Diario Atletico – Day 1: Just say Mo

Come per le Olimpiadi e gli Europei dell’anno scorso, il gruppo di visione virtuale via whatsapp si riunisce nuovamente e seguirà per voi i Mondiali di Atletica di Londra (tra virgolette proprio gli estratti tratti da whatsapp).

Questo quello che ai nostri occhi è successo nella prima giornata, con un solo titolo assegnato: quello dei 10.000 metri maschili, il regno di Mo Farah.

La giornata d’apertura rende omaggio all’atleta di casa: Just say Mo. Una capacità di ridicolizzare gli avversari negli ultimi metri di gara che fa venire il dubbio ci sia il motorino dentro al telaio. Ah no…sbagliato sport….

Eppure hanno provato in tutti i modi a mandarlo in difficoltà: nessun rimpianto. Ad un certo punto hanno tentato anche di trasformarla in una gara Nascar: preso a sportellate.

Bella gara comunque, “ritmi altissimi”. Chi ben comincia….

“Ma lo beccheranno prima o poi?”, “Non lo beccheranno mai….”, non lo beccheranno mai….anche perché ora se ne andrà a fare le maratone.

L’altro piatto forte della serata erano i primi turni dei 100, gli ultimi 100 della carriera di un gigante dello sport: Ielu Tamoa (Tuvalu), “alto due metri, ma non poteva fare altro invece che i 100?!”, “sarà un altista in gita premio…”, imbucati.

Nel replay della sua gara dal davanti, dal ghigno che ha durante la corsa…qualche dubbio resta.

E poi ci sono loro due…

il.

Gilani fa un passo, Ma’unikeni ne deve fare 6. Ma’…più lungo il cognome che le sue gambe…Unikeni prende giustamente vantaggio nei primi 30 metri, il lanciato di Gilani è inarrestabile, ai 60 metri è davanti, ma Ma’ (…) reagisce, gli prende la scia, c’è meno di un secondo tra i due, puoi aprire il DRS!!! Sembra farcela…..e invece….

…invece gli altri sono già arrivati da mezz’ora quando Gilani chiude penultimo, Ma’unikeni ultimo.

Morale della batteria? Non è l’altezza che conta, ma è come la usi che fa la differenza.

Il primo turno dei 100m, privato dei migliori, è una sorta di corso di geografia iper avanzato: “Se si devono studiare le isole caraibiche e quelle dell’Oceania in effetti le batterie sono perfette”

Piccola curiosità: dei 14 passati al secondo turno solo 4 riescono a migliorare il tempo del primo (fatti correre troppo vicino…): Gittens (BAR), Matadi (LBR), Rodney (CAN), Odhiambo (KEN). E due sono gli eroi che correranno anche le semifinali: Barnes (TUR) e il già citato Matadi (LBR). Oggi si tifa anche per loro.

Barnes di nome fa Emre Zafer, nome d’arte.

Emre Zafer Barnes, nato come Winston Barnes

“Questo Barnes è un turco pro Erdogan o meno?”, “Molto pro.. me lo ricordo in aeroporto a fare le barricate contro il golpe.”

E non è il solo “imported” nella serata: “La Turchia noto che ha fatto una discreta campagna acquisti…”, “Come il Qatar di pallamano?” (ci manca Rio 2016), fideiussioni tutto ok?

Un abbraccio comunque a Volko: lo slovacco che al primo turno migliora di un centesimo il suo personale con un più che rispettabile 10.15. Con lo stesso tempo un’ora dopo sarebbe arrivato a correre oggi. Invece si peggiora di 11 centesimi ed è out.

Torniamo al primo turno, perché all’improvviso arriva lui:

Gwynn Uehara: “La maglia nazionale presa al negozio per i turisti è fantastica.”

“Ma dov’è Palau? Sardegna?”, “Vicino Sassari (all’incirca, ndr)

QCP goes to “lezione di geografia”

Ci fregano i pochi che abbiamo…”, “Sardegna nazione”, tipo il Salento…

“Ha corso con una Ichnusa in mano…per questo è arrivato ultimo”

E quindi alla fine questo primo turno c’è piaciuto? “Sembrava un turno dei Giochi della Gioventù”, detto da gente che in 12 secondi non apre manco una birra, sia chiaro!

Al secondo turno finalmente entrano in corsa i big, uno per batteria, ma basta la prima per avere l’anti Bolt: Coleman, dai Volunteers di Tennessee, 21 anni, corre con una facilità disarmante. In Europa l’abbiamo visto zero (o mi son perso qualcosa?), ha però corso molto sino ai Trials. A proposito dei Trials: li ha dominati, sia 100 che 200, ma non ha vinto nessuna delle due gare, andando in calando in entrambe le finali. Magari soffre i turni…

Per il resto non grandissime impressioni da nessuno dei grandi nomi: Blake finito? Gatlin bene, Belcher un po’ imbolsito, qualcuno si sarà nascosto, qualcuno è bollito.

Poi c’è Bolt: non dovrebbe avere il tempone, ma è Bolt, ci limitiamo ad ammirarlo, saranno anche le ultime volte. Sigh.

E poi è tutta colpa dei blocchi: “I think these are the worst blocks I’ve ever experienced and it was just not a smooth start.”

Next stop di Usain: ore 20.19, terza semifinale, sesta corsia (affianco a lui, poco più in là, nella quarta ci sarà Coleman…).

Angolo dedicato agli italiani, entrare solo se muniti di fazzoletti per le lacrime ed emoticon “shake my head”

Partiamo dalla teoria cardine della nostra atletica: “I nostri nei grandi eventi non fanno mai i loro personali“, chiamato alla cattedra per la dimostrazione Kevin Ojiaku, salto in lungo.

