Tour de France 2015 – I Favoriti

 

Cycling - Tour de France - Grand Depart 2014 - Yorkshire - Yorkshire - 6/7/14 Marcel Kittel of Giant Shimano wearing the yellow jersey (R) climbs through Haworth with the peloton on Stage 2 Mandatory Credit: Action Images / Ed Sykes Livepic EDITORIAL USE ONLY.

Tre giorni alla partenza del Tour ed è tempo di preview. L’analisi del percorso ha fatto discutere, ma il campo partenti è stellare, tanto da renderci impossibile trovare un vero favorito. Ci sono tutti i migliori corridori per i grandi giri del ciclismo contemporaneo, due dei quali hanno già messo a segno il triplete. La speranza, come sempre, è che stiano in bici e superino la prima settimana. Dovesse succedere, state pronti a una delle migliori terze settimane di sempre.

I Favoriti

Alberto Contador (Tinkoff-Saxo) – Del suo tentativo di fare l’accoppiata Giro & Tour sapete già tutto. Dalla corsa italiana è uscito un po’ con la catena incatricchiata (credit to Riccardo Magrini): non ci è dato sapere se fosse un rischio calcolato per arrivare con il picco di forma nel prossimo mese o se qualcosa è andato storto. Dopo il Giro è comprensibilmente sparito fino alla Route du Sud (vinta su Quintana). Un campo partenti di questo livello non gli permetterà di recuperare da eventuali cadute come successo in Italia e dovrà stare molto attento specie nella tappa del pavé. Resta comunque il più esperto tra i quattro e il più intraprendente. Se la condizione dovesse arrivare strada facendo, l’ultima settimana sarà sempre all’attacco e darà spettacolo.

Chris Froome (Team Sky) – L’inglese starà controllando un giorno sì e l’altro pure le previsioni meteo del luglio francese, vero (ed unico?) tallone d’Achille di un corridore che se bastasse pedalare sarebbe pressoché invincibile. Saper guidare la bici però resta uno degli elementi chiave per domare il grande riccio transalpino: l’anno scorso cadde una manciata di volte ancor prima che arrivasse il temuto pavé. Per il resto, gli organizzatori davvero non lo hanno a cuore, considerando i soli 14 km a cronometro individuale. Dovrà alternare frullate improvvise a continui controlli del computerino. Spesso lo vedremo sfilarsi, difficilmente lo vedremo staccarsi.

Vincenzo Nibali (Astana Pro Team) – 2015 in fotocopia rispetto all’anno passato. Invisibile a primavera, qualche sprazzo al Delfinato e poi vittoria nel Campionato italiano. Manca solo luglio. Solo che quest’anno al via ci sono tutti i migliori e difficilmente due di loro si autoelimineranno come nel 2014. Occhio però perché i tempi di ascesa e i wattaggi prodotti dallo Squalo l’anno scorso erano paragonabili a quelli di Froome nel 2013. E anche non fosse proprio al livello degli altri in salita, può sempre provare a fregarli con un colpo di mano, un attacco in discesa o col suo bike handling sublime. E se l’Astana del Giro è un indicatore di ciò che verrà, con Kangert, Scarponi, Fuglsang e Taaramae c’è da aver paura.

Nairo Quintana (Movistar Team) – Indubbiamente è il meno chiacchierato tra i favoriti, e lui certo non se ne lamenta, abituato com’è a correre sotto il radar. A differenza degli altri, però, Quintana deve ancora far vedere tutto il suo potenziale e sta solo annusando la piena maturità ciclistica. Se migliora rispetto agli anni precedenti, in salita può essere ingiocabile e l’assenza di una crono lunga gli giova terribilmente. Non da sottovalutare l’impatto che la Movistar potrebbe avere nella crono a squadre, con Malori, Dowsett e Castroviejo a far da treni. Non è testato sulle pietre, ma ho come la sensazione che sia l’unico che possa andar dietro a Nibali sul pavé.

