Indianapolis Colts 2015 – Il futuro è adesso

Il primo anno di Luck ai Colts fu molto particolare, causa anche la lotta contro un tumore di coach Pagano e l’interim di Arians, con diverse partite vinte in rimonta sul finire della gara, potremmo definirlo senz’offesa “fortunato”, ed il relativo record e l’arrivo ai playoff sembravano abbastanza un caso  e la netta sconfitta contro i Ravens pareva confermarlo. L’anno dopo il GM Ryan Grigson iniziò a fare una serie di mosse, in free agency e con trade aggressive, che in molti, se non tutti, giudicavano errate: anche se alla fine quasi tutte queste mosse si sono rivelate proprio così, i Colts sono comunque arrivati ai playoff, e nonostante la vittoria nella wild card contro i Chiefs, la successiva pesante sconfitta contro i Patriots pareva confermare l’impressione generale che alla fine fosse sempre questione di caso o fortuna, chiamatela voi come volete.

Altro anno, altre scelte di Grigson poco comprensibili, anche dai tifosi stessi (la trade per Richardson se la porterà dietro per molti anni il buon Ryan…), ma alla fine altro playoff con un nuovo passo in avanti: vittoria al divisional contro i Broncos dell’ex Manning e sconfitta pesante, sempre contro i Patriots, alla finale di Conference. In pratica, volendo banalmente riassumere la situazione, ogni anno si criticano le mosse dei Colts, queste si rivelano quasi sempre sbagliate, ma loro non se ne curano e da 3 anni, costantemente, migliorano il risultato finale e spernacchiano il resto della lega: ma non è che avranno semplicemente ragione loro?

Seguendo questa strano progressione geometrico-footballistica questo dovrebbe essere l’anno dell’approdo al Super Bowl (con sconfitta però cari amici Colts, per l’anello bisognerà aspettare un altro anno), e visto che la favorevole finestra concessa dal contratto da rookie di Luck si sta chiudendo, il management di Indianapolis sembra proprio aver agito per cercare di sfruttarla al massimo puntando sull’usato sicuro e sui colpi di…Luck!

OFFENSE

E’ scontato e banale dirlo, ma in attacco, come forse si dovrebbe dire per tutti i Colts, ogni cosa nasce da Andrew Luck e dalla sua innata capacità di tirar fuori la giocata in qualsiasi momento e contro qualsiasi difesa. Eppure Luck non è certo ancora arrivato alla sua piena maturazione, anzi fa ancora tanti, forse troppi, errori, non da lui o quantomeno da quello che ci si aspetterebbe, ma l’ex QB di Stanford ha quell’abilità che distingue tutti i grandi giocatori: la capacità di cancellare immediatamente le brutture e ripartire come se nulla fosse. Questa, secondo me, può essere veramente la stagione della sua consacrazione, quella in cui potrebbe fare l’ingresso definitivo tra i top del ruolo NFL e far chiudere definitivamente tutti i discorsi sul fatto che sia o meno veramento un talento come se ne vedono pochi. I compagni poi sembrano seguirlo senza alcuna remore, d’altronde i giocatori sanno distinguere il talento e sanno quando gli conviene seguire qualcuno perché sono consapevoli che è più facile vincere avendo come riferimento un Andrew Luck, piuttosto che un Jamarcus Russell. A fargli da backup ci sarà ancora il buon Matt Hasselbeck, che ovviamente, pur con tutto il rispetto, i tifosi di Indianapolis non si augurano mai di vedere troppo in campo.

