Vuelta 2018 – Le tappe

Come al solito il titolare della cattedra “Gran Giro, tappa per tappa” ad agosto si gode i tanti soldi fatti con la sua collaborazione su queste pagine (tra l’altro l’abbiamo mandato ad ispezionare i muri delle Fiandre), quindi quest’anno ho provato io a raccontarvi le 21 tappe che da Malaga vi porteranno a Madrid nelle prossime tre settimane a partire da sabato prossimo. Una Vuelta che stenta a decollare (i primi 10 giorni sembrano quelli di un Tour sbiadito), ma che poi ritrova se stessa.

Sabato 25 agosto, 1a tappa: Malaga – Malaga (8 km, cronoprologo)

Piccola novità per la Vuelta che non apre con la solita crono a squadre (è stato così nelle ultime 8 edizioni). ma con una individuale. Questo prologo non sarà molto impegnativo, ma avrà il solito gran merito di farci innamorare di ogni “Grande Depart” spagnola: quest’anno toccherà a Malaga. Difficoltà: *

Domenica 26 agosto, 2a tappa: Marbella – Caminito del Rey (163,5 km)

Si arriva al Caminito del Rey, ma dimenticatevi la seconda tappa della Vuelta 2015: l’arrivo sarà molto più morbido, posto ben 200 metri di altitudine più in basso. 3 anni fa Chaves, Dumoulin, Quintana diedero spettacolo, stavolta non dico che sarà un arrivo a gruppo compatto, ma niente vejone de los tritejos. Poche differenze tra i big e con i distacchi risicati del prologo non sarà facile nemmeno per i “fugaioli”. Difficoltà: **

Lunedì 27 agosto, 3a tappa: Mijas – Alhaurin de la Torre (178,2 km)

Parte centrale mossa che “regalerà” i primi punti pesanti per la classifica degli scalatori. Le ruote veloci però non vorranno lasciarsi scappare questa tappa. Difficoltà: *

Martedì 28 agosto, 4a tappa: Velez/Malaga – Alfacar/Sierra de la Alfaguara (161,4 km)

Primi 100 km che faranno sognare i fuggitivi di giornata, con gente che flirterà con la maglia roja virtuale, poi 40 km di vallata che farà svanire ogni sogno ed infine il primo vero arrivo in salita di questa Vuelta: non è una salita terribile, tutt’altro. Sono 12 km attorno al 6%, con una pendenza piuttosto costante e pedalabile. Potrebbero arrivare in una decina. Difficoltà: **

Mercoledì 29 agosto, 5a tappa: Granada – Roquetas de Mar (188,7 km)

Non sarà facile per le squadre dei velocisti tenere la corsa ed organizzarsi nel finale che li porta in riva al mare. L’Alto El Marchal posto a 25 km dalla fine può scombinare qualche piano, così come la discesa successiva. Difficoltà: **

Giovedì 30 agosto, 6a tappa: Huercal – Overa/San Javier. Mar Menor (155,7 km)

Tappa “turistica” che ci illustra per bene il litorale murciano, in attesa della volata di gruppo. Difficoltà tappa: *, difficoltà di non aprire il primo sito di voli e non prenotare un viaggio settembrino: ****

Venerdì 31 agosto, 7a tappa: Puerto Lumbreras – Pozo Alcon (185,7 km)

L’eterna lotta tra la fuga ed il gruppo vivrà l’ennesimo capitolo in questa tappa. L’arrivo tira leggermente verso l’alto, ma niente di che rispetto alle rampe da garage classiche della Vuelta, giusto quel tanto da sconsigliare volate lunghe. Difficoltà: *

Sabato 1 settembre, 8a tappa: Linares – Almaden (195,1 km)

Copincolla della tappa precedente con l’arrivo leggermente più in pendenza, in questa prima settimana della Vuelta piuttosto sorprendente (in senso negativo) rispetto a quelle che erano le abitudini in terra spagnola. Difficoltà: *

Domenica 2 settembre, 9a tappa: Talavera de la Reina – La Covatilla (200,8 km)

