Le mosse per il ritorno delle Semifinali di Champions League

Dopo le gare d’andate delle semifinali di Champions League, tutt’altro che spettacolari rispetto a quello che si pensava, spazio ai match decisivi del ritorno che sancirà le due finaliste, pronte a sfidarsi nella splendida cornice dello stadio di S. Siro il 28 maggio prossimo.

Due gare di ritorno che si prospettano cariche di tensione visto che una settima fa i verdetti sono stati congelati da atteggiamenti molto attendisti e orientati più al non prendere troppi rischi per lasciare aperta la possibilità di giocarsi la finale stasera e domani.

Si parte con l’affascinante scontro fra due filosofie di calcio quasi agli antipodi, quella di Pep Guardiola e del Cholo Simeone, che all’Allianz daranno sicuramente vita ad una battaglia senza esclusione di colpi, nella quale l’Atletico Madrid cercherà in ogni modo di preservare l’1-0 conquistato al Vicente Calderon.

In Spagna le scelte di Guardiola hanno lasciato qualche dubbio, soprattutto quella di lasciare fuori una pedina estremamente importante come Thomas Muller, ma l’idea del tecnico catalano era quella di costruire una mediana di palleggiatori che potesse uscire dal pressing asfissiante dei colchoneros e lasciare gli ultimi 20 metri sguarniti per gli inserimenti di Vidal e le uscite di Lewandowski, cercando l’ampiezza della manovra sulle ali dove Douglas Costa e Coman dovevano essere decisivi con cross e giocate individuali in avvicinamento alla porta.

Quello che Guardiola ha un po’ sottovalutato è la capacità di Simeone di modulare la propria squadra sulle caratteristiche dell’avversario e che una delle chiavi della incredibile stagione difensiva dell’Atletico (1 goal subito nelle ultime 7 partite) è proprio il saper creare raddoppi sistematici sulle zone laterali che impediscano di subire azioni pericolose create in quelle parti di campo grazie alla densità sempre molto alta garantita dai ripiegamenti dei due centrocampisti laterali del 442 che vanno quasi ad incollarsi ai terzini che salgono in zona palla.

In più l’infelice partita dei due giocatori scelti un po’ a sorpresa come Coman e Thiago (11 palle perse totali, solo 4 cross per il francese e nessun tiro per lo spagnolo) ha scombussolato i piani del Bayern Monaco, soprattutto nel primo tempo dove i bavaresi sono sembrati un po’ smarriti di fronte alla foga dei padroni di casa (11 intercetti, 20 tackles vinti e 4 tiri in porta su 7).

Semifinali di Champions League, Coman e Thiago: decisivi contro la Juve, deleteri contro l'Atletico.

Coman e Thiago: decisivi contro la Juve, deleteri contro l’Atletico.

Nella partita di stasera presumibilmente Guardiola sceglierà l’imprevedibilità di Muller che sa muoversi molto bene in coppia con un Lewandowski molto distante dai suoi standard a Madrid (solo 1 tiro e ben 8 palle perse), proprio nella zona a ridosso dell’area dove l’Atletico tende a lasciare più spazio, in quanto i mediani cercano il recupero palla a ridosso della metà campo e i centrali tendono a schiacciarsi verso la porta per difendere l’area. Gli scambi tra Muller, Lewandowski e Vidal in quella parte di campo, combinate con qualche cross più pulito e magari l’idea di invertire la posizione delle due ali, potrebbe regalare le chiavi giuste per aprire il fortino del Cholo.

Simeone dall’altra parte dovrà sostanzialmente replicare la partita dell’andata, dove ha chiuso quasi tutte le idee offensive del Bayern, con un Griezmann superlativo in fase di non possesso (7 recuperi) e la concretezza nelle ripartenze (5 tiri in porta su 11, con il goal di Saul e il palo di Torres che avrebbe potuto chiudere la contesa), cercando di capire quali potrebbero essere le scelte tattiche di Pep, facendo scendere uno dei due mediani in copertura su Muller e lavorando di più con Torres in fase difensiva a dar manforte a Griezmann nello schermo sulla mediana tedesca.

Chiaramente, poi, schiacciarsi troppo a ridosso dell’area non sarebbe una tattica molto producente, visto che il Bayern in casa ha praticamente sempre segnato e garantire troppa inerzia ai padroni di casa potrebbe essere controproducente.