Le ultime stagione dei Colts, o forse dovremmo dire tutte quelli seguenti all’addio di Edgerrin James, sono state caratterizzate da un gioco di corsa che sembrava più una fastidiosa perdita di tempo e un doveroso intervallo tra 2 lanci che una vera e propria strategia, e per cercare di porvi rimedio il management ha deciso di puntare sull’usato sicuro se non proprio sicurissimo: dai 49ers è arrivato il 31enne Frank Gore, veterano di mille battaglie di cui Luck si è già innamorato tanto da dire che “conosce meglio lui che è arrivato da un paio di mesi il nostro attacco che tanti che ci stanno da diversi anni”. Certo, Gore ha un discreto chilometraggio a referto e la carta d’identità segna quella pericolosa fase per un RB in cui tutto sembra velocizzarsi intorno e quei buchi che si vedano prima ora non si vedono più, ma negli ultimi 4 anni il buon Frank ha superato sempre le 1000 yards corse, ed il suo stile non ha mai fatto troppo affidamento sulle qualità fisiche quanto sulle capacità di letture e di sfruttare al meglio ogni linea offensiva che si è trovata davanti (e quelle dei primi anni ai niners erano veramente orrende). E poi, diciamo la verità, quanto ti sei abituato a Trent Richardson anche una motozappa ti sempre un netto passo in avanti. Per dargli riposo, e ce ne sarà bisogno, specie in regular season, se si vuole cercare di non spremere troppo il motore di Gore, ci saranno a roster Dan Herron, positivo l’anno scorso, Vick Ballard ma soprattutto il rookie Josh Robinson che è un nome da tenere d’occhio.

Quanto gli sta male questa maglia...

Quanto gli sta male questa maglia…

E’ vero che Luck sembra proprio essere uno di quei QB che fanno fare bella figura, più delle reali qualità, ai ricevitori con cui giocano, ma per non rischiare nulla i Colts gli hanno ampliato le armi a disposizione e quindi ora, di fianco a T.Y. Hilton (per lui è pronto il rinnovo a cifre da top della lega o no?) e Donte Moncrief, ci saranno anche il veterano Andre Johnson (il ricevitore di possesso e di fisico che tanto mancava a questa squadra), anche lui in là con gli anni ma anche lui che non da cenni di cedimento, la promessa dalla CFL Duron Carter (nonché figlio d’arte, ma papà Chris sembrava un’altra cosa…) ed il rookie velocissimo Phillip Dorsett. Se a questi ci si aggiungono anche due tight end talentuosi, ma finora un po’ troppo discontinui, come Dwayne Allen e Coby Fleener, si capisce come mettere la palla per aria non sarà mai un problema per questi Colts.

La linea offensiva di Indianapolis è stata spesso un punto interrogativo in questi anni: forte in protezione per merito sua o grazie alle capacità di Luck? Scarsa sulle corse per sue caratteristiche o perchè dietro aveva degli asini a correre? La giuria è ancora in camera di consiglio per deliberare ma intanto, per non saper nè leggere nè scrivere, il management ha deciso di rinforzarla puntando su un altro veterano: Todd Herremans da Philadelhia, giocatore molto versatile e abbastanza affidabile che dovrebbe prendere il posto di guardia destra titolare ma che all’occorrenza può svariare per tutto il fronte della linea offensiva ad eccezione di quello di centro dove il titolare dovrebbe essere Khaled Holmes. Gli altri titolari dovrebbero essere Anthony Castonzo come LT, Donal Thomas come LG e Jack Mewhort come RT, mentre tra i backup abbiamo l’ex Detroit Gosder Cherilus, Hugh Thorton, Ulrick John ed il semi-sconosciuti rookie da Mars Hill (si, esiste veramente questo college…sulla terra eh!) Denzelle Good, giocatore che definire un prospetto a lungo termine è dir poco.

A calciare i field goal ci sarà ancora l’inossidabile paisà Adam Vinatieri, che oramai fà praticamente coppia fissa in campo con il punter Pat McAfee, mentre come ritornare dovremmo poter apprezzare sin da subito le capacità velocistiche del rookie Phillip Dorsett!

DEFENSE

La difesa non è mai stato il punto di forza dei Colts, ma come il titolo vinto e i tanti persi hanno dimostrato, senza una difesa per lo meno dignitosa la tua collezione di anelli si può ampliare solo comprando pacchi di patatine con sorpresa. Se in attacco la filosofia di rafforzamento ha puntato sull’usato sicuro, in difesa invece, specie dopo le tante topiche prese negli ultimi 3 anni, si è puntato, finalmente, più sul draft non disdegnando comunque qualche visita agli antiquariati di classe.

