Liegi Bastogne Liegi 2017 – Preview

Liegi Bastogne Liegi 2017 preview

(Foto Graham Watson)

Si chiude la primavera delle Classiche: è il momento della Liegi. 260 km di colli su strade complicate dove servono motore, bike handling, tempismo, fondo e un po’ di fortuna. Questa è la Doyenne, la decana, la più antica tra tutte le Classiche. E da grande vecchia le spetta il compito di chiudere degnamente quella che è stata una tra le più belle primavere di ciclismo che io ricordi. Nessuna gara è stata scontata e il più forte ha quasi sempre vinto. Speriamo che non sia la Liegi a tradirci.

Percorso

Il profilo è molto simile a quello dell’anno scorso, ma con un finale leggermente diverso. Rimangono Col du Rosier e il Col du Maquisard a cavallo del duecentesimo chilometro di gara ed è qui che si entra nel vivo della corsa. Ai -36 c’è la temutissima Redoute: 2 km al 9% che sono spesso trampolino ideale per gli attacchi più coraggiosi.

Seguono 10 km di mangia e bevi, poi arrivano Roche-aux-Faucons e ai -6 il Saint-Nicolas, che storicamente è l’ultima speranza per chi non può aspettare la volata. Quest’anno non c’è il Cote de Naniot, ma si tira dritto verso Ans, con il consueto arrivo in salita adattissimo ai migliori puncher del gruppo.

Liegi 2017 percorso

I favoriti

Alejandro Valverde (Movistar) – Altro che vino, questo invecchia come una trappista belga. Nel 2017 ha già vinto Murcia, Andalucia, Catalunya, Pais Vasco e varie tappe in giro per la Spagna. Nettamente il corridore più affidabile per le Ardenne. Viene dal quinto successo alla Freccia (nessuno come lui nella storia del ciclismo) e conta 29 podi in Classiche vallonate dal 2003 ad oggi. L’anno scorso pagò la giornata fredda e piovosa, quest’anno non teme rivali.

Michal Kwiatkowski (Sky) – Non il corridore più costante della Terra, ma quanto a talento questo è veramente la creme de la creme. Con Strade Bianche e Sanremo già in bacheca, ha approcciato la settimana delle Ardenne col piglio di chi vuole prendersi tutto. Battuto solo da Gilbert all’Amstel, torna alla Liegi dov’è stato già terzo nel 2014. Ha la sparata per aspettare il finale, ma anche il coraggio per partire da più lontano. E raramente sbaglia negli ultimi 10 km.

Michal Kwiatkoski Liegi 2017

(Foto Bettini)

Pronti a vincere

Dan Martin (Quickstep) – Fuori Alaphlippe per un problema al ginocchio, fuori anche incredibilmente Phil Gilbert (che a quanto ci dicono ha vinto l’Amstel con un rene perforato), l’irlandese rimane capitano unico della Quickstep. Protetto da qualche bel bestione abituato a limare e prender vento, dovrebbe approcciare gli ultimi 50 km con grande tranquillità. Se sta in piedi è indubbiamente tra gli uomini da battere, anche perché questa corsa l’ha già vinta nel 2013. Bene alla Freccia Vallone.

Rui Costa (Lampre) – Bell’inizio di stagione per il corridore portoghese che a febbraio ha sfiorato il Giro dell’Oman per poi vincere ad Abu Dhabi. Si è nascosto da lì in poi ma sembra vicino a un secondo picco di forma. Ha bisogno di corsa dura, malgrado non sia quasi mai tra i coraggiosi che provano a renderla tale. Se arrivano in 3-4 ha anche lo spunto per vincere in volata, altrimenti è quasi sempre battuto.

Sergio Luis Henao (Sky) – dopo sfighe, sospensioni per doping, incidenti e tanti altri cazzi sembra finalmente giunta l’ora di Sergio Henao. Corridore esplosivo e dal grande motore, perfetto per le vallonate, ha spesso tradito nel momento in cui lo si attendeva al salto di qualità. Quest’anno però ha già vinto la Parigi – Nizza e creato l’azione poi rivelatasi decisiva all’Amstel. Considerate le tante armi della Sky (a proposito, probabilmente mancherà il campione uscente Poels per infortunio), può anche giocare d’anticipo.

Michael Albasini (Orica) – svizzero, classe ’80, anche lui uno che si scopre sempre più forte al passare degli anni. Fino al 2015 non era mai entrato in top50 alla Liegi, e poi l’anno scorso BOOM: secondo. Se la settimana delle Ardenne ci ha detto qualcosa è che pochi sono più in forma di lui (terzo all’Amstel, quinto alla Freccia). Lui è uno che non voglio mai avere a ruota quando entro ad Ans.

