Draft NFL 2018 – Pensieri a caldo pick by pick

Qualche pensiero a caldo su quanto successo nella prima notte del draft, pick by pick.

1 Cleveland Browns – Baker Mayfield (QB, Oklahoma): intanto bisogna ringraziare il GM Dorsey per aver reso appassionante la vigilia di questo draft, nascondendo fino all’ultimo la sua scelta. Mayfield probabilmente è il miglior QB di questa classe, nel complesso un po’ sopravvalutata, ma sicuramente bella carica. L’unica “red flag” sul suo conto è quella dell’altezza (mezza bellezza, diceva nonna…) e qualcuno dice il carattere fumantino. Se sarà un bust lo scopriremo solo vivendo, per il momento Cleveland non poteva uscire da questo draft senza il potenziale QB del futuro, d’altronde quello del presente, Taylor, non è nemmeno tanto più alto di lui.

2 New York Giants – Saquon Barkley (RB, Penn State): su questa pick si sono fatti mille scenari (QB, trade down, defensive lineman, ecc ecc…), ma alla fine è andata come tutti pensavano: il giocatore più eccitante del draft, nel palcoscenico più grande (The Big Apple), nel reparto che più ne aveva bisogno ormai da anni (da sempre?). Barkley e Beckham, il QB successore di Eli magari arriverà poi, intanto ce n’è abbastanza per divertirsi ai Giants.

3 New York Jets – Sam Darnold (QB, USC): history repeating? Mark Sanchez 2.0? Sarà da capire se sarà il Sanchez dei championship o quello deprimente degli anni successivi quando gli è stato chiesto qualcosa più del compitino. Il problema di Darnold è che ha iniziato la sua “regressione” già dall’ultimo anno di college. Battute a parte, avrà tanto bisogno di qualcuno che lavori con i suoi difetti e sin da subito a partire dal rilascio e dalle letture (tende sinistramente all’intercetto).

4 Cleveland Browns – Denzel Ward (CB, Ohio State): ho seguito distrattamente i mock, ma non mi ricordo di averlo visto spesso assegnato alla quarta assoluta, che peraltro doveva essere in vendita per qualche trade up. Alla fine Cleveland ha “deluso” tutti concludendo il primo giro senza il solito scambio ad ammassare scelte. Al di là delle analisi sul giocatore, ovviamente potenzialmente buono, mi limito a notare che non sceglievano un CB così in alto dai tempi di Justin Gilbert, speriamo vada meglio.

5 Denver Broncos – Bradley Chubb (DE, NC State): per molti era il miglior giocatore del draft (assieme a Barkley), vederlo scivolare fino alla quinta scelta avrà fatto salivare i Broncos. No brain pick, non potevano fare diversamente e Von Miller pare piuttosto eccitato dalla scelta…sicuro lo sarà anche Paxton Lynch (almeno sino a quando Elway non sceglierà un QB nei prossimi giri…).

6 Indianapolis Colts – Quenton Nelson (OG, Notre Dame): il miglior offensive lineman di questo draft nella squadra che più di tutte ha bisogno di conservare il suo QB per uscire dalle secche in cui si è infilata. Scelta abbastanza telefonata e più che logica.

7 Buffalo Bills – Josh Allen (QB, Wyoming): il limite labile tra incoscienza e coraggio a Buffalo lo conosco molto bene. Questa trade up era prevedibile (hanno spedito a Tampa la 12, la 53 e la 56 per salire fino alla 7 ed ottenere anche una insignificante 255), bisognava capire solo dove e per chi. Josh Allen è un prospetto molto pericoloso (molto di più di quanto lo sia stato E.J. Manuel per dirne un altro arrivato non poco tempo fa con una trade e già sostanzialmente fuori dalla lega): il fisico e il braccione ci sono, tutto il resto al momento no. Audacia o follia lo dirà il campo, i tifosi pregano o imprecano…

8 Chicago Bears – Roquan Smith (LB, Georgia): negli ultimi anni, sia attraverso draft che free agency, Chicago ha vissuto nell’ossessione di trovare il nuovo Urlacher, nel mentre è cambiata molto anche nella filosofia difensiva della franchigia. Questa è una chiamata di Vic Fangio e già così dovrebbe rassicurare i tifosi Bears. Il giocatore poi ha atletismo, istinti e capacità di placcare che lo rendono un playmaker difensivo, proprio come serviva a questa squadra.

9 San Francisco 49ers – Mike McGlinchey (OT, Notre Dame): i Niners avevano altri need impellenti, ma specie quando scegli nella top 10 mai farsi fuorviare troppo dai need. E forse quella spalla di Trent Brown lascia più di qualche fugace dubbio. Sui social ho letto lamentele, ma quando scegli il miglior tackle del draft ci si può davvero lamentare?

10 Arizona Cardinals – Josh Rosen (QB, UCLA): Arizona non poteva lasciarsi scappare l’ultimo QB dei “magnifici 4” sceso disponibile sino alla 10, se l’è andato a prendere pagando ai Raiders la 15, la 79 e la 152. In my humble opinion, Josh Rosen è il QB più interessante di questa classe, sia dal punto di vista caratteriale (benché spinoso), che tecnico. Ad UCLA ha un po’ tradito le attese (altissime), non è un prodotto finito (come è normale che sia), ma questa pick mi piace tantissimo. Lui peraltro ci ha messo poco a conquistare le “headline”: “There were nine mistakes ahead of me.”

11 Miami Dolphins – Minkah Fitzpatrick (DB, Alabama): la mossa “disperata” dei Cardinals a salire deve essere stata influenzata dalla possibilità dei Dolphins di dar vita sin da subito all’era post-Tannehill. Ad ogni modo a South Beach devono essere rimasti molto contenti di vedersi scivolare in mano quello che per molti è il miglior DB (per di più versatile) di questa classe. Con meno drama rispetto alla discesa di Tunsil due anni fa, ma siamo allo stesso livello di soddisfazione nella scelta.

12 Tampa Bay Buccaneers – Vita Vea (NT, Washington): la speranza dei Bucs è che Vea diventi Warren Sapp. Il valore del giocatore è indubbio, probabilmente però non si trasformerà mai in un 3downs tackle. C’è di buono che hanno preso proprio quello che volevano, pur scendendo di qualche pick con la trade down fatta con Buffalo.

13 Washington Redskins – Da’Ron Payne (DT, Alabama): dai tempi della firma di Haynesworth dai Titans sono passati quasi 10 anni, ma Washington continua a cercare quel mammut in grado di ancorargli la linea difensiva, Payne può essere quell’uomo (tra l’altro pare avessero Vita Vea come primo nome nella board).

14 New Orleans Saints – Marcus Davenport (DE, UT San Antonio): I Saints fanno trade up (27, 147 e primo giro 2019 per la 14 dei Packers), impegnano il draft del prossimo anno e…non ne escono con un QB (Lamar Jackson?). Certo aggiungono talento dove ne avevano bisogno: un all in per quelli che saranno gli ultimi dischi suonati da Drew Brees.

15 Oakland Raiders – Kolton Miller (OT, UCLA): protect Carr è il mantra da percorrere, selezionare il miglior pass blocker della pac-12 dell’ultimo anno può essere una buona via per perseguirlo. Scelta chiaramente fatta da Tom Cable, coach di linea offensiva da poco ritornato in California.

16 Buffalo Bills – Tremaine Edmunds (LB, Virginia Tech): altra trade up per Buffalo (22, 65, 154 per la 16 dei Baltimore Ravens), questa volta per rafforzare la difesa e soprattutto per salire davanti ai Cowboys che verosimilmente avevano quel nome in board. È il primo teenager (19 anni) draftato dai tempi di Okoye ai Texans nel 2007 (e non andò bene…). Un primo giro molto aggressivo per i Bills che ne escono avendo ceduto tutto il secondo giro: Buffalo gave up 12, 22, 53, 56, and 65 to get the 7th and 16th picks (along with 154), which were… Josh Allen and Tremaine Edmunds.

