World Series 2015 – Un po’ di storia

Da qualunque lato la si voglia guardare, la World Series del 198… ehm del 2015, ha un profumo Anni Ottanta. La barbetta ambrata di Daniel Murphy e quel suo viso “napoletano” mi ricordano tantissimo la faccia triste di Wade Boggs (1986 Mets-Red Sox). Le divise dei Royals, così Midwest e così pure (o puritane), rappresentano quella forma di eroismo sportivo che va contro ogni pronostico, anche contro le decisioni suggestive del proprio manager. E come nei fatidici Anni Ottanta vi erano anche i Cardinals, ma sono caduti, come caddero nel 1985, vi erano i Cubs, anch’essi abbattuti, come nel 1984. I Dodgers (1981 e 1988). Le V di Ventura e Volquez come la V di Valenzuela.

World Series 2015: boggs-murphy copertina

Murphy-Boggs

Sappiamo dove sono ora Mets e Royals, ma da dove vengono?

Storicamente entrambe le franchigie nascono dalle “ceneri” di altre squadre. Ed entrambe nascono nei favolosi Anni Sessanta. Per mezzo secolo il baseball era rimasto immutato: otto squadre nella National League ed otto nell’American League. Dieci città. Metà delle franchigie erano addossate alla costa atlantica, i Pirates risiedevano nella Pennsylvania occidentale, altre cinque si potevano considerare parte della regione dei grandi laghi e le due più lontane, i Cardinals ed i Browns, da St. Louis si affacciavano sull’Ol’ Man River. Oltre il Mississippi solo praterie, montagne rocciose e finalmente la costa pacifica.

Ma nel 1953 incominciarono le relocation. Gli stati occidentali stavano crescendo (la California, ad esempio, passerà da dieci milioni di abitanti nel 1950 a venti nel 1970 a trenta nel 1990, mentre lo stato di New York negli stessi quarant’anni da quindici milioni arriverà appena a diciotto). L’ovest aveva fame di baseball. Ed appunto nel 1953 i Braves da Boston si trasferirono a Milwaukee. Nel 1954 i Browns andarono però… contromano, lasciando ai Cards il monopolio di St. Louis ed occupando la piazza libera di Baltimora diventando gli Orioles. Nel 1955 gli A’s lasceranno Philadelphia ai Phillies e nel 1958 avverrà l’impensabile, i Giants ed i Dodgers lasceranno New York. E queste ultime tre mosse ci portano alla World Series 2015 che inizia questa sera.

Muovere le franchigie non bastava più, la popolazione degli USA cresceva e si muoveva e quindi servivano squadre completamente nuove e così nacque l’espansione. La prima avvenne nel 1961 quando furono creati i Los Angeles Angels ed i Washington Senators. L’anno dopo, nel 1962, toccherà invece proprio ai New York Mets (e agli Houston Colt .45s, poi Astros). I Mets andarono a prendere il posto lasciato vuoto da New York Giants e Brooklyn Dodgers partiti per la West Coast appunto dopo la fine della stagione 1957. Ne presero i colori (il blu dei Dodgers e l’arancio dei Giants) e crearono un mix elettrico, scelsero il nome Metropolitans, accorciato in Mets e andarono a giocare nel mitico ed abbandonato Polo Grounds. Rimpiazzare due franchigie storiche e gloriose come Giants e Dodgers nel cuore dei newyorkesi sarebbe stata un’impresa quasi impossibile. Per tentare di realizzarla i Mets scelsero il leggendario manager degli Yankees, Casey Stengel. Ma con un roster ricco di veterani a fine carriera e giocatori semplicemente scarsi andarono 40-120 e 51-111 nelle prime due stagioni.

World Series 2015: Un po' polo, un po' baseball: Polo Grounds

Un po’ polo, un po’ baseball: Polo Grounds

Nel 1969 però accaddero due cose: i Mets (che dal 1964 giocavano nel nuovo Shea Stadium e che erano sempre arrivati ultimi o penultimi nella National League) vinsero, guidati da Gil Hodges, la East Division della National League. La parola division era nuova nel linguaggio della MLB. Nel 1969 infatti per effetto della terza espansione, le due leghe erano state divise in due: East e West. Ogni divisione contava sei squadre. E nel 1969 erano nati, appunto, i Kansas City Royals (insieme a ben altre tre squadre, Seattle Pilots, Montreal Expos e San Diego Padres). I Royals andavano a prendere il posto degli A’s che, durante il loro viaggio coast-to-coast da Philadephia ad Oakland, si erano fermati per una dozzina d’anni nel Missouri. In particolare i Royals furono creati perché il proprietario degli A’s, Charles O. Finley, aveva rotto un contratto con la città e se ne era andato in California, nonostante fossero già stati emessi i buoni per la costruzione del nuovo stadio, l’attuale Kauffman Stadium. La MLB, non vedendo onorato il contratto, rischiava di perdere la clausola anti-trust che tutt’oggi la protegge per cui decise di piazzare a KC una delle quattro franchigie di espansione.

Il 1969 ci riserva un’ulteriore sorpresa. I New York Mets vincono le prime NLCS (3-0 ad Atlanta) e gli Amazing Mets (sempre loro!) sconfiggono, in uno degli upset più clamorosi della storia del baseball i formidabili Orioles di Frank e Brooks Robinson per 4-1 nella World Series, conquistando il loro primo titolo. Dal monte li guidava un certo Tom Seaver. Arriveranno poi a garasette della World Series nel 1973 con una squadra che aveva vinto solo 82 partite; ma questa volta non ci sarà il miracolo. Seguirà un periodo meno vincente.

