NFL Draft 2016 – Quel che…MOCK!

Benvenuti alla seconda edizione del “Quel che…Mock!”. L’evento più atteso della lunghissima off season NFL è ormai alle porte. Nelle ultime settimane abbiamo registrato due trade che hanno coinvolto le prime due scelte sconvolgendo i piani di tanti GM ed altrettante squadre (qui trovate le nostre analisi: Trade prima assoluta, Trade seconda assoluta, ndr). Se quindi i nomi delle prime due chiamate sembrano essere scontati, la cosa non si può certo dire di tutto il resto delle 29 scelte (ricordiamo che quest’anno saranno solo 31 le scelte di primo giro, in quanto i New England Patriots si sono visti decurtare la propria scelta per il caso deflegate).

Rispetto alla versione 2015, questo mock è stato compilato a quattro mani. Sono stato infatti affiancato da Andrea Giannelli, in arte “Whatarush”, grande appassionato ad esperto conoscitore del mondo del football collegiale.

Ultima premessa: per la nostra salvaguardia, in questo mock non verranno fatte previsioni sulle eventuali ulteriori trade che potrebbe modificare l’ordine di scelta attuale.

Ma bando alle ciance, i Los Angeles Rams sono già on the clock (NB. Cliccando sul nome del giocatore potrete vederne gli highlights per lo più a firma Harris e Draft Breakdown, siano lodati, ndr).

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1. Los Angeles RamsJARED GOFF (QB, California)

La franchigia dei Rams, trasferitasi da St. Louis a Los Angeles, ha assoluto bisogno soprattutto di un QB, ma anche di un uomo franchigia, di un poster boy su cui costruire la propria immagina nella città angelina. Delle trade che ha li ha portati dalla quindicesima alla prima scelta assoluta abbiamo già speso molte parole, ma è chiaro che né Nick Foles, né tantomeno Case Keenum erano la soluzione adatta al problema. La scelta a questo punto dovrebbe ricadere su Jared Goff, prodotto locale dell’Università di California. Gli scout restano scettici sul fatto che Goff possa diventare una superstar a livello NFL, ma le basi su cui lavorare sono molto buone e la coppia Fisher/Snead non avrà altre possibilità di sbagliare dopo questa.

2. Philadelphia EaglesCARSON WENTZ (QB, North Dakota State)

Non è un mistero che gli Eagles siano saliti alla 2 per prendere un QB e quel QB al 99% sarà Carson Wentz; il ragazzo che ha condotto North Dakota State alla vittoria del titolo FCS nel biennio 2014-15 ha la taglia tipica del pocket passer (6-5, 237lb), unita a doti di scrambler non comuni per atleti di quelle dimensioni. Ha dimostrato arm strength e discreta accuracy anche quando è stato inserito in un contesto più competitivo della Division I, ovvero nella settimana scarsa di allenamenti che precedono il Senior Bowl. Un po’ poco forse per essere certi che sia in grado di seguire le orme tracciate dal delawariano Joe Flacco, ma abbastanza a quanto pare da indurre il nuovo establishment della franchigia di Philadelphia a forzare una trade che ha coinvolto scelte pregiate del presente e del futuro. Resta da vedere che ne sarà di Sam Bradford, un pezzo forse utile per rimpolpare un arsenale di scelte ora ridotto all’osso, che ha già chiesto di essere ceduto.

3. San Diego ChargersJALEN RAMSEY (CB/S, Florida State)

Dream scenario per i Chargers che, non avendo alcuna intenzione di scegliere l’erede di Philip Rivers, si trovano sostanzialmente con una sorta di prima scelta ritardata. Le possibilità per i Chargers sono quindi molteplici e spaziano dalla linea offensiva a tutto il reparto difensivo. Nel nostro caso la scelta ricade su Jalen Ramsey, uno specimen dal fisico spaziale arrivato probabilmente da un altro pianeta. L’ex Seminole è in grado di giocare sia come CB (outside o nello slot) che come S, la posizione in cui secondo noi avrà maggior successo e che, considerata la depth chart di San Diego, potrebbe permettergli di scendere in campo dal day one.

4. Dallas CowboysJOEY BOSA (DE, Ohio State State)

Con Goff e Wentz selezionati con le prime due scelte, sembra evaporare la tentazione di andare a prendersi l’erede di Tony Romo… non così in alto quanto meno. Al di là del fatto che la squadra di Jerry Jones rischia di dover affrontare il primo mese di regular season senza i due DE titolari (sia Randy Gregory che Demarcus Lawrence infatti sono attualmente sospesi fino alla week 4), Joey Bosa rappresenta probabilmente il miglior difensore di questo draft e sicuramente uno dei più preparati a non risentire del gap fisico che separa il mondo pro da quello collegiale. Edge rusher di livello forse non eccelso, Bosa ha i suoi punti di forza nella solidità contro le corse – già da piano superiore – e nel motore instancabile. Perfetto per la 4-3 di Rod Marinelli che potrà divertirsi nel cercare lungo tutta la linea il match-up migliore per il ragazzone di Fort Lauderdale.

5. Jacksonville JaguarsDeFOREST BUCKNER (DE, Oregon)

I Jaguars continuano con la ricostruzione della loro linea difensiva. Dopo l’arrivo di Malik Jackson in Free Agency (e il ritorno di Dante Fowler Jr., la prima scelta 2015 che ha perso tutta la stagione da rookie) ecco in arrivo un altro edge rusher di spessore. DeForest Buckner non ha forse ricevuto l’hype di tanti pari ruolo, ma possiede tutte le caratteristiche necessarie per diventare un devastante giocatore difensivo anche a livello NFL. Con un grande mix di fisicità ed atletismo, Buckner si trova a suo agio sia nel difendere contro le corse che nel penetrare nel back field a caccia dei QB avversari. I 17 tackle for loss e 10.5 sacks nel suo anno da senior sono lì da vedere.

6. Baltimore Ravens LAREMY TUNSIL (OT, Ole Miss)

Best player available e Ozzie Newsome sono un matrimonio perfetto, la coppia affiatata che si gode la vita da anni ormai. Dopo le mega-trade che hanno spinto Rams e Eagles in testa al gruppo, il domino che porti il tackle dei Rebels tra le braccia del solito marpione ha molte più probabilità di avverarsi rispetto ad un mese fa e farebbe certamente felici i Ravens. Oltre ad essere considerato tra i prospetti migliori dell’intera classe, Tunsil andrebbe infatti a cancellare un need certificato e piuttosto pressante, ancor più ora che Flacco è al rientro dopo un intervento al crociato anteriore. A 20 anni esatti dal draft dal quale arrivò Jonathan Ogden, Laremy Tunsil a Baltimore è un colpo che potrebbe rivelarsi di pari importanza per i destini della franchigia del Maryland.

7. San Francisco 49ersRONNIE STANLEY (OT, Notre Dame)

Con la situazione Kaepernick ancora in via di definizione, il need nel ruolo di QB è sempre più pressante per la franchigia della baia. Ma con Goff e Wentz off the board non crediamo ci sia un prospetto che valga la settima scelta assoluta. Ecco allora che Chip Kelly potrebbe cercare di migliorare ed allo stesso tempo ringiovanire una linea offensiva che negli ultimi anni ha perso lo smalto dell’era Harbaugh. Stanley, dopo Tunsil, è chiaramente il miglior prospetto disponibile nel ruolo. Il prodotto di Notre Dame si trova completamente a suo agio in pass protection mentre avrà bisogno di qualche ripetizione in più in situazioni di corsa. Ma il fisico statuario e la velocità di piedi sono difficili da non apprezzare.

8. Cleveland BrownsMYLES JACK (ILB, UCLA)

Dal re-check medico a cui è stato sottoposto il ginocchio di Myles Jack qualche giorno fa pare non siano giunte notizie rassicuranti, o almeno questo è quello che è trapelato da diverse “fonti informate”. Non è raro che l’avvicinamento al draft sia condito da storie come questa, in cui la figura di un atleta è oscurata da problemi fisici o caratteriali, magari esagerati ad arte. Poi arriva il draft e Jack finisce ai Browns, o più in alto ancora! C’è curiosità anche nel vedere come si applicano i principi della sabermetrica al draft NFL, draft in cui un Jack sano potrebbe rappresentare uno degli home run più “chiari” dell’intera serata di apertura. Stiamo parlando di un atleta fuori dal comune, il prototipo del linebacker moderno tuttofare, mai costretto ad abbandonare il campo per evitare situazioni in cui possa essere esposto e battuto dal gioco avversario.

