The Golden Cage: buona la prima!

La sfida che si poneva davanti agli organizzatori di “The Golden Cage” era piuttosto impegnativa: introdurre un nuovo modello di evento di Mixed Martial Arts, già ben collaudato altrove ma ancora da testare in Italia, su un palcoscenico prestigioso come il Teatro Linear Ciak di Milano e, per di più, in diretta televisiva su Fight Network Italia. È andata a buon fine? A conti fatti, sì. Vero che ci sono stati piccoli inconvenienti (come una rissa tra spettatori, presto sedata dalla sicurezza) o aspetti da correggere in futuro (col senno di poi, sono emersi troppi mismatch). Tuttavia, la commistione tra incontri di arti marziali miste e performance musicali e non solo ha saputo tenere alto l’interesse del pubblico pagante, soddisfando anche quello sintonizzato sul canale della piattaforma Sky. Pubblico abbastanza numeroso per una “prima” assoluta (2128 persone al massimo della capienza, solo alcune file vuote e qualche posto sparso non occupato), piuttosto composito nella sua suddivisione tra appassionati e esperti della disciplina e semplici curiosi. La sensazione che si ricava al termine della serata milanese è che Golden Cage sia un prodotto che può funzionare anche nel nostro paese, con le dovute correzioni agli errori tipici di un esordio e un po’ di fortuna in più, quella che è mancata con gli infortuni alla vigilia di Daniele “Scat” Scatizzi e Filip “Atomiko” Kotarlic.

Dodici i match ospitati nell’ottagono sul palco del Teatro Ciak, suddivisi a metà tra prelims esclusivi per gli spettatori dell’arena e contese visibili anche su Fight Network Italia, intervallati dalle esibizioni dei rapper IZI, Sfera Ebbasta e Guè Pequeno e performance di altra natura.

Nicolò Soli vs Lorenzo Bianchi – vince Soli per sottomissione (R1)

L’incontro tra semi pro (dotati di protezioni, sulla falsariga dei pugili amatoriali) si conclude nel giro di un paio di minuti, quando Soli trova la schiena del rivale e, da tale posizione, applica una rear naked choke senza scampo.

Chiara Penco (0-0) vs Judith Levi (1-4) – pesi paglia – vince Penco per sottomissione (R1)

Scorre veloce anche la prima contesa tra professionisti e tra donne della serata, in quanto l’italiana Penco ha gioco facile nel costringere la Levi a cedere a un armbar, a seguito di un takedown da calcio parato della francese.

Emanuele Zaccaria (1-0) vs Stefano Monteriso (1-7) – pesi gallo – vince Zaccaria per sottomissione (R1)

Non dura molto neppure il terzo match dell’evento: il rappresentante della Lottatori Milano mette la ciliegina su una torta fatta di tanto controllo dell’avversario a terra con la triangle choke della vittoria.

Manuela Marconnetto (0-0) vs Roberta Zocco (0-1) – pesi paglia – vince Zocco per decisione maggioritaria

Va alla distanza il secondo e ultimo incontro femminile di Golden Cage, nel quale entrambe le protagoniste si sono contraddistinte per il loro indomito spirito combattivo. Sufficiente per sopperire ad alcune carenze tecniche e divertire il pubblico. Si parte forte a inizio contesa, con buoni scambi di pugni senza troppo badare alla difesa. Zocco fa suo il primo round grazie a un takedown e al modo in cui è sfuggita a un tentativo di armbar (10-9 Zocco). Nella seconda ripresa, la storia non cambia: tanta determinazione quanta poca attenzione alla pulizia dei movimenti, è ancora la Zocco ad avere il vantaggio portando a segno i colpi migliori (10-9 Zocco). Nel round finale, Marconnetto approfitta della stanchezza dell’avversaria per farsi più aggressiva, un atteggiamento che si concretizza con bei leg kick e la respinta di un takedown. In prossimità della conclusione del match, Zocco si rifà un po’, tirando fuori tutto quello che le è rimasto e sparando gli ultimi suoi colpi in canna (10-9 Marconnetto).

Geazi Souza (2-1) vs Giuseppe Mancuso (2-2) – pesi leggeri – vince Souza per sottomissione (R1; borsa decurtata del 20% per fallito il peso per oltre una libbra)

Bastano pochi secondi al rappresentante della milanese University of Fighting per strappare un successo al debutto in Golden Cage, quelli necessari per conquistare la full mount su Mancuso e costringerlo a battere la mano per una presa articolare al braccio.

Erik Fernandez (1-0) vs Luca Puggioni (11-11) – pesi leggeri – vince Fernandez per ko tecnico (R2)

Il main event degli incontri preliminari prende i primi passi con una fase di studio tra i 2 lottatori, poi interrotta dagli attacchi più incisivi di Puggioni. Il peruviano Fernandez sta al gioco, cercando di mettere giù l’avversario dopo aver agganciato il clinch. Infine ci riesce con il supporto della gabbia; a terra, questi tiene la posizione di side mount, da cui alterna la ricerca di una presa di sottomissione a un po’ di ground and pound (10-9 Fernandez). Come s’è chiusa la prima ripresa, così si apre quella successiva, in cui l’ex Road to Bellator, in side control, non trova la vittoria via la tanto agognata kimura, bensì attraverso altro GNP.