21 maggio 2017, meeting di Torino: 8,12 m e 8,20 m, suo personale. Diventando il quarto italiano di sempre (dietro ad Howe, Evangelisti e Bianchi).

4 agosto 2017, mondiali di Londra: 7,82 – 7,64 – 7,38 in calando. Eliminato. La finale si poteva fare. Delusione.

“Questo qua è la copia brutta/bella di Howe?”, “Secondo me può far bene, nel senso che finisce la gara senza spaccarsi, via…”

In generale: “Quanto si è involuto il salto in lungo?”

Apprezzata però la schiettezza del nostro ai microfoni, zero scuse. Ce lo segniamo perché temiamo non saranno tantissimi così.

Non sarà così per la Magnani ad esempio: non ce ne voglia, ma già sentirla prima della gara in una intervista spiegarci che questa non è la sua distanza, ci deprime.

“La Magnani potrebbe fare un sorriso, stessa verve di Marina Massironi quando commentava i bulgari”, “Ma quindi a 30 anni ha capito di non essere portata per i 1500?”, “Io a 36 non ho ancora capito per cosa sono portato”, obiezione accolta. “Pensava di fare i 5000, quindi è partita piano, ma sta ancora girando“, redazione crudele.

Insomma Italia 0/2.

A proposito del lungo: noi siamo delusi da Ojiaku, ma che dire del campione olimpico, Jeff Henderson, fuori dalla finale?!

A proposito dei 1500 metri femminili: subito entusiasmo, “3 batterie di 1500.. che palle

Però c’è la Semenya!! “Fosse una bella figa”, per quello c’è l’asta in contemporanea…

Ma noi abbiamo la “nostra” Laura Muir da seguire, che passa il turno senza troppi patemi.

E poi ci sono gli elfi: “La Judd è un elfo, dai…”, “l’elfo più alto del mondo”

Dal signore degli anelli

Le astiste dicevamo, una roba del genere:

I requisiti fondamentali per fare il salto con l’asta

Bionde, bionde ovunque: “Astiste molto bene, come al solito”, “Ma le astiste son tutte bionde?!”, “E molte pure bone”, “Questa ha la panza però”, “Curvy, si dice curvy”, per tutti i gusti!!

Ricomponiamoci. Sulla qualificazione: la Stefanidi mi ha ricordato quei sollevatori di pesi (ci manca Rio 2016, parte 2) che entrano in gara quando tutti gli altri hanno già concluso le tre alzate. 4,60m al primo tentativo e ci si rivede in finale.

Sì, c’erano anche le qualificazioni per la finale del disco. Gli atleti impegnati non ce ne vogliano (speriamo…o ci ritrovano in Croazia), ma non è che vi possiamo raccontare tutto tutto, guardateveli pure voi questi mondiali!!

Riassumendo:

TITOLI ASSEGNATI SINORA (in grassetto quelli di ieri)

10.000m M: 1) Mo FARAH (GBR), 2) Joshua Kiprui CHEPTEGEI (UGA), 3) Paul Kipngetich TANUI (KEN)

TITOLI DA ASSEGNARE OGGI

20.26 Disco M
21.05 Lungo M
21.10 10.000m F
22.45 100m M

MUST WATCH (al di là delle finali)

Senza dubbio le batterie dei 400m M, questa mattina a partire dalle 11.45, roba da sbavare: Kerley nella prima batteria, Van Niekerk nella seconda, Thebe nella terza, Gardiner nella quarta, Makwala nella quinta, Roberts nella sesta. Più una manciata di Borlée, Leshawn Merritt che vive e lotta assieme a noi, Cedenio da Trinidad e Tobago, London che gioca in casa (…), ecc ecc….

Le batterie degli 800m M chiudono la mattinata (dalle 13.45), non concentriamoci per ora sui big (ah, mancherà Rudisha, che proprio qua a Londra ci aveva emozionato 5 anni fa), ma su Pyae Sone Maung (MYA), 20 anni, prima corsia, prima batteria: personale di 2’00″01. È l’unico sopra i 2 minuti, sarebbe anche l’unico sopra l’1’50” se non ci fosse Mbotto con 1’50″39. Insomma, Maung, fai quello che ti pare, ma vediamo di sfondare ‘sto muro dei 2 minuti. Siamo con te! (NB. Attenzione pure a Ahmed Bashir Farah, il sito della IAAF non riporta personali).

Poi chiaro, occhio alle semifinali 1500m F dalle 20.35.

ITALIANI IMPEGNATI OGGI ITALIANO IMPEGNATO OGGI

11.54 Davide Re: 400m M, batteria 2, corsia 2, 45.40 di personale (e stagionale).

Speranze di passaggio del turno? Molto poche. Sostanzialmente impossibile entrare nei primi 3 (Van Niekerk, Cedenio, Janezic), lui ha il settimo tempo (su 9) nella batteria, guardando i stagionali. Beccare i 6 ripescati è durissima. Va detto che quest’anno è sceso per la prima volta sotto i 46″ e l’ha fatto ben 6 volte (qua lo storico delle sue prestazioni) sino al personale di due settimane fa in altura sul Terminillo. Può entrare nel mischione della sua batteria: 5° o 6° posto di batteria e s’abbracciamo. Curiosità su Davide, classe 1993, fino a 16 anni faceva lo sciatore e usava l’atletica come allenamento estivo.

PROGRAMMA COMPLETO

Dal sito della IAAF

azazelli

Da giovane registravo su VHS tutte le finali di atletica, mondiali ed olimpiadi, poi m'hanno cancellato il record di Donovan Bailey con Beautiful e mi sono dato al download. Vivo di sport, cerco di scriverne.

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