Finalmente una tappa che sa di Vuelta. Non è da escludere la corsa nella corsa, con la fuga che potrebbe anche arrivare al traguardo ed i big ad iniziare a darsele qualche minuto più indietro. La Covatilla formalmente è una salita lunga una decina di km, a cui però vanno tolti il primo abbondante e gli ultimi due circa: nel mezzo però ci sono ampi tratti tra l’8% ed il 10% con punte attorno al 12%, insomma è pur sempre una tappa da mono-salita e siamo solo a fine prima settimana, ma il terreno per dare i primi schiaffi agli avversari per la generale c’è. Difficoltà: ***

Lunedì 3 settembre, RIPOSO

Martedì 4 settembre, 10a tappa: Salamanca – Fermoselle / Bermillo de Sayago (177 km)

Avete presente tutta la letteratura sul giorno di riposo, su quanto sia pericoloso?! Bene, per questa volta rimettetela nel cassetto: oggi non succede niente. Difficoltà: *

Mercoledì 5 settembre, 11a tappa: Mombuey – Ribeira Sacra. Luintra (207,8 km)

Tappa mossa che potrebbe regalare un po’ di divertimento tra i fuggitivi di giornata. Il terreno per darsele negli ultimi 30, 40 km ed arrivare anche fino alla fine c’è. Possibilità anche di vento. Difficoltà: **

Giovedì 6 settembre, 12a tappa: Mondonedo – Faro de Esteca de Bares/Manon (181,1 km)

Qualche rampetta negli ultimi 60 km potrebbe invogliare a delle belle azioni per la vittoria di tappa e rendere la corsa meno banale di quello che si possa pensare. Difficoltà: **

Venerdì 7 settembre, 13a tappa: Candas/Carreno – Valle de Sabero/La Camperona (174,8 km)

Sarà la terza volta che si arriva sulla Camperona, che in poco tempo ha già conquistato la corona della regina delle rampe da garage della Vuelta. 8 km di cui i primi 6 piuttosto blandi e gli ultimi due che non vanno mai sotto al 11% con punte vicine al 20% (contenti loro…).

Nelle precedenti “puntate” (2014 e 2016) è sempre arrivata la fuga (Hesjedal e Lagutin), ma se nel 2014 fu pochissima la differenza tra i big, nel 2016 Quintana diede una bella zampata, magari si ricordasse ancora come si fa… Difficoltà: ***

Sabato 8 settembre, 14a tappa: Cistierna – Les Praeres/Nava (171 km)

La Camperona ha aperto le gabbie, abbiamo aspettato 12 tappe, ma finalmente è iniziata la Vuelta. Il weekend asturiano continua con una tappa briosa, non è il tappone dolomitico ovviamente, ma i 3, 4 denti che popolano gli ultimi 80 km di questa tappa sono interessanti. L’Alto de la Colledona è troppo lontano dal traguardo, ma Alto de la Mozqueta (44 km dall’arrivo) ed Alto de la Falla de los Lobos (21 km dall’arrivo) possono stuzzicare la fantasia per una tappa bella al di là della lotta per la generale. L’ascesa finale invece dovrebbe vedere i big in azione in prima persona:

Classico arrivo da Vuelta, salita corta con pendenze costanti in doppia cifra, sono strade inedite per la corsa spagnola anche se vi sembrerà un dejavu. Difficoltà: ****

Domenica 9 settembre, 15a tappa: Ribeira de Arriba – Lagos de Cavadonga (178,2 km)

Questa è una tappa seria. Il Mirador del Fito da scalare due volte è una salita corta ma con pendenze da acido lattico ed il finale con i Lagos de Cavadonga è uno dei classici della Vuelta che arriva su queste pendenze per la 21esima volta negli ultimi 35 anni. Solo Jalabert ci ha vinto due volte (che sia di avviso per Quintana, unico dei partenti ad aver già alzato le braccia su questa montagna).