Vitor de Santana (0-4) vs Davide Martinez (2-2) – pesi welter – vince Martinez per stop medico (R1, contusione all’arcata sopracciliare destra di de Santana)

Si dà il via alle danze su Fight Network Italia con un round vivace, in cui Santana dà il ciak con un bel calcio alto. Martinez assorbe il colpo e cerca con determinazione il takedown, il rappresentante della Lottatori Milano prova a opporsi con una guillotine choke ma poi finisce a terra. Martinez si trova qui a suo agio, realizzando buone transizioni che lo portano allo scadere del round alle spalle del rivale, subissato di pugni (10-9 Martinez). Uno di questi lascia un segno indelebile sul volto di Santana, per la precisione una vistosa contusione all’arcata sopracciliare destra, giudicata troppo severa dal medico per permettere il proseguimento dell’incontro. Una decisione accolta senza proteste dal pubblico.

Davide Baneschi (7-5) vs Petru Biclea (3-1) – pesi gallo – vince Baneschi per sottomissione (R2)

Al termine del primo round, Davide Baneschi sembrava avviato a una serata molto difficile. Infatti, il moldavo Petru Biclea era riuscito a incamerare la ripresa iniziale al termine di 5 minuti pieni di azione, con buoni scambi in piedi, fasi di scramble a terra e un finale tutto per Biclea, in controllo nella sua guardia (10-9 Biclea). Con il cuore e un’ottima perizia nella lotta a terra, Baneschi è comunque riuscito a ribaltare il tavolo, partendo in quarta con un tentativo di takedown, assorbendo una dura ginocchiata in volto del rivale e, infine, mettendosi in posizione perfetta per la rear naked choke. Biclea cade vittima della presa di sottomissione, prova a rimanere in gioco ma alla fine non può far altro che arrendersi.

Francesco Moricca (1-1) vs Jose Yepez (1-0-1) – pesi leggeri – vince Moricca per split decision

Due atleti di altezza differente, altrettanto dissimile il loro approccio alla contesa nel primo round: Moricca tiene la guardia bassa e preferisce sfruttare i centimetri per tenere lontano il rivale con dei calci, Yepez si fa sotto attaccando all’interno e spingendo l’avversario contro la gabbia. Vige così un sostanziale equilibrio, a doversi sbilanciare per forza verrebbe da dare ragione agli sforzi dell’ecuadoregno (10-9 Yepez). Alla ripresa delle ostilità, i fighter prendono più iniziative, ognuno a modo suo. Yepez utilizza il suo buon wrestling per pressare l’italiano contro le pareti della cage, facendo segnare a taccuino un takedown di pura forza e pregevole fattura. Da parte sua, Moricca fa valere la maggiore efficacia nello striking, a costo di prendersi rischi con una guardia costantemente bassa, e ha il merito di rialzarsi presto dopo essere stato atterrato. Altri cinque minuti combattuti e apprezzati dagli spettatori, per la prima volta divisi in tifoserie per un lottatore o l’altro, sembra aver la meglio ancora Yepez (10-9 Yepez). Nell’ultimo round, la bilancia della contesa tende a spostarsi decisamente verso l’atleta proveniente dall’Ecuador, che continua a premere l’avversario contro la gabbia e, a un certo punto, pare vicino a chiudere la contesa in proprio favore (10-9 Yepez). Così non è stato, nè entro i 15 minuti regolamentari, nè dopo di essi, poiché i giudici assegnano la W a Moricca, spaccando il teatro Ciak in favorevoli e contrari al verdetto.

Danyel Pilò (5-1-2) vs Mahmoud Deyab (0-0) – catchweight a 68 kg – vince Pilò per sottomissione (R2)

L’esplosività dell’egiziano Deyab, al debutto tra i pro, non basta per aver ragione del più esperto Pilò, alfiere de La Superba di Genova. Una realtà apparente al termine del primo round, nel quale Pilò subisce un takedown, rovescia la propria posizione passando dalla side alla full mount, rifila un po’ di ground and pound, replica a un ribaltamento per esaurire il tempo in top position (10-9 Pilò). Un verità evidente nella ripresa successiva, in cui Dayeb riesce ad andare in porto solo con un bel calcio rotante, per poi finire vittima di un altro takedown e della crucifix che sancisce il successo finale del genovese.

Stefan Croitoru (7-2) vs Cristian Brinzan (7-3) Antonio Santoro Canfora (0-0) – pesi welter – vince Croitoru per sottomissione (R1)

L’imprevedibilità è una componente immancabile in ogni card di MMA. Compresa The Golden Cage, privata dell’incontro tra Stefan Croitoru e Cristian Brinzan per un improvviso infortunio alla schiena di quest’ultimo. Il moldavo Croitoru ha comunque partecipato alla card milanese, battendo il sostituto Canfora in poco tempo e altrettanto minime mosse: double leg takedown, monta completa, spostamento alle spalle e rear naked choke.

Claudio Conti (6-3-2) vs Evasio D’Onofrio (8-6) – main event nei pesi medi – vince D’Onofrio per split decision

La tensione tipica di un main event si fa sentire sui suoi protagonisti, che preferiscono utilizzare i primi 5 minuti per annusarsi e piazzare colpi sporadici. Conti si distingue per un paio di ginocchiate, insufficienti per assegnargli il round (10-10). D’Onofrio si fa notare di più nella seconda ripresa, accorciando le distanze sul rivale in più istanze. Quel che serve per prendersi un 10-9, non non per soddisfare appieno allenatori e sostenitori (10-9 D’Onofrio). Il membro dell’Hammer Team se ne rende conto e, finalmente, ingrana la marcia nell’ultimo decisivo round, nel corso del quale rifila diversi colpi al volto del rivale, apparentemente privo di risposte alle sue sfuriate nel ristretto (10-9 D’Onofrio). Lo sforzo nei 5 minuti conclusivi ripaga D’Onofrio con la gioia della vittoria, meritatamente assegnata dai giudici a bordo gabbia.

Testo e foto di Stefano Summa (@Stefano_Summa)

*EDIT 16/5/2017: aggiunto il nome dell’avversario sostitutivo per Stefan Croitoru*

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