Il misterioso caso di come siamo arrivati a Rio

“Non succede ma è successo. Andiamo a Rio!”. Ci svegliavamo con questa frase la mattina del 23 settembre 2015 (alcuni erano già svegli, in realtà, a causa dell’indegno fuso orario giapponese) e con la notizia ufficiale che la nostra nazionale di pallavolo maschile si era qualificata al primo colpo per i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro.

Un’impresa che ha avuto dello straordinario: gente che piangeva, che si buttava dalle finestre, che alle 3 o 4 del mattino urlava di gioia. L’entusiasmo era tale non solo perché era arrivata la qualificazione in un contesto con squadre di altissimo livello, le quali vantano campioni del mondo e continentali, ma soprattutto perché il match che ci ha portato al risultato fu uno storico (ed indimenticabile, siamo molto nostalgiche da questo punto di vista) 3-1 contro i campioni del mondo della Polonia. Polonia che, dopo non aver perso neanche un match fino a quest’ultima partita contro l’Italia, si vedeva sfuggire da sotto il naso la qualificazione per una mera questione di quoziente punti (trovandosi Stati Uniti, Italia e Polonia a parità di partite vinte e di punteggio).

Arrivavamo, perciò, alla fine di questo primo torneo di qualificazione, secondi, e insieme a Stati Uniti e Brasile eravamo le prime tre squadre a conquistare il pass per i giochi olimpici.

Giubilo in tutto il regno, grandi festeggiamenti, ma è solo l’inizio di tutto.

Subito dopo, ad inizio ottobre, si è svolto il torneo di qualificazione sudamericano (CSV) che ha visto vincitori i nostri amici argentini, con conseguente grigliata commemorativa organizzata a casa di Luciano DeCecco. A gennaio 2016, è la volta dei tornei di qualificazione nordamericano (NORCECA) ed europeo (CEV), che hanno portato alla qualificazione rispettivamente di Cuba e Russia. Anche l’Egitto si qualifica ad inizio anno vincendo il torneo di qualificazione africano (CAVB). Tornata finale a maggio, con i tornei di qualificazione A (in Giappone) e B (in Messico). Nella terra del Sol Levante passano i campioni del mondo della Polonia, i campioni di foto di gruppo della Francia, Iran e Canada. In Messico, invece, con grande sorpresa di tutti e inaspettatamente, trova il suo posto alle olimpiadi… il Messico.

Questo il quadro generale, che vedrà le squadre divise in due gironi da 6.

Nel girone A avremo i padroni di casa del Brasile, Canada, Francia, Italia, Messico e Stati Uniti.

Nel girone B si incontreranno invece Polonia, Russia, Cuba, Argentina, Egitto e Iran.

Dalla fase a gironi si qualificano le prime quattro squadre ai quarti, e le squadre del girone A incontrano quelle del girone B. E dai, che forse noi italiani (e ci speriamo tutti) ce la caviamo per un pelo!

Italvolley, I gironi olimpici

I gironi olimpici

Tutte le gare si svolgono nella spettacolare cornice del Ginasio do Maracanaziño che può ospitare una cosina tranquilla come 12000 persone. Se consideriamo che queste saranno per l’85% brasiliane, prevediamo sintomatologia a livello cranico, almeno per chi non è abituato ad avere a che fare con brasiliani appassionati di volley. Le squadre giocheranno per tutto l’arco della giornata, dalla mattina fino a notte inoltrata, a giorni alterni con il torneo femminile. E durante tutto il giorno l’illuminazione all’interno del palazzetto sarà impostata su “spiaggia di Copacabana, ore 12:00”, quindi non vi dovrete stupire se alle undici di sera le telecamere si imbatteranno in strani figuri con gli occhiali da sole. Non stanno facendo after o per lo meno non è solo per quello.

Teatro olimpico (da skyscrapercity.com)

Teatro olimpico (da skyscrapercity.com)

Ma arriviamo al sodo. Anche se di sodo ci sono solo i bicipiti di Pippo Lanza. La nostra nazionale, i nostri eroi metropolitani, i nostri allegri Spiderman di quartiere. Gli azzurri dell’Italvolley.

Guidati dal ct Gianlorenzo (in arte Chicco o “ragazzi per favore”) Blengini si presentano in quel di Rio con un organico di tutto rispetto. Rispetto guadagnato negli anni agli aperitivi di tutta Italia.

Cominciano dai cervelli della squadra, quelli dalle cui mani passano tutti i palloni. Al palleggio abbiamo l’esperienza di Daniele Sottile e la spensieratezza della gioventù di Simone Gianelli, a cui consigliamo la visione del film Zoolander visto le espressioni che ci ha proposto nelle foto degli ultimi eventi ufficiali.

Al reparto opposti il remake di “Veline”, il biondo Ivan Zaytsev e il moro Luca Vettori. Quello che Nietzsche definiva “apollineo e dionisiaco”, e noi “lo spritz e l’acqua santa”.

Nomi del calibro di Oleg Antonov, Osmany Juantorena e Filippo Lanza (Pippo per i documenti ufficiali) sono i nostri rappresentanti di banda. A pochi giorni da Rio, ancora non abbiamo a referto la vera età anagrafica di Antonov.

Ma il bello viene ora, perché si sa che quando si parla di centrali si parla di ignoranza. Tre i nostri: il capitano Emanuele Birarelli, lo speaker radiofonico Matteo Piano e Simone Buti, che non ha bisogno di descrizioni. Per noi, è già MVP del torneo, a prescindere dal risultato finale.

Concludiamo con i liberi: Salvatore Rossini e Massimo Colaci. Quella ventata di allegria e accollamento molesto che arriva direttamente dalle splendide spiagge del nostro Mezzogiorno. Personalmente, al posto di un libero avremmo portato il buon vecchio Jiri Kovar di modo da avere le piadine sempre calde e pronte, ma le scelte del commissario tecnico non si discutono (pubblicamente).

Un piccolo tributo agli esclusi di eccellenza: Simone Anzani, Giulio Sabbi, Gabriele Maruotti ed Enrico Cester.. Possano loro fare aperitivo in pace e da lassù contribuire con tifo ignorante sui social.

Italvolley, Italia!

Italia! (da @ElenaZanutto)

Si parte per Rio con molti dubbi, ma con l’assoluta certezza che alla fine Bruno e Lucas prepareranno il Churrasco per tutti. Previsioni? Una di noi dice che gli azzurri si giocheranno il bronzo, nel dubbio andiamo a berci una Caipirinha guardando l’orizzonte e immaginando che quella collina di rifiuti tossici nel Mar Adriatico assuma la forma sfuocata del Cristo sul Corcovado, o se preferite di Kevin Le Roux.

PS. Se volete seguirci ci trovate su twitter @la_sorellanza, promettiamo live tweeting molesto e commenti sapidi su tutto quello che ruota attorno al mondo della pallavolo.

La Sorellanza

La Sorellanza è un'associazione che si impegna nel portare all'attenzione mondiale il volley, soprattutto il trash che c'è dietro. CEO: Luca Vettori.

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