9. Tampa Bay BuccaneersVERNON HARGREAVES III (CB, Florida)

La qualità dei QB della NFC South è lì da vedere, è normale quindi che una squadra come Tampa Bay sia sempre alla ricerca di aiuto nelle proprie secondarie, soprattutto se uno dei tuoi CB titolari si chiama Brent Grimes. Vernon Hargreaves non rispecchia il “modello” del CB attuale che le squadre NFL sembrano cercare, ma la sua statura relativamente piccola (5-10 ½) non dovrebbe impedirgli di essere il secondo defensive back selezionato nell’intero draft. La sua mentalità aggressiva e molto fisica gli permette di sopportare senza grossi problema la differenza di stazza rispetto ai WR avversari. Nei suoi tre anni di carriera ai Gators ha messo insieme 10 intercetti e 28 pass deflected, numeri di tutto rispetto.

10. New York GiantsEZEKIEL ELLIOTT (RB, Ohio State)

Elliott sta facendo girare la testa a tanti in questi giorni, si parla di lui, ad esempio, in relazione agli altri team della NFC East che scelgono prima dei Giants. E in verità, nell’ipotizzare un landing spot per il cavallo da tiro dei Buckeyes, New York è forse il nome meno gettonato per una serie di ragioni, la più importante delle quali è lo stato della linea offensiva, in disperato bisogno di un’immissione di talento fresco. Perché Elliott ai Giants dunque? Innanzi tutto perché è un prospetto migliore di qualunque giocatore di linea offensiva disponibile in questo scenario; inoltre Zeke è davvero un atleta fuori dal comune, senza le lacune che abbassano il valore di tanti H-back in uscita dal college. Ha un fisico che gli consente di sostenere una enorme mole di lavoro, la velocità di uno sprinter, le mani e il senso della posizione di una perfetta valvola di sfogo in uscita dal backfield, la rudezza e la tecnica necessarie a proteggere il proprio QB in fase di blitz pickup. Insomma, come si dice in questi casi, il pacchetto completo.

11. Chicago BearsSHAQ LAWSON (DE, Clemson)

I Bears sono riusciti a colmare la gran parte delle loro esigenza durante il periodo di free agency. A questo punto del draft Chicago può quindi concentrarsi sulle due linee, scegliendo in questo un edge rusher come Shaq Lawson, considerando che i due migliori tackle della classe sono già stati selezionati. Il prodotto di Clemson non è il tipico edge rusher, in quanto possiede una grande varietà di mosse e contromosse per avere la meglio in situazioni di one on one contro l’avversario diretto. Su di lui c’è qualche punto di domanda a livello atletico, ma i numeri messi insieme nella sua ultima stagione collegiale (25.5 tackle for loss e 12.5 sacks) valgono una scelta a questo punto del draft.

12. New Orleans SaintsMACKENSIE ALEXANDER (CB, Clemson)

I Saints in anni recenti hanno aumentato il talento del proprio front seven ma restano una difesa che concede troppo agli avversari, tanto che New Orleans è tristemente al penultimo posto (davanti solo ai Giants) nella classifica 2015 delle yards concesse su passaggio. In questi casi ci sono due possibili direttrici d’intervento: continuare ad aggiungere pass-rush o migliorare in copertura. Posto che se fosse disponibile Shaq Lawson, vedremmo un galoppino di Loomis sprintare letteralmente verso il podio di Goodell urlando il suo nome, un altro Tiger potrebbe rappresentare la carta diversa da estrarre dal mazzo. Mac Alexander è un ragazzo che nonostante la taglia non imponente (5-10 190lb) si è costruito una solida reputazione da cover cornerback, vincendo puntualmente la battaglia sull’esterno contro i migliori ricevitori della ACC. Oltretutto Keenan Lewis è prossimo alle 30 primavere ed è stato indisponibile per più di metà della scorsa stagione.

