New England Patriots 2015 – B&B dal 2000

Dopo aver trattato in maniera più sommaria la preview per l’anno 2014, anche sfruttando questa nuova bella casa, quelchepassa, quando mancano meno di 100 giorni al primo kickoff, torna alla preview della stagione NFL fatta squadra per squadra (come già avvenuto nel 2013).

Questa cavalcata attraverso le 32 squadre non poteva che iniziare che con i campioni in carica, i New England Patriots, che hanno vissuto una offseason più tribolata del preventivabile sia in fase di mercato (con partenze illustri) che per quel che riguarda le sanzioni riguardanti il “deflate gate”: le scelte prelevate influiranno sulle prossime due stagioni (prima 2016 e quarta 2017), il milione di multa benché sia la sanzione pecuniaria più alta mai inflitta in NFL fa il solletico anche considerando che non saranno spesi gli stipendi del giocatore squalificato e qui appunto veniamo alla parte della penalizzazione che più ha impatto su questa stagione, ovvero il ban per 4 giornate di Tom Brady, che stando alle indagini non poteva non sapere e non ha collaborato come richiesto. Non sappiamo al momento se le giornate saranno ridotte (l’appello è stato fissato per il 23 giugno), ma già il fatto che il giudice per il ricorso per le sanzioni alla squadra fosse Goodell ha fatto desistere il proprietario Kraft di proseguire la battaglia per quel ramo della penalizzazione.

kraft goodell

“Stai a fa ‘na cazzata”

OFFENSE

Sarà quindi un attacco inizialmente orfano dell’uomo che è stato l’anima di questa squadra in campo negli ultimi 15 anni. Al debutto, l’opener stagionale contro gli Steelers, mancherà anche LaGarrette Blount, ma tutte le attenzioni saranno per Jimmy Garoppolo, ennesimo backup nell’era Brady attorno ai quali negli anni si sono addensate le più disparate fantasie, da Matt Cassel (ora rivale divisionale con i Buffalo Bills) sino a Ryan Mallett (per la precisione, New England dal 2000 ad oggi ha draftato 8 QB, ai quali aggiungere undrafted meritevoli di menzione come Hoyer o Gutierrez, il massimo in NFL nello stesso lasso di tempo è 9). Garoppolo avrà la chance per mettersi in mostra e più che impensierire Brady, queste prime partite potrebbero essere un seme gettato nell’orto della NFL, con la speranza di essere raccolto tra un paio d’anni dall’ennesimo GM che si lascia affascinare da poche ma positive prestazioni dietro a veterani affermati o visto che Brady non è immortale (anche se è stato sepolto troppo presto troppe volte), guadagnare qualche punto nella considerazione che hanno di lui Belichick e il coaching staff dei Patriots.

Blount come detto sarà costretto a saltare la prima partita per delle “marachelle” fatte ad inizio della scorsa stagione quando era proprio in maglia Steelers. LaGarrette è un bischero che in questi anni sembra essere stato gestito in maniera positiva solo a New England, non che a Tampa ed a Pittsburgh giocasse male, ma la gestione di tutto il pacchetto è sempre stata complicata e l’ha portato sempre a defenestrazioni senza problemi. Qui sembra l’unico punto fermo di un reparto che negli anni ha sempre avuto modo di tirar fuori carneadi poi in fretta ritornati nel dimenticatoio: Brandon Bolden e Jonas Gray hanno avuto le loro chance, a breve quest’anno potrebbe toccare anche a James White o a Tyler Gaffney (“rubato” ai Carolina Panthers l’anno scorso nel passaggio alla injury reserve post draft). Mentre Travaris Cadet, in arrivo da New Orleans, è l’ennesimo tentativo di trovare un nuovo Kevin Faulk.

