Road to Rio 2016 – Tennistavolo

Presentare il tennistavolo è un piacere, in fondo siamo stati tutti campioni del mondo di ping pong nei nostri ricordi. O almeno così ci sembrava di essere fino a quel giorno che abbiamo visto in tv quella sfida tra cinesi in cui all’improvviso ci siamo accorti che noi giocavamo ad un altro sport: quello era il tennistavolo, il nostro era ping pong. La velocità di esecuzione di atleti professionisti è davvero qualcosa di impressionante, basta guardarsi qualche video su youtube per capire la differenza e sottolineare l’importanza della reattività come fondamentale di questo sport, tra i più provanti per quel che riguardano i riflessi umani:

Le origini del gioco sono multiple, se le contendono Cina, Giappone, Russia, Gran Bretagna e si mischiano con le origini del badminton. Ovviamente i materiali di pallina e racchette erano diversi, ma pare abbastanza realistico piazzare la nascita del tennistavolo attorno al 1850, in Inghilterra. Agli inizio del ‘900 poi è proprio un inglese, tale John Gibb, a portare le prime palline in celluloide nel Regno Unito successivamente ad un viaggio in America e da lì l’inizio dello sviluppo fino ai giorni d’oggi con le racchette ricoperte di gommapiuma.

Le regole

Lo sviluppo del gioco e le sue regole basi sono molto simili a quelle del tennis, ma ci sono importanti differenze che vale la pena spiegare (qua trovate tutta la regolamentazione). Intanto il campo da gioco prevede un tavolo (diviso a metà) complessivamente delle dimensioni di 2,74 x 1,52 m e deve essere posto a 0,76 m di altezza. La rete deve stare a 15,25 cm di altezza rispetto al tavolo per tutta la sua lunghezza. La superficie deve restituire uniformemente lo stesso rimbalzo e deve essere di circa 23 cm per una pallina lasciata cadere da 30 cm. La pallina deve avere un diametro di 40 mm e pesare 2,7 grammi.

Il gioco ha inizio nel momento esatto in cui il battitore lancia verso l’alto la pallina, dovesse mancarla nel gesto della battuta avrebbe già punto perso. Il lancio iniziale va fatto innanzitutto tenendo la pallina ben visibile sul palmo della mano senza racchetta, il lancio deve raggiungere almeno 16 cm di altezza e non avere una inclinazione superiore ai 30°: sta all’arbitro o al suo assistente controllare “ad occhio” questi dati e nel caso non fossero rispettati prima ammonire e poi dare un punto direttamente all’avversario. Una volta lanciata la pallina si deve aspettare che rimbalzi una prima volta sul proprio campo e poi si può colpirla in fase discendente. Va colpita in modo che rimbalzi una prima volta sul proprio campo e poi sul campo dell’avversario (non c’è restrizione su “dove” debba rimbalzare, questa c’è solo nel caso in cui si stia giocando un doppio, dove bisogna attraversare il campo in diagonale, come nel tennis). Da lì in poi la pallina deve fare un solo rimbalzo sul proprio campo e poi va rispedita nel campo dell’avversario dando vita allo scambio vero e proprio. Il servizio va ripetuto nel caso in cui la pallina tocchi la rete e cada nel campo dell’avversario, nel caso tocchi la rete e non cada nel campo utile il punto va all’avversario.

Nel doppio oltre alla regola diversa sul servizio, i due giocatori di una stessa squadra dovranno alternarsi nel colpire la pallina, aggiungendo l’abilità del sincronismo tra giocatori di una stessa coppia.

Dopo aver sorteggiato campo e primo battitore, si prosegue con 2 servizi a testa. Vince il set il primo ad arrivare a 11 con almeno 2 punti di scarto, altrimenti si continua ad oltranza fino a quando i punti di differenza sono 2. Le partite ai massimi livelli (Mondiali, Olimpiadi, ecc…) si giocano al meglio di 7 set. Fino all’inizio del secolo per le competizioni ufficiali si usavano set da 21 punti e un’alternanza al servizio di 5 turni, consuetudine che per lo più è rimasta nelle partite amatoriali.