13. Miami DolphinsELI APPLE (CB, Ohio State)

Uno scenario come questo sarebbe probabilmente quanto di peggio possa capitare alla franchigia di Miami. I Dolphins arrivano infatti a questo draft con due obbiettivi principali: RB e CB. Senza Elliott, Hargreaves e Alexander si devono quindi accontentare del miglior cornerback disponibile, e cioè Eli Apple. Solamente un redshirt sophomore Apple, ancora 20enne, è un prodotto non ancora completamente formato ma a livello fisico/atletico dispone di tutto quello che il football moderno richiede ad un giocatore del suo ruolo.

14. Oakland RaidersROBERT NKEMDICHE (DT, Ole Miss)

Nkemdiche è uno dei talenti più chiacchierati del draft… e non in senso positivo, purtroppo per lui. La scena di quest’omone che viene giù dalla finestra della sua camera d’albergo ad Atlanta e della polizia che, accorsa sul luogo del misfatto, trova della marijuana già rollata nella suddetta stanza, è quasi una barzelletta ormai. La prima conseguenza di questo “incidente” è stata la sospensione che ha impedito a Robert di essere in campo nell’ultima partita della stagione e della sua carriera collegiale; la seconda è che le sue quotazioni sono in costante ed inesorabile caduta. Quando finisci sotto i riflettori per le ragioni sbagliate, gli scout, che già sono pagati a prescindere per quello, iniziano con ancora maggiore impegno a tirar fuori quello che non va in te. Così si è scoperto, ad esempio, che la produzione di Nkemdiche sul campo non è adeguata al suo talento e mezzi fisici. Le qualità che ne avevano fatto parlare come di un sicuro top 3 però restano e Jack Del Rio può essere il coach che gli raddrizza la schiena. Khalil Mack, Dan Williams, Robert Nkemdiche, Bruce Irvin… si può fare peggio lì davanti.

15. Tennessee TitansJACK CONKLIN (OT, Michigan State)

Prima della trade che li ha visti scendere dalla prima alla quindicesima scelta il nome più papabile per Tennessee era quello di Laremy Tunsil, un offensiva tackle. È chiaro che dopo aver trovato il proprio QB del futuro in Marcus Mariota sia imperativo trovare un modo per migliorare la qualità della linea offensiva per cercare di mantenerlo quanto più integro possibile. Ecco quindi la scelta di Conklin, che alle combine ha visto lievitare il suo stock mettendo insieme dei numeri di tutto rispetto nei test atletici, a dispetto dello scetticismo di alcuni scout.

16. Detroit LionsLAQUON TREADWELL (WR, Ole Miss)

Di Calvin Johnson ne nasce uno ogni trent’anni, un giocatore che racchiuda in sé tutte le qualità del ricevitore perfetto, possedendole al massimo livello. Semplicemente insostituibile. I Lions però devono guardare oltre e hanno iniziato da subito a concepire una possibile strategia d’uscita, che può essere riassunta così: se non ho più Megatron, devo innalzare in maniera esponenziale il livello medio del mio parco ricevitori. La firma di Marvin Jones va in quella direzione; l’aggiunta di Treadwell anche. I due hanno caratteristiche abbastanza complementari: l’ex Bengal ha velocità e capacità di allungare la coperta difensiva, Laquon ha tutto per diventare un ricevitore di possesso extra-lusso, un novello Anquan Boldin. Aggiungi a questa coppia di nuovi arrivati l’ottimo Golden Tate e forse il cielo sopra Motown non sembrerà più così cupo. Stanti le croniche difficoltà dei Lions in OLine, una riflessione su Taylor Decker è più che legittima in questo scenario.

17. Atlanta FalconsKEVIN DODD (DE, Clemson)

Non è un segreto che Dan Quinn voglia assolutamente migliorare la produzione della propria pass rush e ricreare quella qualità e quantità che ne aveva caratterizzato i suoi anni a Seattle. Anche lo scorso anno infatti il numero di sacks dei Falcons è stato il peggiore fatto registrare in tutta la NFL. Nessuno parlava di un futuro first rounder nei primi tre anni della carriera di Kevin Dodd. Ma quello che ha fatto durante la scorsa stagione è stato semplicemente incredibile, dominando un avversario dopo l’altro a suon di sacks (12) e tackle for loss (23.5). Secondo molti addetti ai lavori potrebbe addirittura diventare un giocatore NFL migliore del suo ex compagno Shaq Lawson. Gli istinti innati, una forza fisica terrificante e un motore che non si spegne mai sono le caratteristiche principali di Dodd.

