F1 GP Bahrain 2016 – Recap

Podio in Bahrain

Podio in Bahrain

Pensieri sparsi sulla domenica in Bahrain. Non ricordo tutti i sorpassi che ho visto, data la grande quantità. All’esterno, interno, un po ovunque. L’atmosfera nel piccolo stato arabo non è certo quella di Monza o Spa o Silverstone, ma la pista come disegno è certamente tra le poche azzeccate di epoca moderna.

Lewis Hamilton fa due su due in partenza e anche qui butta via pole e gara. Stavolta poteva essere davvero uno zero in casella. Perso subito lo scatto con Nico Rosberg, pensa dapprima alla difesa su Bottas, partito a razzo dal quinto posto. Ma all’ultimo sguardo negli specchietti il gap è sufficiente per riconcentrarsi sul compagno di squadra e andare ad allargare per provare l’incrocio su Nico in uscita. Ma la voragine aperta è troppo grande e Valtteri ci va. La Williams però scivola dietro e il contatto con Lewis è inevitabile. Il danno sulla Mercedes è ingente ma l’inglese può proseguire e riemergere dal mucchio. Da questa prospettiva il gradino basso del podio è ottimo. Anche la Williams rimane azzoppata e condannata alle retrovie. La penalità è forse troppo rigida per un incidente di gara, ma il danno c’è stato e le regole sono queste.

Nico merita ampiamente vittoria perchè continua a non sbagliare nel momento decisivo, in partenza. I numeri che sta accumulando sono da mondiale. Cinque vittorie in fila a cavallo di due stagioni come Mansell. 16 vittorie in carriera come Sir Stirling Moss, Il Re Senza Corona. Punteggio pieno e 17 punti di vantaggio.

È sembrata quasi facile ma per fortuna ci ha pensato un Iceman in forma quasi perfetta a tenere sveglio Nico. Kimi dorme in partenza, ma quando si sveglia sembra posseduto e gira all’esterno della gente in scioltezza. È una cavalcata spettacolare che salva la domenica della Ferrari. L’incoraggiamento nel finale, “non è finita ancora, non è finita” è ammirevole. Seb non arriva neppure a schierarsi in griglia per il motore ko nel giro di ricognizione. Due rotture in due gare. Allarme che suona fortissimo alla Rossa. Dimenticavo, Kimi centra il podio in una gara dove non c’è alcol sul podio. La sua solita fortuna.

Qualche rottura di troppo

Qualche rottura di troppo

Daniel Ricciardo conferma il quarto posto a suon di sorpassi e strategia aggressiva. Il russo de Roma piazza l’altra Red Bull settima, dopo essere partito quindicesimo e aver sofferto con tenacia la prima parte di gara e aver tenuto il buono per la fine. Con un motore decente qualcuno davanti si divertirebbe di meno.

Max Verstappen continua a stupire con un ottimo sesto posto. La Toro Rosso è una buona macchina, ma il giovane olandese nell’economia dei weekend continua a fare meglio di almeno una delle due sorelle maggiori, quella di Kvjat. Daniil deve iniziare a muoversi velocemente o il suo destino sul taccuino del Dr.Helmut Marko è segnato.

Difficile decidere quale sia il pilota di giornata tra Romain Grosjean e Stoffel Vandoorne. Il ginevrino porta la Haas F1 al quinto posto, martellando treni di gomme rosse super soft uno dopo l’altro. La sua esultanza nel giro di rientro sta diventando un must. Ormai lo sa la regia. Dopo le lacrime a Spa due anni fa e le urla di gioia per il debutto australiano, questa volta è il sogno americano e l’amore dichiarato per questa vettura che ci danno l’emozione della gara.

Che il belga della Mclaren sia talento raro lo sappiamo. Al debutto non sbaglia una curva che sia una dal venerdi mattina alla domenica sera, non si impiglia in nessuna procedura tecnica. Freddezza in gara, lontano dai guai in una partenza certo non facile proprio nel mezzo del mucchio, il posto più rischioso. Sorpassa e porta pure a casa un punto. I due titolari sono ancora a zero per la cronaca. Tutto questo in quella che sarà probabilmente la sua unica apparizione stagionale, se Alonso riuscirà a rimettersi al volante in Cina.

Brutta gara per la Williams. Già detto di Bottas, Felipe Massa gli arriva di nuovo davanti, ma con una gara troppo conservativa, puntata sulle gomme più dure che si rivelano un fallimento. Sono punticini per entrambi, ma il sabato sembrava promettere molto di più.

Fuori dai punti da notare il disastro Force India. “Checo” Perez e Hulkenberg fanno una garaccia assolutamente non degna della loro bravura. Si, sono entrambi coinvolti nei contatti seguiti al panico scatenato dall’incidente tra Lewis e Valtteri. Ma la loro condotta mi è parsa troppo lenta e nel caso di Hulk troppo remissiva. Viene infilato a destra e sinistra, senza mai un accenno di difesa.

Occhio Hulk che ti sorpassano

Occhio Hulk che ti sorpassano

Alla Manor è ottima invece la gara di Pascal Werhlein che surclassa di netto il compagno Rio Haryanto. La vettura è in grado di lottare a centro gruppo e il tedeschino ne approfitta per guadagnarsi parecchie inquadrature. La lotta tra i due della Sauber, Eriksson e Nasr, sa di ultima battaglia tra polli, con il brasiliano costretto a soccombere e lo svedese che commette troppi errori, altrimenti un punto poteva essere raggiungibile. Anche per Kevin Magnussen e la sua Renault poteva esserci un punto senza l’errore del sabato, dove non rispetta un semaforo rosso per la chiamata alle verifiche tecniche che lo costringe alla partenza dalla pit lane. Il suo compagno Joylon Palmer è subito fuori per un problema tecnico. Stesso destino per la Toro Rosso di Carlos Sainz e per la Haas F1 di Esteban Gutierrez.

Qualcuno in Mclaren ha detto che senza il guaio tecnico che ha fermato Jenson Button, l’inglese sarebbe potuto arrivare a ridosso del sesto-settimo posto. Sarebbe un bel passo avanti. Peccato che bisogna arrivarci in fondo alla gara.

E’ stata un’altra gara divertente. Certo rimane un po’ l’amaro per aver perso subito Seb e Lewis, sarebbe stata bella li davanti. Gli americani potrebbero iniziare a dare fastidio a qualcuno. Hanno ordinato un telaio alla Dallara e avuto il resto dalla Ferrari. Si sono disegnati ali e altri particolari, infatti sono pienamente nelle regole: alla faccia di chi naviga nelle retrovie da anni. Le qualifiche mi hanno deluso ancora, troppe bandiere a scacchi sventolate nel silenzio, ancora una volta. Alla prossima, tra due settimane, all’alba in Cina, poi finalmente la F1 a maggio sbarcherà in Europa.

Potrebbero interessarti anche...

2 Risposte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *