli appassionati di motori, è stato un gran week end di sport, con 3 vittorie italiane, il 2° posto di Marquez che è vicinissimo a vincere un altro mondiale, le lotte apertissime per i titoli di Moto2 e Moto3. Ma per i social tutto ciò passa in secondo piano, perché tutti hanno parlato di una sola cosa: il “contatto” tra Fenati e Manzi. Posso io esimermi dal dire la mia? Certo che no, quindi ecco cosa ne penso di tutto ciò.

Partiamo dall’episodio incriminato. Nel rettilineo tra curva 6 e 7 Fenati si affianca a Manzi e volontariamente gli tocca il freno, a oltre 200 km/h, rischiando di causare un incidente con conseguenze gravissime. Questo gesto segue un contatto molto al limite tra i 2 qualche giro precedente: Manzi prova l’attacco su Romano, vanno entrambi larghi e perdono molte posizioni e la possibilità di lottare per i punti. L’attacco di Manzi è forse esagerato, ma la reazione di Fenati non sta né in cielo né in terra. Ha rischiato di far cadere Manzi a una velocità elevatissima, volontariamente, attentando alla vita di Manzi ma anche alla sua (pensate se fosse caduto e avesse portato a terra Romano con lui). Io da subito son stato molto pacato e ragionevole, ho analizzato tutta la situazione e in modo molto tranquillo ho twittato che merita un’altra chance che deve essere radiato dal mondiale.

A quanto pare non sono stato l’unico a pensarla così, ma lasciatemi spiegare perché non vorrei vederlo più su una pista. Non è la prima volta che fa gesti avventati. Qualcuno si ricorda la lite del 2015 avuta con Ajo (non il giapponese, neppure il sardo, ma il finlandese) nel warm up dell’Argentina qualche anno fa? Romano ha provato a tirare un calcio a Niklas, l’ha menato prima della prova di partenza e, dulcis in fundo, gli ha spento la moto. E vabbè, è un pilota con la testa calda, ha fatto una cavolata, è stato punito.

L’anno dopo però il suo caratteraccio esce di nuovo fuori. Viene infatti sospeso dal team Sky VR46 per motivi non del tutto chiariti (pare non fosse d’accordo di andare in Moto2 con Bagnaia come compagno di squadra) ed è costretto a vedere il resto della stagione 2016 dalla tv. Ma quello accaduto domenica è molto, molto più grave: il gesto compiuto da Fenati non solo è antisportivo, ma anche pericoloso e ha rischiato di ferire gravemente (o peggio) un collega. Perché ok, la sicurezza negli sport motoristici è aumentata notevolmente negli ultimi anni, ma questi piloti ogni volta che prendono il gas in mano rischiano la vita, e quando un pilota, ben conscio dei rischi del suo mestiere, compie un gesto così assurdo e sciagurato, merita la radiazione.

La Dorna era andata molto leggera con Fenati, dandogli “solo” una squalifica di 2 gare, ma per fortuna sono stati altri a intervenire, Il team Marinelli Snipers l’ha immediatamente licenziato, cosa fatta poco dopo anche dal team Forward- MV Augusta, con il quale Fenati aveva firmato per il 2019. Decisioni a mio avviso più che giuste.

Purtroppo, sui social, le solite bestie si sono scatenate. Da chi ha paragonato il suo gesto a altri nel passato senza che fossero collegati (calcetto di Rossi a Marquez, antisportivo sì, ma non così pericoloso) a insulti vari destinati a Romano e famigliari. Sono infine arrivate le scuse di Romano, anche qui però l’ascolano è riuscito a fare errori. Ha ammesso il proprio errore, dicendo però di valutare la situazione nel suo complesso. COSA? Cioè visto che ritieni di aver subito un torto provi a giustificarti tirando fuori la giustizia personale? Questa frase conferma quanto già visto negli anni passati. Romano è un pilota talentuoso (non un fuoriclasse, ma un buon pilota), ma ha sempre avuto problemi nella gestione della rabbia. La direzione gara ha uno scopo, punire chi sbaglia, ma Romano questo non l’ha mai capito.

Questo è il mio pensiero, a quante pare condiviso da tanti altri. Mi dispiace molto per Romano, un pilota che ho sempre apprezzato per quello che faceva vedere in pista, ma non si può lasciar correre soggetti così pericolosi per l’incolumità altrui. Buona fortuna per il futuro, qualunque carriera sceglierai di seguire.

P.S. per tutti quelli che hanno minacciato di morte Romano e i suoi familiari: vergognatevi, siete riusciti a comportarvi peggio di lui. Non era facile.

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