Vuelta 2016 – Nel mezzo del cammin

Loro due, sempre loro due, ma non solo loro due

Loro due, sempre loro due, ma non solo loro due

Nel mezzo del cammin della Vuelta a España mi trovai in una rampa oscura che portava al mio garage.

Questa volta non siamo riusciti a fornire la solita copertura pre Grande Giro e ce ne scusiamo. La Vuelta comunque, al di là di un percorso alle volte monotono e ai confini del ciclismo, sta divertendo soprattutto grazie ai protagonisti che si stanno godendo la strada. Queste le 5 cose che abbiamo imparato in queste prime 11/12 tappe e le 5 che ci aspettiamo da qui alla fine.

1-Senza gli squadroni del ritmo ci si diverte di più (chi l’avrebbe mai detto). Abbiamo passato tre settimane francesi ad implorare per uno scatto, preghiere ascoltate puntualmente dal solito Daniel Martin che altrettanto puntualmente veniva respinto dopo 20 metri. Nelle prime 10 tappe della Vuelta siamo stati ripagati: scattano tutti, più volte e fanno la differenza. Nel gruppo non c’è la Sky che fa ritmi assurdi e i big si divertono a scattarsi in faccia. Veder scattare Quintana è un piacere, vederlo fare ancora a Contador sfiora il godimento.

2-La polemica sui powermeter. Capisco il senso del discorso di Quintana, ma lui non mi pare adattissimo ad issarsi su questo pulpito. L’utilizzo in corsa dei computerini, specie per mantenere alti e costanti i ritmi di corsa, fa molto videogioco ed ha snaturato il ciclismo o meglio l’ha cambiato. Può piacere o non piacere: anche tra gli appassionati ci sono analisti che godono della possibilità di avere dati scientifici su cui basare le proprie discussioni, è l’eterna lotta tra illuminismo e romanticismo (qui avrei voluto linkare un pezzo monumentale di Lorenzo/Corrado Guzzanti, ma non l’ho trovato in rete, sigh: …l’Illuminismo sà sempre la ragione…raggione ragggionamento….i Romantici invece…torto…torto marcio…cà a macchina sempre contromano…). Io penso che ognuno possa viverla come vuole senza stare a farne una colpa agli altri (ma non datemi del democristiano). D’altronde nella tappa in cui Nairo si è lamentato, alla fine ha vinto lui e Froome magari proprio per star dietro al computerino ha cominciato una rimonta (tra l’altro anche divertente) troppo tardi.

3-Gianni Meersman vince le volate. Dopo anni nessuno dei corridori con il cerchio rosso sul calendario per il mondiale s’è presentato alla Vuelta per fare la gamba. Il percorso del Qatar sarà per velocisti (roba da pistard…) e in Spagna ci sono poche tappe dedicate. Ecco che mancano tutte le ruote veloci ed ecco che rispunta Gianni Meersman che non vinceva una corsa WT dal 2013 (in quell’anno furono 2 tappe al Romandia e 2 al Catalogna). I nostri (Bonifazio in particolare, ma anche Sbaragli) non sono riusciti a piazzare la zampata vincente nemmeno qua…a proposito…

4-Gli italiani. Mancano le 2 nostre punte di diamante per i grandi giri: Aru campione uscente non ha avuto una gran stagione, un po’ me lo sarei aspettato in Spagna: peccato; Nibali, al di là dell’infortunio, penso avesse i due picchi già programmati che escludevano la Vuelta, ha vinto un gran Giro e stava salendo sul podio alle olimpiadi, non gli si poteva chiedere molto di più. E i presenti? Bene, molto bene Scarponi che perso il capitano Astana (Lopez era al suo primo GT, c’era tanta curiosità, peccato) sta difendendo con grinta una top10. Molto brillante anche Felline, dopo il ritorno alle corse sta avendo una stagione a cui manca solo l’acuto (benissimo al Tour de Pologne): ha rischiato di battere Meersman in una volata e ha fatto 10° nella unica vera salita affrontata sinora, senza limiti, come ci piace!! Peccato il mondiale sia troppo facile. Stessa cosa potremmo dire su Brambilla, che di soddisfazioni se ne è tolte ma alla fine terminerà la stagione forse con un retrogusto amaro: uno stato di forma così, ma non viene convocato per Rio e il Qatar non fa per lui, poteva piazzare l’acuto che non si dimentica più. Abbiamo intravisto negli arrivi anche Formolo, forza e coraggio ragazzo: lampi di ritorno. Ah a proposito di romanticismo: peccato quel secondo posto di lunedì per Bennati.