Froome che guarda il computerino e ci trova scritto: ROSIK

Froome che guarda il computerino e ci trova scritto: ROSIK

Da Podio

Thibaut Pinot (FDJ) – Se c’è un outsider, uno, su cui scommetterei un euro per la vittoria finale è lui. Non ha ancora mostrato di poter stare col gotha dello sport in salita, ma ci è spesso andato vicino. E in questo Tour di salita ce n’è tantissima. Il suo vero limite è la squadra, non tanto perché sarà meno protetto rispetto agli altri leader, quanto per i minuti che rischia di perdere nella crono a squadre. Sì, minuti.

Romain Bardet (AG2R La Mondiale) – Questo è un pupillo della redazione, anche se forse per il podio è presto. Su tappa singola, specie quelle più vallonate o con discese tecniche, può anche essere il migliore di tutti. Ma sulle salite vere non ha mai convinto del tutto. E’ però un corridore coi coglioni, e in questo ricorda un po’ il Nibali più acerbo. Se c’è occasione di attaccare lui non si tira indietro.

Tejay Van Garderen (BMC Racing Team) – Stiamo ancora aspettando che faccia il definitivo salto di qualità nei grandi giri (in realtà solo aza lo aspetta). Non tutti sono precoci come Quintana, certo, ma a 27 anni devi battere. Corridore completo, che non eccelle né in abilità né in coraggio, decisamente nel miglior momento di forma in carriera. Esce forte dal Delfinato. Confermare il quinto posto già ottenuto in passato sarebbe oro.

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Wilco Kelderman (Team Lotto NL-Jumbo) – Stagione illeggibile per il talentino olandese, che dopo non aver brillato nelle molte corse di una settimana disputate, ha stravinto il titolo nazionale a cronometro, davanti a uno specialista come Dumoulin. Forse segue il modello Nibali, con un superpicco a luglio e poco altro. Peccato che di crono al Tour quest’anno praticamente non ce n’è.

Alejandro Valverde (Movistar Team) – Forse più per le tappe che per la generale, ma ha speranze di maglia gialla nella prima settimana. Ci sono molti arrivi adatti alle sue caratteristiche, al punto che potrebbe anche pensare alla classifica a punti. La Movistar verosimilmente sarà tutta al servizio di Quintana, ma se qualcosa dovesse andare storto, Valverde difficilmente sta fuori dai 5.

Joaquim “Purito” Rodriguez (Team Katusha) – Questo sarà il 21esimo grande giro corso in carriera (6 Giri, 3 Tour e 11 Vuelta) e sinora non ne ha mai vinto uno (il Giro 2012 perso per 16″ da Hesjedal gli fa ancora male). Ha avuto una stagione in lento ma costante crescendo, con una buona primavera tra Paesi Baschi ed Ardenne. Se riesce ad uscire indenne dal pavé, magari trainato da Kristoff, le tante rampe sul menù potrebbero vederlo protagonista.

Ce ne sarebbero in realtà molti altri, che ci limitiamo a menzionare: Peraud, Talansky, Rui Costa, Uran, Kruijswijk, Rolland, Mollema. Tutti possono ambire a un piazzamento in top10, ma è verosimile che molti ne rimangano esclusi. Tra i gregari di lusso, attenzione a Majka, Poels e Fuglsang se i rispettivi capitani dovessero fallire.

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Per le tappe

Dovevano esserci tutti i migliori velocisti del mondo, e invece Kittel ha dato forfait (bel 2015 finora) e Bouhanni si è spaccato il gomito al Campionato francese, per cui sarà a mezzo servizio. C’è ovviamente Cavendish, che rimane il più forte nelle volate classiche, ci sono Kristoff, Sagan, Matthews e Degenkolb per quelle un po’ più complicate, e c’è il gorilla Greipel per tutto il resto (trova sempre il modo di vincerne una). Tra gli outsider, segnaliamo Sam Bennett della Bora Argon, l’ex campione francese Demare e il nostro Davide Cimolai, oltre al redivivo Boasson Hagen.