Posto che la difesa base dovrebbe rimanere sempre la solita 3-4, la linea difensiva è stata rinforzata, specie contro le corse, con l’arrivo dell’inossidabile veterano Kendall Langford, che prenderà il posto di Cory Redding come left defensive end, mentre come NT si punta sui progressi di Josh Chapman ed a destra su Arthur Jones, ma il nome da tenere d’occhio si spera essere il rookie da Stanford Henry Andreson, ottimo contro le corse e fit ideale, sembra, come end per una difesa fronte dispari. Sempre da Stanford è arrivato anche David Parry che in prospettiva potrebbe rubare il posto a Chapman.

Come rusher si punta ancora una volta su un’altra grande stagione di Robert Mathis (smettetela con le ironie su come si possa avere la miglior stagione in carriera oltre i 30 anni…), sulla voglia di lottare per il titolo del neo-arrivato dagli Eagles Trent Cole, sulla voglia di migliorare e di dimostrare di non essere un bust del tedescone Bjoern Werner e sulla speranza che metta il meno possibile piede in campo sciagura Erik Walden (ma perché non è stato ancora tagliato?). Come LB centrali ci saranno la sicurezza di Jerrell Freeman ed il cartonato di D’Qwell Jackson, sempre che Nate Irving non si ricordi di essere stato un prospetto di grido e si metta a giocare seriamente o il rookie da Georgia Amarlo Herrera non porti i tifosi Colts ad…amarlo (ok, 5 minuti di punizione dietro la lavagna per me per questa battuta).

Vontae Davis e poi?

Vontae Davis e poi?

Portare pressione sui QB avversari potrebbe essere molto importante perché le secondarie, Vontae Davis a parte, hanno molti punti interrogativi e rischiano di essere anche molto giovani e con poca esperienza. Opposto a Davis (probabilmente unica trade di Grigson da poter mettere sul CV) ci dovrebbe essere, almeno all’inizio, Greg Toler, con nello slot la rifirma di Darius Butler, giocatore con la straordinaria capacità di alternare grandi numeri a grandi vaccate, ma soprattutto giocatore che si sperava potesse diventare molto altro, mentre come safety ci dovrebbero essere Mike Adams, giocatore che l’anno scorso è stato molto solido nella pochezza del reparto ma che rimane comunque alquanto limitato, e Dwight Lowery (se avete esclamato “Chiiii?” vi possiamo decisamente capire). Ma la vera speranza del management Colts è che si rivelino più pronti dell’ipotizzato i 2 rookie scelti al terzo e quarto giro di quest’anno: rispettivamente il cornerback da Florida Atlantic D’Joun Smith (Pagano e Grigson si sono lettarlmente innamorati di questo ragazzo) e la safety da Central Florida (apparentemente i Colts si fidano molto dei loro scout della Florida…) Clayton Geathers, colpitore molto duro (a cui in questi casi si associa un po’ troppo spesso l’assioma “scarso placcatore”) e soprattutto sesto giocatore NFL della sua famiglia.

COACHING STAFF

E’ inutile nascondere che nonostante i risultati ottenuti coach Pagano sia stato spesso criticato, giudicando dall’esterno anche giustamente, dai tifosi Colts perchè non è riuscito minamente a correggere i difetti che la sua squadra si porta dietro da 3 anni, specie dal punto di vista difensivo, che sarebbe il suo campo di provenienza, e perché un po’ troppo spesso sembra che il piano partita venga sbagliato in pieno. Alla fine però i risultati stanno dalla sua parte, come pure sembra i giocatori, e quindi il suo posto sembra alquanto sicuro, magari meno quello di Greg Manusky, defensive coordinator che ovunque sia andato ha sempre lasciato ricordi non stupendi per la capacità di fare sempre gli stessi errori, e anche di Pep Hamilton, che è pur vero che gode, almeno pare, della piena stima di Andrew Luck (è ricordiamolo sempre che questa è e sarà la squadra e la franchigia di Luck), ma a cui l’arrivo come assitente speciale di un nome ingombrante come quello di Rob Chudzinski dovrebbe secondo me far rizzare un po’ le antenne…

