UFC 200 – Preview

DISCLAIMER: Nulla nella seguente storia è vagamente simile alla realtà. Tutto ciò che leggerete è frutto della mente (bacata) dell’autore. Tutte le battute hanno il solo scopo di divertire il lettore e non di denigrare l’atleta (tranne per Frankie Edgar). Buona lettura a tutti.

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9 luglio 2016, TJ Dillashaw ha appena perso contro Raphael Assuncao confermandosi uno dei campioni più insipidi che le Mixed Martial Arts abbiano mai conosciuto, dopo Frankie Edgar ovviamente.

Il pubblico è caldo, la card preliminare appena conclusasi poteva benissimo essere una main card eccellente in qualsiasi altro evento UFC, ma non oggi, non questa volta. UFC 200 è una pietra miliare per la promotion e per lo sport in generale.

Sono passati 8275 giorni da quando Royce Gracie vinse il primo torneo di arti marziali miste, quando le arti marziali miste ancora non esistevano, quando Conor McGregor giocava con la sua prima Bentley giocattolo e Jon Jones si mascherava da poliziotto per Halloween.

Cain è nel suo spogliatoio e ancora non si capacita di come possa avere l’incontro di apertura della main card, lui che fino a qualche anno prima era il campione dei pesi massimi. Sa, però, che se vuole ottenere di nuovo quella cintura, deve passare da lì, deve vincere l’incontro e deve vincerlo in maniera entusiasmante.

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Nel suo di spogliatoio, Travis Browne pensa a quando giocava a basket. Lì era tutto più semplice, lì non si andava KO a meno che non avevi di fronte Ron Artest. È nella UFC da 6 anni e qui è lui quello che mette KO visto che ha accumulato ben 4 Knockout of the night.

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È tempo di entrare nella gabbia e Bruce Buffer è carico come Conor nel giorno di paga: «IT’S TIMEEEEEE! Cinque round per l’indiscuss—», «Coff! Coff!» Herb Dean fa cenno di no con la testa. «Ah, già!» Bruce si schiarisce la voce. «Ladies and gentlemen, WE. ARE. LIVE!»

Alla fine della presentazione, Cain e Travis si avvicinano a Herb Dead che tenta di far capire anche a loro che non è né il main event, né l’incontro per il titolo: «Cain sei pronto? Travis sei pronto? LET’S DO THIS!»

Cain ottiene subito il controllo dell’ottagono, allungando due jab per Browne. «Oh, com’è che non siamo quanto meno nel co-main event?» chiede Cain. «No, com’è possibile che delle donne combattano dopo di noi?» ribatte Travis difendendo facilmente un takedown.

Cain non c’aveva pensato. Stava facendo da gruppo spalla a delle donne. «AAARGH!!!» riprova il takedown con ancora più furia, ma Travis conferma la percentuale di 83% per la difesa da takedown e con uno sprawl blocca nuovamente il finto messicano.

Il primo round sta per finire e Cain con la sua poker face migliore tenta di non far capire che il ginocchio destro è di nuovo malandato, dopo un leg kick ben piazzato dell’hawaiano. La tromba suona, decretando la fine dei primi 5 minuti. Entrambi i fighter tornano nei rispettivi angoli.

«Cain, stai rallentando» fa notare uno dei suoi allenatori. «Il ginocchio» dice lui a denti stretti. «Ce la fai a continuare?» chiedono preoccupati i suoi preparatori. «Devo farcela, devo vincere la cintura!» (Niente, non ha ancora capito che è solo il primo incontro della main card.)

Inizia il secondo round e questa volta è Browne che inizia l’offensiva con un altro leg kick al ginocchio acciaccato. Il viso di Cain non fa in tempo a contorcersi in una smorfia di dolore che un overhand destro di Browne manda a nanna l’ex-campione dei pesi massimi decretando il primo upset della PPV.

Travis corre per la gabbia urlando «SONO IL NUOVO CAMPIONE! SONO IL NUOVO CAMPIONE!». Arriva Bruce Buffer e in preda all’euforia parte con «AND NEEEWWW…» …. «Fate un po’ come volete» dice Herb facendo spallucce e abbassando il braccio di Travis.

La T-Mobile Arena sta ancora ruggendo per il fenomenale KO appena visto, ma l’idea del prossimo incontro calma tutti: Miesha Tate vs Amanda Nunes per il titolo femminile dei pesi gallo. L’arena si svuota, tutti vanno a prendere da bere e da mangiare, qualcuno chiama la nonna e ne approfitta per fare gli auguri di Natale anticipati. Il pubblico da casa cambia canale e guarda le repliche de L’Eredità doppiate in inglese: «I think it’s the onion». A nessuno interessano le WMMA.

Un paio di birre e qualche chiamata dopo, il pubblico inizia a tornare ai propri posti. Al centro della gabbia Steve Mazzagatti alza la mano alla donna alla sua destra. A nessuno importa chi abbia vinto o che ci faccia Steve nella gabbia.

Nel frattempo, nel suo spogliatoio, José Aldo sta parlando con il suo coach: «Credo di aver preso un brutto raffreddore, non posso proprio combattere». «Smettila di inventare infortuni, José, non sei più un calciatore» ribatte l’allenatore.

Il ragazzino del New Jersey, Frankie Edgar, intanto, da un’ultima ripassata alla strategia per il match: «Perfetto, sì, inizio con un jab e scappo, poi finto un destro e provo un takedown, se fallisce scappo. Poi 1-2 e scappo. Sì, ottimo, ottimo. Scapper— ehm, vincerò anche questo incontro. I giudici mi amano.»

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C’è Bruce Buffer al centro della gabbia che chiede conferma a Mario Yamasaki se questo è effettivamente un incontro per il titolo, scoprendo con tristezza che l’incontro varrà solo per la cintura ad interim. Aldo è pronto, Frankie è già in posizione per scappare, si parte.

Il brasiliano tenta di emulare Conor e prova a mettere subito al tappeto Edgar che scappa ed evita il colpo. Aldo, allora, cambia strategia e decide di rallentare i movimenti dell’americano con dei potenti leg kick. Il pubblico è in fermento, tutti vogliono sapere chi sarà la prossima vittima di McGregor.

Finisce il primo round e José è già stanco per aver inseguito Frankie per cinque minuti per tutto l’ottagono. Il jersey kid, d’altro canto, è fresco come una rosa e continua a fuggire mentre il cutman cerca di applicare un po’ di adrenalina sul sopracciglio.

Scorrono così, quasi al limite della noia, gli altri 4 round, con Aldo che cerca di colpire Edgar e quest’ultimo che applica l’ormai efficace pugnetto e scappa.

Mancano 20 secondi alla fine del match, Aldo è sicuro di aver perso ai punti e tenta il tutto per tutto: «Ahia! Ho l’unghia dell’alluce incarnita, non posso più combattere, rimandiamo l’incontro!»

Edgar interrompe la sua corsa, confuso. L’ex calciatore ne approfitta e scaglia il suo head kick più potente verso la testa del suo avversario.

BOOM!

Un meteorite ha colpito la gabbia facendo secchi in un colpo il campione meno entusiasmante e il campione più infortunato della storia delle MMA. In Italia, un giovane fan applaude contento mentre Marione Yamasaki fa cuoricini con le mani e abbandona la gabbia.

Brock Lesnar ha il suo smartphone in mano e ha appena finito di leggere un articolo su un blog chiamato Quel che passa, dove viene dato per spacciato. «Ancora con questa storia che non mi piace essere preso a pugni in faccia? Vi faccio vedere io!» esclama sorseggiando un Earl Grey. Nel frattempo Mark Hunt, senza alcun aiuto, ha appena finito di riparare l’arena e l’ottagono ed è nel suo angolo ad aspettare il wrestler.

Arriva Lesnar, impaziente di combattere, salta i controlli a bordo gabbia (ma non fa niente, lui è Brock Lesnar) ed entra nell’ottagono.

