Quel che passa il nastro – Speciale Italians: Donati, Napolitano, Baldi

Benvenuti nello spazio sul tennis di QCPLS, riprendiamo l’argomento sugli italiani a distanza in un mese dalla prima puntata sui migliori giovani azzurri. In questo mese è arrivato il grande exploit di Cecchinato che ha raggiunto un risultato storico con la semifinale a Parigi, senza dimenticarci un Fognini ad altissimi livelli, la buona stagione di Seppi che arriva alla sua amata erba e la crescita di Berrettini ormai saldamente nei primi 100 giocatori al mondo.

Per quanto riguarda i giovani, abbiamo parlato nella prima puntata dei tre forse più in voga in questo 2018 (Berrettini, Quinzi e Sonego), in questa seconda puntata analizziamo altri giocatori interessanti del biennio 95/96, Donati, Napolitano e Baldi.

Ripartiamo da Donati

Matteo Donati (’95)
Ranking ATP Live: 174
Soprannome: Donats

Donati non è certo un nome nuovo per chi segue assiduamente questa rubrica. Ha vissuto un primo ottimo periodo un paio di anni fa dove grazie ad ottime prestazioni nei challenger e la vittoria contro Giraldo al primo turno del Master 1000 di Roma era arrivato al suo best ranking al 159. Poi una discesa sorprendente anche a causa di un fisico gracile tendente all’infortunio. Matteo è andato in crisi di risultati sprofondando oltre al numero 400 del mondo ad Agosto 2017. Da lì una risalita lenta ma costante grazie ad una ritrovata condizione fisica che l’ha portato ad un 2018 che definirei molto solido sempre a livello Challenger. Da Aprile Quarti di Finale a Barletta e a Francavilla, semifinale ad Ostrava, finale a Vicenza e a Caltanissetta.
Matteo è forse il giovane più completo a livello di tennis, buon servizio e rovescio, gran dritto a comandare lo scambio. Essendo un più che discreto giocatore di doppio non disdegna il gioco a rete.
Il suo problema è la mobilità soprattutto laterale, spesso si fa trovare fuori posizione e fatica a giocare “remando”. O comanda lo scambio o sono dolori.
Best case: Roberto Bautista Agut

Stefano Napolitano (’95)
ATP Live: 248
Soprannome: Napo

Figlio di Cosimo che lo allena e lo segue nei vari tornei, Stefano ha un fisico perfetto per giocare a tennis essendo alto e “snello”. Al contrario di quanto la sua conformazione fisica potrebbe far pensare, Stefano è un giocatore prettamente difensivo con un servizio altalenante, ma che ha dei buonissimi fondamentali con il rovescio che è un suo colpo sottovalutato. In questo momento sta vivendo una fase di flessione della carriera dopo che, nell’estate scorsa, aveva vinto dei Challenger che l’avevano proiettato al Best Ranking alle soglie dei primi 150 al mondo. Unico acuto in questo 2018 la finale (persa) al challenger di Bergamo contro Berrettini. Da quel torneo non ha mai raggiunto i quarti di finale a livello challenger. Ed è un peccato perché siamo convinti che Stefano possa diventare un giocatore molto regolare a livello ATP. La testa probabilmente dovrà fare uno step ulteriore
Best case: Andreas Seppi

Filippo Baldi (’96)
ATP Live: 309
Soprannome: Filo

Associato al suo coetaneo Quinzi in età giovanile, Filippo Baldi è stato una grandissima speranza azzurra. Carriera juniores di buonissimo livello (numero 4 al mondo di best ranking) Baldi si è perso nel passaggio difficile ai Pro. Dopo anni passati a veleggiare attorno alla ottocentesima posizione giocando tornei futures in location sperdute, la svolta arriva nel finale della scorsa stagione, dove decide di trasferirsi all’accademia di coach Cinà a Palermo. I primi risultati arrivano subito con un ottimo torneo di qualificazione per le Next Gen di Milano 2017 (perde all’ultimo turno da Quinzi). In questo 2018 arriva l’exploit da ricordare, si qualifica al master 1000 di Roma e perde lottando al primo turno. Filippo ha uno stile di gioco molto elegante e polivalente. Ha un tennis fantasioso e non muscolare, paradossalmente potrebbe far bene anche sul veloce con il serve and volley. Puntiamo molto su di lui, potrà fare una bella carriera
Best case: Radek Stepanek

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