PREDICTION

Abbiamo già accennato in avvio della strana progressione di risultati dei Colts, ma a parte gli scherzi, e pur con tutti i dubbi e i limiti evidenziati in questa preview, le prospettive per questa stagione 2015 sembrano decisamente buone per Indianapolis, anche perché l’AFC alle spalle dei Patriots campioni, che potrebbero avere la pancia piena (anche se non ci crede nessuno) ma che soprattutto rischiano di pagare a livello di record finale la partenza ad handicap se saranno confermate le 4 giornate di squalifica di Brady, non sembra al momento avere alcuna squadra, sulla carta, con più certezze e meno dubbi rispetto a questi Colts. Il calendario poi, con AFC East e NFC South, più Steelers e Broncos, ha le sue trappole ma non è impossibile, soprattutto grazie alle sfide divisionali, e quindi le prospettive di un ritorno da protagonisti ai playoff è abbastanza pronosticabile. Una volta lì i Colts di Luck e Pagano hanno dimostrato di conoscere sempre il modo per fare meglio e sfruttare ogni occasione possibile e quindi sarà Super Bowl! Dove però si perderà perché la matematica è matematica!

CLICCA per ingrandire (roster da OURLADS.COM, schedule da CBSSPORTS.COM)

CLICCA per ingrandire (roster da OURLADS.COM, schedule da CBSSPORTS.COM)

angyair

Tifoso dei 49ers e dei Bulls, ex-calciatore professionista, olimpionico di scherma, tronista a tempo perso, candidato al Nobel e scrittore di best-seller apocrifi. Ah, anche un po' megalomane.

Potrebbero interessarti anche...

8 Risposte

  1. azazelli ha detto:

    Le mosse sono per vincere subito e come dici tu contando la finestra del contratto da rookie di Luck era anche giusto farle, ma se il manico è sempre lo stesso (Manusky su tutti….) i soliti difetti credo saranno quelli che li terranno ancora distanti dal titolo.

    Andre Johnson con un QB così buono può far contenti tanti fanta owner nelle redraft league

  2. goldenboylepre ha detto:

    Bel pezzo. Anche la previsione mi garba, pur perdente nel finale ma magari vincente per la prima volta nell’era Luck su quei stramaledetti Patriots, nel senso buono sia chiaro dato che li stimo foootballisticamente infinitamente ma non mi sono simpatici nemmeno per errore.
    Magari l’OL senza infortuni potrebbe non essere proprio quella ma tenderei a pensare qualcosa di più simile a
    Castonzo-Mewhort-Holmes-Herremans-Cherilus.
    Sui pass-rushers dimenticanza su Newsome (che come rookie è stato secondo solo a Donald in termini di sacks nonostante un’infinita di down in meno giocati) che si spera possa diventare il futuro della franchigia come cacciatore di QB.

    • azazelli ha detto:

      Visto che ne sto facendo un po’ di queste preview, ti rispondo io sulla OL che è il mio spauracchio personale. Non so se è così anche per angy, ma io mi affido ad ourlads e cerco di incrociare quei dati con il numero di snap giocati nelle stagioni precedenti, qualche reminiscenza su giocatori già noti, ecc ecc…ma in molti casi purtroppo non ho le conoscenze per definire con certezza il quintetto titolare e valutarne con precisione le prestazioni. Lì lo scivolone è sempre dietro l’angolo è per questo che eventuali commenti di tifosi/appassionati più pronti sulla singola squadra non possono che completare al meglio l’informazione o magari essere spunto per motivare meglio quanto detto 😀 quindi grazie!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *