Pagelle MotoGP – Carambola a Jerez

Questa volta tocca a me, supplente improvvisato, tirare giù qualche voto per le pagelle del motomondiale. Il titolare, Gian Maria, si trova nella posizione scomoda tra martello (famiglia e sensi di colpa) ed incudine (tesi di laurea) e quindi gli abbiamo dato qualche settimana “libera”. Purtroppo ho visto distrattamente la Moto3 e mancato del tutto la Moto2, quindi i miei voti si limiteranno al solito weekend istrionico per non dire nevrotico della MotoGP, dove polemiche ed errori non sono mancati.

Alla bersagliera, al contrario però….

Marc Marquez, voto 8,5: Il gatto coi topi. Quando dietro si stendono in 3, lui era già sicuro della vittoria. L’unico momento di tensione ce l’ha quando, a 12 giri dalla fine, spazzola con le gomme la ghiaia portata dentro da Luthi, stesosi il giro prima. Aumenta la collezione dei salvataggi fuori da ogni legge fisica e conquista la vetta mondiale. Sarà più ripreso? NB. Mezzo voto in meno per il balletto finale.

Jorge Lorenzo, voto 5: qua l’anno scorso aveva raggiunto il primo di pochi podi in questo biennio ducatista, qua ha avuto il weekend più competitivo di un anno iniziato malissimo e nonostante questo la sufficienza è ancora lontana. Il pasticcio in cui si sono stesi in tre ha un concorso di colpe che coinvolge anche Pedrosa e Dovizioso, lui finisce per fare la doppia figura (di merda?) della biglia battuta e battente, improvvido nel chiudere la curva una volta che era stato portato largo dal compagno di squadra. Non gliene va dritta una. La gomma soft sul davanti forse l’avrebbe portato a soccombere negli ultimi giri.

Andrea Dovizioso, voto 5/6: sta dietro al compagno di squadra per tutto il weekend e questa è giù una stranezza. In qualche modo però sembrava poter raddrizzare il GP almeno con un podio. I due tentativi di sorpasso su Lorenzo però son sembrati un po’ disperati. Così a naso non perderà il mondiale per questi 20 o 16 punti perché il duo Marquez/Honda sembra avere un bel margine, ma ora ovviamente fa rabbia. Tutto sommato mezzo voto in più per le dichiarazioni post gara piuttosto concilianti seppur da giustamente adirato. Non eravamo abituati al buonsenso.

Dani Pedrosa, voto 5,5: per una volta, quest’anno, che sembrava poter stare nella stessa inquadratura del compagno di squadra chiude la gara con il record del mondo di salto in alto dalla moto. Per fortuna almeno non si è fatto nulla (una rarità per lui, che anche ieri correva mezzo infortunato). Ha provato un doppio sorpasso innescato dai lunghi delle Ducati davanti a lui: poteva stare più attento? Probabilmente sì, per quello anche lui resta sotto la sufficienza.

A volte poi bisogna considerare anche la sfiga:

Le Yamaha, voto 3,5 (più alla moto che ai piloti): davanti si stendono in 5 (oltre al trio già descritto, anche Rins e Crutchlow) e loro riescono comunque a restare fuori dal podio, senza praticamente mai lottare per salirci. Indubbiamente la moto ha problemi pesanti. Voi ve lo ricordate quando Vinales era il nuovo fenomeno della MotoGP, addirittura favorito per il mondiale? Son passati 12 mesi e nel frattempo sono state più le corse anonime che quelle da “piedi sul divano”.

Cal Crutchlow, voto 5+: niente, non gli riesce di stare in piedi con continuità ed è un gran peccato perché in questi primi GP è stato molto veloce ed è sembrato poter sempre lottare per i primi 5 posti. Ma d’altronde chi nasce quadrato, difficilmente diventa tondo e qua ormai si va per le 33 primavere.

Johann Zarco, voto 7: la lotta per il miglior “non ufficiale” con Crutchlow lo vede mettere a segno un altro bel colpo. Il podio non l’avrebbe visto nemmeno con il binocolo senza il patatrac di cui sopra, ma questo vale un po’ per tutti quelli rimasti dietro dalla doppia coppia Honda/Ducati. Lui tra gli “altri” è comunque quello più veloce e nemmeno di poco. L’unica Yamaha che sembra aggredire l’asfalto piuttosto che subirlo, strano eh.

Andrea Iannone, voto 6,5: se ne facciamo un discorso qualitativo è un podio che vale meno di quello texano. Questo è caduto un po’ dal cielo (o dalla curva 8), ma la Suzuki quest’anno riesce a stare con continuità nel gruppone di seconda fascia (terzo podio consecutivo per la moto) e lui sta prendendo un po’ di fiducia. Riesce anche a controllarsi nei corpo a corpo e si sta levando delle belle soddisfazioni anche in quell’aspetto.

Danilo Petrucci, voto 6+: il podio era alla portata e quindi il quarto posto lascio un po’ di amaro in bocca, ma voglio comunque premiarlo perché dopo due gare molto negative, in cui era stato addirittura la terza ducati tra quelle “non ufficiali” dietro sia a Miller che a Rabat, stavolta se le mette dietro e riesce a restar davanti anche a Rossi.

Un plauso infine anche a Morbidelli: prima top10 in carriera in MotoGP molto aiutata dai ritiri altrui, comunque sarebbe stato a punti ed è la terza volta su 4 gare. Il paragone diretto con il compagno di squadra e di avventura Luthi (entrambi debuttanti in MotoGP dopo battaglie equilibrate in Moto2) è impietoso per lo svizzero. Bravo “Morbido”!

azazelli

Da giovane registravo su VHS tutte le finali di atletica, mondiali ed olimpiadi, poi m'hanno cancellato il record di Donovan Bailey con Beautiful e mi sono dato al download. Vivo di sport, cerco di scriverne.

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