Salvo la parentesi sfavillante (benché sforunata nel finale) di Randy Moss, tra i ricevitori si è fatto sempre di necessità virtù, l’avere un QB come Brady poi aiuta molto a costruire il game plan adatto alle proprie armi. Ormai l’underneath è talmente pieno che diventa difficile per le difesa individuare le tracce percorse dai vari Welker (prima…e anche poi?), Edelman, Amendola e soci. Anche quest’anno non fa eccezione, con Brandon LaFell ad interpretare il ruolo del ricevitore di stazza in grado anche di bloccare e gli altri a ruotare vorticosamente per il campo. Nel sottobosco, tra i vari Dobson, Boyce e Gibson, una menzione particolare la merita Brian Tyms (191 per 93 kg) che l’anno scorso abbiamo avuto modo di vedere per pochissimi snap e che dovrà dimostrare di non essere solo una freccia sul profondo se vorrà vedere un po’ di più il campo.

Piccoli a chi?

Piccoli a chi?

Questa sorta di caos controllato pervade la gestione di tutto il roster, non fa quindi eccezione il reparto di TE, che si fonda su Gronkowski, ma che dietro a lui ha un giocatore per ogni specialità. Infatti, oltre ai già presenti Hoomanawanui e Tim Wright (arrivato da Tampa l’anno scorso), questa offseason è arrivato via FA prima del draft Scott Chandler da Buffalo; via draft al sesto giro A.J. Derby da Arkansas; e poi successivo al draft s’è deciso di aggiungere competizione andando a firmare Fred Davis per capire se le sue condizioni fisiche gli permetteranno un’altra stagione tra i pro. Siamo davanti a 6 TE, magari poi ne resteranno solo 3, ma per ora, escluso il totem, è una lotta senza prigionieri.

In linea, dopo lo scossone derivante dalla trade che ha portato Logan Mankins in Florida, il reparto ha lentamente ma con efficacia trovato una sua quadratura. In questi mesi sono arrivati due quarti giri dal draft, che avranno tutto il tempo di inserirsi e dimostrare di poter essere utili nei prossimi anni.

DEFENSE

La più grossa garanzia del reparto difensivo resta sulla sideline: le intuizioni tattiche e di gestione del personale di Bill Belichick valgono tanto in attacco quanto in difesa. L’infornata di giovani arrivata al draft di quest’anno (7 scelte su 11, incluse le prime 4) è un chiaro segnale che c’era bisogno di ricaricare il reparto specie per quel che riguarda le linee. Molti di questi (tutti meno Malcolm Brown?) non saranno titolari sin da subito e quindi non sono un upgrade immediato per la squadra, ma garantiscono molta duttilità e vanno ad incendiare quelle lotte tra training camp e stagione avviata che spesso hanno fatto la fortuna dei Patriots.

In generale Ninkovich e Collins continueranno ad essere le colonne sopra le quali costruire tutto il resto. Ci si aspetta un ritorno a pieno regime fisico di Chandler Jones e di Jerod Mayo, il quale però sono due anni che raccoglie solo 6 partite a stagione: dietro a loro si registra un nuovo arrivo, molto interessante, come quello di Sheard, che garantisce duttilità, capace sia di partire mano a terra che a nascondersi all’interno del front 7; mentre per rafforzare il reparto dei LB oltre ai giovani già accennati (Xzavier Dickson merita la citazione, sia per il nome che per il cognome e le due cose potrebbero essere la prima conseguenza della seconda…), bisogna registrare il ritorno di veterani come Dane Fletcher e Brandon Spikes: con quest’ultimo nelle vesti del figliol prodigo, specie se andiamo a rileggerci le sue esternazioni al momento della firma per i Bills poco più di un anno fa. Vabbè, non sono pagati per fare i diplomatici, nella fattispecie Spikes sarà pagato per fare il LB situazionale e quello riesce a farlo abbastanza bene (EDIT 8 giugno: …quello che non riesce a fare è guidare senza essere ubriaco e senza investire niente e poi scappare, arrivato il taglio prima che fosse estate).