18. Indianapolis ColtsNOAH SPENCE (DE/OLB, Eastern Kentucky)

Siamo di fronte ad un altro talento notevole che ha fatto a lungo notizia più per quello che combinava al di fuori del terreno di gioco. Noah Spence, cacciato da Ohio State in seguito ad una storia di abuso di sostanze stupefacenti, ha resuscitato la propria carriera nella piccola Eastern Kentucky, rientrando dalla porta di servizio nel novero di quelli che contano, o che si avviano a contare. La degna conclusione della vicenda sarebbe una sua chiamata al primo giro del draft, cosa niente affatto scontata vista la riluttanza di certe franchigie a legare il proprio nome a quello di atleti con un passato difficile. Ecco, Indianapolis da questo punto di vista non sembra proprio l’accostamento ideale; d’altro canto i Colts hanno un bisogno disperato di qualcuno che metta col sedere per terra i QB avversari, o che almeno ci si avvicini con una certa costanza: esattamente la specialità di Spence.

19. Buffalo BillsDARRON LEE (OLB, Ohio State)

Con i migliori edge rushers già selezionati Rex Ryan deve trovare un altro giocatore d’impatto da inserire nella sua ormai famosa difesa 3-4. Darron Lee potrebbe essere il giocatore adatto. Un ex quarterback che gioca nel suo attuale ruolo da pochi anni, Lee potrebbe avere ancora ampissimi margini di miglioramento. Un atleta spaziale, con un gioco all-around in grado di impattare una partita in qualsiasi fase del gioco: blitz, cover oppure difendendo le corse avversarie. Un tutor come Ryan e un po’ di lavoro in sala pesi potrebbe farlo diventare un’arma devastante nel tipo di football che si gioca oggi giorno.

20. New York JetsLEONARD FLOYD (OLB, Georgia)

New York sponda Jets, altra squadra alla ricerca di specialisti della pass-rush da affiancare al trio di formidabili end (M. Wilkerson, S. Richardson e L. Williams) che ruotano all’interno della loro 3-4. La richiesta sempre elevata di questo particolare tipo di giocatori, unita al fatto che questo draft non sembra presentarne un numero soddisfacente, ha fatto salire le quotazioni di Leonard Floyd, forse anche al di là dal reale valore del ragazzo. Premessa per dire che in ogni caso, se dovesse essere ancora disponibile alla #20, i Jets potrebbero ritrovarsi tra le braccia esattamente quello che stavano cercando. Floyd – senza offesa – può essere descritto come una versione estremizzata di Jarvis Jones: più longilineo ancora del LB degli Steelers (anche lui un ex Bulldog), con una base quindi ancor meno solida, ma con dalla sua una velocità di base nettamente superiore e in generale doti atletiche di livello non comparabile. È estremamente probabile che chiunque lo vestirà dei suoi colori lo chiuderà in sala pesi per aumentare la sua massa muscolare.

21. Washington RedskinsREGGIE RAGLAND (ILB, Alabama)

Tutte le squadre sembrano essere alla ricerca di almeno un edge rusher in questo draft e Washington non fa differenza (anche se sarà da tenere d’occhio il secondo anno di Preston Smith, a tratti impressionante nella sua annata da rookie). Anche in questo però le alternative di ruolo scarseggiano ed ecco che i Redskins potrebbero invece sistemare la posizione di middle linebacker per i prossimi anni selezionando Reggie Ragland, playcaller della difesa di Nick Saban ad Alabama. Un discreto biglietto da visita. Ragland non possiede quelle doti atletiche che oggi vengono richieste ai linebacker per giocare tutti e tre i down, ma la sua eccellente abilità nel diagnosticare i giochi offensivi potrebbe rendergli la vita estremamente più facile.