17 Los Angeles Chargers – Derwin James (S, Florida State): ….and the winner for the best pick of the first round is….the Los Angeles Chargers. Una scelta che ha spezzato i cuori di tante squadre (Seattle, che si è subito affrettata a fare trade down, e Dallas in primis, che peraltro nel caso sperava nella scelta di Seattle che avrebbe liberato più facilmente Earl Thomas via trade). Gus Bradley (DC a LA ed anni fa architetto della Legion of Boom ai Seahawks) se la gode: ha trovato il suo Kam Chancellor.

18 Gree Bay Packers – Jaire Alexander (CB, Louisville): non c’è pace per i Packers che dopo essere scivolati a fine primo giro nella trade con i Saints, saltano di nuovo su (cedendo terzo e sesto giro ai Seahawks) per andare a ricostruire una secondaria e in generale una difesa che con il nuovo DC Pettine avrà bisogno di nuove pedine. Se sano, Alexander ha una certa duttilità di utilizzo che può facilitare molte cose e seguire molte “strade” difensive.

19 Dallas Cowboys – Leighton Vander Esch (LB, Boise State): Dallas aveva (ed ha) una marea di need, cosa che probabilmente ha spinto diverse squadre a fare trade up davanti a lei. Vander Esch era comunque tra i 3 4 giocatori perfetti per quella difesa che dopo il “terremoto” nella scorsa offseason ha bisogno di essere ricostruita. Da tifoso non vedo l’ora di vederlo giocare affianco a Sean Lee (con buona pace di Jaylon Smith che se recuperato potrà essere comunque un giocatore situazionale più che efficace). Il problema principale è che il comune denominatore con Lee e Smith è la situazione clinica non chiarissima (ha già avuto qualche problema al collo…), questo terrorizza non poco.

20 Detroit Lions – Frank Ragnow (C, Arkansas): dicono abbiano anticipato i Bengals (ed a giudicare dalla scelta appena dopo potrebbe anche essere vero). Molto bravo nel running game e nell’andare a bloccare al secondo livello, i Lions hanno un bisogno quasi storico di creare linee di corsa, con Ragnow, abile a giocare anche guardia, la cosa potrebbe migliorare.

21 Cincinnati Bengals – Billy Price (C, Ohio State): scelta molto solida, per molto tempo considerato il miglior centro di questo draft. Versatile, estremamente fisico, negli ultimi 4 anni ha contribuito alla grande al running game di Ohio State.

22 Tennesse Titans – Rashaan Evans (LB, Alabama): trade up con i Ravens che continuano a scendere (hanno ricevuto la 25 e la 125 per la 22 appunto e la 215). Mike Vrabel (nuovo HC) che sceglie un suo simile, la cosa non sorprende per nulla.

23 New England Patriots – Isaiah Wynn (OG, Georgia): il sostituto di Nate Solder, andato a prendere la meritata grana altrove (Giants). L’OL coach Scarnecchia non può che essere contento di Wynn (l’obiettivo principale pare fosse Kolton Miller), Wynn non può che essere eccitato di poter lavorare e migliorarsi almeno per la prossima stagione con un guru come Scarnecchia.

24 Carolina Panthers – D.J. Moore (WR, Maryland): il can-can dei ricevitori nel Carolina avrà mai fine? Di buono c’è che Moore non è il classico WR fisicato con cui avevano riempito il roster negli ultimi anni, tutt’altro: è qualcosa di più simile a Steve Smith. Aggiunge una dimensione e lo dovrebbe fare con una certa qualità. Curiosità: è il primo ricevitore scelto e il secondo skill player offensivo (dopo Barkley) e siamo quasi a fine primo giro…

25 Baltimore Ravens – Hayden Hurst (TE, South Carolina): in molti, dopo l’ennesima trade down, pensavano che questo per Baltimore potesse essere lo spot perfetto per scegliere Lamar Jackson. Robert Griffin e i suoi fan ringraziano (SPOILER: almeno per un’ora ancora…). Hurst è un giocatore di football completo, grosso, che sa usare il suo corpo, tatticamente versatile, schierabile anche nel backfield e con buone mani. Unico difetto: ha già 25 anni e di solito i TE hanno bisogno di tempo per inserirsi.

