Road to NBA Playoff – Chapter 2

Siamo a meno di 10 partite dalla fine della Regular Season: la volata finale si consumerà in poco più di un paio di settimane, e ancora diversi equilibri sono da stabilire. Fortunatamente per uno spettacolo, va detto, non sempre entusiasmante, soprattutto nei mesi tra ottobre e febbraio. Sei le squadre già matematicamente qualificate per la post-season (Cleveland e Toronto ad Est; Golden State, San Antonio, Oklahoma City e Clipperss ad Ovest), dieci invece quelle eliminate (la perd…tankante, se così si dice, di lungo corso Philadelphia, Brooklyn, New York, Milwakee e Orlando da una parte; Lakers, Phoenix e Minnesota dall’altra). Sedici quindi le squadre ancora virtualmente in corsa, e salomonicamente divise tra le due Conference, con gruppetti da ambo le parti con record praticamente uguale che si scambiano quasi quotidianamente posizione, rendendo sostanzialmente obsoleto questo articolo già mentre lo stavo scrivendo. Per vostra fortuna ho effettuato una revisione mattutina prima dell’usuale caffè+sigaretta+*censura* in ufficio, quindi quanto state per leggere è fresco di giornata!

NBA Playoff

EASTERN CONFERENCE

#1 CAVALIERS 52-21/#2 RAPTORS 49-24: improbabile cambi qualcosa da qui alla fine.

PRIMO GRUPPONE

#3 HAWKS 45-30: quando ho scritto il primo capitolo, circa un mese fa, Atlanta era una squadra con un record di 31-27 (6a posizione) e in difficoltà di gioco e risultati. Da allora se non ho contato male sono 14-3 e hanno agguantato la terza posizione; avessi detto che non li vedevo ai playoff probabilmente sarebbero quindi 17-0. Meglio così per Budenholzer e i suoi, virtualmente già in postseason con un terzo posto da mantenere: in calendario due volte Cleveland, poi Toronto, Washington, Boston e Phoenix. Fattibilissima.

#4 HEAT 43-30: Miami sta sopperendo ottimamente all’assenza di Bosh, e in questo caso ci sta eccome un democraticissimo “bravi tutti”, vecchi (GiòGionzon su tutti), meno vecchi (Deng, Dragic) e giovani (Josh Richardson e i già citati Winslow e Whiteside). Strenght of schedule decisamente migliore rispetto a Hawks e Celtics: archiviata la pratica Brooklyn inizia il giro ad Ovest con Lakers, Kings e Portland; si torna poi ad Est per doppie sfide con Detroit e Orlando, oltre a Chicago e Boston.

#5 CELTICS 43-31: mezza partita di svantaggio da Miami ed un andamento piuttosto ondivago per i Celtics, che hanno il miglior attacco della Eastern per punti a partita (105.6) ma una difesa che ha vacillato un po’ nell’ultimo mese, complice anche l’infortunio a Crowder. Dopo una settimana agevole che ha fruttato un rivitalizzante 4-0, arriva però un calendario decisamente complesso, iniziato male con la sconfitta contro i Clippers, e che proseguirà con Portland e Golden State prima e con Atlanta, Charlotte Miami a chiudere. 4° o 5° spot probabile, per il 3° ci vogliono un paio di colpacci e le due sfide dirette contro Hawks e Heat.

#6 HORNETS 42-31: la franchigia del North Carolina e di His Airness a chiudere il primo gruppone. Anche qui al primo accenno di perplessità di chi scrive, Kemba & co. hanno pensato bene di spernacchiarmi con un perentorio 13-4. Nelle prossime 9 partite figurano un back to back con i Sixers, NY, Brooklyn e Orlando in chiusura; nel mezzo sfide importanti con Cavs e Raptors e sfide fondamentali con Wizards e soprattutto Celtics.

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Non fate incazzare Mike.

SECONDO GRUPPONE

#7 PACERS 39-34: in corsa teoricamente anche per il fattore casalingo, ma forse più per evitare al primo turno Cleveland o Toronto, i Pacers hanno iniziato la notte scorsa un filotto di 9 partite con rivali di Conference senza però sfide dirette con le avversarie del primo Gruppone. Partite perlopiù agevoli sulla carta, utili più che altro per tenere a debita distanza le inseguitrici, e magari cercare un matchup gradito al primo turno.

#8 PISTONS 39-35: ultimo spot disponibile al momento in mano a Detroit, grazie anche ad alcuni passi falsi in quel di Chicago. Calendario che sulla carta è il peggiore della conference (strenght of schedule a .597), con sfide quasi tutte contro squadre in corsa, tra cui Chicago (in back to back dopo Dallas) e Washington dirette inseguitrici, e la doppia sfida con Miami. Insomma, tensione da Banco dei Pugni nella MoTown.

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#IN THE HUNT: Chicago e Washington ancora in piena corsa, anche se i primi arrivano da 3 sconfitte da calci nelle palle contro NY (in back to back) e Orlando e sembrano un po’ a corto di benza. Washington è talmente altalenante in risultati e prestazioni che sospendo il giudizio. Anche per non far innervosire il mio datore di lavoro

WESTERN CONFERENCE

#1 WARRIORS (66-7) / #2 SPURS (62-12) / #3 THUNDER (52-22): discorso analogo a quanto detto per Cavs e Raptors 😀

#4 CLIPPERS 46-27:  playoff in saccoccia, seed n°4 quasi, Blake Griffin che si è ristabilito e scontata la squalifica di 4 giornate tornerà in campo domenica prossima contro i Wizards. Per il bene di squadra e tifosi, speriamo sia anche ben motivato.

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#5 GRIZZLIES 41-33: li troviamo dove li avevamo lasciati, forse più per demeriti altrui che non per meriti loro. Primo turno in ogni caso proibitivo, e il calendario per preservare il seed attuale è ostico (Spurs, Clippers, 2 volte GS, Toronto tra le altre).

#6 TRAIL BLAZERS 39-36: le cattive notizie sono che è stato un marzo difficoltoso finora, con un bilancio complessivo di 7-8, Lillardone è in mini-slump realizzativo da 2-3 partite, Utah sta alle calcagna. Si, Utah, ma ne parliamo tra poco. La cosa positiva è che arriveranno avversari alla portata da qui alla fine, e se lo 0 riaggiusta un attimo il mirino possono reggere il seed attuale e magari anche puntare anche a insidiare da vicino i Grizzlies.

#7 JAZZ 37-37: ammetto che prima di mettermi a scrivere non avevo realizzato che Utah fosse in settima posizione a 8-2 nelle ultime 10. Difesa seconda solo agli Spurs per punti concessi, con la coppia Favors-Gobert che quando a regime è estremamente efficace; attacco deficitario e senza grandi punti nelle mani (Hayward a parte), ma che sta beneficiando non poco dell’acquisizione in FA di un brioso Shelvin Mack e della crescita di Hood. Loro e Portland per quanto mi riguarda sono le sorprese vere ad Ovest.

#8 ROCKETS 36-38: B-Easy, dalla Cina con furore, è arrivato ad aggiungere ulteriore folclore a Houston. Il problema è che, al di là del one-man-show offensivo del Barba c’è poco altro. Possiamo dirlo, dopo 60 partite, che forse McHale non era il problema principale?

#IN THE HUNT: Dallas stava letteralmente sprofondando nelle ultime 3 settimane, fondamentale quindi la vittoria in nottata contro Denver. La tegola Parsons è pesante, ma può ancora raddrizzare la stagione con gli scontri diretti (Hou, @Utah) ed evitando scivoloni. Finchè c’è Dirk, we’re all Nowitzness.

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