#CronacheDiViaggio: Tutto Quello che ci è rimasto della #CLF4Rome

La settimana che ha seguito lo splendido weekend di #CLF4Rome si è appena conclusa. Gli spiegoni riguardo statistiche, premi e il gioco che si è visto sono stati innumerevoli. Noi non vi faremo uno spiegone, vogliamo semplicemente raccontarvi per aneddoti quello che ci ha lasciato questa due giorni di grande, anzi grandissimo, volley.

Maxim Mikhailov ha degnamente vinto il premio di MVP del torneo esibendosi nella partita perfetta in finale. L’opposto russo ha sbagliato una solo palla: l’unica alzata perfetta del palleggiatore connazionale Alexander Butko. Riteniamo che la cosa lo debba aver spiazzato in maniera significativa vista l’abitudine a dover rimediare le palle in due del suo regista: basse, staccate, attaccate… insomma servite un po’ ad canis cazzum.

Kazan sale sul podio. ph Bonalore Images

Per descrivere Wilfredo Leon basterebbe un aggettivo: disumano. Noi ci allunghiamo un po’, perché nonostante lo si sia visto giocare meglio di così, quando al cubano (presto?) polacco sale l’intenzione di chiuderla qua non esistono ricezione o difesa che tengano. Lui salta, librandosi in aria per un’eternità, sceglie il colpo che vuole, lo scarica, il muro avversario va a pigliar margherite e nel frattempo si piglia pure un caffè. Gigante.

Alla fine del weekend, dopo la premiazione, abbiamo intercettato il capitano Ashchev vagare fuori dal palazzetto al telefono. Confidiamo che, vista la mole dei premi singoli, la società non lo abbia abbandonato al PalaLottomatica come un Uriarte qualsiasi per fare posto sul jet privato.

Avvistato sia il sabato che la domenica un meraviglioso Igor Omrcen che troneggiava in tutto il suo splendore nella tribuna dei tifosi della Lube. Bellissimo e gentile, ci ha detto che farà un altro anno in Giappone. Noi, però, lo abbiamo pregato di tornare presto a giocare in Italia. Ci stiamo ancora riprendendo da quei cinque minuti di chiacchierata.

Abbiamo avvistato anche Luke Perry. Ammettiamo che Dylan di Beverly Hills ce lo ricordavamo diverso, di sicuro non così bravo in seconda linea, e che ci è venuta un’irrefrenabile voglia di frangia prepotente e chiome vaporose. Il piccolo australiano del Berlin Recycling è stato una bella scoperta e, almeno in questa occasione, avrebbe meritato lo scettro di “miglior libero” più di Sua Maestà Grebennikov.

Chiome vaporose! ph. Bonalore Images

Ci sentiamo in dovere di segnalare un altro MVP del torneo. Hristo Zlatanov, dopo aver orgogliosamente sfoggiato su twitter il suo “primo biglietto comprato per vedere il volley”, ammortizza i 150 euro in cibo e bevande alla Vip Lounge. Avvistato l’ultima volta davanti al piadinaro nel parcheggio del PalaLottomatica alla ricerca di un taxi. Attendiamo ancora notizie sul suo destino.

Radostin Stoytchev, dopo aver attaccato un pippone della durata di circa 20 minuti ad Alekno alla fine della prima semifinale, lo vediamo dilettarsi a fare i video con lo smartphone al pubblico in festa. Confidiamo che la sua permanenza in quel di Modena per la prossima stagione lo renda più social, magari con un bel reportage girato tramite GoPro posizionata sul capo. Sicuramente ci potrebbe regalare delle gioie. Nel nostro piccolo, con qualche birra e neurone spento di troppo, lo abbiamo delicatamente approcciato chiedendogli del suo ritorno. Alla sua risposta – “Sono qui ora” – tutto il palazzetto ha nitidamente sentito il tipico odore del piccione messo sul fuoco completo di penne. La monumentale bellezza del suo sadismo ci mancava tantissimo.

Non ci si abitua mai alle lacrime in pubblico, noi poi. E se pensavamo che lo spettacolo fosse finito con le due finali ci sbagliavamo. Dopo aver passato un totale di circa 12 ore sotto la curva dei Sirmaniaci, alla volta dell’uscita, ci sposta i capelli una ventata di due metri di ragazzo che si arrampica su per i seggiolini alla volta della curva. Si parla, ovviamente, di Aleksandar Atanasijević, che dopo aver vinto il premio come miglior opposto del torneo, regala al suo pubblico un altro motivo per volergli bene, come se già abbastanza non ce ne fossero. Di seguito un video a testimonianza.

Il PalaLottomatica è una bella struttura circolare, che si sviluppa in altezza. Gli avventori lo circumnavigano tutto almeno una cinquantina di volte durante una manifestazione del genere: un po’ per cercare il bagno, ma soprattutto per scattarsi qualche divertente fotografia con i cartonati dei giocatori, su cui poter ridere e fare battute durante le cene di famiglia. Matteo Paris, in forza alla Sir Safety Perugia, però, ha deciso di fare di più e i parenti al pranzo di Natale li sorprenderà non con una fotografia, ma con il suo cartonato a grandezza naturale che si è bellamente instascato la domenica sera. Ora risulta più chiaro perché il cartonato di Matt Anderson fosse recluso nella sala stampa.

A proposito di Matt Anderson, ci teniamo ad eleggere lui e Aleksandar Okolić quali santi patroni della manifestazione. Il primo è stato eletto in un coro quasi unanime Mister DHL Champions League, con tempismo migliore del premio al servizio più veloce (anche se il miglior servizio del weekend lo potete ammirare qui sotto). Il “quasi” è degnamente rappresentato dallo statuario centrale serbo del Berlin Recycling, vera scoperta estetica della Final Four. Ammirato dal riscaldamento di sabato pomeriggio fino al veloce strip a fine match per il terzo posto di domenica, l’Aleksandar di Germania ha scatenato un virtuale lancio di mutande che Justin Timberlake ha potuto accompagnare solo. Contente di aver partecipato.

Con i nostri migliori saluti, da Lisbona a Vladivostok, ci scusiamo per l’assenza e vi invitiamo a continuare a seguirci sui nostri social.

Ringraziamo Alice Misceo per la collaborazione e la compagnia.

Twitter: @la_sorellanza Facebook: La Sorellanza Instagram: lasorellanzablog

La Sorellanza

La Sorellanza è un'associazione che si impegna nel portare all'attenzione mondiale il volley, soprattutto il trash che c'è dietro. CEO: Luca Vettori.

Potrebbero interessarti anche...

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: