Giro d’Italia 2016 – Analisi del percorso

 

Le tappe del Giro d'Italia 2016

E’ maggio, è tempo di grandi giri e della corsa più dura del mondo. Non c’è niente che assomigli al Giro. Non si va ai ritmi forsennati del Tour e non ci sono i cento muri della Vuelta, ma tutte le tappe del Giro d’Italia hanno un tranello, uno strappo piazzato là per far smadonnare i velocisti, un tratto di strade strette e curve assassine. Chi arriva alla fine ringrazia il suo Dio e prende tutti gli applausi che si merita.

Il giro 2016 è il fratellastro della versione 2015. Si consolidano alcuni trend interessanti, come i tanti km a cronomentro (ben 3 individuali quest’anno) e la volontà di mettere raramente la salita più dura a fine tappa. Pochissimi gli arrivi in montagna, ma tante tappe intermedie e vallonate che spesso fanno ancora più differenza. Il grosso cruccio è la pletora di passi sopra i 2000 metri (ben 9) con conseguente rischio di annullamento in caso di maltempo.

(Qui trovate la preview relativa ai corridori: favoriti, outsider, possibili sorprese, ecc, ecc: Giro 2016 – I Favoriti)

Tappa 1, Apeldoorn / Apeldoorn (Cronoprologo individuale, 9,8 km) – Venerdì 6 maggio, ore 13.45

T15_MadonnaDC_2_altFormalmente non è un prologo, perché più lungo di 8 km, ma di quello si tratta in sostanza. Completamente pianeggiante e su lunghi rettilinei, è roba per specialisti. Si assegna la prima maglia rosa quindi molti la faranno alla morte. Distacchi non superiori ai 30 secondi tra gli uomini di classifica. Difficoltà: ***

Tappa 2, Arnhem / Nijmegen (Pianeggiante, 190 km) – Sabato 7 maggio, ore 12.40

T13_Jesolo_altPrima tappa in linea e primo arrivo in volata. Il Berg en Dal è un muro di 1 km al 6% (ultimi 400mt al 10%), che assegnerà la prima maglia blu, ma è troppo lontano dal traguardo per smuovere le acque. Verosimile che la fuga si giochi i punti per la maglia e poi venga ripresa. Arrivati a Nijmegen c’è un circuito cittadino di circa 8 km da ripetere due volte. Difficoltà: *

Tappa 3, Nijmegen / Arnhem (Pianeggiante, 190 km) – Domenica 8 maggio, ore 12.40

T13_Jesolo_altLa proverbiale fantasia olandese ci regala una tappa uguale a quella di ieri, col non banale stratagemma di invertire città di partenza e di arrivo. Altro arrivo di gruppo al 100%. Difficoltà: * per i corridori, *** per gli spettatori che non capiranno se la RAI sta mandando la replica del giorno prima.

Lunedì 9 maggioRIPOSO

Tappa 4, Catanzaro / Praia a mare (Vallonata, 200 km) – Martedì 10 maggio, ore 12.20

T15_MadonnaDC_2_altCol primo giorno di riposo in cantiere, la corsa rosa torna in Italia per una tappa insidiosa interamente su suolo calabrese. Si sta tranquilli per 120 km, ma poi arrivano le prime salite del Giro: Bonifati (5,5 km al 6%) e San Pietro (5,3 km al 7%). Dalla cima di quest’ultima mancano 50 km, una discesa super tecnica e tanti saliscendi. L’ultimo strappo di giornata (1,8 km all’8%) arriva a 10 km dal traguardo. Tappa difficile da controllare e adatta a uomini da Classiche. Occhio che si sta spesso sulla costa e il vento può far male se la giornata è propizia. Difficoltà: ***

Tappa 5, Praia a mare / Benevento (Vallonata, 233 km) – Mercoledì 11 maggio, ore 11.30

T15_MadonnaDC_2_altSi continua a risalire la costa tirrenica con una frazione molto lunga e ricca di falsopiani. C’è qualche salita qua e là, di cui solo una assegna punti per la maglia blu. Sulla carta è tappa da fughe, ma se qualche velocista si sente particolarmente bene può chiedere alla squadra di fare la corsa. L’arrivo a Benevento è su porfido e in leggera salita, ma non dovrebbe creare problemi. Difficoltà: **

Tappa 6, Ponte / Roccaraso (Montagna, 157 km) – Giovedì 12 maggio, ore 12.50

6Primo arrivo in salita, il classico GPM appenninico che non dirà molto su chi può vincere il Giro, ma ci farà capire chi verosimilmente l’ha già perso. Dopo 35 km la prima asperità di giornata, i 18 km al 5,6% di Bocca della Selva che servono a far andar via la fuga. Seguono discesa e tanti km in valle. L’ascesa verso il Rifugio Aremogna comincia ai -17 dal traguardo:

6bE’ una salita irregolare, con un primo blocco di 5 km al 7,5%, una parte centrale pianeggiante e poi altri 3 km al 7,5%. Nel finale si assesta, ma gli ultimi 500 mt sono di nuovo molto duri. Ideale per treni che vanno su di ritmo, col gruppo che perde pezzi da dietro. Mi aspetto attacchi solo nell’ultimo tratto e una volata da gruppo ristretto per giocarsi la vittoria. Difficoltà: ***

Tappa 7, Sulmona / Foligno (Pianeggiante, 211 km) – Venerdì 13 maggio, ore 11.55

T15_MadonnaDC_2_altTappa di transizione prima dei fuochi d’artificio del secondo weekend. Il profilo regala un po’ di brio a una frazione che in realtà è quasi sempre pianeggiante. La fuga ha una chance comunque, perché il Valico della Somma (6,7 km al 5%) può far naufragare molti velocisti se fatto a buona andatura. Difficoltà: **

Tappa 8, Foligno / Arezzo (Vallonata, 186 km) – Sabato 14 maggio, ore 12.25

T15_MadonnaDC_2_altE poi eccola lì, la tappa che ti scombina i piani, quella che ti fa dire: cazzo, siamo al Giro d’Italia. Si ritorna dopo qualche anno sulle strade bianche toscane, in salita per giunta, e la mente corre veloce a quel giorno epico del Giro 2010. La frazione di quest’anno è molto più semplice, con 160 km di sostanziale nulla, prima dell’unico vero pericolo di giornata: l’Alpe di Poti.

8cSono 8,6 km al 6,4%, ma solo i primi due su asfalto. Da lì in poi comincia lo sterrato, con una rampa iniziale al 14% e un km pieno sopra il 10. Poi spiana, ma attenzione che è sempre ghiaia, quindi chi è in crisi continua a soffrire. A 3 km dalla vetta si ricomincia a salire con pendenze costanti al 7%. Da lì ci sono 12 km di discesa, prima della sparata finale verso Arezzo, ma l’ultimo km è di nuovo in salita. Tappa di grande fascino, che rischia di diventare leggendaria in caso di maltempo. Chi ha coraggio può fare la differenza, anche per la classifica generale. Difficoltà: ***

Tappa 9, Radda in Chianti / Greve in Chianti (Cronometro individuale, 40,5 km) – Domenica 15 maggio, ore 12.35

9Continua la tradizione delle grandi crono a tema vinicolo, questa volta sulle colline del Chianti. Qui si fa un pezzo di Giro: finora si era scherzato, ma da oggi nessuno si può più nascondere. Lasciate perdere il profilo che è fin troppo generoso: è una crono dura, molto tecnica, ma non per scalatori. Il colle più duro, quello finale, misura circa 5 km al 3,5%.

La prima parte però è un dedalo di stradine e curve secche, mentre la discesa finale è molto tecnica. Non è necessariamente una crono per specialisti, ma per gente che sa guidare la bici, un po’ come quella del 2013 a Saltara. Può fare distacchi pesanti soprattutto se qualcuno ci arriva col fiato corto. Difficoltà: *****

Lunedì 16 maggioRIPOSO

Tappa 10, Campi Bisenzio / Sestola (Montagna, 219 km) – Martedì 17 maggio, ore 11.10

10Gran bella tappa di media montagna. Arriva dopo il giorno di riposo e conta quasi 220 km, per cui facile che qualcuno la paghi più del dovuto. Il profilo è da mal di testa e per una volta non mente: colli, colli e ancora colli con un finale molto nervoso.