Nella gara di mercoledì al Santiago Bernabeu, i tifosi sperano di assistere ad una partita diversa dalla bruttissima Manchester City-Real Madrid vista all’Etihad.

Il City ha avuto troppa paura di subire un goal che avrebbe dato ottime chance di qualificazione al Real, e pur avendo armi in grado di far male ai blancos, come Navas su Marcelo e la profondità di Aguero su Pepe e Ramos, ha praticamente rinunciato a giocare, chiudendosi nella sua metà campo (solo 1 tiro in porta nel recupero e 4 totali nonostante i 28 intercetti).

Semifinali di Champions League, L'heat map della partita d'andata: un City troppo attendista

L’heat map della partita d’andata: un City troppo attendista

Oltretutto l’assenza di Cristiano Ronaldo e successivamente il forfait di Benzema a fine primo tempo avrebbero dovuto dare molta più fiducia a Pellegrini nella ricerca della vittoria, ma i citizens hanno addirittura subito ancor di più nel secondo tempo, letteralmente dominato dal Real sia in fase di costruzione (15 dribbling vincenti) che in fase di finalizzazione (11 tiri).

Il problema del Real è che questa mole costruita nel secondo tempo non ha avuto quella concretezza che Zidane si aspettava, e le assenze delle proprie superstar offensive ha sicuramente pesato.

L’ex grande fantasista francese ha capito dopo un po’ di apprendistato che le idee di Perez non si sposano con la realtà del calcio moderno e questo Real ha bisogno di equilibrio difensivo per poter scatenare tutte le armi offensive a propria disposizione.

Mercoledì nella gara di ritorno tornerà Cristiano Ronaldo, non si sa in che condizione, ma anche solo la sua presenza può far pendere la bilancia verso la qualificazione del Real verso la conquista dell’undicesima Coppa Campioni, e la ottima forma di Garreth Bale (4 goal nelle ultime 4 e 5 tiri all’Etihad) può sicuramente garantire un peso offensivo notevole per Zidane, anche in caso di forfait di Benzema, sperando che l’eventuale scelta di Jese’ per la velocità di attacco alla profondità o di uno fra James e Isco per dare più imprevedibilità negli 1vs1 laterali e nei tagli con palla verso la porta, possa mantenere lo stesso peso specifico che il centravanti francese assicura.

Sicuramente la fase difensiva sarà molto importante, perché uno 0-0 fuoricasa non è sempre un buon risultato, visto che nel ritorno casalingo si deve cercare di segnare per qualificarsi, ma soprattutto evitare di prendere goal per cadere in un bel baratro, e allora i due terzini dovranno evitare di farsi attaccare alle spalle costringendo la chiusura ai centrali, che a quel punto lascerebbero troppo spazio a un cecchino come Aguero, mentre il triangolo centrale Casemiro-Ramos-Pepe dovrà chiudere a chiave gli spazi dove gli avanti del City possono creare pericoli.

Pellegrini d’altro canto non può più fare una partita estremamente attendista come quella di una settimana fa, perché al Bernabeu rischi di subire un’imbarcata storica e soprattutto perché con le possibilità offensive a proprie disposizione e solo un goal per creare scompiglio negli avversari, la scelta estremamente difensiva sarebbe un autogoal non da poco.

Perciò sicuramente terzini più bloccati e la coppia di mediana Fernando-Fernandinho pronti a fare densità nella zona di trequarti difensiva, ma più voglia di far male all’avversario, con azioni individuali degli esterni (solo 3 cross per Navas), con l’inserimento probabile di Sterling al posto dell’infortunato David Silva, più ricerca della giocata su Aguero (solo 1 tiro) e in generale la ricerca di essere pericolosi nella metà campo offensiva (4 tiri totali all’andata contro i 16 stagionali).

Buona parte della possibile qualificazione storica del City per la finale di Milano crediamo passerà dalla partita di De Bruyne, relegato un po’ troppo verso l’esterno del campo nella partita d’andata e domani schierato nella posizione di trequarti centrale dove può essere più coinvolto e garantire idee vincenti per i tagli delle ali e per le giocate in area del Kun Aguero.

Semifinali di Champions League, Di corsa verso San Siro

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