«LET’S GET IT ON» John McCarthy dà inizio al match.

«Vi faccio vedere io come si prendono i pugni in faccia!» pensa Brock lanciandosi con il viso, senza guardia, verso il samoano.

BAM! Il primo pugno colpisce in pieno il naso di Brock. «Ancora!» BAM! Un gancio destro lo colpisce sulla tempia.
«’ncora!» BAM! Un montante destro di Hunt rompe la mandibola del grappler. «HO DETTO ANC—» BAMMM! Un gancio stacca di netto la testa bionda di Lesnar ponendo fine al match.

Prima ancora che il cranio possa toccare terra, Mark Hunt gira i tacchi e abbandona la gabbia.

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Nello spogliatoio di Daniel Cormier c’è Cain Velasquez che piange. «Su, su, hai solo perso un incontro, non c’è bisogno di piangere» lo consola il buon Daniel.

«Lo so, ma ci tenevo tanto a vincere la cintura» singhiozza Cain. «Tranquillo amico, ti vendicherò io difendendo la mia di cintura!»

Il pubblico non ce la fa più, lo stadio trema durante l’ingresso di Cormier e Jones. È una bolgia. Bruce Buffer, finalmente, può dirlo: «È il momento che i fan di tutto il mondo stavano aspettando… IIIIIIT’S TIME!!!» urla eseguendo un perfetto Buffer 720° da far invidia a Tony Hawk.

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C’è di nuovo Herb Dean, che chiama entrambi gli atleti al centro della gabbia: «Difendetevi sempre, seguite le mie istruzioni, non fuggite dopo gli incidenti e non tirate bamba. Neanche vi chiedo se volete toccare i guanti. Ai vostri posti. Pronto? Pronto? LET’S DO THIS!»

«Questa volta non hai scampo tossico! Ti disintegro!» ridacchia DC avvicinandosi a Jones.

«Sì? Tu e quale esercito?»

«Nessun esercito, basta la polizia» dice Daniel schioccando le dita.

Subito due poliziotti fanno irruzione nella gabbia. «Controllate nei pantaloncini agenti! È lì che gli ho imboscat— ehm… che ha nascosto la droga.»

«Qui non c’è nulla signore, falso allarme» fa uno dei due agenti dopo aver perquisito Jon.

«Sono stato più furbo di te» sghignazza Bones tirando su con il naso.

Arrabbiatissimo Cormier si scaglia contro il campione ad interim tentando un takedown, che viene difeso da Jones con una ginocchiata in pieno volto. Cormier ha perso un altro dente. DC è a terra e Jon sale in monta tempestando di pugni la faccia del wrestler panzone che, per evitare il massacro, si capovolge dando la schiena all’avversario. Bones assapora già la vittoria e, dopo aver tirato nuovamente su con il naso, chiude l’incontro con una rear naked coke (pun intended).

«PORCI! PORCI!» urla ai poliziotti a bordo gabbia facendo il dito medio e andando a sbattere contro una donna che stava assistendo all’incontro. In preda al panico gira i tacchi e corre via per poi tornare subito dopo, ma solo per recuperare la cintura appena vinta.

Così, fra pianti, morti, delusioni, indifferenza, cipolle, meteoriti, incidenti, vittorie, emozioni e gioie, si conclude il più grande evento nella storia nelle MMA.

L’evento è finito, andate in pace.

EDIT. Successiva alla pubblicazione è arrivata la squalifica di Jon Jones (stavolta vera…), trovate qui gli aggiornamenti del caso.

Phre

Misantropo, cinico e sociopatico. Traduco serie TV. Marito di mio figlio, padre dei miei cani, figlio di mia moglie. Knickerbocker. Mi fingo esperto di MMA.

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13 Risposte

  1. 7 Luglio 2016

    […] la preview è […]

  2. 12 Luglio 2016

    […] incontro, prima previsione sbagliata. Cain Velasquez ha fatto il culo a Travis Browne, ma non potrei essere più contento di aver […]

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