26 Atlanta Falcons – Calvin Ridley (WR, Alabama): può essere veramente il completamento perfetto per giocare opposto o al fianco di Julio Jones (con cui peraltro condivide l’università). A lui di certo non poteva capitare di meglio, infatti mentre attorno a lui c’era il deliro tra mamme, fidanzate, amiche, è scoppiato in un pianto “very emotional” come dicono loro. Matrimonio che mi piace molto.

27 Seattle Seahawks – Rashad Penny (RB, San Diego State): questa probabilmente è uscita dal nulla. Penny è stato sensazionale in un contesto che però pare facilitare le statistiche dei RB (controllare il Pumphrey finito a Philadelphia l’anno scorso). Seattle ormai da qualche stagione è alla ricerca di giocatore “eccitanti” in questa posizione e lui ha quella versatilità e velocità per fare cose “eccitanti” (occhio ai suoi ritorni).

28 Pittsburgh Steelers – Terrell Edmunds (S, Virginia Tech): fratello del Tremaine scelto dai Bills (prima volta nella storia del draft che due fratelli sono scelti nello stesso primo giro), in realtà il rumore più grande per Pittsburgh stanotte l’ha fatto la trade che ha spedito Martavis Bryant per un terzo giro ai Raiders. D’altro canto è stato davvero emozionante vedere Ryan Shazier camminare, seppur a fatica, fino al microfono per annunciare questa scelta. Miglior momento della nottata.

Keep fighting, Ryan

29 Jacksonville Jaguars – Taven Bryan (DT, Florida): siano maledetti per l’eternità per non aver draftato Lamar Jackson. Vanno a rafforzare una linea che peraltro negli ultimi anni aveva già ricevuto pick e free agent di peso.

30 Minnesota Vikings – Mike Hughes (CB, UCF): per molti sarebbe dovuto scivolare fuori dal primo giro, soprattutto per via dei suoi problemi fuori dal campo. Minnesota che sceglie nei primi round un CB, questa devo averlo già sentita da qualche parte (Josh Robinson, Xavier Rhodes, Trae Waynes, Mackensie Alexander): prima o poi permetteranno a Newman di andare in pensione.

31 New England Patriots – Sony Michel (RB, Georgia): mossa non da Belichick, che ci ha abituato a crearsi i RB dagli scaltri altrui e comunque ad alternarli senza guardare in faccia a nessuno. Michel comunque è un giocatore molto molto interessante (che è abituato dal college a giocare in un “comitato”): problemi al ginocchio a parte, merita ampiamente per talento di stare nel primo giro.

32 Baltimore Ravens – Lamar Jackson (QB, Louisville) : trade up!! Philadelphia riceve la 52, la 125 e il secondo giro del 2019 per la 32 e la 132, Baltimora va a prendersi Lamar Jackson (con la possibilità dell’opzione del quinto anno per gli scelti nel primo giro), ponendo sostanzialmente fine alle speranze (mie e..) di Robert Griffin ed annunciando al mondo intero che l’era post-Flacco è dietro l’angolo, magari dal 2019 quando il contratto di Joe Cool è tranquillamente tagliabile. Lamar è un QB elettrizzante ma al tempo stesso molto pericoloso, che andrà piano piano seguito ed inserito in un contesto su misura.

Lamar disperato, ma…dulcis in fundo…

Contando le ultime due pick nel primo giro sono andati: 5 QB (non accadeva da 23 anni, 4 nei primi 10 non era mai accaduto) e 3 RB, chi l’avrebbe mai detto?

Ed oggi? Questi i giocatori più interessanti con i quali si aprirà il secondo giro stanotte: Mason Rudolph, Kyle Lauletta, Derrius Guice, Nick Chubb, Royce Freeman, Anthony Miller, DJ Chark, Courtland Sutton, Christian Kirk, Dallas Goedert, Will Hernandez, Harold Landry, Connor Williams, Sam Hubbard, Maurice Hurst, Josh Jackson, Isaiah Oliver e molto altro ancora….

…qualcuno starà già chiamando i Browns per una trade up.

 

 

azazelli

Da giovane registravo su VHS tutte le finali di atletica, mondiali ed olimpiadi, poi m'hanno cancellato il record di Donovan Bailey con Beautiful e mi sono dato al download. Vivo di sport, cerco di scriverne.

Potrebbero interessarti anche...

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: