Potere politico e coronarie – Carpi-Empoli 1-0

Carpi-Empoli, lasagna empoli

La fondamentale settimana che lancia verso la volata finale si conclude con il lieto fine all’ultimo respiro, all’85° minuto di Carpi-Empoli con la zampata volante di Kevin Lasagna che infila il quinto gol stagionale, quinta rete segnata entrando dalla panchina. Meglio di KL15 nell’Europa del G5 (Spagna, Inghilterra, Francia, Germania e Italia), partendo dalla panca, hanno fatto solo un certo Robert Lewandoski del Bayern Monaco e Kamil Grosicki del Rennes. Sette punti in tre gare, dalla goleada del Genoa (4-1) al secondo storico pareggio di San Siro, stavolta col Milan (0-0), chiudendo con la vittoria di misura contro un Empoli superiore per buona parte della sfida, nonostante l’inferiorità numerica sofferta per circa un’ora. È ormai un esercizio di stile piuttosto inutile perdersi su disquisizioni tecnico-tattiche, il Carpi è questo: una squadra che sta in piedi grazie ad un gruppo fenomenale e che prova a non mollare mai nonostante la carenza qualitativa in quasi tutti i membri della rosa.

Le somme si tireranno alla fine, errori e malagestione avranno un senso solo quando avremo di fronte la classifica definitiva di questo campionato. Certo è che Mister Castori sembra voler continuare a giocare come se di giornate ne mancassero una ventina e sottovalutando, forse, lo stato di pressione cui sono sottoposti i suoi ragazzi. La partita con l’Empoli ne è un chiaro esempio: ancora una sola punta, mal servita dalle retrovie, con una linea mediana bassissima per tutti e novanta i minuti, il tutto condito da una condizione atletica che sembra il grafico di un sismografo durante una scossa di terremoto tanto si alza e si abbassa rapidamente la linea. A Milano il Carpi sembrava giocare in 14, con l’Empoli (in 11 contro 10) una preoccupante flessione.

Sette punti in tre gare eppure favorito a restare a galla sembra essere il Palermo per via del calendario. Ma di questo, e dello strano ed incurabile malessere del calcio, parleremo dopo. Per ora ci basta dire che la trasferta allo Stadium e le partite con Lazio (in casa) e Udinese (fuori) non sembrano proprio un facile bottino per i Biancorossi. L’umore del pubblico sembra procedere con la stessa intensità della condizione fisica della squadra, si sale e si scende a velocità impressionanti come non capita nemmeno sulle antipatiche giostre di Gardaland; durante la settimana si retrocede tre o quattro volte e altrettante volte ci si sente salvi, con gli improbabili maghi del “io lo dico da gennaio” che sembrano non voler fare i conti con la matematica ma che sono comunque meglio degli stregoni del “io lo dico da agosto”. Sparando a caso a volte si colpisce qualcosa.

La partita di lunedì è rimasta in bilico fino a cinque minuti dalla fine e soltanto dopo un paio di buone occasioni e il gol divorato da Jerry Mbakogu di testa a metà ripresa è arrivata la sospirata rete che ha fatto esplodere una curva riempita a suon di biglietti venduti a tre euro. Cosa non si fa per avere pubblico. Avevamo anche le straniere, giunte ad una improbabile trasferta calciofila e convinte di potersi sedere con il loro hot dog nel posto loro assegnato, ossia in mezzo ad un manipolo di bestemmiatori fumanti che non riuscirebbero a stare seduti nemmeno al cinema. Le ragazze abbandonano di buon grado il loro posto e si siedono con altre parlando tra loro un inglese cui fatichiamo a dare una matrice di provenienza. Qualcuno sospetta siano americane ma a me sembrava troppo asciutta come parlata. Penso più a qualcuna venuta da Ravarino che si finge straniera per avere un trattamento migliore dal maleducato e rumoroso pubblico carpigiano. Di certo non osiamo immaginare cosa racconteranno rientrando in patria dopo lo spettacolo della Serie A visto dal vivo…

Carpi-Empoli

Nemmeno pregando la butto dentro…

Carpi-Empoli è antichissima rivalità, sorta inspiegabilmente agli albori della prima C1 degli emiliani, a inizio anni 90, e proseguita fin quando i biancoazzurri non sono divenuti una piccola nobile del calcio italiano, con ventidue campionati tra A e B, con giocatori in rosa, negli anni, conosciuti anche oltralpe, tipo il Big Mac di anglosassone memoria, con lo stadio a norma e la possibilità di andare a Firenze solo per una trasferta. A proposito di trasferte, una delle più memorabili che ci si ricordi a Carpi è stata fatta proprio ad Empoli, con incidente in autostrada che obbligò il pullman di supporter carpigiani ad una sosta forzata di 90 minuti sotto una galleria. L’ingresso allo stadio avvenne a dieci minuti dalla fine, in tempo per vedere il 2-0 dei padroni di casa e la curva locale svuotarsi approfittando della latitanza delle forze dell’ordine che ormai dava per rinunciataria la tifoseria ospite. I simpatici cugini di Firenze vennero in un paio di centinaia (forse meno, ma sembravano milioni) a trovarci sotto il nostro settore per darcele di santa ragione. Per primi uscimmo in tre, con alcuni striscioni, ce li ritrovammo addosso in un attimo ma purtroppo mancavano i cronometri e nessuno potrà mai sapere in quanti secondi coprimmo la distanza stadio-pullman anche se il sospetto è che, nonostante l’assenza di vento, avremmo fatto vergognare Usain Bolt di averci anche solo provato. Lo so, non è un atteggiamento da vero ultras, ma più per il coraggio sono stato educato all’utilizzo del cranio (a volte) e, tendenzialmente, in un cento contro tre, se faccio parte del secondo gruppo, tendo a correre in direzione opposta rispetto al gruppo più numeroso; sforzo comunque sovrumano, a volte sono meglio le botte. E comunque salvammo eroicamente gli striscioni per poi tornare a dar man forte agli altri cercando di prenderne il meno possibile. Come spesso succede, il grosso degli empolesi si dileguò non appena fu chiaro che i 40 dall’altra parte non avevano più niente da perdere e avrebbero venduto cara la pelle. Qualche schiaffo, due cinghiate, un calcio volante… insomma, la classica domenica di sport.

