Tour de France 2017 – Il Percorso

Vorrei essere diplomatico, equilibrato, sereno. Limitarmi alla fredda cronaca, insomma. Ma non ce la faccio: il percorso di questo Tour de France tira fuori tutto il nazismo che ho da sempre tenuto nascosto nelle mie viscere. La Francia non sarà l’Italia, quanto a varietà di strade e di profili, però le possibilità per mettere insieme 21 tappe interessanti sono comunque infinite.

E invece ci becchiamo una roba immonda, con almeno metà delle frazioni che potrebbero finire in volata, con pochissimi km a cronometro e tappe di montagna insipide. Un Tour che a scegliere le 7-8 tappe più belle fai fatica a tirarci fuori un buon Giro del Delfinato. Un Tour facile, quasi roba da junior, dove fare la differenza sarà incredibilmente complicato. La corsa la fanno i corridori, si sente dire spesso. Cazzate. La fanno quando possono farla. Provate a mettere 21 tappe sull’autostrada del sole e poi venitemi a dire che i corridori non sono stati abbastanza coraggiosi.

Il Tour de France 2017 è il Grande Giro peggio disegnato che io abbia mai visto. E adesso vi spiego perché.

Tappa 1Sabato 1 luglio, Dusseldorf – Dusseldorf (cronoprologo, 14 km)

Una delle tappe più interessanti del Tour 2017, e ho detto tutto. Si parte dalla Germania con una breve crono cittadina. Non ci sono difficoltà altimetriche, ma parecchie curve tecniche. Roba per specialisti e per gente che sa guidare la bici. Abbastanza lunga per fare distacchi, senza comunque ammazzare la corsa. L’ideale all’inizio di una Grande Giro. Difficoltà: **

Tappa 2Domenica 2 luglio, Dusseldorf – Liege (203.5 km)

Programmare un arrivo di tappa a Liegi e farci una tappa per velocisti. Compito non banale che gli organizzatori del Tour svolgono con grandissima disinvoltura. Una pena. Difficoltà: *

Tappa 3 – Lunedì 3 luglio, Verviers – Longwy (212.5 km)

Sostanzialmente la stessa roba di ieri, con la variante di un arrivo in leggera salita (1,6 km al 6%), quindi più adatto ai Sagan, Matthews e Colbrelli di questo mondo. Difficoltà: **

Tappa 4 – Martedì 4 luglio: Mondorf-Les-Bains – Vittel (207.5 km)

Sostanzialmente la stessa roba di ieri, ma con la variante di un arrivo completamente piatto, quindi più adatto ai Kittel, Greipel e Bouhanni di questo mondo. Difficoltà: *

Tappa 5 – Mercoledì 5 luglio, Vittel – La Planche des Belles Filles (160,5 km)

Il primo arrivo in salita di quest’anno arriva presto ed è sufficientemente duro da creare già qualche distacco. La frazione è breve e relativamente semplice con un solo colle di terza categoria a riscaldare le gambe prima dell’ultima asperità. La bagarre per attaccare La Planche des Belles Filles tra le prime posizioni sarà incredibile, quindi occhio alle cadute che rischiano di escludere qualche contender.

Salita dalle pendenze molto cattive per gli standard francesi, ma piuttosto corta. Entrata da poco nei percorsi del Tour, è già nell’immaginario dei tifosi grazie a quell’arrivo a telecamere fisse, con i corridori che emergono uno a uno da dietro l’ultima rampa al 20%.

Per fare la differenza bisogna partire ai -4. Di solito il primo arrivo in salita è quello in cui Froome dice: io sono io e voi non siete un cazzo. Vediamo se il tasmaniano è d’accordo. Difficoltà: ***

Tappa 6Giovedì 6 luglio, Vesoul – Troyes (216 km)

Giustamente dopo una tappa molto dura, ci voleva un po’ di relax per i corridori. Ci sono colli di quarta categoria in questo Tour che manco il ponte della Ghisolfa. Difficoltà: *

Tappa 7Venerdì 7 luglio, Troyes – Nuits-Saint-Georges (213,5 km)

Giustamente dopo una tappa di relax, ci voleva un altro po’ di relax per i corridori. Siamo a 5 volate su 7 nella prima settimana. Difficoltà: *

Tappa 8Sabato 8 luglio, Dole – Station des Rousses (187,5 km)

Il weekend più interessante del Tour (spoiler: gli altri sono tragicomici), comincia con una bella frazione di media montagna nella zona dello Jura. Viene dopo una settimana incredibilmente semplice, quindi corridori freschi e possibili attacchi, magari anche prima dell’ultimo colle.

La tappa è interamente vallonata, con qualche strappo non categorizzato e tre GPM che assegnano punti. I primi due, Col de la Joux (6 km al 5%) e Cote de Viry (7,5 km al 5%), sono relativamente semplici, ma la Combe de Laisia-Les Molunes è una salita vera.