Se dopo 10 minuti di gioco nel set nessuno dei due giocatori/doppi ha raggiunto i 9 punti entra in vigore l’expedite system. Se il tempo scade con la pallina in gioco lo scambio viene interrotto e si riparte con il servizio a chi aveva iniziato quel punto, in caso opposto il servizio passa all’altro giocatore. Da qui in poi le regole del gioco sono leggermente diverse: si concluderà il set alternando il servizio ad ogni punto. Dopo 13 colpi del giocatore che ribatte lo scambio sarà interrotto (ovviamente se non conclusosi prima) e il punto dello scambio andrà proprio a lui. Questo sistema particolare è stato introdotto proprio per evitare partite infinite (ormai da anni cruccio di tanti sport per rimanere il più televisivi possibili) e accentuare l’aspetto offensivo del gioco.

Alle olimpiadi le gare si disputeranno con il solito tabellone “tennistico” ad eliminazione diretta. Le competizioni saranno 4: singolo maschile, singolo femminile, a squadre maschile e a squadre femminile. Le competizioni a squadre dal 2008 hanno sostituito i rispettivi doppi, si sviluppano proprio come un turno di Coppa Davis di tennis, con i 2 giocatori di una squadra che giocheranno i due singoli opposti ai 2 della squadra avversaria, successivamente ci sarà il doppio e si concluderà con i singoli ad avversari incrociati rispetto ai primi due, fino a quando una delle due squadre non si sarà aggiudicata 3 incontri.

Dove e quando si gareggia

Riocentro dall'alto (da www.cidadeolimpica.rio)

Riocentro dall’alto (da www.cidadeolimpica.rio)

Le gare di tennistavolo si terranno al Pavilion 3 del Rio Centro. Dal 6 agosto all’8 si terranno i turni iniziali delle competizioni singole, il 9 agosto si giocheranno i quarti di finale sia per i maschi che per le femmine. Il 10 agosto semifinali e finali femminile con assegnazione delle medaglie. Idem l’11 agosto per i maschi. Dal 12 agosto poi inizieranno le competizioni a squadre, che si concluderanno per le femmine il 16 agosto, per i maschi il 17.

Come ci si è qualificati

In totale saranno 56 le nazioni rappresentate nelle 4 competizioni, per massimo di 172 atleti (qui trovate tutti i nominativi). Ogni nazione al massimo può avere 6 atleti (3 uomini, 3 donne). Il Brasile come paese ospitante ha usufruito del diritto di poterli schierare tutti.

Attraverso il ranking mondiale definito al primo gennaio 2016 sono stati assegnati i primi pass olimpici ai migliori 22 uomini e alle migliori 22 donne, stando però attenti a non “premiare” più di 2 giocatori/giocatrici per nazione. Nei tornei continentali di qualificazione olimpica tenutisi tra il primo luglio 2015 e il 24 aprile 2016 sono stati assegnati altri 60 pass: 6 per quelli africani e altrettanti per quelli dell’america latina, 11 sia in Europa che in Asia, ed altri 6 equamente distribuiti tra America del Nord e Oceania. Anche in questo caso è stato preservato il limite di 2 pass massimo per nazione e genere.

Ogni nazione piazzata meglio nel ranking per ogni continente avente entrambi i giocatori/giocatrici qualificati/e ha diritto di essere iscritta alla competizione a squadre e può aggiungere un terzo/a membro alla spedizione olimpica. I 6 “continenti” sopra definiti (sdoppiamento delle Americhe) qualificano quindi 6 nazioni, le restanti 10 sono così definite: sempre restando alle nazioni con entrambi i giocatori qualificati, si prendono le prime 10 nazioni del ranking internazionale, senza distinzione di provenienza (9 nel caso in cui il Brasile non ne faccia parte). Nel caso in cui ci siano meno di 10 nazioni già con due maschi (o due femmine) qualificate allora si prendono in considerazioni, sempre tramite il miglior ranking mondiale, anche le nazioni con un solo atleta qualificato per genere.