Due salite nei primi 70 km servono a mettere acido nelle gambe, ma è la parte centrale quella più temibile, con 50 km di strappi e discese che ricordano le classiche in Belgio. Se una squadra ha voglia di infliggere dolore agli avversari, questo è il posto giusto. A 32 km dal traguardo comincia la fase finale, con l’ascesa verso Pian del Falco.

10bSulla carta sono 16 km al 5%, ma sono gli ultimi 4 a contare per davvero. La discesa che segue non è banale, per cui anche un attacco solitario ha possibilità di andare al traguardo, nonstante i 7 km che portano all’arrivo di Sestola siano costanti al 5%. Conterà la tattica, oltre che le gambe, perché un compagno può far comodo a chi è in difficoltà ma anche potenzialmente a chi ha attaccato. Oggi qualcuno esce di classifica. Difficoltà: ****

Tappa 11, Modena / Asolo (Pianeggiante, 227 km) – Mercoledì 18 maggio, ore 11.45

T15_MadonnaDC_2_altInteressante diversivo alle tappe per sprinter puri. Per 200 km si taglia pianura Padana su strade pianeggianti, poi arriva il muro di Forcella Mostaccin (3 km al 7,8%), discesa tutta curve, mangia e bevi per 10 km e l’ultimo strappo già dentro Asolo a 3,5 km dal traguardo. Adatta a cacciatori di tappe e finisseur, scommetto che Cancellara l’ha cerchiata di rosso. Difficoltà: ***

Tappa 12, Noale / Bibione (Pianeggiante, 182 km) – Giovedì 19 maggio, ore 13.00

T15_MadonnaDC_2_altChevvedevodì? Difficoltà: *

Tappa 13, Palmanova / Cividale del Friuli (Montagna, 170 km) – Venerdì 20 maggio, ore 12.30

T15_MadonnaDC_2_altIl Giro incontra le Alpi e lo fa in Friuli, nella prima di tre tappe che possono dare uno scossone alla corsa. Ci sono da scalare 4 GPM, di cui 2 di prima categoria. La prima salita è inedita: si chiama Montemaggiore e misura 8 km al 9%. Nella sua interezza (circa 12 km complessivi) è una bestia stile Mortirolo, ma fortunatamente per i corridori si svolta ai 4 km dalla vetta e si comincia a scendere. Discesa super tecnica, strappo di 2 km al San Martino, altra discesa da grandi cojones e poi l’ascesa verso Crai (9 km al 6,3%). Sarebbe già una tappa insidiosa così, ma da qui mancano altri 90 km e soprattuto Cima Porzus::

S05_Valcava_3DComincia ai -40 ed è una salita molto dura, quasi 9 km all’8,2 % su strade strette. Trampolino perfetto per attacchi da lontano anche da uomini di classifica se hanno fegato, considerato che dalla vetta mancano poco più di 30 km. I primi 11 sono di discesa, anche questa non banale, poi si attacca subito l’ultimo GPM di giornata (6 km al 7,8%), breve ma cattivo specie da metà in poi. La discesa è corta e ci sono 7,5 km in valle per andare al traguardo. La collocazione della tappa, poco prima delle due frazioni più importanti del Giro, non faciilta le imprese, ma sognare è lecito con un profilo del genere. Difficoltà: *****

Tappa 14, Alpago / Corvara (Montagna, 210 km) – Sabato 21 maggio, ore 11.05

T15_MadonnaDC_2_altInchinatevi alla tappa regina del Giro 2016. 6 GPM, 4800 mt di dislivello complessivo per un’autentica gemma di 210 km. Tolto il lungo falsopiano iniziale verso Arabba, partenza storica per la Granfondo delle Dolomiti e viatico per il Passo Pordoi, non c’è un metro di pianura. Mai, nemmeno sul traguardo.