Altre epoche. L’Empoli è ricomparso nei radar due stagioni or sono all’esordio del Cabassi in Serie B guidato da Sarri: 0-2 con doppietta di Tonelli, grande calcio per almeno settanta minuti e una quindicina di Daspo rifilate ai distinti Biancorossi. Certe cose non si dimenticano. A parte un favoloso 2-0 nella stagione 1990-91, o giù di lì, andando a memoria ricordo sempre sconfitte e qualche pareggio contro l’Empoli. Una bestia nera. Una delle tante in realtà. E lunedì non siamo andati troppo lontano dall’ennesima disfatta che, in questo caso, sarebbe stata rappresentata anche da un pari. L’Empoli è ben organizzato e anche se non sembra voler vincere a tutti i costi (su Maccarone in panchina qualcuno mi dia un suggerimento) il Carpi sembra voler aprire la strada ad ogni costo. Ci si mette anche l’arbitro (il guardialinee a dire il vero) che butta fuori un giocatore in blu con troppa fretta. Alla fine gli ospiti segnano pure ma il gol è irregolare (Zamparini: irregolare!) e bravo l’arbitro perché io ci ho messo quattro replay per capirlo. Fortuna che il prossimo anno anche il calcio entrerà nel presente mettendo Aldo Biscardi quarto uomo di tutte le partite.

Carpi-Empoli, Off!

Off!

Lasagna, dopo l’esibizione stile Džeko (o Pancev, decidete voi) di Mbakogu fa un numero da circo dal limite calciando però troppo centrale e poi spinge in rete con un salto leopardesco un apparente innocuo cross di Pasciuti. Uno a zero e tutti contenti. Tre punti sul Palermo che è come se fossero quattro visto che in caso di parità è davanti il Carpi. I Rosanero sembrano però avere sei punti certi e una partita a rischio nella sola Firenze dove i Viola non vorranno certo congedarsi con una figuraccia (perché non volete congedarvi con una figuraccia, vero?). Vedremo sin dove arriva il pompatissimo senso dello sport che viene richiamato ogni volta a fine campionato. E qua apriamo il secondo capitolo, quello appena accennato sopra. Lo facciamo con il classico avviso ai naviganti: se non vi piacciono i biscotti, la gestione antisportiva dei finali di campionato, i playoff e i playout, le regole aggirabili, gli arbitri un po’ padri un po’ padroni un po’ sudditi, bene, se non vi piace tutto questo dovreste seguire altro. Io ho smesso di lamentarmi dal fallo di Mark Iuliano su Ronaldo. Sono forse l’unico italiano uscito tranquillo la sera di Svezia-Danimarca 2-2? Ecco, diciamo che ha poco senso essere consapevoli di certi aspetti e seguitare ad incazzarsi. Prendiamola come viene e ricordiamo che il Carpi non è ancora salvo e che, se mai lo sarà, può essere che Frosinone e Palermo debbano guardarsi in casa per trovare alcuni validi motivi per la retrocessione.

Carpi-Empoli

Sì perché che il potere politico del calcio, oggi, voglia salvare il Carpi è una cosa che non si può sentire. Non c’è bisogno di scomodare le dichiarazioni di Lotito di un anno fa per capire che una provinciale così non fa comodo a nessuno. Non costruirà uno stadio, non metterà soldi nel mercato, non lascerà il pubblico a bocca aperta per le grandi giocate. E’ di proprietà di gente che sta nel calcio che “conta” da meno di un lustro e che non ha dietro né Alibaba né i quaranta ladroni. Non vende milioni di magliette di Lasagna, ha pochissimi tifosi veri (leggete l’articolo che uscirà dopo Juve-Carpi ndr), lavora malissimo sull’immagine per crearne di nuovi e per avere la curva piena per sospingere i propri eroi verso la salvezza deve sperare nel clima e svendere i biglietti alla faccia degli abbonati e di chi ha speso 40 euro per vedere Carpi-Juventus. Come farà il Carpi a salvarsi non lo sa nessuno, certo è che leggere il delirante comunicato stampa del Palermo (allenatori cambiati: 76, giusto per dare continuità al progetto), scritto peggio di quanto non si faccia in questa rubrica, fa sorridere. Chi retrocederà vedrà sempre un intrigo internazionale ma dubito che la gestione del campo e della panchina delle ultime tre (chiunque esse siano) sia priva di difetti. Non mi è noto se in FIFA il Frosinone sia visto malissimo, ma il fallo da rigore di Soddimo al 90°, a Modena, è il più grande spartiacque tra la salvezza e la retrocessione dei frusinati. Ed era un fallo tanto netto quanto stupido. Il calcio non sarà pulito e a fine stagione fa pure più schifo. Ma qua mica parliamo di calcio, parliamo di Carpi, che è un’altra cosa. Se poi ci sono santi in Parlamento pronti a salvarci, be’, era meglio venire allo scoperto prima perché qua si rischia ancora tanto. Soprattutto l’infarto.

“Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come se fossero partite di calcio.” (Winston Churchill)

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