Per le tappe tappe vallonate e con muri nel finale, oltre ai già citati Sagan e Matthews, non possiamo non citare il nostro grande idolo Greg Van Avermaet, che troverà sicuramente il modo per andare a podio in 4-5 tappe senza mai vincere. Occhio anche al talentino francese Gallopin, al campione del mondo Kwiatkowski e al volpone Simon Gerrans. Chi è uscito fortissimo dal Delfinato è Tom Dumoulin, che non potendo contare su molti km a cronometro proverà a far saltare il banco in qualche tappa mossa. Per la frazione sulle pietre i favoriti sono i soliti noti: Kristoff, Degenkolb, Cancellara, Stybar, Vanmarcke, Boom, Sagan. Ovviamente ammesso e non concesso che Pippo Pozzato decida di lasciarli vincere.

Quanto alle fughe da lontano, mi aspetto molto dalla Cannondale-Garmin. Talansky, Dan Martin e Hesjedal potrebbero puntare a far classifica, ma meglio una vittoria di tappa o un piazzamento tra i 10 nella generale? Stesso discorso vale per Rui Costa, che vinse due frazioni nel 2013 dopo aver perso terreno nella generale. Voeckler, Arredondo, Bak, Geschke, Jungels, Teklehaimanot, Weening e Chavanel sono i nomi da cercare nelle fughe della prima ora e nella classifica della maglia a pois.

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Giovani e belli

Adam e Simon Yates (Orica Greenedge) – Il 2014 è stato l’anno di Adam, quest’anno invece ha brillato più Simon. Entrambi hanno il pedigree per fare bene nelle corse a tappe e vengono a misurarsi per la prima volta con la Grande Boucle. La squadra sta cercando di levare pressione dicendo che punteranno alle tappe. Difficile crederci.

Warren Barguil (Team Giant Alpecin) – Il giovane transalpino (classe 91) è al suo primo Tour dopo aver disputato la Vuelta per due anni di fila. Nel 2013 vinse due tappe, mentre l’anno scorso chiuse nei 10 pur non avendo una squadra che lo supportasse. Invisibile finora quest’anno, ma atteso all’expoloit dai connazionali.

Luis Meintjes (MTN-Qhubeka) – Annata molto solida per l’astro nascente del ciclismo africano che ha vinto la Settimana Coppi e Bartali e si è piazzato in varie corse, sfiorando la top10 alla Liegi. Viene al Tour per fare esperienza, ma potrebbe stare coi migliori in alcune tappe di montagna.

Men Elite # 141 Meintjes Louis (RSA) on the break with 4km to go during the Elite Men Road Race at the 2015 AFRICAN CONTINENTAL CHAMPIONSHIPS - ROAD in Wartburg, South Africa

Albo d’oro

2014 | Vincenzo Nibali

2013 | Chris Froome

2012 | Bradley Wiggins

2011 | Cadel Evans

2010 | Alberto Contador Andy Schleck

2009 | Alberto Contador

2008 | Carlos Sastre

2007 | Alberto Contador

2006 | Floyd Landis Oscar Pereiro

Twitter

L’account Twitter ufficiale della corsa è @letour, mentre per i commenti live potete usare l’hashtag #TDF. Aggiornamenti in tempo reale su questa lista

Betting (quote prese da bet365)

betting bet365

Fabio Aru?! E perché non Pozzato?

Starting list (da direttaciclismo.it)

starting list tour 2015

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16 Risposte

  1. salsadinuvole85 ha detto:

    Contador o vince o salta,se ne frega del podio…questo è importante perchè può essere l’ago della bilancia,in fatti mi chiedo se attacca da lontano gli altri cosa faranno?Nibali ha anche molte discese per tentare di guadagnare secondi…Quintana è alla prova del 9,ha palesato qualche paura in discesa nelle ultime uscite;Froome è quello con meno credito a mio modo di vedere,deve andare più forte del 2013 se vuole vincere e non ha cronometro a disposizione.Curiosi di vedere Uran cosa farà.
    Ne approfitto per farvi conoscere questo piccolo Video promo che ho fatto con momenti del Tour 2014..aspettando il Tour 2015: http://www.youtube.com/watch?v=4yf2feCCOcI

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