Champions League, lingua latina vs lingua germanica

Finale da gran galà per le ultime partite degli ottavi di finale di Champions League, che decreteranno la griglia di 8 squadre pronte a continuare il cammino europeo verso il sogno della Coppa dalla grande orecchie.

Sette Coppe dei Campioni scenderanno in campo questa sera nel gruppo di partite più blasonato di questo turno, con il coinvolgimento diretto di noi italiani vista la presenza della Juventus, unica rappresentante rimasta del nostro campionato nella massima competizione europea.

Sarà una classica sfida tra Latinos e Germanici, con Juventus e Barcellona da una parte e Borussia Dortmund e Manchester City dall’altra, a contrapporre stili, moduli e modi di intendere il calcio differenti, ma sempre alla ricerca di arrivare al risultato proponendo calcio.

Dortmund e City partono dalla sconfitta dell’andata, leggermente indolore per i primi che hanno trovato il prezioso goal in trasferta e con un risultato minimo possono passare il turno, pesante per i secondi che hanno perso in casa, subendo due goal e rischiando seriamente di veder già chiusa la contesa se Messi non avesse regalato incredibilmente il rigore del 3-1 allo scadere.

I Citizens arrivano alla sfida contro i blaugrana in un periodo alquanto negativo, in cui Pellegrini sembra sia il principale colpevole nonostante il titolo della Premier League nella passata stagione.

Due sconfitte cruciali lontano da Manchester, prima a Liverpool e poi contro l’abbordabile Burnley, successive alla brutta serata dell’andata contro il Barca, hanno allontanato i sogni di bis in patria e avvicinato pericolosamente le altre grandi della Premier nella corsa al biglietto per la prossima Champions League.

La squadra sembra molto involuta e i media britannici, mai troppo pacati nelle critiche, hanno eletto il tecnico cileno come colpevole n.1, accusandolo di non aver mai dato quel tocco in più che serve per traghettare le grandi squadre nei periodi di difficoltà.

Contro il Barcellona del trio delle meraviglie servirà un’impresa per non diventare l’ultima rappresentante della Premier eliminata prima dei quarti, perchè superare indenni la mareggiata offensiva della squadra di Luis Enrique è quanto di più complicato possa esserci al momento in Europa (almeno 2 goals negli ultimi 6 match), e il City per passare dovrà segnare molto, ma soprattutto subire poco, cosa che all’andata e in generale in Champions non gli è mai riuscita.

Il ritorno di Yaya Touré è sicuramente il fattore più importante a cui aggrapparsi, visto che con il fuoriclasse ivoriano il Manchester City ha sempre giocato in maniera più fluida e avuto più peso offensivo.

Pellegrini sembra intenzionato a riproporre il duo Milner-Nasri sulle fasce aggiungendo l’estro del mago Silva al centro, dietro al solo Aguero, per essere più equilibrato rispetto all’andata dove la coppia Dzeko-Aguero con Silva, Milner e Nasri è sembrata dare poco filtro contro il gioco veloce e il peso offensivo del Barca.

Fondamentale sarà il gioco proprio dei due laterali offensivi che dovranno essere abili ad attaccare la zona bassa dove i terzini del Barcellona lasciano spazi, ma contemporaneamente scendere ad aiutare in caso di raddoppio degli avversari sul proprio terzino.

Difensivamente la scelta di riproporre Demichelis sembra il solito azzardo di Pellegrini che quasi mai ha pagato.

Il Barcellona di Luis Enrique arriva a questa sfida molto tranquillo, in un periodo di forma ottimo, in testa alla Liga alla vigilia del Clasico, in striscia di vittorie da 5 partite in Europa e in 16 delle ultime 17 partite disputate.

Poco da dire sulle armi dei blaugrana, quasi tutto passa dal rendimento dei tre attaccanti Messi-Suarez-Neymar, che ha segnato 81 goal in stagione e sembra poter essere un rebus quasi impossibile da risolvere per le difese avversarie, anche perché ognuno è in grado di garantire assist per l’altro.

81 goal in stagione. L'assicurazione del Barcellona sono loro

81 goal in stagione. L’assicurazione del Barcellona sono loro

Con un trio così segnare contro il Manchester City sembra molto probabile, e anche se dovesse concedere difensivamente al tentativo di rimonta dei campioni d’Inghilterra, la capacità di congelare il gioco con la fitta rete di passaggi e la velocità d’esecuzione quando la palla arriva al trio offensivo può essere sufficiente a garantire la qualificazione, soprattutto al Camp Nou dove in pochi sono riusciti ad uscire indenni.

L’altra partita è quella che ci interessa maggiormente perché la Juventus potrebbe tenere alto il morale della nostra tanto vituperata Serie A, entrando nelle Elite 8 del panorama europeo.

Per farlo dovrà superare il muro giallo del Westfalenstadion, dove il Borussia ha vinto 11 delle ultime 14 partite europee, stadio culto da sempre teatro di grandissime partite da parte dei gialloneri di Klopp.

Il Muro Giallo che paura fa

Il vantaggio della vittoria dell’andata non è certamente rassicurante, perché quel goal di Reus può essere fatale in una sfida che difficilmente avrà un epilogo senza goal.

La formazione di Allegri, che dovrebbe partire con la difesa a 4 e Pereyra dietro a Morata-Tevez, visto il forfait di Pirlo, dovrà cercare assolutamente di non farsi schiacciare e intimorire dall’ambiente, cercando di sfruttare le debolezze del Dortmund per colpire e spegnere l’inerzia che Klopp cercherà di portare in tutti i modi verso la propria squadra.

Fondamentale sarà il lavoro della difesa, che dovrà rimanere compatta e concedere pochi spazi agli inserimenti sia centrali che laterali, di Marchisio davanti alla difesa che dovrà evitare il pressing forsennato dei gialloneri e innescare il movimento di Morata e Tevez davanti, ma soprattutto sarà decisivo l’apporto di Pogba e Vidal, sia in fase di costruzione per dare respire alla manovra, che in fase di appoggio offensivo, visto che Pereyra è più un trequartista finto, abile in fase difensiva a raddoppiare le zone calde, ma poco pesante negli ultimi 20-25 metri.

La Juventus vuole la partita perfetta dai suoi Campioni

Visto lo schieramento del Borussia con Kirch e Kampl nella zona destra, Allegri dovrà far muovere le pedine Vidal, Pereyra e Tevez in quella zona per dare sempre un peso fisico e tecnico, che potrebbe permettere ai bianconeri di sfondare.

In più, come all’andata il continuo movimento delle punte può mettere in confusione gli statici difensori avversari e regalare le corsie giuste dove colpire.

Il Borussia di Klopp dovrà mostrare le sue doti migliori, pressing alto nella metà campo avversaria per sfruttare al meglio la transizione negativa e verticalizzazione immediata per l’inserimento del trio Aubemayang, Reus, Mkhitaryan, cercando il più possibile di tenere la squadra corta per non dare spazi ai movimenti degli avanti juventini ed evitare di andare in confusione difensivamente, soprattutto sulle diagonali e sui movimenti di uscita e aiuto dei centrali, che in questa stagione hanno deciso in negativo più di qualche partita, compresa quella dell’andata.

Importante sarà il lavoro di raccordo di Bender in mediana, se schierato al posto dell’acciaccato Sahin, per dare maggiore libertà di inventiva a Gundogan e la velocità di esecuzione negli ultimi 30 metri, soprattutto contro la difesa a 4 juventina che potrebbe lasciare qualche spazio in più rispetto allo schieramento a 3, arma che Allegri può usare nel corso della gara visto il recupero di Barzagli.

Sfide tutte da gustare, soprattutto quella di Dortmund dove la Juventus spesso è uscita scintillante e dove nel 2006 il nostro calcio ha vissuto uno dei momenti più emozionanti della propria storia.

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