E gli azzurri?

E gli azzurri niente, tra le 56 nazioni rappresentate a Rio 2016 non ci siamo. E non siamo nemmeno andati troppo vicino dall’esserci: tra i primi 150 del ranking attuale del tennistavolo ci sono 2 italiani (Mihai Bobocica, 107esimo e Niagol Stoyanov, 145esimo), ancora peggio tra le donne dove per trovare la prima dobbiamo arrivare sino al 249esimo posto (Debora Vivarelli).

Tra le donne da approfondire la situazione di Nikoleta Stefanova, da anni ormai ai vertici del nostro movimento femminile: campionessa italiana per la prima volta a 17 anni nel 2001 e poi ripetutasi per altre 10 volte sino al 2016, anno in cui è campionessa in carica. Dopo essere rientrata a fine marzo, post seconda maternità, Nikoleta non è stata convocata per l’ultimo torneo valevole per la qualificazione olimpica scatenando una polemica di cui potete leggere maggior dettagli qui e che è stata ulteriormente acuita dal fatto che le convocate poi non siano riuscite a farsi valere.

Un vero peccato questa assenza per tutta la squadra italiana che fa il paio con quella di Sidney 2000, per il resto, da Seul ’88 quando il tennistavolo è entrato a far parte delle discipline olimpiche avevamo sempre portato almeno un rappresentate per il torneo (non arrivando comunque mai a vincere una medaglia). A Londra 2012 erano stati proprio Mihai Bobocica e Wenling Tan Monfardini a portare la nostra bandiera. Per Bobocica, non ancora 30enne, sfuma il sogno della terza partecipazione olimpica con la quale avrebbe pareggiato il record per i nostri colori proprio della Monfardini, che dopo aver partecipato a Londra, a 40 anni, alla sua terza manifestazione a cinque cerchi si è anche giustamente defilata. Per lei una carriera, specie a livello europeo, di indubbio livello con una medaglia d’oro (nel 2003) come ciliegina su una torta composta da 3 argenti e 3 bronzi nelle varie competizioni continentali tenutesi tra il 2003 e il 2009.

Non ci resta che guardare al futuro: nei ranking dedicati agli under21-19-15 c’è da tener d’occhio, magari per le prossimi olimpiadi, l’under 21 Leonardo Mutti (35esimo tra i pari categoria) e Carlo Rossi (12esimo nell’Under15). Nelle classifiche giovanili però si nota subito l’assenza della Cina, sintomo (vado per logica) di competizioni che non vengono giocate proprio da tutti e quindi che al di là dell’eventuale crescita negli anni vanno un attimo ritarate anche considerando il field non completo.

Un po’ di storia e un po’ di numeri

Come appena accennato il tennistavolo è sport olimpico solo dal 1988 (forse non a caso la seconda manifestazione olimpica organizzata in Asia, dopo Tokyo ’64). E dal 2008 (altra edizione asiatica) le competizioni di doppio sono state sostituite con quelle a squadre. Al di là della diatribe su chi sia il padre del gioco a cui abbiamo fatto riferimento in apertura, pare evidente che i figli dello stesso siano per lo più asiatici: sono loro che dominano la specialità e sono loro che negli anni l’hanno caratterizzata introducendo sempre novità tecniche come l’impugnatura a penna, che in questo video tutorial vedete ben illustrata dal minuto 0:50

Se in Asia hanno dato vita a diverse tecniche di impugnatura e di stili di gioco, non dobbiamo sorprenderci se i maggiori successi (olimpici e non) arrivino proprio da quei paesi ed in particolar modo dalla Cina. Parlare di dominio a cinque cerchi forse non rende bene l’idea: dal 1988 sono state assegnate 28 medaglie d’oro: 24 sono andate alla Cina (3 alla Corea del Sud, 1 alla Svezia, Jan-Ove Waldner, singolo maschile  a Barcellona ’92). 12 sono le nazioni che compaiono tra le 87 medaglie assegnate, solo 2 di esse superano le 5 medaglie vinte: Cina 47, Corea del Sud 18. Alle altri le briciole, con la sola Germania a quota 5.