Complessivamente sono quasi 12 km al 6,5%, una salita classica da Tour: regolare e senza pendenze impossibili. Bisogna andar su di ritmo, meglio se dietro al proprio treno, ma gli attacchi possono far male specie negli ultimi 4 km. Dalla vetta mancano circa 12 km per andare al traguardo, quasi tutti pianeggianti.

Conteranno le gambe, ma anche la strategia, perché avere un compagno in appoggio può fare la differenza. Sulla carta gli uomini di classifica dovrebbero muoversi, ma domani c’è il giorno più duro del Tour, quindi rischiamo di rimanere delusi. Difficoltà: ****

Tappa 9Domenica 9 luglio, Nantua – Chambéry (181,5 km)

La tappa regina di questo Tour 2017 non è alpina, né pirenaica. E’ la tappa del Mont du Chat, una salita mostruosa che troneggia sullo Jura, colpevolmente dimenticata per anni dagli organizzatori della corsa gialla. Dopo 50 km di mangia e bevi, è tempo di mettere il rapportino e portarsi nelle prime posizioni del gruppo, perché il Col de la Biche misura oltre 10 km al 9%.

Qui se la fuga non è ancora andata via sarà guerra aperta e i velocisti chiameranno a gran voce il gruppetto. Dalla vetta ci sono 15 km di discesa molto ripida e poi si riprende a scalare: il Grand Colombier (8,5 km al 105) è un’altra salita molto dura. Un po’ presto per vedere i capitani all’attacco, perché ci sono tanti km in valle da percorrere, ma le gambe se la ricordano e presenteranno il conto più tardi.

Ai -25 ecco la salita più dura del Tour 2017, una bestia di quasi 9 km con pendenze costantemente oltre il 10%. Vista recentemente al Giro del Delfinato, dove ha creato distacchi enormi, è un’ascesa che non concede respiro, specialmente da metà in poi. Attenzione anche alla discesa veramente tecnica e adatta ai coraggiosi. Qui si fa un pezzo di Tour, e nemmeno tanto piccolo. Difficoltà: *****

RiposoLunedì 10 luglio.

Tappa 10Martedì 11 luglio, Périgueux – Bergerac (178 km)

Due tostissimi cavalcavia per convincere Kittel che anche lui può vincere una tappa di montagna. Difficoltà: *

Tappa 11 – Mercoledì 12 luglio, Eymet – Pau (203,5 km)

Oggi non sono nemmeno riusciti a trovare un secondo cavalcavia per assegnare punti. Il che è incredibile considerato che si arriva a Pau, una città ai piedi dei Pirenei. Difficoltà: *

Tappa 12 – Giovedì 13 luglio, Pau – Peyragudes (214,5 km)

La prima frazione pirenaica costringe gli uomini di classifica a ridestarsi da un torpore durato 3 giorni tondi. Tappa lunga (lunghissima per gli standard di questo Tour) e con diversi colli nel finale, è ben disegnata anche se priva di fantasia (gli ultimi 60 km sono identici alla 17esima tappa del 2012).

Si sta tranquilli per più di 100 km, poi il Col de Menté (7 km all’8%) mette tutti in fila indiana. E’ il preludio a un finale complicato, dove chi ha da recuperare terreno può anche provare ad attaccare da lontano.

Negli ultimi 40 km non c’è praticamente un metro di pianura. Si parte con il Port de Balés (11,7 km al 7,7%), salita irregolare che va su a strappi, poi un breve tratto di discesa, falsopiano e ancora discesa per tornare in valle. Da qui comincia il Peyresourde (10 km all’8%), terreno di caccia ideale per chi vuole prendersi tappa e forse maglia.

Scalata 61 (!) volte nella storia del Tour, è una tipica salita francese che va su regolare e non dà mai spazio per recuperare. Per andare all’arrivo dalla vetta c’è una brevissima discesa e poi i 2.4 km all’8,4% verso Peyragudes. Qui nel 2012 vinse Valverde che era in fuga. Difficoltà: ****

Tappa 13 – Venerdì 14 luglio, Saint-Girons – Foix (101 km)

Nel giorno più importante per la Francia, uno schiaffo in faccia ai puristi del ciclismo. Va bene che lo sport evolve, va bene che bisogna osare, ma 100 km di tappa non si fa, raga, NON SI FA. Questo non è il Tour de l’Avenir, questa è la corsa che elegge il ciclista più forte del mondo, è il TOUR DE FRANCE porca troia.

Non bastasse l’abominio, giunge notizia che a causa di frane il Col d’Agnes potrebbe essere cancellato. Poi mi direte che le tappe brevi incoraggiano gli attaccanti e tutte le altre cialtronate che non riesco nemmeno a commentare. Difficoltà: lasciatemi solo.