I Royals, dal canto loro, scelsero questo nome in sintonia con la “modesta” tradizione di nickname di Kansas City, dove hanno risieduto i Monarchs (delle Negro Leagues), i Kings (della NBA) e dove tuttora risiedono i Chiefs (della NFL). Insomma franchigie dal sangue blu. Il rodaggio nella espansa American League durò molto poco. Nel 1971 erano già secondi in divisione dietro agli A’s. E nel 1976 (dopo altri due secondi posti) finalmente divennero campioni della West Division. Dal 1976 al 1985 sarebbero andati ai playoffs per ben sette volte coronando il grande sogno proprio nel 1985 vincendo la World Series contro i rivali interstatali di St. Louis per 4-3, guidati da battitori come George Brett e Frank White e dall’asso Bret Saberhagen. Da ricordare che i Royals avevano già perso la World Series nel 1980 contro i Phillies che conquistarono il primo titolo della loro storia iniziata nel lontanissimo 1883.

Nel frattempo i Mets si erano ringiovaniti e rinforzati tramite una serie di ottimi draft e guidati da un giovanissimo Dwight Gooden e da due altri giovani lanciatori come Sid Fernandez e Ron Darling avevano insidiato il dominio dei Cardinals nella East Division della National League. E con veterani come Keith Hernandez e Gary Carter ed astri nascenti come Darryl Strawberry e Lenny Dykstra erano sopravvissuti e diventati campioni in quella drammatica postseason che fu il 1986 (4-3 ai Red Sox nella serie finale).

Dopo il 1986 i Mets, nonostante un grande potenziale, perderanno un po’ la bussola nelle stagioni successive raggiungendo, ma perdendo, le Subway Series del 2000 contro gli Yankees, mentre i Royals dovranno aspettare ben 28 anni per ritornare alla postseason. Una striscia negativa spezzata lo scorso anno e che ha visto i Royals fermarsi solo a garasette della World Series 2014.

La postseason del baseball è un’esplosione di sorprese e di nomi quasi sconosciuti alla massa: Alcides Escobar, Murphy appunto, Ned Yost, Terry Collins. E poi una sfilza di rilievi che sembrano tenere le chiavi del gioco in stagioni in cui un lanciatore partente è considerato bravissimo se lancia sette inning.

Alla fine credo che saranno decisivi i sei partenti (i tre giovani Mets (deGrom, Harvey, Syndegaard, che ricordano quei tre lanciatori del 1986, ed i tre dominicani dei Royals: Cueto, Ventura, Volquez). Le due squadre arriveranno riposate (se mai questo è un bene in uno sport dove si gioca ogni giorno e le routine tecniche e di vita sono fondamentali) e i due manager potranno scegliere di aggiustare la rotazione a piacere.

World Series 2015: Cueto guida la Dominican Republic Royals

Cueto guida la Dominican Republic Royals

Come detto i Royals raggiungono la finale del baseball per il secondo anno consecutivo. Un vantaggio? Forse. Il lineup sembra caldo ed il bullpen formidabile. Se i partenti fanno il loro dovere i Royals possono vincere in meno di sei partite.

I Mets invece la raggiungono, come detto, per la prima volta dalla Subway Series del 2000. Non c’è molto in comune tra i Mets che hanno iniziato la stagione e quelli che hanno finito 37-22 dal primo di agosto in poi. Il rientro di infortunati come David Wright e l’emergenza dei lanciatori ha cambiato la prospettiva della squadra. I Mets hanno vinto solo 90 partite ma oggi sono caldissimi al piatto ed affidabili sul monte di lancio. Tenere a secco le mazze dei Royals non sarà però impresa facile.

Il mio pronostico, per quanto sia assolutamente impossibile prevedere cosa succederà, dice Kansas City (in casa) alla settima.

World Series 2015: New Kansas York City. Let's play ball!

New Kansas York City. Let’s play ball!

 

Schedule

(partite tutte live e con commento in italiano su Fox Sports o su canali Sky associati, orario riportato italiano, quindi mercoledì è la notte tra martedì e mercoledì, ecc ecc)

Game 1 at Royals: Mercoledi 28 Ottobre ore 1.07: Harvey (NYM) vs Volquez (KC)
Game 2 at Royals: Giovedi 29 Ottobre ore 1.07: deGrom (NYM) vs Cueto (KC)

Game 3 at Mets: Sabato 31 Ottobre ore 1.07: Syndegaard (NYM) vs Ventura (KC)
Game 4 at Mets: Domenica 1 Novembre ore 1.07:  Matz (NYM) vs Young (KC)
Game 5 at Mets: Lunedi 2 Novembre ore 2.15

Game 6 at Royals: Mercoledi 4 Novembre ore 2.07
Game 7 at Royals: Giovedi 5 Novembre ore 2.07

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16 Risposte

  1. Giacomo ha detto:

    Gran bell’articolo. Grazie.

  2. azazelli ha detto:

    Gliel’ho detto in privato, lo ribadisco in pubblico: come racconta la storia del baseball joe penso nessun altro. Profondo Baseball era qualcosa di estremamente poetico, romantico, affascinante!

  1. 19 Maggio 2016

    […] Pillole da una parte ed amarcord dall’altra, perché siamo un sito di nostalgici, sia del bello che del brutto. Per parlare di passato quest’anno abbiamo ingaggiato una delle memorie storiche più precise e romantiche degli sport americani che almeno io conosca, basta leggerlo mentre parla di baseball per capire di cosa sto parlando: World Series 2015 – Un po’ di storia. […]

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