22. Houston TexansA’SHAWN ROBINSON (DT/DE, Alabama)

La linea difensiva dei Texans ha un fenomeno paranormale di nome J.J. Watt e poi il vuoto cosmico. Questo è il draft giusto per ovviare al problema e A’Shawn Robinson può essere sicuramente un’aggiunta di spessore. Il dubbio con i prospetti in uscita da Alabama è sempre lo stesso: giocano in una squadra così mediamente piena di talento, che non sai esattamente dove iniziano i meriti di ciascun atleta, se preso singolarmente. Robinson ha una caratteristica che può farlo preferire ad altri difensori interni, ossia quella di unire alle doti di “mangiatore di blocchi” anche un discreto fiuto per l’omino che passa l’ovale: in effetti ci sono ampie prove visive della sua capacità di mettere su casa nel backfield avversario, creando seri problemi allo sviluppo del gioco offensivo.

23. Minnesota VikingsCOREY COLEMAN (WR, Baylor)

Il roster dei Vikings è in ottima salute, non ci sono dei need particolarmente pressanti e in questo caso la soluzione dei BPA (best player available) potrebbe essere la migliore da seguire. Ma l’NFL di oggi, sempre più votata alle situazioni di passaggio, richiede qualcosa di meglio dal proprio parco ricevitori. Corey Coleman non è forse il WR più talentuoso di questa classe, ma con il pallone in mano è abbastanza chiaramente il playmaker più pericoloso. I numeri messi insieme dai giocatori offensivi di Baylor vanno sempre presi con le pinze, ma le immagini di Coleman sono lì da vedere e certamente non mentono.

24. Cincinnati BengalsJOSH DOCTSON (WR, TCU)

Dell’approdo di Marvin Jones in Michigan abbiamo già parlato. Quello che non abbiamo detto è che anche Mohamed Sanu ha salutato la Queen City, lasciandosi dietro un parco ricevitori seriamente indebolito. L’idea di porvi rimedio con una scelta pregiata non è affatto peregrina, essendo questo un draft che non abbonda nel ruolo. Josh Doctson può essere il nome giusto per i Bengals, poiché ha doti di WR completo, con una buona tecnica e conoscenza/comprensione delle tracce – forse per quest’ultimo aspetto è il miglior pass catcher della classe 2016 che non sia uno slot receiver puro. Josh infatti avrebbe anche il fisico attrezzato (6-2 202lb) per non sfigurare all’esterno. In sostanza un’ottima spalla per sua maestà A.J. Green.

25. Pittsburgh SteelersANDREW BILLINGS (DT, Baylor)

Gli Steelers hanno un grosso bisogno di aggiungere del talento nelle proprie secondarie, sia nella posizione di cornerback che di safety. Ma è da tempo immemore che la franchigia dei Rooneys non decide di spendere una prima scelta su un CB e anche quest’anno, con i migliori prospetti nel ruolo già selezionati, sembra quello buono per continuare la tradizione. Ecco quindi la scelta di Billings, un giocatore che potrebbe prendere immediatamente il posto di Steve McLendon in mezzo alla coppia Heyward/Tuitt. Il prodotto di Baylor, oltre ad essere un ottimo “space eater” come richiesto a qualsiasi nose tackle di una 3-4, è anche un ottimo pass rusher che potrebbe fargli trovare spazio anche nelle situazioni di sub-packages tanto in voga (con due soli uomini di linea sul campo).

26. Seattle SeahawksTAYLOR DECKER (OT, Ohio State)

Sulla carta l’idea di avere Decker ancora disponibile dovrebbe essere accolta come manna dal cielo dalla franchigia di proprietà del tycoon Paul Allen. Il problema è che i draft di John Schneider e Pete Carroll tendono ad essere letteralmente impronosticabili. È un dato certo ormai che i Seahawks ricerchino particolari caratteristiche fisiche negli atleti collegiali e che questo li porti a scelte originali; i risultati sono eccellenti più o meno in ogni zona del campo, con la sola eccezione della linea offensiva. E così, ad esempio, per la favolosa doppietta K.J. Wright/Richard Sherman – round 4 e 5 del draft 2011 – c’è un James Carpenter chiamato tra lo sbalordimento generale con la 25esima pick overall dello stesso draft. La linea che, si fa per dire, protegge Russell Wilson è tra le peggiori tre dell’intera Lega e Taylor Decker può essere un aiuto immediato nello spot di tackle di destra.

