UFC 220 – Preview

Bigger is better. Questo deve aver pensato la UFC al momento di mettere in scena di UFC 220. Le due classi di peso più imponenti metteranno in palio i loro titoli e il rischio che due giovani rampanti possano detenerle dopo l’evento è altissimo. Un undercard per intenditori va a completare la card del primo evento a pagamento dell’anno per la UFC.

Come al solito la nostra redazione MMA si è riunita davanti a un tavolo e a delle birre virtuali facendosi domande e provando a darsi risposte.

Se escludiamo i due main event, questa di UFC220 è la card di un PPV più debole da quanto tempo a questa parte? – Domanda di Francesco

Lorenzo: Senza dubbio questa è una card main/co-main centrica. I match precedenti hanno ben poca luce propria, ma se si disseziona la card qualcosa di interessante si può trovare. Ortiz-Pantoja ad esempio è un buonissimo match nei pesi mosca, con Pantoja assolutamente da tenere sott’occhio per il futuro. Thomas Almeida – Rob Font sa tanto da match della redenzione, per due ragazzi che hanno sempre avuto lo status di talenti, che finora, però non sono riusciti ad esplodere. Infine Calvin Kattar – Shane Burgos sono due veri e propri dark horse della divisione featherweight, che però entro il 2018 potrebbero benissimo entrare a far parte dei ranking UFC di categoria.

Phre: Beh, prima di ogni cosa, faccio fatica ad escludere main e co-main event di questa portata che danno, comunque, un prestigio ed un hype enorme alla card. Detto questo, a memoria, mi sembra che sia diventata prassi comune della UFC fare main card (sulla carta) “mosce” o comunque poco altisonanti, ad esclusione dei due match principali, appunto. Inoltre, abbiamo già affrontato più o meno la questione in passato parlando di match con un potenziale enorme sbattuti nelle card preliminari per valorizzare — ma soprattutto per vendere — il Fight Pass. Credo, dunque, che continueremo a vedere questo tipo di struttura anche in futuro se la UFC deciderà di continuare con la formula PPV.

Greg: Sicuramente questa è una card sbilanciata rispetto agli standard UFC in quanto i due incontri titolati sono notevolmente più interessanti degli altri match sella serata. Ciò non toglie che il co-main ma soprattutto il main event valgano da soli la pena di passare una nottata insonne o di mettere la sveglia all’alba.

Come valutate l’idea di UFC di mettere nella stessa card in palio le 2 cinture più “pesanti”? Pensate che sarà una buona idea di marketing oppure toglierà interesse a card che, inevitabilmente, saranno più incentrate su categorie di peso inferiori? – Domanda di Lorenzo

Phre: Il titolo dei pesi massimi è sempre stato quello con più fascino, soprattutto fra i profani (o casuals che dir si voglia), ma nell’era di McGregor sempre più gente inizia ad appassionarsi anche alle categorie di peso inferiori, anzi, forse iniziano quasi a snobbare le categorie più pesanti a causa della scarsa competitività attualmente presente in UFC, soprattutto nella categoria dei pesi massimi. Per concludere, rispondendo alla tua domanda, credo che nulla sarebbe cambiato separando i due match in due eventi differenti, anzi forse è stata proprio una scelta necessaria per l’ipotesi da me appena scritta.

Greg: Penso che sia una scelta dettata dalla necessità di rendere una card che negli USA viene trasmessa in pay-per-view il più appetibile possibile. Non credo che questo si rifletterà negativamente sulla qualità degli eventi futuri comunque.

Francesco: Se nel pugilato i pesi massimi sono la classe regina, quella che fa sognare, nelle MMA degli ultimi anni è quella che esprime meno talento in tutto il mondo. I massimi leggeri vivono ancora dello shock della vicenda Jones. Cosa c’è di meglio che mettere entrambi i titoli in palio nella stessa serata per cercare di ravvivare le due categorie? Penso che questa sia stata una delle mosse più brillanti della UFC negli ultimi tempi e sicuramente i risultati lo dimostreranno (a livello di vendite PPV)

Riavvolgendo il nastro di qualche anno, Thomas Almeida sembrava poter essere un crack della divisione gallo in UFC. Lo ritroviamo nel primo evento numerato del 2018 con uno score di 5 vittorie e 2 sconfitte (contro avversari di primissimo livello). Come valutate il suo percorso fin qua e come pensate proseguirà la sua carriera a partire da questo match? – Domanda di Lorenzo

Phre: Credo che il ceiling del ragazzo (come dicono gli anglofoni) sia ancora parecchio alto. Come già detto nella domanda, le sue due uniche sconfitte in carriera sono state contro due avversari di elevatissima caratura (uno dei quali addirittura è l’ex campione dei pesi gallo UFC, Cody Garbandt). L’ex campione dei pesi piuma CES MMA, Rob Font, può essere un ottimo banco di prova per Almeida, pronto a dimostrare di poter dire la sua nella divisione -135 nonostante la giovane età. Anche in caso di sconfitta, comunque, non vedo per forza una fase calante per lui, proprio perché — come già detto — l’età gioca a suo favore (classe ‘91).  Inoltre, a prescindere da scalate nei ranking e corse alla cintura, è un fighter che infiamma il pubblico visto che in carriera soli due suoi match sono finiti in mano ai giudici (una vittoria e una sconfitta). Insomma, un fighter sicuramente da seguire.

GregPenso che abbia ancora molto da dire nel futuro della categoria. È tuttora giovane e finora ha subito sconfitte solo da ottimi avversari. Essendo reduce da una sconfitta ha bisogno di rilanciarsi e quello contro Font potrebbe essere il match giusto per farlo anche se non si tratta certo di un avversario di comodo.

Francesco: Almeida è tutt’ora in corsa per raggiungere la vetta della divisione. Le sconfitte sono contro due dei principali bantam presenti in UFC (uno addirittura ex campione) ma ha dalla sua scalpi importanti come quelli di Moraes e di Pickett. Font non credo sia un avversario “materasso” per rilanciare il brasiliano, anzi, anche lui è alla ricerca di un posto al sole. In una card incentrata sui due match principali, metto qua il mio euro come match che rischia di rubare la scena.

Gian Villante è all’ultima chiamata in UFC? – Domanda di Francesco

Lorenzo: Gian Villante per quanto mi riguarda è uno dei tanti fighter che compongono la fauna unranked di UFC. Non credo abbia molto più da dire, ma ancora qualche match può proporlo, magari in ottica di test per talenti nascenti. Non penso verrà tagliato in caso di una sconfitta, anche se l’esito del suo match pende proprio in questa direzione.

Phre: Ah, Villante è ancora in UFC? Scherzi (ma non troppo) a parte, il protégé dell’ex campione dei pesi medi, Chris Weidman, ha dimostrato di non essere propriamente all’altezza dei grandi palcoscenici, alternando vittorie e sconfitte dopo il passaggio da Ring of Combat a Strikeforce e poi in UFC. È chiaro che non appena l’asticella dei suoi avversari si alza, non riesca a reggere il confronto (vedi Larkin, St. Preux, Maldonado, Rua, Latifi, giusto per citarne alcuni). Diciamo solo che vedrei meglio il buon Gianpiero in promotion più alla sua portata dove potrebbe godere della di ex-UFC e continuare ad accumulare vittorie e soldini.

GregPenso di no, a meno che non faccia una performance particolarmente negativa. Il “nostro” Gianpiero ha la tendenza a fare match spettacolari nella vittoria come nella sconfitta e questa è una cosa che piace ai piani alti a dispetto di un andamento altalenante nei risultati.

Basterà a Cormier una vittoria sullo svizzero per essere considerato il “vero campione” dei pesi massimi leggeri o avrà per sempre la carriera macchiata dalle due sconfitte con Jones? – Domanda di Phre

GregNon penso che un eventuale vittoria su Oezdemir basterà a Cormier per liberarsi dell’ombra di Jones ma forse questa è una cosa che non succederà mai. Però DC ha dimostrato di meritare la cintura di campione semmai è ingiusto che abbia dovuto subire una sconfitta poi tramutata in no contest da un avversario che non ha superato i test antidoping.

Francesco: Nessuno mi toglierai mai dalla testa le lacrime di Cormier dopo la sconfitta con Jones. Tra qualche anno, mia idea, rivedremo quelle immagine e le indicheremo come l’inizio della fine della carriera di DC. Il fatto che la cintura sia ancora alla vita del wrestler americano è solo un dettaglio nel quadro più ampio, in quanto comunque l’avremmo avuta in palio in questo match in quanto vacante. Oezdemir ha dimostrato un KO power notevole e sarà da capire come la mascella di DC abbia assorbito quello che è stato il primo knockout della sua carriera. Resta il fatto che stiamo parlando di un futuro Hall of Famer il cui status non penso verrà scalfito anche da una sconfitta contro l’emergente svizzero

Lorenzo: Per quanto mi riguarda, simpatie o antipatie a parte, Cormier è il vero campione. Ha perso con Jones, vero; però Jones era dopato nel loro secondo rematch che, per quanto mi riguarda, non solo rende quella contesa un No Contest, ma rende pure Jones il perdente morale di quella serata. Il loro primo incontro, poi, alla luce di ciò che si è scoperto in seguito, qualche dubbio lo suscita tuttora. Quindi per quanto mi riguarda in questo match Daniel Cormier ha da dimostrare ben altro, perché quel titolo è suo di diritto. Ad esempio sarò curioso di vedere se qualche segno di invecchiamento si inizierà a manifestare e, soprattutto, se il KO subito proprio da Jones ha lasciato il segno sulla mascella di DC. Dovesse dimostrare che tutto ciò sono solamente chiacchiere tra fan, non avrei problemi ad ammettere che il legittimo campione Light Heavyweight è pure il miglior Light Heavyweight di sempre.