(Foto Fabrice Coffrini/AFP/Getty Images)

Quelchepassa Outsider

Tim Wellens (Lotto-Soudal) – Meno arrembante dell’anno scorso, ma quando lo vedo attaccare da lontano io confesso di sciogliermi sempre come neve al sole. È uno che fa sempre la corsa, spesso troppo presto per il suo bene, e che preferisce giornate fredde e molto piovose. Se volete qualcosa fuori dagli schemi consueti lui è l’uomo su cui puntare.

Greg Van Avermaet (BMC) – Questa non dovrebbe mai essere la corsa di Greg, ma non doveva esserlo nemmeno l’Olimpiade e poi sul podio più alto c’è salito lui. Se uno vince Roubaix, Omloop, Gent-Wevelgem e Harelbeke nella stessa stagione per me può vincere qualsiasi cosa. All’Amstel dodicesimo, ma per poco non agganciava il gruppo buono. Forse in calo di condizione, forse non arriverà nei primi 30. E chissefrenega.

Romain Bardet (Ag2r) – Coraggio, bike handling e parecchia cazzimma: sono queste le doti del miglior corridore francese per le Ardenne. Lui ha un feeling speciale con la Doyenne, se è vero che in 4 partecipazioni è sempre arrivato in top15. Anche lui ha bisogno di corsa pazza e anche lui di solito prova a renderla tale. Un outsider, senza dubbio, ma di grande fascino.

Romain Bardet Liegi preview

Chi è rimasto fuori?

Di outsider ce ne potrebbero essere una valanga: da Roman Kreuziger a Rigoberto Uran, passando per Warren Barguil, Nathan Haas e Tony Gallopin. Chi ha dato ottimi segnali alla Freccia è Dylan Teuns (terzo), che correrà in appoggio a GVA e già l’anno scorso restò coi migliori fino alla fine. In caso di problemi per Dan Martin, le altre carte spendibili in casa Quickstep sono Petr Vakoc e Bob Jungels, il primo protagonista alla Freccia del Brabante, il secondo alla quella Vallone. Adatto alla Liegi sembra anche Ion Izagirre (Bahrain), mentre l’Astana dovrà correre all’arrembaggio, magari con un colpo da lontano di LuLu Sanchez.

Gli italiani

Non vinciamo la Liegi dal 2007, quando a trionfare fu Danilo Di Luca, ma è una corsa in cui possiamo essere protagonisti. Chi è andato più vicino a vincerla in carriera è Enrico Gasparotto (Bahrain), che sembrava in gran forma prima di cadere all’Amstel. Anche il suo compagno di squadra Giovanni Visconti può dire la sua, ma raramente fa risultato alla Doyenne. Dovranno verosimilmente correre da gregari sia Diego Rosa che Gianni Moscon (Sky), malgrado entrambi abbiano la stoffa per essere protagonisti. Un altro che sulla carta potrebbe far bene è Diego Ulissi, che però non ha mai dimostrato di poter reggere i 250 km. Tanta curiosità intorno a Fabio Felline (Trek), solido in tutte le classiche corse finora e molto a suo agio quando la corsa diventa lunga e dura.

Albo d’oro

2016 | Wout Poels

2015 | Alejandro Valverde

2014 | Simon Gerrans

2013 | Daniel Martin

2012 | Maksim Iglinskij

2011 | Philippe Gilbert

2010 | Aleksandr Vinokurov

2009 | Andy Schleck

2008 | Alejandro Valverde

2007 | Danilo Di Luca

Plurivincitori

Alejandro Valverde tra i corridori ancora in attività è l’unico che compare nella classifica di coloro che hanno vinto la Liegi-Bastogne-Liegi almeno 3 volte (2006, 2008, 2015). Assieme a lui a quota tre ci sono Alfred De Bruyne (1956, 1958, 1959), Alfons Schepers (1929, 1931, 1935) e Leon Houa (1892, 1893, 1894). Vincendo anche quest’anno, il murciano aggancerebbe il nostro Moreno Argentin (1985, 1986, 1987, 1991). Resta per ora irraggiungibile il cannibale Eddie Merckx con 5 successi a Liegi (1969, 1971, 1972, 1973, 1975). Oltre al già citato Valverde, saranno altri 3 i corridori in corsa ad aver vinto la Liegi: Daniel Martin (2013), Simon Gerrans (2014) e Wout Poels (2016). Ultima doppietta: Michele Bartoli (1997, 1998)

In TV

Solita doppia copertura per le monumento: la Liegi-Bastogne-Liegi andrà in onda sia sui canali Rai (inizio trasmissione ore 13.30, immaginiamo con ampio salotto iniziale) che quelli Eurosport (live dalle 14).

Twitter

L’account Twitter ufficiale della corsa è @LiegeBastogneL, mentre per i commenti live potete usare l’hashtag #LBL, oltre al più italiano #EurosportCiclismo  per comunicare con i telecronisti di Eurosport, che spesso trovano il modo di interagire con i telespettatori. Aggiornamenti in tempo reale sulla corsa e non solo anche su questa lista.

Starting list (da Pro Cycling Stats, in aggiornamento automatico)

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