Paga Kelly

Perplessità ovunque

Perplessità ovunque

Il Black Monday ha avuto un discreto anticipo quest’anno. Il pesce grosso che è finito nella rete è stato Chip Kelly, da poche ore ex head coach dei Philadelphia Eagles, ai quali era arrivato con estremo interesse e curiosità praticamente 3 anni fa. Le aspettative sul suo conto, dopo gli anni ad Oregon, erano molte alte e solo in parte erano state attese sinora. Parliamo di una stagione da 10 vittorie con annessa vittoria divisionale nel primo anno, 10 vittorie anche nel secondo anno ma senza la postseason, e 6 vittorie quest’anno (con ancora una week da giocare) in quella che doveva essere una division ampiamente alla portata e definitivamente sfumata con la sconfitta di sabato scorso, in casa, contro i Redskins.

Al di là del numero delle vittorie, l’impressione è stata di un livello di gioco che è andato lentamente in calando o comunque che non è cresciuto con il passare degli anni, come invece ci si potrebbe aspettare quando ci si imbarca in una sorta di rivoluzione quale era il suo ingaggio. Il suo licenziamento è comunque una sconfitta per il movimento in generale, perché al di là delle singole rivalità o antipatie, è sempre interessante assistere ad un tentativo di portare una ventata diversa all’interno di un sistema così studiato come è il mondo del football professionistico in America.

Ma Kelly al di là delle prestazioni sul campo ondivaghe ma non così disastrose, paga per il suo operato da GM, con una carta bianca che gli è stata garantita dalla proprietà (e in queso Lurie quanto meno è corresponsabile) e che in queste offseason ha prodotto più sconquassi che migliorie o quanto meno non così tante migliorie come ci si poteva aspettare considerando la mole degli interventi apportati. Se Kelly è un grande conoscitore di football (e questo sinceramente non me la sento di metterlo in dubbio), non è un grande conoscitore del mondo NFL, non può esserlo e quindi molte delle sue mosse tendenzialmente hanno impoverito a livello di talento una squadra che forse non era adatta al suo credo (o al suo carattere), ma che aveva bisogno di un vero GM per destreggiarsi in maniera più consapevole all’interno del mercato NFL. Il paragone che si faceva spesso con Jim Harbaugh in questo è abbastanza impietoso, considerando le abilità di Baalke nel costruire quella squadra.

So che per molti tifosi Eagles in realtà il talento non è diminuito, provo ad argomentare il mio punto di vista prendendo solo i casi più eclatanti, senza dilungarmi troppo: McCoy più che a livello tattico, penso abbia pagato la questione caratteriale ed economica, perché sembrava fatto dal sarto per il suo sistema offensivo, sono arrivati Murray e Mathews: il primo pare non si sia per nulla integrato e rappresentava comunque un piano di ripiego (si era rincorso Gore), il secondo ha continuato ad alternare buone prestazioni ad infortuni e fumble, proprio come a San Diego. Il parco ricevitori è passato da una coppia completa come DeSean Jackson e Jeremy Maclin a giovani speranze che hanno faticato a trovare una loro continuità (Matthews bene quest’anno, Agholor sinora piuttosto spaesato), la linea offensiva si è invecchiata e ha calato il rendimento, quella difensiva vive delle azioni da dominatore di Cox (scelto da Kelly, grazie per la segnalazione, errore di “conto”), ma non ha mai trovato pass rusher affidabili sul lungo periodo, Alonso arrivato dalla trade di McCoy è sembrato il nonno del giocatore che era pre infortunio, ecc ecc…

Non si sono mai capiti.

Non si sono mai capiti.

Poi per carità non è che ha sbagliato tutto, la mossa Bradford  per esempio (seppur fosse stata descritta come pedina per arrivare a Mariota) stava iniziando a pagare dividendi, ma in generale facendo un bilancio, sembra una squadra rivoluzionata ma non migliorata ed in questo il Kelly GM ha fallito.

Non è un caso che i due compiti HC e GM siano sostanzialmente divisi un po’ ovunque, mi viene in mente l’eccezione Belichick, che non può essere paragonato a Kelly e che a quei gradi ci è arrivato sul campo.

Questi sembrano essere sostanzialmente i motivi della rottura, l’ammissione di colpa della società nell’avergli dato questa carta bianca, l’incapacità di Kelly di accettare di farsi da parte nella gestione del personale.

Ed ora? Non so cosa farà Philadelphia, è davvero troppo presto per iniziare a lucrare su eventuali nomi, di certo il roster era stato costruito per un certo tipo di football e non sarà facile andare a modificarlo, ragion per cui forse al di là di tutto un altro anno Kelly se lo sarebbe anche meritato.

Kelly che adesso viene spinto a forza verso i Titans a riunirsi con il suo Mariota in una squadra che avrà di nuovo una delle primissime scelte il prossimo anno. Onestamente sono curioso di vederlo ancora in NFL, magari in una situazione meno oppressiva come è Philadelphia con la sua stampa e con le sue pressioni (azzarderei ingiustificate) ed in questo i Titans non sarebbero così male. Tornare al college ora non sarebbe così facile (tutte le big house hanno già sistemato i loro coaching staff), anche se penso che per lui, anche prendendosi un anno sabbatico, sarebbe la cosa più facile da fare, quella con il rischio minore, nella quale (a sensazione, penso ad USC ad esempio) avrebbe chance di successo molto vicine al 100%.

Ma Kelly non credo voglia abbandonare il mondo della NFL senza aver dimostrato a tutti che “si può fare” ed in fondo da questa prima esperienza qualcosa avrà imparato anche lui.

azazelli

Da giovane registravo su VHS tutte le finali di atletica, mondiali ed olimpiadi, poi m'hanno cancellato il record di Donovan Bailey con Beautiful e mi sono dato al download. Vivo di sport, cerco di scriverne.

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