Barcellona ’92 con l’oro di Waldner vide il primo cinese classificato (Ma Wenge) solo al terzo posto, ma non fu il risultato peggiore per la Cina, infatti nell’edizione del debutto olimpico del singolare maschile nel 1988 nessun cinese salì sul podio. Evento che poi non si è più ripetuto in nessuna delle altre 27 competizioni. Per di più, ben 12 volte (su 28) la Cina ha piazzato ai primi posti (1, 2 o 3) tutti i partecipanti alla gara.

Il singolare maschile è proprio l’unico evento a lasciare un minimo di brivido in più (3 dei 4 ori non cinesi arrivano proprio da lì, il quarto è il doppio coreano a Seul ’88): d’altronde su 7 edizioni l’hanno vinta “solo” 4 volte. Ma in nessuno di questi casi è stato Wang Hao a conquistare l’oro, classificandosi per tre volte consecutive (2004, 2008, 2012) al secondo posto e dovendosi accontentare della competizione a coppia o a squadra per salire sul gradino più alto (2 volte). Wang Hao, “eterno secondo”, era diventato famoso ai tempi di Atene 2004 per essere stato costretto a lasciare la sua fidanzata rea di essere anch’essa nazionale cinese di tennistavolo e la regola era abbastanza chiara: “non ci si può fidanzare negli anni olimpici con ragazze appartenenti alla nazionale cinesi”. Non sappiamo se dopo 3 ori sfumati all’ultimo Hao abbia aperto un harem, di certo quest’anno non sarà però tra i tre cinesi presenti a Rio 2016.

Singolare la storia di Chen Jing, la pongista oro e argento a Seul ’88 (singolo e doppio) sotto bandiera cinese e poi argento e bronzo (nei singoli di Atlanta e Sidney) con Taipei. Anche se non è poi così più singolare il fatto che molti atleti e atlete cinesi siano ormai state naturalizzate in giro per tutte le nazioni mondiali.

I pronostici facili 

Uhm….fatemi pensare….non so proprio chi potrà vincere le 4 medaglie d’oro. Sarei curioso di scoprire le quote dei bookmaker. Ad ogni modo un minimo di dubbio si avrà internamente o ci sarà la curiosità di scoprire se qualcuno riuscirà ad inserirsi per la lotta dei vari titoli. Controllando il ranking maschile spiccano le assenze di Fan Zhendong (attualmente secondo nel ranking mondiale) e della Zhu Yuling (terza), ma tra i maschi i primi 4 sono cinesi, tra le femmine 4 delle prime 5, quindi qualcuno deve pur restare a casa. Tra le donne non riesco a trovare un nome extra asiatico a cui affezionarmi, anche perché la tedesca Han Ying fino al 2010 era ancora cinese (a proposito delle naturalizzazioni di cui sopra); tra i maschi invece mi aspetto grandi cose (in maniera del tutto ingiustificata) dal portoghese Marcos Freitas (ah se ve lo stavate chiedendo il giocatore che abbiamo messo in copertina è proprio lui).

Questi i ranking maschili e femminili aggiornati a luglio 2016 dei migliori 30 in classifica, con i giocatori non presenti a Rio depennati. Dati presi dal sito ufficiale della federazione internazionale di tennistavolo ITTF.com

Tennistavolo, Ranking maschile

Ranking maschile

tennistavolo, Ranking femminile

Ranking femminile

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azazelli

Da giovane registravo su VHS tutte le finali di atletica, mondiali ed olimpiadi, poi m'hanno cancellato il record di Donovan Bailey con Beautiful e mi sono dato al download. Vivo di sport, cerco di scriverne.

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