5-Come i 5 di una classifica generale di lusso. Quintana, Froome, Valverde, Chaves, Contador. Senza contare un Simon Yates settimo che ha vinto anche una tappa con fantasia e per il resto cerca di difendersi. Tra i primi cinque distacchi anche sensibili, il che consiglierebbe attacchi senza dover aspettare le ultime salite delle ultime tappe. Il vincitore sarà tra questi:

  • Quintana ha vinto “solo” un GT è giovane, ma la piega da “eterno” e quasi inerme piazzato che stava prendendo la sua carriera era pericolosa
  • a Froome hanno fatto fare talmente poca fatica quest’anno al Tour che forse riesce a fare la doppietta Francia-Spagna che nel passato è riuscita solo ad Anquetil (1963) e Hinault (1978), quando la Vuelta però era in primavera ad inizio stagione. Da quando (nel 1995) ha questa collocazione nel calendario, solo 5 volte il campione di Parigi si è presentato ai nastri di partenza, e l’unico a fare podio anche qua è stato Carlos Sastre, terzo nel 2008.
  • Valverde è esagerato. Terzo GT dell’anno ed ancora una brillantezza invidiabile. Difficilmente vincerà, ma dal podio da solo non se ne va, bisognerà buttarlo giù a suon di scatti, potrebbe anche provare l’acuto nell’ultima settimana.
  • Chaves ci ha provato, ma, pur appartenendo a questa classe, al momento ha qualcosa in meno rispetto agli altri 4. Se al Giro per alcuni era solo uno fortunato capitato nel momento giusto al posto giusto, penso che queste tappe tra questi mostri sacri abbiano convinto anche i più scettici.
  • Contador rischia di sporcare il suo percorso perfetto tra Giro e Vuelta, prima di questa: 6 partecipazioni, equamente distribuite, 6 vittorie (se preferite non contare il Giro 2010 sono 5/5). Fare 7/7 è davvero dura, ma rivederlo scattare, difendersi, danzare sulla bici proprio quando pensavamo fosse sul viale del tramonto vale più di ogni record. Il momento di svolta è stato la reazione sulla rampa (senza senso) della Camperona.

Cosa aspettarci ora?? 5 le tappe da non perdere che decideranno questa Vuelta

Sabato 3 settembre: Urdax-Dantxarinea / Aubisque – Gourette (196.1 km)
14v

Salita finale

Salita finale

Proprio una bella salita specie per gli arrembati corridori di questa Vuelta, senza pendenze da piccozza ma con un chilometraggi provante che viene in conclusione di una tappa con altri 3 GPM (di prima categoria) e lunga quasi 200 km. Qua arriverà già uno scossone forte alla classifica.

Domenica 4 settembre: Sabiñánigo / Sallent de Gállego. Aramón Formigal (118.5 km)

15 vv

Salita finale

Salita finale

Si sale a scale, peraltro la lunghezza complessiva è roba da juniores. Non farà molta differenza, pendenze abbordabili, anche se gli ultimi 3 km potrebbero ispirare un po’ di bagarre. Dipende anche da quanta fatica si è fatta il giorno prima. E poi è domenica, non c’è nemmeno il calcio, che volete fare? Guardare le motorette (cit.)?! (sì, anche quelle! Ndr)

Mercoledì 7 settembreCastellón / Llucena. Camins del Penyagolosa (177.5 km)

The last ramp

The last ramp

Mettiamo l’altimetria solo del finale. L’ultima rampa per questa edizione, se Dio vuole. Sono 4 km al 12,5% punte attorno al 20% ripetute più volte. Sapete già cosa accadrà, ma non riuscite a non guardarla. Magari la vince Valverde.

Venerdì 9 settembre: Xàbia / Calp (37 km)

La crono!

La crono!

Ed infine (quasi) arrivò la crono, non è quella del Chianti del Giro di quest’anno e per di più arriva a forze quasi finite con distacchi forse meno ampi, ma sono pur sempre quasi 50 minuti di corsa contro il tempo e Froome qua può fare il colpaccio. Ma occhio a dare tutto o troppo (tranquilli, con il computerino Froome sa tutto…zzzzz….) perché il giorno dopo si sale ancora:

Sabato 10 settembre: Benidorm / Alto de Aitana. Air Force Squadron (193.2 km)

20v

20 aa

La Vuelta 2016 finisce così

Tappa nervosa con finale non devastante alla “Alpe d’Huez”, ma comunque prosciugante: sono più di 20 km di salita (così a naso la salita più lunga di tutta la Vuelta) con pendenze pedalabili nella prima metà che rinforzano andando verso l’arrivo, niente rampe mostruose, se nella crono hai dato tutto questa salita comunque la senti e il rischio è grosso.

Quindi? Chi vincerà? Quintana!! Ma perché limitarsi al primo posto: secondo Froome, terzo Contador. Ve l’avessi detto subito non avreste letto tutto il resto!

azazelli

Da giovane registravo su VHS tutte le finali di atletica, mondiali ed olimpiadi, poi m'hanno cancellato il record di Donovan Bailey con Beautiful e mi sono dato al download. Vivo di sport, cerco di scriverne.

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