Tappa 14Sabato 15 luglio, Blagnac – Rodez (181,5 km)

Non è nemmeno brutta in sé, ma un giorno il Tour ci spiegherà il senso di mettere tutte le tappe di montagna in giorni feriali e sta roba nel weekend. Son 180 km non semplici da interpretare, specie da metà in poi: un paio di brevi salite sopra il 7% e almeno un altro strappo duro nel finale. L’arrivo a Rodez è tosto (500 mt quasi al 10%). Difficoltà: ***

Tappa 15 – Domenica 16 luglio, Laissac-Sévérac l’Église – Le Puy-en-Velay (189,5 km)

Allora lo so che dovrei analizzare il percorso ma qui vi beccate un’altra delle mie filippiche su tutto ciò che non va di questo Tour. La tappa 15 è forse l’unica pensata espressamente per una fuga da lontano (almeno sulla carta), il che per me è terribilmente triste. Perché se il fan della domenica e in parte anche gli organizzatori credono che sia figo avere tutte tappe prevedibili, in cui vincono sempre o i migliori scalatori o i migliori velocisti, io dico no grazie.

E dico che è stupendo quando l’ultimo stronzo di una squadra continental può giocarsela per un giorno con i Froome, i Contador e i Valverde di questo mondo. Questo è il sale del ciclismo, e non dovete togliermelo. Difficoltà: ***

Riposo – Lunedì 17 luglio.

Tappa 16Martedì 18 luglio, Le Puy-en-Velay – Romans-Sur-Isère (165 km)

La terza settimana si apre con una tappa mista che strizza l’occhio ai velocisti. Con le squadre discretamente riposate, non dovrebbe essere un problema riprendere la fuga e prepararsi alla volata negli ultimi 100 semplicissimi chilometri. Difficoltà: **

Tappa 17 – Mercoledì 19 luglio, La Mure – Serre Chevalier (183 km)

E’ mercoledì, e giustamente ci becchiamo una delle tappe più intriganti di tutta la corsa. Per la prima volta in questo Tour (non è un typo) si sale sopra i 2000 metri, in quella che è la penultima chance per gli scalatori di fare la differenza.

Pronti via il Col d’Ornon manda via la fuga di giornata, breve discesa verso Allemont e poi di nuovo su per la lunghissima scalata al Croix de Fer (24 km al 5%). E’ una salita infinita, con una sezione centrale molto dura, ma dubito che qualcuno ci provi sul serio, anche visti i tanti km in valle prima del Telegraphe, che comincia ai -64.

La combo col Galibier è una delle più care al Tour de France, che qui ha visto scrivere pagine di leggenda. I primi 12 km sono costanti al 7%, poi si scende per 5 km e si ricomincia a salire con pendenze molto irregolari. La prima metà del Galibier non è difficile, ma gli ultimi 8 km sono costantemente sopra l’8%, con tratti anche in doppia cifra.

Chi deve recuperare non può aspettare le ultime rampe, e occhio all’altitudine che nel finale non fa prigionieri. Dalla vetta ci sono ancora 28 km per andare al traguardo di Serre Chevalier. Difficoltà: *****

Tappa 18Giovedì 20 luglio, Briançon – Izoard (179,5 km)

A 4 giorni dalla fine del Tour, ecco l’ultima tappa di montagna di questa edizione 2017, l’ultima occasione per chi vuol far sognare i tifosi. 120 km sostanzialmente pianeggianti sono il preludio al Col de Vars (9 km al 7,5%), un’altra di quelle salite classiche da Tour che partono piano e si infiammano nel finale.

Non sarebbe adattissima ad azioni da lontano, ma è now or never per tutti quelli che inseguono, quindi daje con gli attacchi e poche chiacchiere. Dallo scollinamento ci sono 18 km di discesa e altri 17 in valle, prima di attaccare l’ultima grande salita di quest’anno.

Altro colle epico, con cui la corsa gialla ha un rapporto lunghissimo. Sono 14 km al 7,3%, con una prima metà relativamente dolce e poi pendenze sempre più cattive che si avvicinano al 10%. Si torna tra l’altro sopra i 2000 metri e alla fine mancherà l’aria. Per fare distacchi bisogna attaccare presto, non c’è domani per gli scalatori puri. Difficoltà: ****

Tappa 19Venerdì 21 luglio, Embrun – Salon-de-Provence (222,5 km)

Per chiudere in bellezza il Tour 2017 gli organizzatori hanno pensato a un weekend finale pieno di fuochi d’artificio, con due tappe per velocisti e una crono breve. Questo è il più complicato tra i due arrivi in volata, con l’ultimo colle di terza categoria a 50 km dal traguardo. Difficoltà: **

Tappa 20 – Sabato 22 luglio, Marseille – Marseille (22,5 km)

Questo è un Tour talmente semplice che 22 km a cronometro potrebbero davvero fare la differenza. Si gira intorno a Marsiglia su un percorso prevalentemente piatto, ma con uno strappo di un paio di km a sparigliare il mazzo. Bisogna stare attenti a non bruciarsi nella prima metà, altrimenti si paga dazio pesantemente in salita. Con questa siamo a 37 km totali di crono, roba da junior. Difficoltà: ***

Tappa 21Domenica 23 luglio, Montgeron – Paris (103 km)

Decima tappa pianeggiante del Tour. Decima. Non stappo lo champagne nemmeno se me lo regalano. Difficoltà: ∞

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