27. Green Bay PackersJARRAN REED (DT, Alabama)

Un po’ come per i Seahawks, è sempre difficile cercare di capire quello che passi per la testa del GM dei Packers, Ted Thompson, comunque uno dei migliori nel suo mestiere. La posizione di nose tackle è rimasta scoperta dopo il ritiro di B.J. Raji e questo sembra quindi il momento adatto per selezionare un giocatore come Jarran Reed, una presenza decisamente importante in mezzo alla linea difensiva. Reed è un eccellente run stopper e questo è proprio quello che la difesa di Green Bay andrà a richiedergli. Non un eccellente pass rush, ma appunto non è quello che gli verrà chiesto di fare in una difesa come questa.

28. Kansas City ChiefsJOSHUA GARNETT (OG, Stanford)

L’attacco guidato da Alex Smith è veramente efficace solo nella misura in cui il ground game funziona a dovere. In J. Charles, C. West, S. Ware e K. Davis, Andy Reid ha a disposizione un poker di corridori che pochi altri possono vantare; il pezzo mancante è nel gruppo che spiana la strada a chi porta l’ovale ed in particolare nel ruolo di guardia. Joshua Garnett è un autentico road grader, uno che non si limita a spostare gli oggetti animati che provano ad intralciarne il cammino, ma a livellarli e renderli pateticamente inoffensivi, aprendo linee di corsa ampie come autostrade. Senza alcun dubbio il tipo di giocatore che piace da matti al Rosso.

29. Arizona CardinalsWILLIAM JACKSON III (CB, Houston)

Due opzioni per i Cardinals a questo punto del draft: linea offensiva o cornerback. La dipartita di Jerraud Powers e le prestazioni palesemente sotto par di Justin Bethel potrebbe spingere Bruce Arians a scegliere Williams Jackson III, il miglior CB rimasto on board. Un vero e proprio ball hawker, Jackson in tre stagioni a Houston ha messo a referto 8 intercetti e ben 40 pass deflected. Un eccellente taglia fisica coadiuvata da una velocità che durante le scouting combine ha fatto aprire gli occhi a più di un addetto ai lavori, che inizialmente lo pronosticavano come una scelta di secondo giro e nulla in più.

30. Carolina PanthersSHELDON RANKINS (DT, Louisville)

Nei numerosi mock che si trovano in giro per la rete, incontriamo spesso Sheldon Rankins tra i primi due/tre DT selezionati, assegnato a squadre che scelgono nel range di pick che va dalla 10 alla 15 (New Orleans e Oakland le più gettonate). Che sia disponibile alla fine del primo giro è francamente sorprendente. Dave Gettleman ha costruito una difesa di altissimo livello, con un front-7 che è al top della NFL. Rankins ai Panthers, oltre a rappresentare il miglior uomo disponibile, significa ammassare talento in un reparto che ha bisogno di rotazioni per continuare a mettere la propria firma sulle partite. Nonostante ai Cardinals abbia giocato in un fronte dispari, Sheldon per può essere un fit perfetto per la difesa di coach Rivera come penetratore e generatore di pass-rush dall’interno della linea.

31. Denver BroncosPAXTON LYNCH (QB, Memphis)

Chiudono il primo giro di questo draft i campioni in carica che, dopo il ritiro dello Sceriffo, Peyton Manning, si trovano con una depth chart nella posizione di QB che legge questi nomi: Mark Sanchez, Trevor Siemian. L’idea di scegliere Lynch potrebbe essere quella di farlo gradualmente crescere dietro a Sanchez. Il prodotto in uscita da Memphis offre un upside di tutto rispetto, con un fisico statuario (quasi 6 piedi e 7 per circa 240 libbre) con un atletismo ed una “elusività” (passatemi il termine) di tutto rispetto per uno specimen di queste dimensioni. Lynch lancia una palla molto pulita, disponendo di un’arm strenght che gli permette di completare tutte le tipologie di passaggio richieste al piano NFL. Pescarlo alla scelta numero 31 sarebbe un grande colpo per una squadra alla disperata ricerca di un QB, Colin Kaepernick permettendo.

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