Il trittico che segue il Pordoi, con Passo Sella, Passo Gardena e Campolongo è roba che spezzerà le gambe anche a vari professionisti. Se vai in crisi qui, comincia a pregare la Madonna perché andare all’arrivo sarà una via crucis. Ai -50 comincia il Passo Giau, e anche in questo caso la penultima salita è quella decisiva:

Profilo altimetrico del GPM Passo Giau, Giro d'ItaliaQuesto è un passo che ha fatto la storia recente del Giro, coi suoi 10 km al 9,4%. Costante e brutale, è una salita che non lascia campo. Inutile farsi seghe mentali su come verrà corsa la tappa. Qui, dopo tutta quello che c’è stato in precedenza, la selezione verrà da sola e mi sorprenderei di trovare più di 3-4 corridori scollinare davanti. L’ultimo GPM di giornata è il Passo Valparola (11,5 km al 6%), sulla carta semplice ma che potrebbe creare gap enormi se uno non ne ha più.

Occhio perché dopo la discesa non è finita: il Muro del Gatto (400 mt al 13%) metterà gli ultimi chiodi sulla bara di chi è in crisi. Uno dei più bei profili che io abbia mai visto in una corsa ciclistica, rischia di essere tappa leggendaria a prescindere dalle intenzioni dei corridori. Arriveranno uno a uno, distrutti, sperando che la notte non porti brutte notizie. L’unica paura è che i molti passi sopra i 2000 mt possano essere annullati in caso di maltempo. Difficoltà: *****

Tappa 15, Castelrotto / Alpe di Siusi (Cronoscalata, 10,85 km) – Domenica 22 maggio, ore 13.20

T15_AlpeSiusi_altCollocazione discutibile per questa cronoscalata, che per il resto ha grande fascino e chance di creare distacchi rilevanti. I primi 2 km sono in falsopiano, ma la parte centrale va costantemente attorno al 9% di pendenza. Spiana nel finale, ma i danni a quel punto saranno irrecuperabili. Attenzione all’intertempo piazzato molto presto e che dirà poco sui reali valori in campo, da lì in poi le cose possono cambiare drammaticamente. Difficoltà: ****

Lunedì 23 maggioRIPOSO

Tappa 16, Bressanone / Andalo (Montagna, 133 km) – Martedì 24 maggio, ore 11.30

Profilo altimetrico della tappa 16 Giro d'Italia 2016Dopo l’ultimo giorno di riposo gli organizzatori non fanno sconti alle squadre, con una frazione veloce e forse sottovalutata. Scendendo dall’Alto Adige verso il Trentino si incontra il Mendelpass (15 km al 6,8%), vecchia conoscenza del Giro che arriva troppo lontano dal traguardo per stuzzicare l’ambizione dei capitani. Il vero test di giornata lo si affronta 50 km più tardi ed è una gran salita.

S05_Valcava_3DGià vista qualche giorno fa al Giro del Trentino, è roba da togliere il fiato. I primi 8 km sono secchi all’8% e non danno mai tregua. Considerando la brevità della tappa si correrà a velocità folli, per cui chi ha la giornata storta rischia di pagare un fio pesantissimo. Dal GPM la discesa è cortissima, poi si ricomincia a salire verso Andalo su pendenze quasi sempre molto dolci. L’arrivo è in piano. Difficoltà: ****

Tappa 17, Molveno / Cassano d’Adda (Pianeggiante, 196 km) – Mercoledì 25 maggio, 12.35

T15_MadonnaDC_2_altLa quiete prima della tempesta. C’è qualche colle all’inizio, ma gli ultimi 80 km sono un tavolo da biliardo. A 500 mt dal traguardo una curva a gomito rischia di creare qualche ingorgo, ma dovrebbe essere una volata di gruppo. Difficoltà: *

Tappa 18, Muggiò / Pinerolo (Vallonata, 240 km) – Giovedì 26 maggio, ore 11.15

T15_MadonnaDC_2_altLa frazione più lunga del Giro inaugura il trittico della verità per chi sogna la maglia rosa. Per 170 km lunga traversata della Pianura Padana tra Lombardia e Piemonte, poi cambia tutto: 30 km vallonati, si entra a Pinerolo e si affronta per la prima volta il muro di San Maurizio (450 mt al 14,5%, su pavé). Da qui mancano circa 30 km, ma la parte più interessante deve ancora venire.