Riassumendo, il front 7 in ogni sua forma sembra garantire sia buone prestazioni che discreti margini di crescita: Jones, Ninkovich e Sheard; Easley, Brown, Alan Branch e Siliga; Hightower, Mayo, Collins, Spikes, ecc ecc…c’è da poter stare tranquilli. Lo stesso però non si può dire delle secondarie, dove dapprima s’è registrata una diaspora in parte voluta (sia per Kyle Arrington, tagliato poche settimane fa, sia per Brandon Browner al quale non è stato pagato il roster bonus di 2 milioni ad inizio free agency) ed in parte sofferta (il front office ha provato a firmare in qualche modo Revis che ha preferito tornare “a casa” su un viale tempestato d’oro, 70 milioni in 5 anni di cui 40 garantiti) e poi s’è cercato di fare con quello che già era a roster, con l’idolo del SB, Malcolm Butler, che dopo l’intercetto sull’ultima azione dell’ultima partita della stagione si trova ad essere il CB1 mentre dall’altro lato si farà forza sulla voglia di rivalsa di Bradley Fletcher, che viene da un brutto anno a Philadelphia, ma che in generale può essere un buon CB titolare in NFL.

Dietro a loro i tifosi si aspettavano qualche investimento in più, anche via draft: infatti al di là della safety da Stanford, Jordan Richards, presa al secondo giro, che lotterà per il posto, si è dovuto aspettare il fondo del settimo per l’arrivo di un CB che sarà già tanto vedere tra i 53 a settembre, in quest’ottica sa un po’ di beffa il pick al quinto giro per un long snapper (Joe Cardona, da Navy). Mentre la coppia di safety titolare sa il fatto suo, con Devin McCourty che ha firmato un giusto rinnovo contrattuale che tra i pariruolo lo posiziona tra i più pagati (ad un passo da Earl Thomas), e con Pat Chung che, un po’ come Blount, sembra poter rendere ai massimi livelli solo in maglia Patriots.

Prima o poi bisognava metterla questa foto...

Prima o poi bisognava metterla questa foto…

COACHING STAFF

Il coaching staff dei Patriots, da 15 anni a questa parte, ha spesso fornito nuovi HC all’intera lega (anche se con risultati non all’altezza delle aspettative, ma questo non è un loro problema…), in realtà, dopo la dipartita di O’Brien (prima a Penn State ed ora ai Texans), dal 2012 i 3 ruoli principali sono ricoperti sempre dagli stessi allenatori: con Matt Patricia a fare da braccio difensivo, Josh McDaniels (di ritorno appunto da esperienze deludenti altrove) come braccio offensivo e ovviamente Bill Belichick, la mente di tutto nonché guida illuminante per qualsiasi aspetto del gioco, della gestione del personale e del rapporto con i media (aspetto per nulla secondario in una franchigia così spesso sotto i riflettori). Menzione d’onore particolare, oltre che praticamente unica novità, se la merita Raymond Ventrone, giocatore storico, per anni in giro negli special team della NFL che inizia la carriera da allenatore proprio come assistente per le squadre speciali (da non confondersi con suo fratello, Ross, anche lui passato per New England ed ora agli Steelers).

PREDICTION

Ci sarà una stagione con Garoppolo ed una con Brady, con la prima potrebbe durare 4 partite (l’opener con gli Steelers, la trasferta a Buffalo, i Jaguars a Foxboro e dopo il bye la visita ai Cowboys all’AT&T Stadium). Al di là delle difficoltà iniziali e ad una rivale che pare si sia ben rinforzata (Miami), al di là di eventuali pance piene post vittoria, New England ha tutto per confermarsi per la settima volta consecutiva ai vertici divisionali, una AFC East che dal 2001 ad oggi l’ha sempre visti vittoriosi tranne nel 2002 (Jets) e nel 2008 (Dolphins). Il calendario sulla carta peraltro non è nemmeno così probitivo (NFC East ed AFC South) e sperare in un eventuale bye non sembra una ipotesi campata per aria.

depth schedule NE

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azazelli

Da giovane registravo su VHS tutte le finali di atletica, mondiali ed olimpiadi, poi m'hanno cancellato il record di Donovan Bailey con Beautiful e mi sono dato al download. Vivo di sport, cerco di scriverne.

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18 Risposte

  1. angyair ha detto:

    Per me i Patriots vinceranno ancora una volta la division, magari con qualche patema in più. Diverso il discorso sulla conference perché bisogna vedere come reagiranno strada facendo, specie nelle secondarie, ma di certo sono sempre una squadra da evitare a gennaio.

  2. joe ha detto:

    Molto bene. Credo ci sia tutto. Bravo!

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