Taggato: Michele Scarponi

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Le 21 lezioni del Giro 100

21 lezioni sparse che abbiamo ricevuto da questo Giro d’Italia: Non era la prima volta che si chiudeva con una cronometro (la 18esima); non era la prima volta che proprio a causa della crono la maglia rosa cambiasse all’ultima tappa (la terza, dopo le ruote lenticolari di Moser e il cingolato di Hesjedal); è stata la prima volta di un olandese con il trofeo senza fine e nessuno l’aveva messo nemmeno nei primi tre nei nostri pronostici iniziali. A proposito di olandesi un pensiero va anche a Kruijswijk che, a differenza di Dumoulin, forse dopo l’anno scorso non avrà più una occasione...

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Vuelta 2016 – Nel mezzo del cammin

Nel mezzo del cammin della Vuelta a España mi trovai in una rampa oscura che portava al mio garage. Questa volta non siamo riusciti a fornire la solita copertura pre Grande Giro e ce ne scusiamo. La Vuelta comunque, al di là di un percorso alle volte monotono e ai confini del ciclismo, sta divertendo soprattutto grazie ai protagonisti che si stanno godendo la strada. Queste le 5 cose che abbiamo imparato in queste prime 11/12 tappe e le 5 che ci aspettiamo da qui alla fine. 1-Senza gli squadroni del ritmo ci si diverte di più (chi l’avrebbe mai detto). Abbiamo...

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Tour 2015 – La tappa che noi aspettavamo

Faccio una doverosa premessa. Questa non è un’analisi obiettiva della tappa di ieri. Non ne sono in grado e non cercherò di propinarvela come tale. Questa è una piacevole escursione di uno sportivo da divano leggermente sovrappeso (non discuterò sul leggermente, prendetelo come oro colato) che grazie a un manipolo di veri sportivi è tornato per un pomeriggio bambino. Come è noto lo sportivo da divano è quell’individuo che non pratica sport, se non in occasioni eccezionali e sempre con conseguenze terribili per il suo fisico. Lo sportivo da divano, inoltre, è capace di lamentarsi per la temperatura estiva con...

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FEBBRAIO 2012: anelli, Linsanity e fallimenti

Pochi giorni fa c’eravamo lasciati con Eli Manning e Tom Brady che si ringhiavano uno in faccia all’altro: i Patriots avevano ancora negli occhi lo sgarbo della stagione 2007, quella perfect season sfumata a pochi secondi dalla fine, la ricezione di casco di Tyree e tutto quello che ne era conseguito. Quello fatto da Manningham quest’anno forse è meno duro da digerire, ma porta con sé ancora una volta il marchio della sconfitta per Belichick: non è questione di casco, ma di unghie dei piedi, la palla di Eli è infinitamente più bella, il finale è sempre lo stesso. In...