Sono quasi 12 km che possono rivoluzionare la classifica generale. La prima metà è molto impegnativa, con pendenze che possono fare la differenza e la selezione. La seconda metà va su un po’ a scale ed invita quasi a raccogliere le ultime forze per attaccare nei tratti successivi. In cima si arriva uno per uno. Difficoltà: *****

Lunedì 10 settembre, RIPOSO

Martedì 11 settembre, 16a tappa: Santillana del Mar – Torrelavega (32 km)

32 km di cronometro per specialisti puri. Le fatiche del weekend appena trascorso si potrebbero far sentire, ma piazzare la crono ad inizio terza settimana invece che nel sabato finale è un bel “regalo” per i cronomen che non si lasceranno scappare l’opportunità. Prevedo grossi schiaffi (e potrebbe anche essere un bene per la spettacolarità delle tappe successive). Difficoltà: ****

Mercoledì 12 settembre, 17a tappa: Getxo – Balcon de Bizkaia (157 km)

Dalle “x” e dalle “k” nel nome delle località si può intuire che siamo nei Paesi Baschi (la prima parte della tappa girerà tutta attorno a Bilbao, attraversandola anche) e quindi ci si può aspettare un percorso pieno di insidie. Così è: quasi 3mila metri di dislivello, senza andare mai sopra i 1000 metri di altitudine. Percorso nervoso e finale inedito con i 700m di dislivello distribuiti sui 7 km che portano al Balcon de Bizkaia. Bisogna provare la temperatura ai cronomen che il giorno precedente potrebbero aver speso più del dovuto. Difficoltà: ****

Giovedì 13 settembre, 18a tappa: Ejea de los Caballeros – Lleida (186,1 km)

Un dono ai pochi velocisti che hanno tenuto duro fin qui. Difficoltà: *

Venerdì 14 settembre, 19a tappa: Lleida – Andorra/Naturlandia (154,4 km)

Chi ci conosce lo sa (non siamo più carabinieri, cit.), non siamo molto affascinanti da questi profili di tappa: la monosalita non ci piace. Il gruppo stanco potrebbe anche lasciar andare la fuga a vantaggi irrecuperabili. Per fare la differenza sui quasi 20 km che portano sopra i 2000 metri di Naturlandia bisognerà forzare sin da subito.

I primi 7 km hanno le pendenze giuste per fare la differenza (tra il 7 ed il 10%, tralasciando i picchi iniziali), ma i 130 km di piattume precedente potrebbero appiattire ogni attacco tra i big. Gli ultimi 6 km invece presentano pendenze dove si sta bene a ruota e potrebbero favorire gli eventuali inseguitori. Difficoltà: ***

Sabato 15 settembre, 20a tappa: Andorra/Engordany – Coll de la Gallina/Santuario de Canolich (97,3 km)

E non poteva mancare la tappa da <100 km di montagna (almeno ci risparmieranno la partenza in griglia, epic fail del Tour, chissà cosa avevano in mente quando l’hanno ideata). Va detto che sinora le tappe da juniores (per la lunghezza) sono state sempre divertenti. Questa poi è l’ultima chance per chi vuole cambiare lo stato delle cose. Si parte subito in salita e non sono più di 10 i km di pianura: un continuo saliscendi, ascese mai più lunghe di 10 km, con doppio passaggio sul Coll de Beixalis. La tappa è corta, ma se uno ha gambe, fantasia e uomini qua lo spazio per fare l’imboscata finale c’è tutto. Non si può aspettare il culo Coll de la Gallina!

…dove comunque se uno ci dovesse arrivare cotto potrebbe anche far perdere quei secondi decisivi per la classifica. Difficoltà: ****

Domenica 16 settembre, 21a tappa: Alcorcon – Madrid (100,9 km)

12 passaggi sul traguardo di Madrid. Non abolirei le passerelle finali dei Grandi Giri, tutti i corridori meritano questa tappa celebrativa come un ultimo giorno di scuola, ma le renderei neutralizzate dal punto di vista del tempo per la generale, proprio sin dal km zero (nessuno interroga all’ultimo giorno, dai!!). Assegnerei solo i punti per la classifica a punti e celebrerei ancor di più il vincitore dell’ultima tappa. Arrivo previsto in concomitanza dei kickoff della week 2 del campionato NFL, difficoltà: multischermo.

azazelli

Da giovane registravo su VHS tutte le finali di atletica, mondiali ed olimpiadi, poi m'hanno cancellato il record di Donovan Bailey con Beautiful e mi sono dato al download. Vivo di sport, cerco di scriverne.

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