Se Miocic riuscisse a difendere la cintura dei pesi massimi UFC per la terza volta stabilirebbe un record assoluto per la categoria. D’altra parte se Ngannou dovesse vincere per la settima volta consecutiva prima del limite in altrettante apparizioni in UFC supererebbe Ronda Rousey e sarebbe secondo solo ad Anderson Silva (che ne ha messe a segno 9) in una simile striscia in seguito al debutto per l’organizzazione. Quale di questi eventuali risultati giudicate più notevole e perché? – Domanda di Greg

Lorenzo: Credo che il record di difese titolate di Miocic sia qualcosa di molto più impressionante, soprattutto per i nomi degli avversari che sono stati affrontati dall’attuale campione. Infatti, seppur incredibile la striscia di vittorie portata a casa da NGannou, va detto che molte di queste Win sono arrivate contro avversari di seconda fascia, con unici esclusi Overeem ed Arlovski (circa). Per quanto mi riguarda, se Miocic dovesse vincere questo incontro, forse avremmo trovato il miglior Heavyweight quantomeno della storia di UFC, forse persino di tutte le MMA.

Phre: A mio parere l’impresa di Miocic sarebbe un gradino sopra in quanto il titolo dei pesi massimi, appunto, è sempre passato di mano in mano senza un reale sovrano come accade, ad esempio, nelle categorie più “piccole”. Inoltre, non me ne voglia il franco-camerunense, ma i suoi avversari finora (ad esclusione di Overeem) non sono stati all’altezza dell’ex vigile del fuoco di origini croate (a prescindere da quelli affrontati nei match titolati).

Francesco: Se nessun peso massimo ha mai difeso la cintura più di due volte, un motivo di sarà. E Ngannou arriva sì con 6W di fila ma gli avversari, escluso Oveerem, erano davvero di un livello neanche lontanamente paragonabile a Miocic. Quindi ok la streak del francese ma penso che se il campione dovesse mantenere sarebbe una delle pietre miliari di questo sport. E lo renderebbero di fatto uno dei migliori pesi massimi di sempre.

Cosa ne pensate della “mancanza di rispetto” (parole di Miocic ndr) da parte della UFC nel pompare lo sfidante e non il campione in carica? Parere tra l’altro condivido dai bookmaker di Las Vegas. E voi chi credete lascerà la gabbia con la cintura – Domanda di Phre

GregPenso che il personaggio Ngannou colpisca di più l’immaginario collettivo di quello di Miocic e la sua straordinaria potenza renda facile puntare sul primo come vincitore. Tuttavia penso che se il pompiere di Cleveland saprà fare un match intelligente affidandosi alla sua velocità e mobilità oltre che alle sue superiori doti di lottatore possa uscire vincitore. Al di là del risultato questo è un match che personalmente mi intriga moltissimo e mi farà gridare e saltare sul divano alle prime luci dell’alba.

Francesco: Ce lo ripetiamo da mesi. La UFC ha bisogno di nuovi personaggi per il grande pubblico. NGannou ha le stigmate del predestinato (e anche le doti per i video di highlight da condividere sui social). La federazione più grande del mondo pensa al vil denaro e ha intravisto nel franco-camerunense qualcosa che potrebbe portare più incassi di Miocic, ecco spiegato lo sbilanciamento nel trattamento. Aggiungiamoci che NGannou è forse l’hype train che corre più veloce in UFC ed il gioco è fatto. Il match si giocherà su Miocic che cercherà di portare il match il più lontano possibile dallo scontro a viso aperto, in cui il francese può concludere la contesa con un colpo. Dalla mia vi dico che alle luci dell’alba di domenica sentiremo Bruce Buffer annunciare: AND STILL…

Lorenzo: UFC sta attuando nei confronti di NGannou una politica che abbiamo già visto attuare in passato: cercare di costruire una star portando un fighter all’incontro più importante della sua carriera con tutti gli occhi puntati addosso. Si potrebbe citare il caso McGregor, ma pure il trattamento ricevuto da Cody Garbrandt non è poi così diverso. Dal punto di vista del marketing è qualcosa che funziona, perchè si riescono ad esaltare quei pochi lottatori che, quantomeno per nomea, possono valicare i confini dello sport in sè. NGannou, grazie al suo KO ai danni di Overeem, una parte del lavoro l’ha già fatto; ora UFC cerca di dargli una mano. Miocic però non è propriamente l’ultimo arrivato. Sicuramente, come detto da molti, è attualmente il fighter più completo e ciò, in qualsiasi altra categoria di peso, farebbe pendere l’ago della bilancia dalla sua parte. Il problema è che la storia degli heavyweights ci ha insegnato che molto spesso le contese tra questi giganti si giocano sul primo colpo che viene sferrato. Razionalmente parlando, quindi, io vedo Miocic uscente con la cintura; il problema è che un pugno di NGannou può ribaltare ogni sorta di gameplan preparato dal campione, con un upset dietro l’angolo, nemmeno troppo impronosticabile.

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