S05_Valcava_3DPramartino (5 km al 10%) sembra un muro spagnolo, e arrivando alla fine della terza settimana può far male a tanti. Anche la discesa che segue è terreno fertile per chi ha voglia di attaccare. Rientrati a Pinerolo bisogna scalare nuovamente il San Maurizio, che sarà decisivo perché dalla cima mancano solo 2 km. Qualcuno vorrà andare di conserva in vista dell’ultimo weekend, ma attacchi ce ne saranno per forza. Difficoltà: ***

Tappa 19, Pinerolo / Risoul (Montagna, 162 km) – Venerdì 27 maggio, 12.45

T15_MadonnaDC_2_altPrimo dei due tapponi che decreteranno il vincitore di questo Giro, mette insieme la Cima Coppi e l’arrivo in salita più duro della corsa. Dopo 50 km sostanzialmente pianeggianti, comincia la lunga ascesa verso la vetta più alta di questa edizione, dapprima con pendenze all’1-2% che si fanno via via più cattive. Quando si arriva a Casteldelfino, con le gambe già pesanti per i 35 km di falsopiano, inzia ufficialmente il Colle dell’Agnello.

E’ una salita monumentale (21,3 km al 6,8%), con gli ultimi 9 brutali km praticamente al 10% e ad alta quota, quindi con difficoltà respiratorie un po’ per tutti. La selezione verrà in automatico, malgrado in pochissimi avranno il coraggio di provare un’azione seria da qui. Dalla vetta a quota 2744 mt ci vogliono infatti altri 44 km, di cui più della metà in valle, prima di attaccare l’ultima asperità di giornata.

S05_Valcava_3DSembra una salita da Tour e in effetti siamo da un pezzo in territorio francese. Le pendenze diventano più dure col passare dei km e gli ultimi 3 sono davvero molto duri. Probabile che gli uomini di classifica si diano battaglia qui, a meno che qualcuno non si senta in vena di imprese. Distacchi ce ne saranno in ogni caso. Difficoltà: ****

Tappa 20, Guillestre / Sant’Anna di Vinadio (Montagna, 134 km) – Sabato 28 maggio, ore 20.45

T15_MadonnaDC_2_altUltimo scontro tra i big, ultima potenziale giornata di goduria per chi guarda da casa. Quasi interamente da correre in Francia, è una tappa di alta montagna vecchia scuola, con 4 GPM e oltre 4000 metri di dislivello complessivo. Pronti via si comincia a scalare il Col de Vars (18 km al 6%) e si andrà a cannone perché questa è l’ultima occasione per gli artisti delle fughe. Breve discesa e un po’ di pianura per arrivare a Jausiers, dove si attacca il secondo gigante di giornata, la Bonette (22 km al 6,7%).

Salita da pendenze costanti, sfianca piano piano, ma alla fine bisogna anche fare i conti con l’altitudine. Si scollina infatti a 2715 mt di altitudine, proseguendo su una discesa veloce e molto lunga, con qualche tornante impegnativo. In valle ci sono altri 15 km circa prima di cominciare il Colle della Lombarda (20 km al 7,5%):

S05_Valcava_3DE’ l’ultima opportunità per chi volesse dare un calcio alla classifica, una salita molto lunga e irregolare. La parte iniziale è quella più dura e sicuramente qualcuno dovrà provarci già da qui. Occhio ancora una volta all’altitudine, che alla fine di una frazione del genere chiederà il conto ai corridori. Dalla vetta ci sono 8 km di discesa su strade strette e poi il muro verso l’arrivo di S. Anna di Vinadio (2,3 km all’8%).

Se hai voglia di provare a vincere il Giro questa tappa ti offre tutte le possibilità del mondo. Oggi non si fanno prigionieri, si attacca alla morte e poi si vede se qualcuno è rimasto sulla ruota. Tanto da domani ci si può riposare. Difficoltà: *****

Tappa 21, Cuneo / Torino (Pianeggiante, 163 km) – Domenica 29 maggio, ore 12.45

T15_MadonnaDC_2_altSpumante, gente che si fa i selfie, la De Stefano che fa un servizio nostalgico su quanto era figo Totò Commesso e una l’ultima chance per i (pochi) velocisti rimasti. Difficoltà: *

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63 Risposte

  1. 4 maggio 2016

    […] potenziali vincitori ne contiamo una manciata, complice un percorso che richiede capacità di sapersi adattare a tutti i terreni, ma gli outsider (alcuni alla loro prima esperienza con la corsa rosa) paiono piuttosto affamati. E […]

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